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Vigili del Fuoco e operatori di ENPA Milano salvano un piccolo di capriolo caduto nel Naviglio Pavese

Se l’è vista davvero brutta il piccolo capriolo finito ieri mattina nelle acque del Naviglio Pavese a Zibido San Giacomo: sono stati i Vigili del Fuoco a trarlo in salvo e a consegnarlo stremato agli operatori di ENPA Milano che lo hanno immediatamente trasferito presso la clinica veterinaria dell’ente.

La Strada Provinciale che in quel tratto costeggia il Naviglio Pavese, è stata bloccata al traffico dalla Polizia Locale per consentire ai Vigili del Fuoco lo svolgimento delle operazioni di soccorso: una volta catturato, l’animale risultava essere molto debole e ipotermico tanto da non riuscire a stare in piedi. Probabilmente era caduto in acqua da tempo e il disperato tentativo di sopravvivere alle acque fredde del canale, nuotando per cercare una via che gli potesse consentire di guadagnare nuovamente terra, lo avevano davvero messo a dura prova.

 

Per questo motivo, dapprima i pompieri e successivamente gli operatori di ENPA Milano, lo hanno asciugato coprendolo con coperta isotermica. Soltanto dopo essere stato trasferito presso i locali dell’associazione – dove ha ricevuto le prime cure dei veterinari –  il capriolo è riuscito piano piano a recuperare le forze per rimettersi in piedi.

Nel pomeriggio di ieri, una volta stabilizzato, il piccolo di capriolo è stato trasferito al CRAS di Vanzago.

“Passato lo spavento e superata la notte, oggi in tarda mattinata il capriolo è stato liberato.” ha dichiarato Ermanno Giudici Presidente di ENPA Milano “Tutte le operazioni di soccorso sugli animali selvatici, in particolare quelli molto facilmente soggetti a stress come i caprioli, devono essere svolte nel più breve tempo possibile per evitare all’animale di subire situazioni che potrebbero portarli anche alla morte”.

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ENPA e Vigili del Fuoco salvano 12 anatroccoli in pericolo in Darsena a Milano

Sono stati tratti tutti in salvo i 12 anatroccoli di germano che questa mattina sono finiti all’interno delle paratie della Darsena di Milano, poste prima che le acque del Naviglio finiscano sotto piazza XXIV Maggio.

L’allarme è stato lanciato alle 9, da un passante che le ha sentite starnazzare mentre cercavano disperatamente di risalire la corrente nel tentativo di non finire nella parte in cui il Naviglio si intomba. Il cittadino ha subito telefonato a ENPA Milano per chiedere di intervenire in loro soccorso.

 

Veri momenti di disperazione anche per la madre dei piccoli che ha assistito a tutta la fase di recupero dei propri anatroccoli da parte degli operatori di ENPA Milano in collaborazione con il Nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Poi però non è stato possibile catturarla perché poco prima della fine delle operazioni, probabilmente spaventata, si è allontanata in volo.

“Non era mai accaduto di dover intervenire per una situazione simile in quel posto in Darsena” ha dichiarato Ermanno Giudici Presidente di ENPA Milano “Negli anni passati come molti ricorderanno, questi salvataggi sono avvenuti quasi per lo stesso motivo sul Naviglio Martesana, all’altezza di Melchiorre Gioia, appena prima che il naviglio si intombi sotto la strada. Anche questa volta, nonostante tutto, è andata bene grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, nostri preziosissimi alleati. Dopo la verifica sul loro stato di salute tutte le piccole anatre saranno trasferite al Centro Recupero Animali Selvatici di Vanzago, gestito dal WWF”.

 

È vietata la riproduzione non autorizzata delle foto.

Per foto: www.agenziafotogramma.it

 

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Salvate delle papere nella martesana

Da sabato 31 marzo a lunedì 2 aprile ENPA Milano non garantisce interventi di pronto soccorso ad animali, per carenza di volontari.

Da sabato 31 marzo a lunedì 2 aprile, in occasione della festività pasquali, , il personale volontario presente presso la nostra struttura sarà notevolmente ridotto.

Per questo motivo, negli orari di apertura al pubblico, non sarà garantita l’evasione di eventuali richieste di intervento ma gli operatori volontari saranno comunque presenti presso la nostra sede per il ritiro di animali feriti o in difficoltà.

Vi ricordiamo che il nostro servizio di soccorso agli animali è di supporto a quello che dovrebbe essere teoricamente svolto dalle autorità competenti e forze dell’ordine, preposte per questi tipi di attività.

Inoltre, il servizio veterinario sanitario dell’ATS (ex ASL), suddivisa per territorio di competenza, predispone regolarmente un servizio detto “di pronta disponibilità” che garantisce appunto la disponibilità di un veterinario reperibile e che viene settimanalmente comunicato a tutte le forze dell’ordine.

Quindi vi suggeriamo:

  • Per cani e gatti feriti contattate la Polizia Locale del vostro comune di appartenenza. Secondo le loro disponibilità, vi daranno indicazioni su tempistiche ed eventuali modalità di intervento attivando, nel caso di bisogno, il servizio di pronta disponibilità di cui sopra
  • Per fauna selvatica o esotici in difficoltà, potete rivolgervi al nucleo dei Carabinieri Forestali al 1515 o alla Polizia Locale della Città Metropolitana (ex Polizia Provinciale) – nucleo faunistico per soccorso selvatici in difficoltà allo 02/70208250 (aperto 7 giorni alla settimana dalle 6:30 alle 19:30)
  • Se siete alla presenza di un presunto maltrattamento ad animali, in circostanze che necessitano di un intervento immediato, vi chiediamo di mettervi in contatto direttamente con le forze dell’ordine, Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri che sono tenute a intervenire con tempestività al fine di interrompere il protrarsi del maltrattamento e possano constatare la flagranza del reato stesso. In provincia di Milano potete farlo chiamando il numero unico di emergenza 112.
  • Se siete a conoscenza di un presunto maltrattamento in circostanze che non prevedano quanto esposto al punto precedente e reputate possa essere necessario un sopralluogo da parte delle Guardie Zoofile dell’ENPA di Milano, vi chiediamo di compilare in ogni sua parte il form all’indirizzo: http://www.enpamilano.org/index.php/attivita/modulo-maltrattamenti .
  • Per richieste di informazioni generiche, vi chiediamo di inviare una mail all’indirizzo info@enpamilano.org. Provvederemo a rispondere a partire dal giorno 3 aprile.

Vi informiamo inoltre che all’indirizzo:   http://www.enpamilano.org/index.php/i-nostri-consigli/faq-consigli-enpa potete trovare una serie di informazioni e consigli utili per la gestione dei vostri animali

Grazie per la collaborazione.

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rospi-smeraldini-portello-29-03-2018

Rospi smeraldini al Portello

Ci stiamo avvicinando al periodo di riproduzione del rospo smeraldino che, per chi non lo sapesse, ha colonizzato sin dal 2015 il laghetto presente all’interno del parco del Portello, uno spazio verde non molto esteso ma che rappresenta comunque una parte di verde cittadino importante per la fauna.

Negli anni passati con molta fatica abbiamo monitorato il periodo della riproduzione di questi piccoli anfibi, da marzo ad agosto, per garantire una sopravvivenza indisturbata ai rospi, fornendo indicazioni agli addetti alla manutenzione del parco, attraverso gli uffici del Comune di Milano.

Il rospo smeraldino è una specie protetta sia dalla legislazione regionale lombarda sulla fauna minore che dalla Convenzione di Berna.

Oggi, per la prima volta dopo quasi 4 anni, iniziamo a vedere i risultati di questo lavoro, non sempre facile a causa della burocrazia che spesso, senza ragione né intenzione, rappresenta un ostacolo insormontabile anche alla realizzazione di cose semplici.

Quest’anno la vasca è stata pulita in tempo prima dell’inizio della stagione riproduttiva, sono stati posizionati dei grossi sassi che garantiranno ai rospi di poter uscire dall’invaso e, grazie anche all’intervento del Garante degli animali, il prof. Gustavo Gandini, si spera di riuscire a rendere questa area non più una sterile fontana circondata dal verde ma un’area rinaturalizzata che possa rappresentare una sorta di microscopica oasi nel deserto di cemento urbano.

Proprio questa mattina abbiamo visto, fotografato e filmato, “collane di uova” appena deposte e rospi nel momento dell’accoppiamento: uno spettacolo difficile da immaginare tra i grattacieli e gli edifici della zona del Portello! Ma la natura è sempre pronta a stupirci, con la sua capacità di costante adattamento.

Speriamo di potervi aggiornare con altri ulteriori piccoli progressi, ma ormai la strada sembra avviata verso la reale “protezione” di questa area, perché possa diventare meta anche di altre specie animali.

Sul corriere di ieri è uscita una pagina con un grande articolo illustrato, firmato da Paola D’Amico sul rospo smeraldino!

Un piccolo grande passo in avanti ottenuto, come sempre accade, creando sinergie utili.

 

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agnello pasqua su vassoio

“Pasqua è la festa della resurrezione per i cristiani, ma è l’anticamera dell’inferno per gli agnelli” – VIDEO

Category : News

 

Pasqua è la festa della resurrezione per i cristiani, ma è l’anticamera dell’inferno per gli agnelli, costretti a viaggi infiniti sui camion, staccati dalle madri non ancora svezzati. Per questi cuccioli di qualche settimana non c’è compassione, come se una volta trasformati in costolette non avessero mai avuto vita.

Si può rinunciare a mangiare carne, sicuramente si deve rinunciare a mangiare cuccioli di pochi giorni perché questo si che è un sacrificio possibile, giusto, etico.

Buona Pasqua a chi la festeggia e mi raccomando lasciate agnello e capretto fuori dal piatto.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano

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Portati in ENPA i 5 gattini trovati sotto un cespuglio a Pero

Sono nati da pochissimi giorni, questi 5 gattini avvistati ieri mattina da alcuni passanti di ritorno dalla chiesa per la messa della domenica delle Palme a Pero.

Probabilmente il luogo scelto da mamma gatta per partorire i 5 piccoli non era molto appropriato, visto il viavai di persone proprio vicino a quel cespuglio.

E questa presenza continua di curiosi che  si avvicinavano proprio perché sentivano miagolare da sotto il cespuglio, è stato forse il motivo per il quale la mamma non è più tornata ai suoi mici.

In accordo con i nostri operatori, visto che all’imbrunire anche la temperatura iniziava a scendere, sono stati raccolti e portati in clinica ENPA a Milano. Erano ipotermici ed affamati.

Sono tutti da svezzare, hanno ancora il cordone ombelicale attaccato.

Inizia così il lungo periodo dei ritrovamenti dei gattini da svezzare, che per un motivo o per l’altro vengono portati presso la nostra sede.

Per questo vi chiediamo di aiutarci: sostenete il nostro impegno, una settimana di svezzamento di un solo gattino costa circa 10 euro: https://donazioni.enpamilano.org/negozio/regali-solidali/svezzamento-di-un-gattino-per-una-settimana/

 

Grazie per il vostro sostegno!

 

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Fagiani in difficoltà dopo periodo di ripopolamento per cacciatori

Questo esemplare di fagiano femmina è stato portato sabato 17 marzo scorso presso la nostra clinica dalla signora Chiara, dopo averlo trovato nel proprio giardino di casa a Gerenzano: era sdraiato a terra su un fianco, immobile e non riusciva ad alimentarsi perché molto debole.
Le segnalazioni di fagiani in difficoltà sono aumentate notevolmente a causa dell’inizio dei ripopolamenti dei fagiani per i cacciatori. Animali che vengono rilasciati in primavera perché possano riprodursi.


Nella realtà solo pochissimi esemplari si riproducono davvero, visto che sono allevati in batteria come i polli. Soltanto alcuni riescono a arrivare all’estate, non essendo animali selvatici, adatti alla vita libera.
Il fagiano presso la nostra sede, dopo 4 giorni di cure riesce almeno a stare in piedi anche se, come potete vedere dalle foto, deve ancora essere alimentato costantemente dai nostri operatori.
Mentre stiamo scrivendo un altro esemplare maschio è stato consegnato da un cittadino e sono arrivate altre tre segnalazioni da tre punti diversi della provincia di Milano.
Quella dei finti ripopolamenti è una vergogna che deve finire.

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Nutrie e specie invasive: prevenire meglio che curare

L’ENPA: per evitare crudeltà future, vietare oggi il commercio di pappagalli e animali esotici

Editoriale di Ermanno Giudici

pag. 9 “La città degli animali” del – Corriere della Sera – del 14 marzo 2018

 

Che i tempi fossero duri nutrie, scoiattoli grigi e tartarughe della Florida era evidente da tempo. Oggi però si va oltre: Italia e Comunità Europea considerano certe specie pestilenze da “eradicare”, termine scientifico per addolcire una realtà fatta di uccisioni, spesso nemmeno incruente.

Dopo che questi animali sono stati importati senza preoccuparsi delle conseguenze, nel secolo scorso, ora sono diventati nemici da combattere. Con ogni mezzo. Certo il loro maltrattamento resta sempre un illecito, quindi nessuno pensi di restare impunito organizzando catture e uccisioni fai-da-te di queste specie. Però dal 14 febbraio non è più possibile detenerli, trasportarli, rilasciarli e nemmeno, a termini di legge, soccorrerli.

 

Questo è quanto prevede il decreto legislativo 230/2017 che ha reso obbligatoria – entro 180 giorni che scadranno il giorno prima di ferragosto – la denuncia degli animali appartenenti a specie selvatiche invasive, detenuti dai privati che li hanno acquistati prima dell’entrata in vigore della norma.

In realtà, gli animali esotici sarebbe stato meglio che non fossero stati liberati in ambiente, dove poi hanno cominciato a riprodursi e dando luogo a popolazioni selvatiche viventi in stato di “naturale libertà”, come le definisce la legge. Ma oramai ci sono e non è possibile pensare di rimuoverli in toto: sono tanti, diffusi, si riproducono, si sono adattati ai nostri climi. Con l’applicazione di questa normativa servirà soltanto a mettere in moto una spirale di abbattimenti senza senso, che renderanno difficile anche pensare di aiutare eventuali animali in difficoltà. Senza che questo significhi davvero tutelare la biodiversità, l’ambiente e la nostra fauna. La situazione, paradossale, è stata creata dall’uomo e poiché nulla è più inutile che tenere in cattività un animale selvatico si cominci da subito a vietare l’importazione e il commercio di ogni specie che possa acclimatarsi in Europa e venga commercializzata per qualsivoglia motivo.

Basta vendere pappagalli, pesci rossi, ricci africani, tartarughe e tante altre specie che liberate in ambiente potrebbero diventare le prossime specie da eradicare. Troppi errori sono già stati fatti e ora si tenta di mitigarne gli effetti sulla pelle degli animali, mettendo in campo azioni che non potranno essere risolutive su popolazioni diventate molto vaste. Ora sarà necessario che il futuro ministro dell’Ambiente rediga delle circolari per chiarire l’interpretazione di una norma che, così com’è, serve a poco nella pratica ma crea tantissimi problemi e sofferenze agli animali. Mettendo i cittadini nella condizione di non potersi nemmeno attivare per soccorrerli, senza che questo gesto comporti sanzioni pesanti, sia amministrative che penali.

 

Ermanno Giudici

Presidente ENPA Milano

 

E’ obbligatorio denunciarne il possesso entro il 14 di agosto 2018, compilando un apposito modulo, come stabilisce la normativa (il decreto lo trovate qui) che potete scaricare visitando il sito del progetto europeo ASAP (qui).

 

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Automobilista soccorre tasso investito e lo consegna a ENPA Milano

È terminata ieri sera intorno alle 19 la brutta avventura di questo tasso iniziata ieri mattina intorno alle 11 quando è stato investito all’imbocco dell’autostrada BREBEMI, rimanendo ferito per alcune ore sul ciglio della strada senza che qualcuno si occupasse di soccorrerlo.

Inizialmente ad avvistarlo ieri in tarda mattinata è stato un’automobilista che ha istintivamente parcheggiato la sua auto in corsia di emergenza per andare a soccorrere l’animale ma senza successo: il tasso era troppo agitato e avrebbe rischiato addirittura di peggiorare la situazione facendolo scappare in direzione della strada altamente trafficata.

 

Tornato in auto, il soccorritore ha subito contattato telefonicamente il 112 e l’operatore, non appena geolocalizzata la sua posizione, ha trasferito la telefonata ai Vigili del Fuoco, i quali avevano rassicurato il segnalante garantendo l’uscita dei pompieri in tempi brevi.

Nel pomeriggio, la moglie del segnalante, volendo verificare se il tasso fosse stato soccorso o meno, si è recata con la propria auto di nuovo sul posto dell’avvistamento e l’animale era ancora agonizzante, nello stesso identico punto descritto dal proprio marito.

L’animale era completamente immobile, stremato probabilmente dal dolore, dal freddo e dalla pioggia che cadeva incessantemente dal mattino e questo ha consentito alla signora di avvolgerlo in un lenzuolo, caricarlo in macchina e tenerlo sulle proprie gambe durante tutto il tragitto fino alla propria abitazione.

“Mio marito che stava andando a lavorare al momento dell’avvistamento, mi aveva raccontato del tasso e io sono rimasta per tutto il giorno con quel pensiero fisso in testa. Sono uscita alle 16 di casa perché volevo accertarmi che qualcuno fosse intervenuto e così purtroppo non è stato. L’ho raccolto direttamente io e appena arrivata a casa vi ho subito contattato per capire cosa dovevo fare” ha dichiarato questa mattina Elisabetta al telefono con l’operatore di ENPA Milano “sinceramente sapendo che era in quella situazione dal mattino non mi sono posta alcuna domanda, ho agito di istinto. Adesso che mi dite che sta meglio vorrei tanto se possibile una foto da fare vedere ai miei figli. Grazie davvero per quello che fate!”

“In tanti alla vista di un animale sofferente in pericolo agirebbero, istintivamente, allo stesso modo, così come successo anche in passato quando un cittadino si è addirittura tuffato in un fiume per soccorre una volpe.” ha dichiarato Ermanno Giudici Presidente ENPA Milano “Sicuramente questo tasso era talmente provato e sfinito da non riuscire più ad avere reazioni pericolose. Ma bisogna sempre prestare molta attenzione quando si avvicina un animale in queste condizioni, sia per la propria sicurezza che per l’incolumità dell’animale stesso.

Ringraziamo ovviamente la signora che, in questo caso possiamo proprio dire che ha salvato la vita al tasso e che probabilmente senza il suo intervento non ce l’avrebbe proprio fatta. Purtroppo accade spesso che la fauna non trovi adeguato e tempestivo soccorso, anche se resta inspiegabile il mancato intervento delle autorità al quale l’animale ferito era stato segnalato.

Oggi abbiamo trasferito l’animale al CRAS di Vanzago e diciamo che, essendo ormai passate quasi 24 ore dall’incidente e risultando reattivo agli stimoli, dovrebbe essere fuori pericolo”.

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www.spotabuse.org 1

Anche gli animali sono vittime della violenza al pari degli umani.

Il grande lavoro della Polizia di Stato di Milano sui maltrattamenti in famiglia prevede da qualche tempo anche una particolare attenzione verso gli animali.

ENPA Milano è stato di stimolo a questa attenzione verso gli animali per averne parlato nel corso di due convegni fatti per agenti di polizia, operatori del settore, giornalisti e avvocati.

In uno di questi, presso la Scuola di Polizia del Corpo di Polizia Locale, ci fu proprio un intervento del dirigente del settore prevenzione della Questura di Milano, Maria José Falcicchia, che annnunciò l’inserimento della presenza di animali nei protocolli di intervento sulle violenze domestiche.

Gli animali sono vittime della violenza al pari degli umani e possono essere un utile indicatore sulla presenza di violenza, ma anche uno strumento indispensabile per creare un ponte con le vittime. Occuparsi degli animali significa anche creare un rapporto di fiducia con le vittime e questo non è poco.

Ora questa attenzione deve diventare un modello operativo costante e applicato in tutto il paese.

Milano / Corriere della sera “Articolo di Cesare Giuzzi”

Ermanno Giudici
Presidente

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