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Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano incontra Franco Michieli in occasione della presentazione del libro “Andare per silenzi”.

Sabato 17 novembre alle ore 17 presso il Museo di Scienze Naturali di Milano Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano incontra Franco Michieli, autore del libro “Andare per silenzi” – La meravigliosa avventura di un camminatore nelle terre senza confine – edito da Sperling & Kupfer.

 

IL PERMANERE NELLA NATURA ORIGINA CONSAPEVOLEZZE E RIVELAZIONI MOLTO PIU’ PROFONDE DELLE ASCENSIONI BREVI

Lunghe traversate da un capo all’altro della Norvegia, su isole popolate solo di nidiate di uccelli, in mezzo a paesaggi rocciosi e selvaggi, per giorni e settimane, senza compagni e senza mappe, nel silenzio più assoluto. Sembra un’immersione nel vuoto, invece è un’esperienza totalizzante: non sono gli altri a segnare la via, siamo noi a sceglierla a ogni passo. L’attenzione si acuisce, la presenza si fa costante: solo così il cammino è vero incontro con un ambiente partecipe. Le acque che scorrono tracciano il percorso, il vento e la pioggia dettano il passo, gli animali si allertano e seguono l’andare umano. Franco Michieli geografo e esploratore da quasi quarant’anni alterna avventura in solitaria, in coppia e in gruppo, su strade battute e in luoghi disabitati, affidandosi alle indicazioni della natura, certo che il varco si rivelerà da sé. In questo libro ripercorre alcuni dei suoi viaggi – dal whiteout del deserto lavico islandese alle ascensioni andine tra insediamenti di antica spiritualità – rimettendo in discussione l’idea di compagnia: siamo più soli nella folla cittadina, dove la miriade di stimoli si spegne in un bombardamento fragoroso, di quanto non lo siamo nell’isolamento dei boschi che per chi sa ascoltare si fa denso di voci. Qui lontano dai condizionamenti tecnologici riemerge la nostra connessione primordiale e istintiva con la natura e con i nostri simili: come può esserci solitudine tra tanta animata bellezza?

 

Franco Michieli , geografo, esploratore, scrittore, vive nelle Alpi ed è autore di una trentina di lunghe traversate a piedi di catene montuose e terre selvagge. Studioso delle relazioni tra esseri viventi e territori, ha imparato a muoversi su terreni sconosciuti interpretando la natura, senza utilizzare mappe e strumenti tecnologici, come gli animali migratori e gli umani antichi. Tra i suoi libri, si ricordino: Scrivere la natura(con Davide Sapienza, Zanichelli 2012) Huascaràn 1993 Verso l’alto. Verso l’altro. (Club Alpino Italiano 2013). La vocazione di perdersi e L’estasi della corsa selvaggia Ediciclo editore 2015 2017).  Per alcuni di questi libri ha ricevuto importanti riconoscimenti letterari.

 


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La TV dei pappagalli ovvero come far pubblicità agli animali prigionieri

Con la scusa di fare un remake della storica trasmissione Portobello, ideata da Enzo Tortora, la RAI rimette in catene un pappagallo. Senza accorgersi che i tempi sono cambiati.

Ai tempi in cui Enzo Tortora, infatti, inventava la trasmissione Portobello, facendo noleggiare un pappagallo alla RAI in un negozio di Milano, l’attenzione verso i diritti degli animali era completamente diversa. Come dimostra il fatto che nei negozi venivano venduti animali di ogni specie.

Era il 1977 e a Milano c’erano negozi che avevano le vetrine piene di specie esotiche: leoncini, tigri, scimpanzé, cuccioli di orso ma anche coccodrilli e scimmie ragno, bertucce e gattopardi. Animali quasi sempre destinati a fare una brutta fine, comprati da cuccioli per curiosità o esibizionismo.

Tempi davvero diversi, tempi per fortuna passati con l’entrata in vigore della Convenzione di Washington, più conosciuta come CITES (Convention on International Trade of Endangered Species), e poi finalmente il divieto di tenere e vendere questi animali. Non i pappagalli, per loro sfortuna, anche se non vengono quasi più catturati in natura ma riprodotti in allevamento.

Ma per il pappagallo poco importa essere nato in foresta o a Cologno Monzese. La cattività è sempre la stessa, la privazione della libertà è sempre pesante. Come la mancanza di poter mettere in atto i comportamenti naturali, che non mutano solo perché un animale è riprodotto in cattività.

Ora sono cambiate le conoscenze, è cambiata la sensibilità e anche l’attenzione. Purtroppo sembra di tutti fuorché dei dirigenti RAI ed evidentemente di Antonella Clerici.

Non serviva invocare il maltrattamento di animali o i regolamenti dei Comuni, ma occorreva invocare l’intelligenza e il rispetto, comprendere che non è più tempo di fare spettacolo senza considerare quello che la scienza ha oramai dimostrato: gli animali soffrono, hanno paura, si annoiano, hanno necessità di stare con i propri conspecifici.

La televisione pubblica dovrebbe educare, non essere un cattivo maestro. E così abbiamo ritrovato in prima serata “La TV dei pappagalli”, ovvero, come far pubblicità agli animali prigionieri, dando ovviamente un messaggio sbagliato.

Non sono servite le proteste contro la presenza di un amazzone nel remake di Portobello. La RAI e Antonella Clerici sono andati diritti per la loro strada.

Senza nemmeno chiedersi se in effetti le critiche fossero giuste e non solo per la catena, che nelle anteprime legava il pappagallo al trespolo. Con l’arroganza di chi non sa e non vuol nemmeno sapere.

Se non fosse così gli autori si sarebbero fatti due domande, magari senza interrogare solo i soggetti che su questo tipo di esibizioni ci campano. Che si sperticano in dichiarazioni su quanto il povero amazzone stia bene e sia perfettamente a suo agio in uno studio televisivo. Nemmeno in foresta libero avrebbe potuto stare meglio.

Chi conosce un minimo gli animali, giusto lo stretto necessario per avere un’opinione tecnica, sa perfettamente che un pappagallo, anche allevato, mantiene le caratteristiche etologiche di un animale selvatico. Anche se allevato a mano per snaturarlo grazie all’imprinting. Un pappagallo mantiene indole e bisogni, con in aggiunta tutti i traumi derivanti da un metodo di allevamento irrispettoso.

Quindi l’amazzone, legato o meno sul suo trespolo, nello studio della RAI si trova bene quanto staremmo noi uomini in una metropolitana sovraffollata, senza aria condizionata e con la musica che ci perfora i timpani. Magari con l’idea che la nostra esistenza sia in pericolo. Che un nemico ci stia per attaccare.

Un pappagallo in natura è una preda, ha necessità di potersi sottrarre alla vista, di nascondersi per essere in equilibrio con sé stesso. Messo su un trespolo, senza riparo, dentro uno studio televisivo, con luci forti, musica e frastuono si troverà davvero a suo agio? Sicuramente no e chi dice il contrario non può essere in buona fede.

Questo è il motivo che lo porta a stare immobile su un trespolo, come fosse imbalsamato. Un pappagallo che per natura è un animale curioso, esploratore, intelligente e che patisce la noia, come la maggior parte dei viventi. Certo nessuno lo picchia, il cibo è disponibile anche se nemmeno viene toccato dal pappagallo, per lo stress generato dalla situazione.

Un pappagallo non dovrebbe essere mai e poi mai tenuto in cattività, più di altri animali e lo sa bene chi ne ha avuto uno. Sono animali complessi, difficili che solo uomini presuntuosi possono relegare a fare i totem su un trespolo, sperando che vocalizzino, che gridino “Portobello”, mentre hanno il cuore che batte all’impazzata.

Guardando il livello della trasmissione purtroppo nulla stupisce, vista la qualità dello spettacolo che riporta ai tempi in cui nei circhi si esibivano uomini con deformità fisiche, mentre qui spesso si approfitta di carenze di altro genere. Ma l’esempio e l’insegnamento dato da una rete pubblica sono davvero pessimi.

Grazie alla trasmissione ora i negozi si riempiranno di pappagalli. Come sempre la domanda va alle stelle quando un animale va in TV oppure è protagonista di un film. Negozianti e allevatori, che spesso coincidono, ringraziano la RAI per questa inaspettata pubblicità.

I pappagalli invece, con la loro lunga vita di sofferenze che può durare più della nostra, saranno vittime innocenti dell’indifferenza umana.

Ricordate sempre che per maltrattare un animale, per provocargli sofferenza, al di là di quello che la legge riconosce come tale, non servono violenze o percosse. Il carcere duro è una pena terribile, anche senza che sia torto un capello ai detenuti.

 

Ermanno Giudici

Presidente ENPA Milano


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Sterilizzazione gratuita per animali di proprietà per i cittadini più deboli

Category : News

Fino al 31 dicembre chi ha reddito ISEE entro 6.500 euro potrà effettuare l’intervento gratuitamente.

Fino al 31 dicembre 2018 sarà possibile, per i cittadini residenti a Milano con reddito ISEE non superiore a 6.500 euro e per gli utenti segnalati dai Servizi Sociali, da ATS, dalla Polizia Locale o altro Ente accreditato, effettuare gratuitamente la sterilizzazione del proprio cane o gatto.

L’animale dovrà essere iscritto in anagrafe prima dell’intervento, a eccezione per quei casi problematici segnalati dagli enti preposti. È sufficiente recarsi, previa telefonata per concordare l’appuntamento allo 02.884.54910/67757, presso il Comune di Milano, Unità Tutela Animali, in via Dogana, 2 per compilare la richiesta di sterilizzazione e, se in possesso dei requisiti, ottenere il rilascio del voucher da presentare al  Veterinario Convenzionato.

La richiesta dovrà essere accompagnata dalla documentazione attestante il diritto ad ottenere la prestazione, che dovrà tassativamente essere effettuata entro il 31 dicembre di quest’anno.

“È la prima volta – dichiara Roberta Guaineri, assessore con delega alle Politiche per la tutela e difesa degli animali – che il Comune offre questo servizio per gli amici a quattro zampe posseduti dai cittadini delle fasce più deboli. L’iniziativa, realizzata grazie a un finanziamento di Regione Lombardia, rientra nella costante opera di controllo demografico e prevenzione del randagismo che l’Amministrazione porta avanti da molti anni attraverso una serie di azioni mirate, coordinate e gestite dall’Unità Tutela Animali, anche in collaborazione con enti e associazioni esterne. A seconda dell’età e del sesso dell’animale da sterilizzare, ogni proprietario coinvolto potrà beneficiare di un risparmio che varia tra i 60 e i 250 euro”.

Dalla sezione NEWS del sito del Comune di Milano

 

 


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6 e 7 ottobre: Giornata degli animali. Tornano in piazza i volontari di ENPA Milano. Scopri dove

Anche quest’anno in occasione della manifestazione nazionale “Giornata degli animali”, tornano in piazza i volontari di ENPA Milano per raccogliere fondi a sostegno delle attività di pronto soccorso ad animali in difficoltà di Milano e Provincia.

I punti di solidarietà si troveranno nelle seguenti piazze:

  • Corso Vittorio Emanuele angolo San Babila lato Sisley
  • Largo La Foppa angolo via Statuto
  • Piazza Cairoli angolo via Camperio

Troverete tantissimi gadget per la casa, tazze, presine, guanti, portamestoli, tovagliette, set da caffè, sottopentola ma anche t-shirt per uomo, donna e bambino con vari soggetti.

Vi aspettiamo, aiutateci ad aiutarli!

 


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Bocciati richiami vivi e caccia in deroga in Lombardia

CABS, ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF ITALIA:

“TRIONFO DELLA NATURA E DELLA LEGALITÀ. CON OGGI SI CHIUDE UNA STORIA DI CUI POSSIAMO FARE A MENO”

Con il voto alle due pregiudiziali che hanno dichiarato incostituzionali le proposte di legge n. 24 e n. 25, il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato il tentativo di riattivare la cattura di richiami vivi e autorizzare la caccia in deroga ai piccoli uccelli protetti come peppole e fringuelli.
Due attività già sconfitte dalla cultura e dal diritto, dichiarano le associazioni CABS, ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF ITALIA, che da ormai sette anni non si praticano più in Lombardia e nel resto d’Italia e sulle quali, non a caso, le autorità comunitarie e nazionali si sono più volte pronunciate in modo rigorosamente negativo.
Ciononostante, un gruppo di consiglieri lombardi, legati alle correnti più retrograde del mondo venatorio, ha tentato l’impossibile, formulando due proposte di legge in totale violazione della normativa nazionale e comunitaria ed esponendo la regione e il Paese al rischio-certezza di pagare i danni, all’erario e all’Europa.
Tuttavia, le argomentate azioni delle nostre associazioni, la pressione legalitaria dello Stato e il buon senso dei consiglieri lombardi hanno infine e per fortuna avuto la meglio, facendo sì che le proposte di legge venissero dichiarate per quello che erano, incostituzionali e illegittime, e dunque bocciate. Un grande successo per la natura e il diritto, per il quale siamo molto felici e particolarmente grati a tutti coloro che hanno attivamente contribuito, a partire dai consiglieri lombardi e dalle decine di migliaia di persone che hanno sostenuto le nostre azioni e petizioni.
Con oggi – concludono CABS, ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF ITALIA – deve chiudersi definitivamente una storia, quella delle deroghe a catturare richiami vivi e cacciare i piccoli uccelli non cacciabili, che non ha più alcun senso di essere, per aprirsi un nuovo cammino di maggiori tutele e maggiore rispetto per la natura.


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Caccia: la Regione Lombardia vuole ripristinare con una legge illegittima la cattura di uccelli selvatici da usare come richiami vivi.

 

Tra pochi giorni il Consiglio Regionale della Lombardia voterà due proposte di legge che concedono ai cacciatori, in deroga alla legge, di catturare uccelli selvatici a fini di richiamo vivo e abbattere piccoli uccelli selvatici protetti non cacciabili.

È stata scelta la strada disonesta della legge per impedire l’immediato ricorso amministrativo da parte delle associazioni ambientaliste, per far passare due gravissime violazioni della legge nazionale e della direttiva Uccelli, per le quali l’Italia e la stessa Lombardia hanno già subito inchieste, procedure di infrazione e condanne da parte della Corte di Giustizia europea.

Da molti anni queste deroghe sono state eliminate di fatto dall’ordinamento nazionale. Oggi la Lombardia cerca di reintrodurle, sfidando le leggi e la decenza sapendo che, in caso di approvazione, i tempi di intervento dello Stato e della Commissione europea saranno lunghi. E, intanto, un gran numero di fringuelli e peppole saranno abbattuti e molti merli, tordi e cesene catturati e destinati alle pessime condizioni dei richiami vivi: gabbiette minuscole, buio, condizioni igieniche critiche.

A favore delle proposte di legge Forza Italiala Lega e una esponente del Pd.

 

La petizione

Le associazioni Lac, Lav, Wwf, Lipu ed Enpa hanno lanciato una petizione che chiede a tutti i Consiglieri Regionali di bocciare in Consiglio i due progetti di legge nel nome della decenza e della legalità, evitando così anche l’arrivo di milionarie sanzioni europee che colpirebbero tutti i cittadini, non solo quelli che imbracciano la doppietta.

 

Vi invito a diffondere il più possibile la notizia di questa raccolta firme invitando tutti a firmare la petizione “NO alla cattura di richiami vivi e all’abbattimento di piccoli uccelli protetti in Lombardia” promossa sulla piattaforma Change.org a questo indirizzo:

 

https://www.change.org/p/segreteria-presidente-regione-lombardia-it-no-alla-cattura-di-richiami-vivi-e-all-abbattimento-di-uccelli-protetti-in-lombardia


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Aggiornamenti su incendio al gattile di Rho: ENPA Milano sempre in contatto per eventuali necessità.

Category : News

28 settembre:

questa mattina ci hanno comunicato che servono cibo per gatti, lettiere, piatti di plastica e acqua in bottiglia che possono essere consegnati direttamente presso la clinica veterinaria di Pogliano Milanese, Anubis, di via Aldo Moro 8.

NON servono cibo per cani e coperte.

 

27 settembre:

Da questa mattina siamo in costante contatto con i veterinari del gattile di Rho, per capire insieme a loro come possiamo essere d’aiuto.

Sono stati già lanciati numerosi appelli e basta fare un giro su internet per capire cosa possa servire: piatti di plastica, coperte, cucce e cibo.

Ma è evidente che in queste primissime ore dopo l’accaduto, risulta difficile riuscire a fare subito un punto della situazione.

Per questo domani mattina cercheremo di darvi ulteriori aggiornamenti.

Si spera, come riferito, che alcuni gatti siano riusciti in qualche modo a salvarsi dalle fiamme.

 

Milano Corriere

 


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Basta gabbie per allevare gli animali in Europa. Firmate la petizione per abolire allevamenti in gabbia

Category : News

Articolo di Ermanno Gudici presidente ENPA Milano, tratto dal blog “Il patto tradito”.

 

Basta gabbie per allevare gli animali in Europa: questa è l’idea lanciata dalle associazioni protezionistiche europee.
Che chiamano a raccolta i cittadini per firmare una petizione.

L’allevamento in gabbia è una pratica molto diffusa nella Comunità Europea dall’industria delle carni e riguarda molte specie. Conigli, galline, maiali e anatre sono allevati in gabbie. Per anni si è pensato che il profitto dovesse essere il primo valore, seguito dall’economicità delle produzioni, per garantire carne a basso costo, ma ad alta sofferenza per gli animali.

L’evoluzione culturale, che costituisce la genesi di tutti i progressi che la nostra società può raggiungere, ha portato però un’affermazione sempre più importante dei movimenti che si occupano di difendere i diritti degli animali. Che hanno cambiato il modo in cui i cittadini vedono gli animali.

Non più bistecche o petti di pollo in un vassoio del supermercato ma esseri viventi che hanno, almeno, il diritto di essere trattati in modo accettabile. Certo, comunque la si guardi restano dei condannati a morte, ma è vero che esiste modo e modo di vivere prima di raggiungere il macello.

Vegani e vegetariani rappresentano il punto d’arrivo di una cultura che preveda di nutrirsi senza uccidere le specie animali, per rispetto e perché, conti alla mano, sprechiamo troppe proteine vegetali per produrre poche proteine animali. Con un grande consumo di acqua e creando una grande fonte di inquinamento.

Ora c’è un anno di tempo per raccogliere un milione di firme per chiedere alla Commissione Europea di decidere il bando dell’allevamento in gabbia. Ma non sarà una decisione obbligata, né è giusto illudere sul fatto che una volta raccolte le firme il gioco sia fatto. Resterà sempre da convincere la Commissione battendo l’industria dell’allevamento e della carne, che certo non starà a guadare.

Questa campagna ha un fine chiaro, l’eliminazione dell’allevamento in gabbia, del confinamento costretto che coinvolge almeno 300 milioni di animali ogni anno, un numero incredibile. Ma il percorso sarà difficile e accidentato, non tanto per la raccolta delle frme quanto per l’ottenimento dl risultato.

Queste campagne hanno comunque il grande pregio di portare all’attenzione degli europei la necessità di rivedere e ripensare in modo radicale il nostro rapporto con gli animali. Non soltanto cani e gatti, ma anche verso quelli che molti vedono solo dietro i banchi delle macellerie.

Una firma aiuterà a dare un segno tangibile dell’importanza e della sensibilità dei cittadini europei verso il problema della sofferenza animale. Per questo è importante andare sul sito END THE CAGE AGE e firmare la richiesta. Saranno 5 minuti ben spesi per dare una speranza a chi non ha altra voce che non quella delle persone empatiche.

 

 


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Tabata

Sesso: Femmina

Data di nascita: 01/05/2018

Data di ingresso in ENPA: 18/07/2018

Mantello: nero

Storia: Quando è stata trovata aveva appena due mesi e, viste le sue condizioni di salute preoccupanti, i segnlanti lo hanno portato subito presso la clinica dell’ENPA di Milano. Subito dopo i primi accertamenti i veterinari hanno diagnosticato una patologia molto pericolosa per i mici di giovane età ma grazie al tempestivo intervento dei soccorritori, dei veterinari e degli operratori, si è ripreso ottimamente.

Carattere è una gattina molto vivace e intraprendente

Famiglia ideale visto il carattere particolarmente socievole non dovrebbe avere problemi a inserirsi in famiglia.

Adotta


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Tip Tap

Sesso: Maschio sterilizzato

Data di nascita: 01/04/16

Data di ingresso in ENPA: 21 giugno 2016

Mantello: bianco e nero, pelo lungo

Storia:

TIPTAP e’ stato trovato in zona Quinto Romano a Milano quando aveva solo 2 mesi.

Probabilmente era stato investito e aveva riportato la frattura della zampa anteriore destra, una lesione all’occhio e un grave trauma cranico, al seguito del quale si sono presentati diversi episodi di crisi convulsive tenute sotto controllo farmacologico.

Per questi motivi purtroppo potrebbe essere difficile inserire TipTap in un contesto familiare.

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