Author Archives: admin

Reclutamento volontari stagionali ENPA Milano!

Stiamo cercando volontari a supporto delle attività ordinarie di sezione, che possano dare disponibilità di tempo nel periodo stagionale da giugno a settembre ma che si dedichino nello specifico soltanto ad alcune attività di sede.

L’obiettivo è di cercare di agevolare il lavoro dei volontari impegnati nella cura diretta degli animali ricoverati che in questo periodo dell’anno sono tantissimi, impiegando risorse che possano svolgere:

  1. Trasferimento in automezzo dell’ENPA dei selvatici dalla sede di Milano di via Gassendi 11, al C.R.A.S. di Vanzago;
  2. Recupero animali in difficoltà sul territorio che non richiedano competenze di gestione specifiche o intervento di pronto soccorso;
  3. Attività di pulizie e sistemazione del materiale presente in sede.

Chiunque avesse disponibilità di tempo e voglia di avvicinarsi alla nostra realtà, può partecipare all’incontro di approfondimento che si terrà in modalità online il giorno 3 giugno alle ore 10 o in alternativa il giorno 12 giugno alle ore 15.

Vi potrete iscrivere collegandovi al seguente link: CLICCA QUI 

Se ti è piaciuto questo post condividilo con i tuoi amici!

Articolo di Ermanno Giudici: “Pitbull usato come fosse un’arma: ennesimo episodio di utilizzo criminale di un cane”

Category : News

“Pitbull usato come fosse un’arma, da parte di uno spacciatore di droga che lo aizza contro i Carabinieri. L’ultimo episodio, ma solo in ordine di tempo, nel quale un cane viene impiegato come strumento per intimidire. Subendone poi le conseguenze, come in questo caso, considerando che il cane è stato ferito dagli agenti. L’episodio è accaduto a Milano, ma potrebbe essere successo ovunque, con protagonisti diversi ma razze di cani quasi sempre uguali. Che a causa di questi episodi, più frequenti di quanto si possa immaginare, godono di pessima fama.

Non esistono cani pericolosi, ma solo cani che possiedono, per conformazione fisica, potenzialità di causare seri danni in caso di attacco. Per questo vengono scelti da piccoli criminali che li usano per minacciare, intimidire, aggredire dopo averli addestrati per stimolarne l’aggressività. Cani che iniziano a subire violenza sino da cuccioli, in mano a veri “padroni” che li vedono come strumenti e non come esseri senzienti. Un grande problema che sino ad ora ha portato solo a criminalizzare alcune razze, ma non ha portato a provvedimenti che tutelino realmente gli animali.

Il problema è più ampio e articolato dei cani usati da certe persone come armi. Il punto di partenza dovrebbe essere la tutela degli animali in senso generale, vietandone il possesso a chi ha sviluppato comportamenti violenti. Se da un lato bisogna evitare che un cane diventi uno strumento di offesa, dall’altro bisogna analizzare i vuoti normativi e prevedere nuove possibilità di tutela.

Un pitbull usato come un’arma rivela molte cose su un rapporto sbagliato fra uomini e cani

L’errore probabilmente è dovuto all’angolo di visione dal quale si osserva la notizia. Un pezzo di cronaca che parla di piccolo spaccio, di un balordo, un cane e di un controllo dei Carabinieri. Che aggrediti dal cane prima cercano di fermarlo con lo spray urticante e poi sparano, ferendolo. Letto così è soltanto uno dei tanti episodi di micro e macro criminalità che riempiono i giornali. Guardando l’episodio invece come fosse la punta di un iceberg le valutazioni potrebbero essere molto diverse.

Iniziamo con il dire che è difficile pensare che padrone e cane non fossero già stati segnalati alle forze dell’ordine. Certi comportamenti non passano facilmente inosservati. Ma spesso queste segnalazioni sono viste come poco rilevanti, nel contesto di degrado in cui hanno avuto origine. Occuparsi di queste situazioni è un problema per diversi motivi: di tempo, di competenze, di costi dei Comuni che non vogliono avere molossoidi che riempiono i canili. Che sono già pieni oltre il limite di cani di questo genere, che molto difficilmente troveranno adozione.

Così finisce che si lascia in mano a una persona violenta, con un profilo quantomeno da piccolo criminale, un cane, costretto a subire violenze e maltrattamenti. Sino a quando le situazioni non precipitano e qualcuno si fa male sul serio. Solo a quel punto tutto improvvisamente si anima, si torna a parlare di razze pericolose, di cani aggressivi e almeno per un po’ l’attenzione resta alta. Per poi tornare al solito e ordinario stato dei fatti: raramente certi maltrattamenti vengono perseguiti e la legge ha davvero uno scarso potere di deterrenza.

Bisogna cambiare le regole, ma anche alzare l’attenzione: il maltrattamento di animali spesso nasconde la violenza

Il nemico da battere, come sempre, dovrebbe essere il comportamento violento, senza distinzione se questo viene esercitato su uomini e animali. Una persona violenta resta sempre pericolosa e quello che oggi viene commesso sugli animali domani potrebbe avvenire sulle persone. Per questo sarebbe importante occuparsene il prima possibile, non solo con la repressione ma anche e soprattutto con la prevenzione.

Chi tiene cani per usarli come strumento di minaccia e li addestra per questo, con metodi che sono immaginabili, deve essere interdetto dal detenerli. Non soltanto cani, ma animali in generale. Questo divieto sarebbe auspicabile per tutti i soggetti che hanno precedenti per crimini violenti, per reati anti sociali e per gesti di intimidazione. Un animale non è per tutti. E dividere la propria vita con un altro essere vivente non deve essere considerato un diritto, senza condizioni.

I reati contro gli animali dovrebbero essere letti, sempre, come indicatori di pericolo per la società. Mai liquidati come reati di lievi entità. Guardando il mondo dei maltrattamenti con attenzione, lo dice la scienza, si possono scoprire molte cose. Tanto che da anni l’FBI scheda i responsabili di maltrattamenti agli animali in un database, usandolo durante le indagini su reati violenti e seriali. In Italia quest’ipotesi investigativa non è presa in considerazione. Sarebbe opportuno rivedere la normativa, cambiare le regole e aumentarne il potere di deterrenza.”

Ermanno Giudici

Presidente ENPA Milano

Se ti è piaciuto questo post condividilo con i tuoi amici!

Dal sito di Repubblica: “Milano, gli aizzano contro pitbull, carabiniere spara […]”.

Category : News

“Ci sono razze di cani che vengono usate da personaggi che orbitano nel mondo dello spaccio e della piccola criminalità che vengono usate come armi.

Purtroppo il prezzo che questi cani sono costretti a pagare non è solo quello di restare feriti in episodi come questo, ma tutta la violenza che sono costretti a subire durante l’arco della loro vita.
Sarebbe tempo di vietare il possesso di animali a chiunque sia coinvolto in crimini violenti e reati che possano connotare un comportamento di insensibilità verso la sofferenza”.
Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano

ARTICOLO SU REPUBBLICA

Se ti è piaciuto questo post condividilo con i tuoi amici!

Regione Lombardia: in aula le norme a favore del bracconaggio. Domani, dalle 9 alle 12, le Associazioni ambientaliste manifesteranno davanti al Pirellone

Regione Lombardia: in aula le norme a favore del bracconaggio.
Il 18 maggio 2021, dalle 9 alle 12, le Associazioni ambientaliste manifesteranno davanti al Pirellone: i Consiglieri Regionali che continuano ad approvare norme illegittime devono pagare di tasca propria per il danno arrecato.

Con il PDL di Revisione Ordinamentale in votazione il 18 maggio 2021 si scriverà una nuova pagina deplorevole con la votazione di modifiche alla Legge 26/93 palesemente illegittime. Nessuna iniziativa per aumentare il regime di tutela di una fauna selvatica stremata, ma solo proposte che cercano di svilire le già deboli norme in materia venatoria.
I Consiglieri saranno chiamati ad esprimersi sulla norma che prevede di impedire i controlli della lecita detenzione dei richiami vivi per la caccia.
Il commercio di uccelli catturati illegalmente vede coinvolte vere e proprie bande criminali: le indagini condotte negli ultimi anni dai Carabinieri Forestali hanno portato all’arresto di decine di persone. Il traffico, collegato anche a soggetti che con ramificazioni in Francia, Polonia, Romania operano all’estero, ha una stima di introiti illeciti di decine di milioni di euro. È veramente sconfortante assistere al tentativo di una minoranza dei Consiglieri di Regione Lombardia di coinvolgere l’intero Consiglio Regionale utilizzando il tema del “benessere animale” per giustificare l’approvazione di norme assurde.

E’ prevista anche la votazione per la modifica dell’articolo che prevede l’annotazione degli animali subito dopo che sono stati abbattuti, modifica che è già stata oggetto della censura della Corte Costituzionale nel 2019. Su questo tema le scriventi Associazioni, oltre a chiedere nuovamente che la norma venga impugnata dal Governo, si rivolgeranno alla Corte dei Conti per chiedere che i Consiglieri che voteranno la modifica debbano rispondere del danno patrimoniale arrecato.
Le Associazioni stanno predisponendo un dettagliato dossier per la Commissione Europea per evidenziare come alcune delle modifiche alla Legge regionale vengono meno agli impegni presi dall’Italia per il rispetto delle Direttive: l’impedimento al controllo dei richiami vivi è un chiarissimo regalo al bracconaggio, così come l’abolizione della Banca dati dei richiami anch’essa in votazione il 18 maggio.
Altro tema è la chiusura della caccia sui valichi montani: la Regione ancora una volta non ottempera a quanto ordinato dal TAR e finge di individuare i valichi (tutti già chiusi alla caccia perché all’interno di aree di tutela), dimenticando valichi importantissimi e vitali per gli uccelli migratori (il Colle San Zeno, come esempio emblematico).
Un presidio delle Associazioni ambientaliste di terrà il 18 maggio, dalle 9 alle 12, in concomitanza con le votazioni per urlare la richiesta di fermare norme illegittime a favore di un risibile minoranza dei lombardi.

Associazione Vittime Caccia – CABS – CAI LOMBARDIA – ENPA – GAIA – GOL – Gruppo Intervento Giuridico – LAC – LAV – LEAL – LEGAMBIENTE Circoli Bresciani – LEIDAA – LIPU – PRO NATURA – WWF

Se ti è piaciuto questo post condividilo con i tuoi amici!

Tasso e poiana soccorsi e affidati ai veterinari dell’ENPA di Milano

Tasso e poiana cos’hanno in comune? Un passaggio dalla nostra clinica, dopo essere stati soccorsi, per verificare il loro stato di salute e sapere che presto si riprenderanno e potranno tornare liberi!
Il tasso è stato recuperato nel seminterrato di un parcheggio multi piano di un centro commerciale, dove si era probabilmente rifugiato a causa delle ferite riportate per un probabile impatto con un’automobile.
La poiana è andata a sbattere violentemente contro una finestra di una palazzina di Buccinasco, forse mentre era in un’azione di caccia o forse per un riflesso della superficie vetrata che l’ha tratta in inganno. Fortunatamente il rapace, a parte l’iniziale perdita di conoscenza causata dal trauma, si è ripreso e sta bene e sarà presto rimesso in libertà.
Se ti è piaciuto questo post condividilo con i tuoi amici!

Gheppio soccorso dai Vigili del Fuoco e portato presso l’ENPA di Milano

Questo splendido gheppio è stato soccorso ieri a Milano dai Vigili del Fuoco: il rapace si trovava sulla ringhiera di un terrazzo di un appartamento al quarto piano di un palazzo di via Washington.

Era da molto tempo immobile, sempre nella stessa posizione e stava subendo anche qualche attacco da parte di alcune cornacchie, motivo per cui i segnalanti hanno chiesto l’intervento dei pompieri. Durante il primo tentativo di recupero, l’animale ha provato a scappare volando verso gli alberi presenti lungo il viale, ma probabilmente, essendo molto debole, è finito a terra sul marciapiede dove i Vigili del Fuoco hanno potuto finalmente prenderlo e trasferirlo presso la nostra sede.

I nostri operatori, su ok dei veterinari, hanno alimentato il rapace, visibilmente magro e affaticato, che è stato successivamente trasferito al C.R.A.S. di Vanzago. Come sempre un particolare ringraziamento ai Vigili del Fuoco di Milano!

Se ti è piaciuto questo post condividilo con i tuoi amici!

Il piccione sta crescendo e fra non molto potrà essere liberato

Category : News

Abbiamo seguito tutte le fasi della sua crescita e oggi il nostro piccione finalmente è stato messo in voliera. Un altro passo avanti prima della sua liberazione.
E’ soltanto uno dei tantissimi animali che ogni anno soccorriamo, ma ci fa piacere raccontare la sua storia perché è l’esempio del lavoro di squadra, della passione e della professionalità di volontari, operatori e veterinari, che costantemente tutti i giorni lavorano sempre con lo stesso entusiasmo anche in periodi così difficili!
.
.
.
Se ti è piaciuto questo post condividilo con i tuoi amici!

Recuperati e liberati da ENPA Milano germana e i suoi anatroccoli – VIDEO

Succede spesso dopo le operazioni di recupero di anatroccoli che erano con la madre che i segnalanti ci chiedano le motivazioni dell’intervento o del perché abbiamo catturato soltanto i piccoli e non la madre.

Come potrete vedere da queste immagini girate durante le fasi di recupero di una germana insieme ai suoi anatroccoli, le situazioni in cui ci troviamo costretti a operare spesso non sono facili e con circostanze sempre diverse.

Il nostro obiettivo prioritario è quello di catturare l’intera famiglia per poterla liberare in luogo più sicuro e più idoneo alle loro necessità.

Questa soluzione però è bene sapere che non sempre è attuabile, per tanti e diversi motivi.

In questi casi la priorità sono i piccoli, perché se dovessero scappare e la mamma non potesse ricongiungersi con loro, andrebbero incontro a morte certa.

L’importante è sapere che la loro cattura, senza la mamma, consentirà comunque di farli crescere grazie alle cure che riceveranno presso strutture come la nostra.

Siamo un’associazione composta per lo più da volontari e operatori, tutti specializzati proprio per questo tipo di interventi. Le nostre attività quotidianamente hanno un unico obiettivo: quello di salvaguardare il bene degli animali soprattutto se in pericolo attraverso questi soccorsi

Se ti è piaciuto questo post condividilo con i tuoi amici!

Cerchiamo adozione per il pitone soccorso il primo febbraio

Come forse ricorderete il primo febbraio di quest’anno abbiamo soccorso e recuperato questo splendido esemplare di pitone in via La Spezia a Milano.
Nonostante il nostro comunicato e i post sui vari social, a oggi quello che avevamo ipotizzato purtroppo si è verificato: nessuno lo ha reclamato e il serpente si trova ancora nella sede della nostra associazione.
A differenza di un animale domestico tradizionale, come cane e gatto, l’adozione di questi animali è davvero impegnativa e richiede preparazione e attenzione.
Da sempre ci battiamo per un divieto di vendere animali selvatici e esotici, ma fino a quando questo potrà avvenire legalmente ci sarà sempre qualcuno disposto ad acquistarli, per moda o soltanto per stupire gli amici.
Il nostro obiettivo adesso, è trovare una sistemazione idonea per questo pitone, un’adozione fatta da una persona responsabile che non lo faccia riprodurre.
Per maggiori informazioni scrivete a adozioni@enpamilano.org o telefonate allo 0297064220. L’eventuale persona interessata all’adozione del rettile riceverà dal nostro personale specializzato, tutte le informazioni necessarie per la corretta detenzione.
Se ti è piaciuto questo post condividilo con i tuoi amici!

Soccorse e portate all’ENPA di Milano 5 minilepri. Quando è davvero giusto intervenire.

Puntuali con le stagioni del calendario e precisi come un orologio svizzero, i primi cuccioli di minilepre in difficoltà iniziano a essere soccorsi e portati presso la nostra struttura.

Una presenza che certifica come la stagione primaverile sia davvero arrivata:

alcune di loro hanno perso la mamma, altre sono state tirate fuori dalla loro tana da un gatto, altre ancora soccorse da alcune persone perché attaccate da cornacchie.

Il soccorso agli animali selvatici in questo periodo deve essere sempre ben ponderato: queste minilepri si trovavano in effetti in una situazione di estremo pericolo e quindi sono state letteralmente e giustamente aiutate a sopravvivere dagli stessi soccorritori.

Ma prima di intervenire in casi di ritrovamento di animali selvatici è sempre opportuno verificare che la situazione richieda effettivamente un intervento.

Molte volte l’azione di recupero, pur motivata da buone intenzioni, può infatti comportare un rischio  elevato di morte per svariati e diversi motivi.

Un animale ferito ha sempre bisogno di aiuto, ma quando troviamo un uccellino, un riccio o un altro “selvatico” che ci sembra soltanto in difficoltà non sempre la cosa migliore da fare è raccoglierlo per prestargli soccorso. Gli animali selvatici difficilmente sono abituati alla presenza dell’uomo e sono molto delicati: qualsiasi contatto superfluo potrebbe risultare dannoso alla loro salute e talvolta fatale.

Prima di soccorrere un animale selvatico è bene quindi accertarsi che sia effettivamente in pericolo, osservandolo per lungo tempo a distanza.

L’animale deve essere considerato in pericolo se:

– sembra ferito o malato (sanguinante, si muove in modo irregolare, appare debole o tremante);

– è un esemplare giovane, apparentemente abbandonato o in un luogo pericoloso. In questo caso è importante sapere che molti uccelli imparando a volare possono cadere dal nido e trovarsi in difficoltà, ma non vanno raccolti perché quasi sempre sono nutriti e sorvegliati a distanza dai genitori;

– si trova in un luogo che lo espone a dei pericoli (in mezzo alla strada, su un marciapiede, in un cortile in una posizione non riparata…).

Se ti è piaciuto questo post condividilo con i tuoi amici!

Facebook

Twitter

Archivio notizie

Iscriviti alla Newsletter

Cerca