Category Archives: Animali selvatici

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A proposito di nutrie: alcuni documenti da consultare per essere bene informati!

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Nei giorni scorsi abbiamo inviato una lettera al Comune di Milano per chiedere la sospensione immediata dell’abbattimento delle nutrie presenti al cimitero di Lambrate.

A tal proposito, insieme ad altre associazioni desideriamo porre l’attenzione su articoli e documentazione che vi consentano di approfondire la “questione nutrie”, in particolare in relazione ai metodi alternativi all’abbattimento e alla sterilizzazione e in relazione all’etologia delle nutrie stesse, al fine di sfatare false credenze e di poter in futuro immaginare interventi adeguati e magari anche concertati tra le regioni in cui le nutrie risiedono

Di seguito si suggerisce la lettura dei due lavori, prodotti, rispettivamente, da Cristina Marchetti, veterinaria forense dell’Università di Parma e da Barbara Faccini, geologa dell’Università di Ferrara, che da anni si occupano di nutrie:

  1. Marchetti C., Cantoni A. M., Bracchi P. G., Corradi A. (2012). Nutria (​Myocastor coypus): anatomia, fisiologia, etologia, patologia. Ricerca di soluzioni sostenibili per il controllo numerico della popolazione.  Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma XXXII, 77-127. Dal seguente link è scaricabile il full-text in pdf: https://www.researchgate.net/publication/338610855_ANNALI_DELLA_FACOLTA%27_DI_MEDICINA_VETERINARIA_DI_PARMA
  1. Barbara Faccini “La riqualificazione ambientale dei corsi d’acqua come strumento di controllo numerico della nutria (​Myocastor coypus)” inserito come allegato, da p. 16 a p. 37, al pdf di Giuseppe Monticelli “Osservazioni al “Piano di gestione nazionale della nutria Myocastor Coypus – (art. 22 c.3 D. Lgs. 30/2017)” https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/Commenti_Nutria_Monticelli_14052018.pdf

Inoltre, per quanto concerne soprattutto gli aspetti legali e la giurisprudenza a riguardo, di seguito un Vademecum redatto e aggiornato da Giuseppe Monticelli (Pareri ISPRA e specie alloctone 2020 – Giuseppe Monticelli).

Infine, si segnala che in Lombardia il Piano Regionale di contenimento ed eradicazione della nutria 2018/2020 dovrebbe essere ormai in scadenza e che, a monte, la “questione nutrie” andrebbe affrontata in Europa, laddove la nutria è stata inserita nella “Lista delle Specie esotiche invasive di Rilevanza Unionale” https://www.specieinvasive.it/index.php/it/ e https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2018/04/on-line-il-sito-sulle-specie-esotiche-invasive e laddove andrebbero quindi cercati gli strumenti per intervenire in modo efficace e duraturo.

A tal proposito si rimanda alle osservazioni  presentate alla Commissione europea nell’aprile 2019 dalla LAV sulla mancanza di criteri validi perchè la Nutria rimanga nell’Elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/2124-Update-of-the-list-of-Invasive-Alien-Species-of-Union-concern/F461919

e il Regolamento (UE) N. 1143/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014 recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32014R1143&from=RO

 

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Informazioni sulla consegna di animali randagi o selvatici alla Sezione

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Quando un cittadino consegna alla nostra Sezione un animale che ha raccolto ferito, malato o in una situazione di estremo pericolo, spesso ci vengono rivolte delle domande legittime su quale sarà la sorte del malcapitato. Purtroppo non sempre riusciamo a dare tutte le risposte che si desidererebbe avere, specialmente nel periodo primavera/estate, quando aumenta esponenzialmente il numero di animali soccorsi. Ecco quindi alcune informazioni e indicazioni che potranno esservi d’aiuto per saperne di più sul futuro dell’animale.

Cosa succederà adesso all’animale che ho consegnato?

L’animale, appena dopo il ritiro, è immediatamente trasferito in una specifica sala visite dove un medico veterinario, nel minor tempo possibile, lo sottopone a una completa visita clinica. Strutturata su circa 250 metri quadri, la nostra Clinica ha quattro sale visita (di cui una riservata agli animali soccorsi e in degenza), un’area di radiologia, un blocco chirurgico composto da due sale chirurgiche e un locale di preparazione e sterilizzazione oltre a un laboratorio analisi. Riceviamo ogni anno circa 1900 animali di cui 1400 selvatici e abbiamo quindi maturato una forte esperienza, che riteniamo importante, su un vastissimo numero di specie riuscendo a fornire un servizio medico estremamente qualificato.
Se dalla visita clinica risulta che l’animale debba essere sottoposto a una terapia, viene trasferito in uno dei nostri reparti di degenza. I reparti, collocati sui diversi piani della nostra palazzina, sono illuminati naturalmente e condizionati estate/inverno. Un impianto centralizzato di estrazione dell’aria consente un ricambio perfetto in ogni area. All’interno di questi reparti l’animale verrà accudito dai nostri volontari per quanto riguarda gli interventi di base, l’alimentazione e le pulizie mentre i medici veterinari si occuperanno delle terapie più specifiche sino al completo ristabilimento.

Cosa accade quando è finito il periodo di degenza?

Se si tratta di un animale selvatico, verrà semplicemente liberato in natura, se le sue condizioni definitive sono compatibili con la vita allo stato naturale. Se invece si tratta di un gatto randagio, si svolgerà una valutazione congiunta tra il personale veterinario e lo staff che gestisce le adozioni per valutare se sussistono le condizioni di sicurezza per rimettere l’animale nel luogo ove è stato trovato o se il gatto dovrà essere messo in adozione. Si tratta di una scelta che viene fatta in funzione di molti parametri, come il luogo di rinvenimento, lo stato della colonia eventualmente presente in quel territorio, la presenza di un riferimento per l’alimentazione degli animali, la patologia dell’animale, la sua età, l’indole, eventuali deficit, ecc.: è quindi molto difficile poter fare una particolare previsione al momento dell’ingresso.
Per quanto riguarda l’adozione dei gatti e di altri animali vissuti in cattività, vi informiamo che le nostre modalità di selezione dei richiedenti sono estremamente selettive e che l’intero processo è stato standardizzato per garantire le migliori condizioni di collocamento possibili per ogni animale. Per ulteriori informazioni vi invitiamo a consultare l’apposita area del nostro sito web.

Ce la farà? Quante probabilità ha di sopravvivere?

Al momento esatto del ritiro dell’animale non siamo in grado di potervi dare informazioni precise perché questa valutazione può essere compiuta soltanto dal personale medico veterinario dopo gli accertamenti necessari. Ci sono però alcune considerazioni di carattere generale di cui vogliamo rendervi partecipi che vi aiuteranno a inquadrare meglio la situazione.

  • Se si tratta di un gatto randagio, è necessaria un’indagine clinica spesso lunga e accurata per comprendere con precisione lo stato di salute reale dell’animale. Molte patologie infettive virali sono ormai estremamente diffuse tra i gatti randagi e questo comporta spesso che, in animali in cui i sintomi apparenti non sembrano essere gravi, spesso si rilevino malattie pericolose, in stato avanzato e talvolta incurabili. In particolare gli animali di giovanissima età possono essere facilmente vitti e di gravi patologie infettive che ne possono causare il decesso improvviso in poco tempo.
  • Se si tratta di un animale selvatico, la difficoltà di poter definire immediatamente una prognosi è altissima. La diagnosi nelle specie selvatiche è spesso estremamente complessa e, alla patologia, si associa sempre l’effetto, incalcolabile, dello stress provocato dalla cattura e dal maneggiamento dell’animale, che può provocare danni seri e irreparabili. Se poi si tratta di neonati orfani, la difficoltà di procedere a un loro completo recupero è sempre molto alta. Il fatto di riuscire a catturare facilmente l’animale è già indice di una situazione di stress e abbattimento molto alta, perché nessun animale selvatico gradisce essere preso e maneggiato dall’uomo. Oltre a ciò va tenuto in considerazione il fatto che molto spesso i nidiacei orfani che avete trovato sarebbero stati naturalmente destinati a non sopravvivere per una loro congenita debolezza (in molte specie quasi il 50% della nidiata non raggiunge la fine dello svezzamento). Trovare un animale selvatico in difficoltà è un evento che molto spesso è del tutto naturale; noi saremo in grado di intervenire e di portare le migliori cure possibili ma è importante che voi condividiate con noi la consapevolezza sin dall’inizio che si tratta di un percorso complesso e spesso sfortunato.

Queste considerazioni non vi devono spingere a pensare che non venga fatto sempre tutto il possibile sia dal personale medico veterinario che dai volontari per garantire la migliore degenza possibile e la risoluzione del problema. ENPA non fa alcun tipo di distinzione tra specie rare o comuni e nella nostra Sezione il più comune piccione riceve le stesse cure e attenzioni del rapace in via di estinzione.
In caso le nostre strutture non siano in grado di garantire una idonea degenza agli animali selvatici consegnati, questi verranno trasferiti dopo le prime cure presso il Centro di Recupero Animali Selvatici del WWF Bosco di Vanzago, con il quale collaboriamo da molti anni.

Come posso avere informazioni sul suo stato di salute?

Nel periodo di primavera/estate, a seguito dell’elevatissimo numero di animali selvatici consegnati ogni giorno presso la nostra sede, non siamo purtroppo in grado di fornire ai cittadini soccorritori e segnalanti delle notizie sulla salute degli animali, anche perché, quasi tutti i selvatici consegnati, dopo le prime cure vengono trasportati al C.R.A.S. di Vanzago. Ci rendiamo conto del legittimo desiderio di avere delle informazioni sullo stato di salute degli animali soccorsi ma, purtroppo, il grande numero di animali ci impedisce di poter dedicare tempo a questo tipo di attività. Inoltre molti animali, come ad esempio i rondoni, sono stabulati in strutture comuni ed è quasi impossibile riconoscere il soggetto consegnato.
Siamo certi che comprenderete come sia molto più importante accudire con attenzione gli animali, non facendogli mancare attenzioni, cibo e cure, piuttosto che impiegare il poco tempo che abbiamo in questo periodo a fornire informazioni. Il benessere degli animali viene prima di tutto e sarete d’accordo con noi su questo. Vi ringraziamo comunque per la vostra attenzione e la vostra sensibilità e vi rassicuriamo sul fatto che per ogni singolo animale sarà fatto tutto il possibile per garantire il suo benessere.

Posso tornare in sede per vedere come sta?

Non possiamo portare i cittadini che lo desiderano in visita ai nostri reparti, perché le regole igieniche e di sicurezza ce lo vietano. Per evitare la diffusione di patologie infettive, nella grande maggioranza dei preparai di degenza gli operatori devono vestire camici, calzari e indossare guanti in latrice. Comprenderete quindi che non possiamo organizzare la presenza del pubblico nei reparti e pertanto vi preghiamo di non chiederci strappi alla regola, perché non possiamo farne.

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Soccorso ai piccoli di specie selvatica: quando intervenire

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Un animale ferito ha sempre bisogno di aiuto. Ma quando troviamo un uccellino, un riccio o un altro “selvatico” che ci sembra in difficoltà non sempre la cosa migliore da fare è raccoglierlo per prestargli soccorso. La natura segue regole che a volte possiamo interpretare erroneamente e che ci possono fare agire con modalità che potrebbero causare più danni che benefici.

Per questo abbiamo preparato questa sezione che spiega cosa fare o non fare per comportarsi correttamente nell’interesse dell’animale stesso.

E.N.P.A. Milano presta soccorso a centinaia di “selvatici” ogni anno e tra le sue priorità c’è anche quella di dare una corretta informazione che aiuti a tutelare il mondo animale.

Per aiutare a capire come valutare velocemente se l’animale trovato è davvero in difficoltà, troverai qui uno schema generale che ci propone delle domande chiavi alle quali dobbiamo rispondere prima di agire.

Solo dopo aver fatto queste valutazioni sarà possibile prendere una decisione consapevole, partendo dal presupposto che la raccolta di un selvatico deve essere l’ultima opzione possibile, mai la prima.

Per approfondire maggiormente l’argomento scarica la presentazione.

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