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In vacanza con il gatto

Se avete la possibilità di portare con voi in vacanza il vostro animale, seguite alcune buone regole di comportamento per evitare spiacevoli incidenti. Capita più facilmente infatti che gli animali domestici, quando ci accompagnano in villeggiatura, vengano smarriti o subiscano incidenti, avendo più facili via di fuga rispetto alla vita in appartamento.

Inoltre alcuni gatti soffrono il semplice trasporto in auto e il loro malessere (che spesso esita nel vomito) è indipendente dal fatto che viaggino a stomaco vuoto o pieno e quindi l’opportunità di muoversi con il proprio gatto al seguito va sempre considerata ogni volta che dobbiamo affrontare un viaggio.

Dobbiamo quindi fare una corretta valutazione relativa ai rischi e pericoli che potremmo incontrare. Se vogliamo consentire al gatto di uscire dall’abitazione, la clausola essenziale è che l’animale sia sterilizzato poiché, contrariamente, il suo istinto d’accoppiamento lo porterà ad allontanarsi da casa e a non tornare. Dovrà sempre essere il gatto a uscire scegliendo autonomamente il momento giusto. Non forzatelo mai: il risultato sarebbe quello di spaventarlo e renderlo nervoso. Quando farete uscire il gatto di casa dovrete prima di tutto aver chiuso, per quanto possibile, tutte le potenziali vie di fuga che diano accesso diretto a strade trafficate o altri pericoli.

Le prime uscite dovranno essere brevi e con voi sempre presenti. Il gatto potrebbe essere molto nervoso perché tutto sarà nuovo per lui e quindi molto entusiasmante o allarmante. Cercate di farlo uscire quando è a stomaco vuoto: in questo modo avrete un chance in più di farlo rientrare in casa richiamandolo con il cibo (ad esempio agitando la scatola dei croccantini). Aumentate gradualmente il tempo che il vostro gatto passa fuori casa e, quando ritorna, premiatelo sempre dandogli cibo a lui gradito. Utilizzate un collarino con medaglietta che riporti i vostri dati, in modo da consentire una facile restituzione dell’animale qualora fosse rinvenuto da terzi. Ricordate sempre di lasciarlo libero di uscire solo quando voi siete presenti, perché contrariamente, se gli succedesse qualcosa, nessuno potrebbe soccorrerlo. È assolutamente importante sottolineare che, qualora transitassero nel vostro giardino gatti randagi anche solo di passaggio, il rischio che il vostro gatto si ammali è alto: venendo a contatto con escrementi o saliva di altri gatti potrebbe infatti contrarre patologie infettive gravi e non curabili come la Felv ( Leucemia Felina), estremamente diffusa negli animali randagi.

Cosa fare se non è possibile portare il nostro gatto in vacanza e preferiamo non lasciarlo in pensione?

Non sempre è possibile portare i nostri animali con noi quando andiamo in vacanza. La soluzione migliore che possiamo consigliarvi è quella di trovare una persona fidata (portinaio, amici o parenti) che sia disposta a venire a casa vostra per alimentare e pulire la cassetta del vostro gatto, anche una sola volta al giorno. In questo modo l’animale, restando nel suo ambiente, non verrà privato della sua libertà e sarà accudito come solitamente viene fatto da voi. Optando invece per una pensione, il vostro gatto si troverebbe inevitabilmente di punto in bianco in una gabbia che, per quanto grande possa essere, verrà vista come un ambiente sconosciuto dove, oltre a rumori, odori e persone a lui sconosciute, ci saranno anche molti altri animali a lui perfettamente estranei. 

Se il gatto potesse scegliere, senza alcun dubbio, tra l’essere messo in una gabbia e lo stare anche da solo per un certo periodo nella sua amata casetta, crediamo che opterebbe per la seconda soluzione. L’unico accorgimento da prendere in questi casi è togliere ciò che senza una vostra supervisione potrebbe diventare un pericolo per gli animali (come piante che se ingerite potrebbero creare problemi o accesso a balconi che senza il vostro controllo diventerebbero luogo poco sicuro).

Cosa fare quando l’unica opzione possibile è la pensione?

Anche se l’utilizzo di una pensione per animali dovrebbe essere ridotto soltanto ai casi di reale necessità, per evitare inutili traumi all’animale, è importante che la scelta della pensione sia fatta in modo responsabile. Presso le diverse associazioni protezionistiche giungono spesso segnalazioni riguardo alle condizioni in cui molte pensioni custodiscono gli animali e molti proprietari, specie durante il periodo estivo quando vi possono essere condizioni di sovraffollamento, ritrovano il proprio cane o gatto in condizioni ben diverse da quelle in cui lo hanno consegnato. Le cause di questi inconvenienti sono diverse.

Talvolta questo accade per patologie che insorgono durante il periodo di soggiorno e sono imputabili alla scarsa attenzione del proprietario (animali consegnati in condizione di salute non buona, vaccinazioni non eseguite, eventuali allergie non segnalate, ecc.) ma il più delle volte è l’improvvisazione di molti gestori di pensioni la vera causa dei problemi, con conseguente danno per gli animali affidati alla loro custodia.
Come fare quindi per scegliere la migliore pensione per il nostro quattro zampe? ENPA, non volendo suggerire un elenco di strutture, può fornire una serie di consigli utili per valutarle al meglio e trovare la soluzione ottimale per la permanenza del nostro amico peloso, evitando con molta probabilità di incorrere nei problemi di cui abbiamo parlato. Ad ogni modo, attenendosi alle raccomandazioni fornite, sarà comunque possibile evitare, in caso di contenzioso, di non essere in possesso della documentazione utile per poter intentare un’eventuale causa di risarcimento danni.

Di seguito trovate un elenco dei consigli che riteniamo più importanti.

  1. Fare sempre un sopralluogo nella pensione, prima di lasciare Fido o Micio, per verificare personalmente il tipo di servizio offerto e che l’ambiente in cui verrà ospitato il nostro amico sia dotato di box sufficientemente spaziosi, costruiti con materiali facilmente lavabili/disinfettabili e organizzati in modo da non creare traumi o ferite all’animale (ad esempio vecchie reti arrugginite). È inoltre fondamentale che ogni animale abbia il suo box per evitare condizioni di promiscuità.
  2. Non rivolgersi ai negozi di animali, che generalmente non hanno una pensione e per questo utilizzano spazi insufficienti ad ospitare dignitosamente i nostri amici e/o si affidano a pensioni di terzi dove diventa complicato mantenere un adeguato margine di controllo.
  3. Lasciare in pensione soltanto animali sani, possibilmente in età adulta e preventivamente abituati a periodi di distacco dal proprietario. A questo scopo per l’animale sarebbe importante avere la possibilità di abituarsi in modo graduale alla nuova sistemazione attraverso alcune “visite esplorative”: prima lasciandolo alla pensione per un a giornata (dalla mattina alla sera) e poi, a distanza di una settimana, per 24-36 ore; in questo modo non subirà traumi da separazione improvvisa e sarà inoltre possibile controllare l’efficienza e la sensibilità degli addetti, la compatibilità con altri eventuali animali e l’igiene dell’ambiente.
  4. Vaccinare gli animali prima dell’affidamento al fine di ottenere una copertura il più possibile efficace contro le maggiori malattie di natura virale effettuando anche trattamenti antiparassitari. Richiedete al medico curante di rilasciarvi un certificato in cui si attesti che l’animale è in buona salute, da consegnare in copia al titolare della pensione.
  5. Accertarsi che la pensione disponga di un adeguato servizio veterinario in grado di esaminare accuratamente gli animali. Non dimenticare di lasciare uno o più recapiti telefonici al responsabile della pensione affinché possa contattarvi nel caso in cui dovessero insorgere problemi di salute o di altra natura dell’animale.
  6. All’atto della consegna dell’animale chiedere espressamente che venga rilasciata una ricevuta dell’avvenuto ritiro.
  7. Segnalare alla struttura eventuali allergie a farmacio alimenti.
  8. Incaricare, se possibile, qualche amico o conoscente di recarsi saltuariamente a far visita all’animale per constatare le sue condizioni di salute.
  9. Al ritorno dalle vostre vacanze, una volta ritirato l’animale (non dimenticate la ricevuta di pagamento), sarebbe preferibile portarlo dal veterinario per una visita di controllo. Se l’animale presenta qualche malattia o ha un problema riconducibile ai giorni di degenza in pensione, si consiglia di inviare una raccomandata (con una copia del certificato rilasciato dal veterinario) ai titolari entro otto giorni a partire dalla data della diagnosi evidenziando quanto rilevato. Questa comunicazione è indispensabile se si vuole ufficializzare il reclamo con le correlative finalità legali.

 

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Un bimbo in arrivo

Category : Consigli per cani

Se il vostro cane ha già provato l’esperienza dell’arrivo di un nuovo bimbo e ha reagito bene, non dovreste avere problemi. Se invece questa è la prima volta, ci sono riflessioni e questioni che dovreste porvi per comprendere se e come si modificherà la relazione con il vostro cane quando il bimbo sarà arrivato.

Ad esempio la scelta di escludere il cane da certe aree della casa può influenzare in misura apprezzabile il suo rapporto con voi.
Se poi il vostro cane ha un problema comportamentale, l’arrivo del bimbo potrebbe peggiorare la situazione ed è quindi consigliabile cercare di intervenire per tempo su questa anomalia del comportamento.

In ogni caso è bene preparare in anticipo voi stessi e il vostro cane ai futuri cambiamenti, sia nella vostra casa che nel vostro stile di vita. Se avrete ponderato tutti i fattori e fatto le scelte giuste, quando il bimbo arriverà il vostro cane nemmeno noterà la differenza, senza ulteriori stress e sviluppi sgraditi di problemi comportamentali.

PRIMA DEL SUO ARRIVO

Contatto fisico
Il vostro cane dovrebbe già essere abituato a tollerare le carezze intorno al collo, spalle, zampe, schiena e coda senza nessun problema, ma è bene abituarlo ad esercizi quotidiani di contatto fisico nei momenti in cui è calmo e rilassato. Cercate di non trasformare questi esercizi in gioco, o il vostro cane imparerà ad agitarsi e magari anche a giocare anche usando i morsi.

Suoni
Cercate di abituarlo facendogli ascoltare una cassetta con registrazioni dei suoni emessi dai bambini, seguita sempre da qualcosa che il vostro cane apprezzerà, come un biscottino o un gioco. Ripetendo questa procedura giornalmente il cane assocerà i suoni del bimbo a qualcosa di positivo.

Nuovi oggetti e nuovi odori
Abituate il cane all’odore del sapone, shampoo, latte e tutti quei prodotti che userete per il vostro bambino introducendoli nella vostra routine alcuni mesi prima del suo arrivo. Cercate inoltre di posizionare prima del suo arrivo la culla, il passeggino, il fasciatoio ecc.

Esercizio fisico
Considerate a quanto esercizio fisico e a quante passeggiate è abituato il vostro cane, se tira al guinzaglio, se torna sempre al vostro richiamo o se è aggressivo con altri cani. Quando il bimbo arriverà, oltre a dover gestire il cane dovrete spingere una carrozzina o un passeggino e dovrete quindi essere certi del fatto che il vostro cane sia sotto controllo.
Se pensate che potranno insorgere problemi, potete eventualmente iniziare a chiedere in anticipo la disponibilità di qualche parente o amico per portare fuori il cane quando voi sarete impossibilitati.
In ogni caso se pensate che dopo la nascita farà meno passeggiate o starà fuori meno tempo, cercate di ridurre gradualmente l’esercizio fisico cambiando la sua routine già qualche settimana prima. Tenete comunque presente che il cane dovrà avere in ogni caso la possibilità di sfogare le sue energie, perché altrimenti diventerà un cane annoiato e stressato e potrebbe sviluppare comportamenti distruttivi per combattere la noia.

Cibo
Una grossa percentuale di incidenti accadono quando i bambini cercano di avvicinarsi alla ciotola o di sottrarre un osso al cane. Quando il cane riceve il suo pasto è bene che ciò avvenga in un posto tranquillo, dove il bimbo non andrà a disturbarlo. Un adulto deve comunque sempre essere presente: mai lasciare il bimbo solo con il cane, soprattutto se c’è cibo di mezzo.

Attenzioni
Il bimbo assorbirà molto del vostro tempo e inevitabilmente il cane riceverà meno attenzioni; ben presto imparerà a fare cose che vi costringeranno a notarlo, come ad esempio rubare i pannolini. Il modo migliore per prepararlo a quanto sta per succedere è ridurre gradualmente e con ragionevolezza le attenzioni che riceve già da settimane prima della nascita.

Giochi
I giochi per bimbi e quelli per cani molto spesso sono fatti degli stessi materiali ed emettono gli stessi suoni; non vi sorprendete dunque se il vostro cane sarà confuso sulla proprietà dei giocattoli. Se riponete i giocattoli del cane fuori dalla sua portata dopo il gioco gli insegnerete che voi ne avete il controllo ed eviterete inoltre che il bimbo possa accidentalmente usarli e metterli in bocca.

DOPO LA NASCITA

Prima dell’arrivo a casa
Quando il bimbo sarà nato, ancora prima di portarlo a casa, abituate il cane al suo odore portando a casa la coperta in cui dorme o i vestiti che ha indossato.

Un posto tranquillo dove stare
Il vostro cane dovrebbe sempre avere un posto dove riposare tranquillo quando è stanco, ma questo è ancora più importante quando il bimbo incomincerà a gattonare e a girare per casa. Date al cane un posto tutto suo, dove si possa sentire sicuro e felice e dove il bimbo non avrà mai accesso.

La sua cuccia e i posti dove dorme
Se prevedete che ci saranno variazioni nella gestione degli spazi, ad esempio il divieto per il cane di salire sul divano o sul letto, programmate questi cambiamenti in anticipo, così che l’animale non li associ all’arrivo del bambino

La salute conta
Assicuratevi che il cane sia in buona salute e che non abbia pulci o vermi.
I cani che provano dolore a causa di un problema di salute tollerano poco le carezze e ci sono più probabilità che cerchino di allontanarvi ringhiando o mordendo.
Per ridurre al minimo ogni rischio non lasciate mai il cane solo con il bimbo, ma controllate sempre i loro incontri.
Cercate inoltre di mantenere invariata la routine del vostro cane per aiutarlo ad adattarsi alla nuova situazione.

 

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Il colpo di calore

Category : Consigli per cani

Con l’arrivo del caldo e dell’afa una delle patologie più pericolose che può colpire il nostro animale è il cosiddetto “colpo di calore”, un disturbo che si manifesta per l’eccessiva esposizione al calore dell’animale ed è influenzato dalla durata dell’esposizione, dall’ambiente in cui si trova l’animale e dalle sue condizioni fisiche generali.

Chiaramente le razze brachicefale, ossia con testa corta e larga come il bulldog, il boxer o il carlino, che già hanno difficoltà respiratorie croniche per la particolare conformazione delle prime vie aeree, saranno soggette a maggiori rischi rispetto alle altre razze canine nelle stesse condizioni, allo stesso modo di una persona affetta da cardiopatia o da bronchite cronica.

Va peraltro considerato che i luoghi chiusi e piccoli, le stanze di ridotte dimensioni e non ventilate oppure l’automobile sono fattori importanti per la comparsa di un colpo di calore; è infatti difficile, anche se non impossibile, che un cane o un gatto sia soggetto a questo evento in un locale grande e ben ventilato.
Il colpo di calore si presenta con depressione, ipertermia (febbre alta), congestione delle mucose (che possono assumere una colorazione rosso intensa) fino a giungere alle crisi convulsive e al coma dell’animale.

La prima cosa da fare in questo caso è ossigenare ed aiutare a respirare bene il nostro animale ossia aprirgli bene la bocca e ventilarlo in un luogo fresco. Dopo questo intervento è indispensabile abbassare la sua temperatura corporea immergendolo lentamente in acqua o bagnandolo su tutto il corpo e specialmente sul collo, sotto la testa e sull’addome. Mai immergere il cane in acqua troppo fredda di colpo perché si potrebbero avere effetti secondari letali.

L’intervento più saggio dopo queste azioni è in ogni caso portare l’animale il prima possibile in un centro veterinario attrezzato dove sarà possibile effettuare tutti i controlli e le terapie che possono essere svolte solo in una clinica e che possono salvare la vita all’animale.

Ricordate che il fatto più importante è la prevenzione del colpo di calore, ossia non lasciare mai durante il periodo estivo animali in macchina (anche se parcheggiata in ombra) o in luoghi piccoli e mal ventilati perché questo disturbo non è solo causato dalla temperatura esterna ma anche dall’umidità, che sopra una determinata soglia può rendere molto difficoltosa la respirazione degli animali.

 

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Un cane irrequieto?

Category : Consigli per cani

I cani generalmente, quando si trovano a confronto con situazioni nuove, seguono la vostra guida; se il vostro cane vi vedrà nervosi e agitati, si agiterà anch’esso ma se si trova in un ambiente calmo molto probabilmente anche lui si comporterà in modo tranquillo.

Ricordate sempre che dovrete incominciare a educare il cane sin dal primo giorno: non fate eccezioni solo perché è appena arrivato o sarà molto più difficile dargli delle regole dopo.

Con visitatori
Rimanete sempre calmi quando un amico o un parente viene a trovarvi (più vi agiterete e più lui vi seguirà). Non cercate di controllarlo gridandogli di stare calmo, perché non capendo le vostre parole, interpreterà il vostro comportamento come un eccitamento. L’uniformità nell’educazione è un punto fondamentale: assicuratevi quindi che tutti i membri della famiglia seguano le stesse regole e che non si facciano mai eccezioni, o il vostro cane avrà le idee confuse e non saprà cosa vi aspettate da lui.

Quando per salutarvi salta mettendovi le zampe addosso
Non punite il cane se vi salta addosso. Lo fa perché è felice ed eccitato di vedervi e se lo respingete o lo sgridate state inavvertitamente premiando questo comportamento, perché gli state dando ciò che lui vuole: attenzioni.
Il modo più semplice per correggerlo è ignorarlo, girandovi di spalle o se necessario lasciando la stanza: in breve tempo capirà che riceverà attenzioni solo quando vi saluta in modo calmo, tenendo tutte e quattro le zampe a terra.
A volte all’inizio il comportamento sembra peggiorare invece che migliorare: il cane tenterà disperatamente di ottenere le vostre attenzioni, saltando, abbaiando o grattando le vostre gambe ma dovrete continuare ad ignorarlo fino a quando non si sarà calmato, perché diversamente imparerà che per ottenere attenzioni deve solo insistere.
Potete insegnare al vostro cane un’alternativa. Fatelo sedere ogni volta che una persona si avvicina per salutarlo: se il cane obbedisce e resta seduto calmo, riceverà il saluto (che dovrà essere altrettanto calmo), ma in caso contrario la persona si dovrà allontanare immediatamente e ignorarlo. Dopo alcune ripetizioni il cane afferrerà il concetto

Bambini
I bambini fanno movimenti veloci e improvvisi, hanno voci squillanti e spesso corrono invece di camminare: tutti questi comportamenti assomigliano in qualche modo al comportamento delle prede in natura e la maggior parte delle attività di gioco dei cani si basano su comportamenti predatori. Di conseguenza il cane potrebbe rispondere al comportamento dei bambini inseguendoli, mordicchiando le loro caviglie e saltandogli addosso, magari facendoli cadere e senza volerlo potrebbe far loro del male. I bambini molto agitati possono inconsciamente rovinare tutto l’addestramento che state facendo. Per questi motivi è molto importante che controlliate tutti gli incontri e siate pronti a separarli se entrambi si eccitano troppo. Quando si saranno calmati potranno tornare insieme.
Evitate assolutamente di sgridare il cane e punirlo per qualsiasi comportamento non corretto: se imparerà che quando il bambino è presente a lui accadono cose spiacevoli, potrebbe diventare difensivo o addirittura aggressivo nei suoi confronti.

Gioco
Ovviamente tutti i cani e soprattutto i cuccioli amano giocare, ma il modo in cui giocheranno può fare una grande differenza sul modo in cui cresceranno e sulle cose che impareranno. Se il vostro è un cane che si eccita facilmente, evitate giochi come il tiro alla fune o la lotta che lo inciteranno ulteriormente.
Cercate invece di stimolarlo a pensare, ad esempio nascondendo dei bocconcini o giocattoli in diversi angoli della stanza e lasciando che lui li trovi, oppure fatelo sedere, lanciate la palla ma consentitegli di riprenderla solo su vostro comando. Insegnategli un comando di attesa che poi potrete usare in tutte le occasioni in cui il cane si eccita troppo. I momenti di gioco devono essere brevi e frequenti e una volta che avrete finito di giocare, riponete i giocattoli fuori dalla sua portata: questo manterrà il suo interesse verso i giochi sempre alto e potrete sfruttarlo come motivazione per insegnargli nuove cose.
Il cane deve inoltre imparare a lasciare il giocattolo quando lo richiedete, facendo cambio con un bocconcino o con un altro gioco: in questo modo imparerà che lasciare il giocattolo non significa che il gioco è finito e lo rilascerà più volentieri.
Evitate di inseguirlo quando è in possesso del gioco o imparerà che è un modo divertente per attirare la vostra attenzione; piuttosto ignoratelo fino a quando non si stuferà e tornerà da voi.

 

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Come imparano i cani

Category : Consigli per cani

L’ apprendimento dei cani si basa sulle conseguenze delle loro azioni. Tutte le azioni hanno una conseguenza e questa condizionerà i comportamenti futuri.

Se a un’azione corrisponde una conseguenza positiva, è molto probabile che questa azione venga in futuro ripetuta e viceversa. Ad esempio se fate distrattamente cadere un boccone succulento dal tavolo della cucina ed il vostro cane si trova a passare di lì in quel momento e prende il boccone prima che abbiate il tempo di fermarlo, nei giorni successivi mentre voi mangerete il cane rimarrà intorno al tavolo, in caso un altro boccone cada di nuovo.

Le azioni e le conseguenze si devono ripetere più volte perché il cane impari (il numero di volte varia da soggetto a soggetto), ma sicuramente imparano molto prima dalle esperienze positive che non da quelle negative. Controllando le conseguenze, sarete in grado di controllare le azioni.

Lo stesso principio vale per le persone: per questo motivo molto spesso sono i nostri cani ad addestrare noi e a controllare le nostre azioni. Ad esempio il cane gratta alla porta di casa e voi lo lasciate uscire, vi porta una pallina lasciandola ai vostri piedi e voi la tirate, il cane abbaia davanti alla ciotola dei biscotti e voi glie ne date uno: tutte queste azioni verranno ripetute, perché hanno una conseguenza positiva.

Voi avete (o meglio dovreste avere) il controllo su tutte le cose che il vostro cane vuole nella vita: cibo, giocattoli, attenzioni, una passeggiata e l’opportunità di giocare con altri cani. Molte persone non sfruttano queste situazioni pensando che il desiderio naturale di tutti i cani è quello di farci piacere e che affetto e attenzioni siano sufficienti per motivarlo.

Le cose purtroppo non funzionano così e nonostante i cani ci amino profondamente, il loro desiderio è quello di far piacere a se stessi. Dovete fargli capire che se vuole qualche cosa prima deve obbedire (ad esempio fatelo sedere prima di offrirgli la cena o prima di lasciarlo giocare libero con altri cani). Nulla è gratis nella vita e le cose positive arrivano solo dopo un comportamento corretto.

Tutti quei comportamenti che non vengono premiati, in breve periodo si estingueranno: ad esempio se il cane abbaia davanti alla ciotola dei biscotti e voi lo ignorate, o ancora meglio gli girate le spalle e ve ne andate, magari ci proverà ancora qualche volta ma se tutte le volte che lo fa non accade nulla di positivo ben presto smetterà. Tenete però conto che se fino ad ora per questo comportamento ha sempre ricevuto un premio, e improvvisamente viene ignorato, il comportamento diventerà più accentuato prima di estinguersi; in questo caso tenete duro e ricordate che cedere in quel momento significherebbe solo insegnare al cane che funziona se ci prova più insistentemente.

Un premio può essere qualsiasi cosa che il cane desidera, ossia una esperienza positiva (uscire per una passeggiata – poter giocare con altri cani) o un premio fornito dal padrone (Cibo – Un gioco – Premio verbale).

Ogni cane è motivato da cose differenti e darà una scala di valori differente alle varie risorse che ha a disposizione. Dovrete cercare di capire che cosa il cane desidera di più in quel momento e utilizzarlo come premio. Ad esempio: il vostro cane sta giocando con altri cani e voi lo richiamate per addestrarlo a tornare, lui viene da voi e come premio riceve una coccola. Molto probabilmente l’ultima cosa che il cane voleva in quel momento è una coccola da voi; la cosa piacevole in quel momento è proprio giocare con l’altro cane, quindi quando torna fatelo sedere e poi lasciatelo andare di nuovo a giocare. Questo sarà il premio più gradito.

Dovrete anche far capire al cane quando un certo comportamento non è bene accetto ma sgridatelo verbalmente solo se lo cogliete sul fatto. Ancora più efficace è fare in modo che ad una azione sgradita corrisponda una conseguenza negativa che però non viene associata a voi, ad esempio un rumore forte ed improvviso (il cane cerca di rubare del cibo dal tavolo e la porta sbatte facendolo spaventare – ovviamente il cane non sa che avete spinto voi la porta, cercate quindi di non farvi vedere)
I cani non hanno il concetto di passato e presente come noi, per questo motivo è importante ricordare è che il rinforzo deve avvenire immediatamente dopo l’azione; anche solo qualche secondo di ritardo e sarà troppo tardi perchè il cane non saprà fare la connessione tra l’azione e la conseguenza.
Punire il cane picchiandolo non solo non serve a nulla, ma porterà il cane ad avere paura di voi e non fidarsi più, rischiando quindi di rovinare il vostro rapporto con lui.

Come le persone, i cani imparano meglio quando sono felici e rilassati. Usando il metodo del premio, il cane impara ad essere attento e fiducioso nei confronti del proprietario e sarà incoraggiato a provare un’azione sapendo che potrebbe ricevere un premio, invece che essere ansioso ed aver paura di sbagliare e quindi magari astenersi dal farlo.

Ignorare tutti i comportamenti non voluti è la soluzione più efficace, soprattutto se ciò che vuole il cane in quel momento è attenzione da voi. Sgridare il cane è una forma di attenzione, e, anche se negativa, dal punto di vista del cane è meglio di niente. Ad esempio se il cane abbaia per farvi tirare la pallina, giratevi di spalle ed ignoratelo: nel momento in cui smette di abbaiare prendete la pallina e lanciatela.

Qualsiasi cosa cercherete di insegnare al vostro cane tenete sempre a mente questi concetti fondamentali:
– Se avete un cucciolo, incominciate ad insegnarli le buone maniere e stabilite le regole fin dal primo giorno che arriva in casa vostra. Non è mai troppo presto per imparare e fare eccezioni all’inizio significherebbe solo avere un cane più confuso quando cambierete le regole.
– Siate coerenti (se al cane non è permesso salire sul divano, non fate eccezioni o il cane diventerà confuso e l’unica cosa che imparerà è che le regole sono fatte per essere infrante)
– Richiedete cose semplici. Fate in modo che non sbagli per poterlo premiare e se il cane sembra confuso o non obbedisce non è per farvi un dispetto, ma è perché non capisce cosa vi aspettate da lui; cercate quindi di semplificare ulteriormente.
– Mantenete le lezioni brevi (5 – 10 minuti) perchè i cani, soprattutto cuccioli, hanno la capacità di concentrarsi solo per brevi periodi. Cercate di smettete prima che il cane si stanchi per mantenere sempre alto il suo interesse
– I cani imparano prima il linguaggio del corpo che non le parole: è bene quindi accompagnare ogni comando con un segnale chiaro e preciso.
– Terminate sempre con qualcosa di positivo, come un bel gioco o una passeggiata. – Incominciate con poche distrazioni ed aumentatele gradualmente
– Se il cane impara ad obbedire ad un comando in casa vostra non è detto che lo faccia anche in strada. I cani non sanno generalizzare, dovrete quindi ripetere in posti ed occasioni differenti per perfezionare.
– Pazienza, pazienza, pazienza. Ve ne servirà molta. Se vedete che le cose non vanno per il verso giusto e voi non siete dell’umore adatto è inutile insistere: fermatevi, fate una pausa e riprendete in un altro momento.

 

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L’importanza della socializzazione

Category : Consigli per cani

La socializzazione è una fase importantissima per lo sviluppo mentale equilibrato del cane e per prevenire l’aggressività. Da quando nascono, fino alle otto settimane di vita, stando con i fratelli e la madre imparano a comportarsi “da cani”, a comunicare e a rapportarsi con i propri simili. Per questo motivo non dovrebbero mai essere portati via dalla cucciolata prima di quel tempo. Il momento più critico per la socializzazione, un processo che comunque continua per tutta la vita, è tra le 4 e le 16 settimane di vita.

Fare socializzare il nostro cane significa esporlo al maggior numero di stimoli possibili, assicurandosi che le esperienze siano sempre positive, per prepararlo alla vita e insegnargli il modo corretto di comportarsi in tutte le situazioni. 
In questo modo il cane si abituerà a tutto ciò che lo circonda, imparando a non averne timore. All’inizio è importante esplorare ambienti tranquilli, dove il cane si può sentire più sicuro, per poi spostarsi gradualmente in ambienti più trafficati e rumorosi senza mai creare pressioni eccessive sul cane.

In città 
Il cucciolo si deve abituare agli odori e ai rumori del traffico, ai movimenti di pedoni, biciclette, moto ecc. Cominciate da strade secondarie e tranquille per poi gradualmente passare a strade più trafficate.

In campagna
Cercate di abituarlo non solo all’ambiente, agli odori e rumori della campagna, ma anche ai diversi animali (vacche, pecore, cavalli ecc).

In macchina
Incominciate dal primo giorno con brevi e regolari tragitti che terminano con qualcosa di positivo (come una bella passeggiata o un gioco). Evitate di dare cibo al cane prima di metterlo in macchina e fatelo viaggiare nella parte dell’auto dove viaggerà da adulto (non permettetegli di stare in braccio solo perché è un cucciolo). Quando crescerà potrebbe non capire la differenza ed è probabile che non accetti di buon grado il cambio di posizione.

Rumori domestici
Esponetelo gradualmente ai rumori dell’aspirapolvere, della lavatrice e di tutti quegli oggetti domestici che vengono utilizzati nella vita di tutti i giorni.

Altre persone e bambini
Assicuratevi che venga a contatto con il maggior numero di persone possibili, di diversa età e fisionomia (uomini, donne, bambini di tutte le età, alti, bassi, con barba, grassi, magri ecc.). Controllate tutti gli incontri, specialmente quelli con i bambini.

Amici e visitatori
Dovrà imparare a non aver paura degli amici e delle persone che verranno a visitare la vostra casa (che non dovranno scappare se lui abbaia) per evitare che una volta cresciuto mostri aggressività nei loro confronti.

Altri cani
La convinzione che cani maschi non possono andare d’accordo tra di loro è un errore molto comune. Questo problema si può infatti facilmente evitare socializzando il cucciolo con i propri simili, non appena il corso di vaccinazioni è terminato, cercando di interferire il meno possibile: in questo modo il cucciolo potrà sviluppare la capacità di comunicare indipendentemente dal sesso degli altri cani.

Pulizia ed esame fisico
Per abituarlo a essere maneggiato, inizialmente dovrete spazzolare il cane ogni giorno, anche se si tratta di una razza a pelo corto. Abituatelo inoltre a essere trattenuto per un controllo completo (orecchie, bocca, occhi, pelo, zampe, coda). Premiate con dei bocconcini qualsiasi risposta positiva ed accettazione.
Oltre a queste raccomandazioni, pensate a tutti quei posti, persone e situazioni che il cane probabilmente incontrerà da adulto e incominciate a esporlo ad esse ripetutamente fin da cucciolo.

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Quando abbaia eccessivamente

Category : Consigli per cani

Abbaiare, guaire, ululare e ringhiare sono tutti strumenti di comunicazione naturali nei cani. L’abbaiare non viene considerato un problema fino a quando non diventa eccessivo.

Le cause possono essere molteplici e la chiave per risolvere il problema sta proprio nel capire qual è lo stimolo esterno che scatena il comportamento. Capire perché il cane abbaia vi aiuterà a stabilire la soluzione migliore.

Noia e frustrazione
Lo stile di vita al giorno d’oggi ci porta a passare molte ore fuori casa per lavoro o per altri motivi e troppo spesso i nostri cani finiscono per passare lunghe giornate soli e confinati in piccoli appartamenti senza possibilità di sfogo. Il cane, animale sociale e generalmente molto attivo, trovandosi solo e senza nulla da fare si annoia, diventando frustrato.
In questi casi troveranno un modo per intrattenersi, come mordicchiare tutto ciò che trovano alla loro portata, rovistare nella spazzatura e combinare disastri di ogni genere.
Alcuni di loro trovano nell’abbaiare un modo per alleviare questa frustrazione ed una volta imparato, se non lo si modifica, questo atteggiamento può solo peggiorare, arrecando fastidi al vicinato che possono tradursi in problemi concreti per i proprietari.

In questo caso l’unica soluzione è fornire al vostro cane stimoli mentali ed esercizio fisico adeguati alle sue necessità. Prima di andare al lavoro fategli fare una lunga passeggiata non limitata all’espletamento dei bisogni fisiologici (se ne avete la possibilità anche una bella corsa senza guinzaglio): un cane stanco sarà sicuramente più tranquillo una volta a casa. Fate lo stesso nella pausa pranzo e se voi non avete la possibilità di tornare a casa cercate qualcuno che lo faccia per voi, un amico un parente o un dog-sitter.
La sera cercate di passare del tempo con lui giocando e insegnandogli dei comandi, tenendo conto che non è la quantità del tempo che conta ma la qualità.
L’esercizio mentale li stanca molto più di quello fisico.
Potrete inoltre trovare sul mercato dei giocattoli in gomma molto resistenti, che possono essere riempiti con del cibo e stimolano il cane a pensare tenendolo impegnato per un po’quando è solo.
Invece di dargli il cibo dalla ciotola, provate a nascondere la porzione giornaliera in vari angoli della casa prima di uscire. La ricerca del cibo lo terra impegnato e lo stimolerà a pensare.
Potete fare lo stesso con dei giocattoli o ossa da masticare; variate ogni giorno e per il vostro cane sarà sempre una sorpresa.

Insicurezza, paura
Tutti gli animali hanno una naturale paura di ciò che non conoscono e l’abbaiare è un modo per assicurarsi che qualsiasi sia la fonte di paura, essa resti distante.
Un cane spaventato, se spinto oltre il suo limite di sopportazione, può reagire in due modi: scappare o attaccare. Appare quindi evidente come sia importante aiutare il cane a superare queste paure, attraverso un’attenta e corretta socializzazione e premiando tutti i comportamenti rilassati.
Mai punire il cane: questo lo renderebbe solamente più ansioso. Evitate anche di accarezzarlo e parlare con lui nel momento in cui sta abbaiando perché questo verrebbe inteso come un premio e porterebbe solamente ad un peggioramento del problema. Aspettate invece che si calmi e solo a questo punto dategli le attenzioni che si merita.

Richiesta di attenzioni
Questo problema viene generalmente peggiorato dai padroni che involontariamente premiano il cane. Il cane abbaia per richiedere attenzioni, il padrone per farlo stare buono gli offre un biscottino o una carezza, il cane si calma.
Il problema viene risolto al momento ma quello che il cane sta imparando è che se abbaia qualche cosa di buono arriverà e quindi in futuro questo comportamento verrà ripetuto sempre più spesso.
Anche il padrone che sgrida il cane lo sta involontariamente premiando, perché ciò che il cane vuole sono attenzioni e il padrone gli sta dando una considerazione che, anche se negativa, dal punto di vista del cane è meglio di niente.
La cosa migliore in questi casi è ignorare il cane, ossia non parlare, non toccarlo e neanche offrirgli lo sguardo. Giratevi di spalle, meglio ancora lasciate la stanza lasciando il cane da solo; probabilmente la sua prima reazione sarà quella di abbaiare con ancora più vigore ma voi non cedete ora continuate a ignorarlo. Ben presto imparerà che non è questo il modo per ottenere qualche cosa.
Non appena mostra un qualsiasi altro atteggiamento accettabile, premiatelo e offritegli ciò che vuole. Lo stesso vale se il cane abbaia perché vuole uscire, giocare a palla, o qualsiasi altro motivo.

Abbaia ai passanti
Questo spesso diventa un problema specialmente per i cani che passano lunghe ore confinati in giardino. I motivi per cui incomincia a sviluppare questo comportamento possono essere svariati (nella maggior parte dei casi lo fanno per proteggere il loro territorio) ma le conseguenze non cambiano. Il passante arriva (potrebbe essere un pedone, una bici, una moto, il postino), il cane abbaia e il passante se ne va: questo è un meccanismo premiante per il cane, che pensa di essere riuscito nell’intento di farlo scappare abbaiando.
Se nessuno è presente per correggere il cane, è inevitabile che in poco tempo il comportamento peggiorerà, dato che in fondo la pratica rende perfetti.
Cercate di non dargli l’opportunità di praticare questo comportamento, confinando il cane in una parte di giardino più tranquilla lontano dalla strada, oppure alternando alcune ore passate in casa ad alcune (le più tranquille) in giardino e allo stesso tempo fornite al cane altre vie di sfogo fisico e mentale come abbiamo visto prima per i cani annoiati.
Passate del tempo in giardino con il cane; in questo modo potrete controllarlo e correggerlo. Fatevi aiutare da un amico il quale si dovrà avvicinare ma ad una distanza tale da non scatenare una reazione da parte del cane: in questo modo potrete premiare il cane per rimanere calmo. Gradualmente questo amico si dovrà avvicinare sempre di più fino a quando non sarà lui stesso a premiare il cane.
Se in qualsiasi momento il cane reagisce abbaiando, create un rumore che attirerà la sua attenzione ma non verrà associato a voi. Dategli un comando come vieni o seduto (o un qualsiasi comando che il cane già conosce), così potrete premiarlo per aver obbedito. Ripetete lo stesso procedimento con persone diverse.
Il processo potrebbe richiedere del tempo e questo dipenderà dal tipo di cane e da quanto tempo si comporta così (ovviamente più ha praticato e meno sarà facile correggerlo) ma più tempo gli dedicherete e prima imparerà, abbiate pazienza.
Questi sono solo alcuni dei più frequenti situazioni. Se avete problemi e non riuscite a correggere il suo atteggiamento, consultate un comportamentalista referenziato.

Spesso si trovano in commercio dei collari di addestramento che emettono, con un comando a distanza, una dolorosa scossa al collo dell’animale e vengono pubblicizzati come semplice strumento per reprimere l’abbaiare indesiderato. L’uso di questo collari, oltre a essere un reato penale è altamente sconsigliato, perché porta ulteriori gravi danni fisici ed emotivi all’animale.

 

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Aggressività

Category : Consigli per cani

Ringhiare, mostrare i denti, mordere sono tutti comportamenti aggressivi normali e naturali per i cani ma inaccettabili per gli uomini. Dal punto di vista del cane c’è sempre un motivo per un comportamento aggressivo ma, dato che uomini e cani hanno differenti modi di comunicare, molto spesso si creano incomprensioni tra le due specie. Non capendo il motivo per cui il nostro cane si comporta in un certo modo ed agendo molto spesso d’istinto o comunque da esseri umani, tendiamo a peggiorare i problemi comportamentali dei nostri cani senza volerlo.

L’aggressività si può mostrare nei confronti di persone, di altri cani o di entrambi ed è influenzata sia da fattori genetici (razza, età, sesso) sia da fattori ambientali e dalle esperienze che il cane ha avuto.
Dato che si tratta di un problema molto complesso e le potenziali conseguenze sono serie, vi raccomandiamo nei casi più gravi di non improvvisare interventi sul cane e chiedere aiuto ad un comportamentalista referenziato.

Classificazione di tipi di aggressività

Da dominanza
Questa viene in genere descritta come la volontà da parte del cane di sfidare il padrone per innalzare il suo stato sociale nella gerarchia della famiglia. Molto si è detto sul ruolo dei cani in questo ambito, basandosi su studi dei comportamenti dei branchi di lupi. La teoria che il cane si senta parte del nostro branco e che il padrone deve esserne il leader ha portato a stabilire una serie di regole come, ad esempio, dare da mangiare al cane solo dopo che avete mangiato voi, non lasciare che il cane salga su letti e divani, assicurarsi che siate voi i primi a passare attraverso porte e passaggi stretti, non salutare mai il cane per primo quando arrivate a casa ecc. Queste regole avrebbero lo scopo di far capire al cane che il “capo del branco” siete voi e quindi di prevenire un comportamento dominante nei confronti del padrone da parte del cane.

Un branco viene definito come una moltitudine di animali della stessa specie riuniti. I cani sono molto diversi da noi fisicamente, hanno un odore diverso, non si comportano come noi, vivono su regole e valori differenti, in altre parole apparteniamo a due specie completamente diverse; e allora ci chiediamo: possono davvero i cani sentirsi parte del nostro branco? Nonostante la psicologia canina abbia sempre supportato l’ipotesi che la dominanza fosse relazionata alla gerarchia sociale, gli studi più recenti svolti a livello internazionale dai professionisti più accreditati indicano una nuova interpretazione del fatto, che scioglierebbe i nostri dubbi: non si tratterebbe infatti di una questione di gerarchia, ma di più semplice controllo delle risorse.

Questo spiegherebbe perché alcuni cani diventano aggressivi se cerchiamo di spostarli dal posto che normalmente occupano sul divano o sono possessivi con cibo e giocattoli. Quello che in genere viene definito un cane dominante è in realtà un animale che controlla la situazione e protegge le risorse che per lui sono importanti, perché il padrone non gli ha mai insegnato diversamente.

Un altro errore comune è quello di descrivere un cane dominante come un cane aggressivo, testardo ed estremamente disobbediente (questa descrizione è più adatta per un cane che non è stato socializzato correttamente, che non ha ricevuto nessun tipo di educazione e addestramento, estremamente pauroso o che ha subito qualche forma di maltrattamento). In realtà un cane dominante è un cane molto confidente, calmo e sicuro di se in ogni situazione e quasi mai deve mostrare aggressività per imporre il proprio stato sociale: questo fa di lui un “leader”.

Da paura
L”aggressività da paura si ha quando accade una reazione difensiva da parte di un cane che crede di essere in qualche modo in pericolo. Non sono tanto le vostre intenzioni a scatenare questo tipo di reazione, ma è il modo in cui il cane percepisce la situazione (ad esempio un estraneo che cerca di abbracciare un cane: questo è un comportamento naturale per gli uomini per mostrare affetto, ma potrebbe essere intesa dal cane come una situazione pericolosa e quindi reagire di conseguenza). Questo tipo di aggressività si può anche manifestare negli incontri con altri cani, specialmente in soggetti che non hanno ricevuto una corretta socializzazione.

Territoriale, protettiva, possessiva
Questi tre tipi di aggressività sono molto simili tra loro poiché in tutti i casi il cane protegge una risorsa che per lui ha valore. L’aggressività territoriale è di solito associata alla difesa della vostra proprietà, ma si può anche estendere a tutte quelle aree che il cane frequenta spesso, come la zona intorno alla casa o il parco dove lo portate per fare esercizio. Protettiva si riferisce all’aggressività verso altre persone o animali che il cane percepisce come potenzialmente pericolose per la sua famiglia. L’aggressività possessiva è quella di un cane che cerca di difendere cibo, giocattoli o altri oggetti che per lui hanno valore, come anche un semplice tovagliolo rubato dalla spazzatura.

Reindirizzata
Se il comportamento aggressivo del cane viene stimolato da una persona, un oggetto o una situazione ed il cane non ha la possibilità di sfogare questa emozione verso la fonte, potrebbe accadere che reindirizzi l’aggressività verso qualcun altro più alla portata. Un esempio molto comune è quando due cani confinati in un giardino, si eccitano, abbaiano e ringhiano quando un altro cane passa all’esterno e non potendo però attaccare questo cane, si attaccano a vicenda.

Predatoria
Avviene in genere verso persone, animali e oggetti in movimento. In genere il cane si limita a rincorrere ma senza mai concludere l’azione.

Cose da fare

– Prima cosa un controllo con il vostro veterinario, per verificare che la causa dell’aggressività non sia un problema medico (l’aggressività a volte può essere scatenata da un dolore)
– L’aggressività e’ un problema talmente serio e complesso che dovrete chiedere aiuto ad un professionista serio e referenziato, perché i problemi di aggressività non spariscono magicamente, anzi tendono col tempo a peggiorare.
– Prendete le dovute precauzioni perchè voi siete i responsabili del vostro cane. Fino a quando il problema non sarà risolto con l’aiuto di un professionista, tenetelo al guinzaglio e se necessario con museruola in luoghi pubblici.
– Evitate di esporlo a tutte quelle situazioni che scatenano in lui aggressività.
– Se il cane è possessivo verso cibo o oggetti, tenete questi fuori dalla sua portata. In caso di emergenza, quando ad esempio il cane ruba una vostra scarpa, evitate di portargliela via ma cercate piuttosto di fare cambio con qualcos’altro, ad esempio un biscotto.
– Sterilizzate e castrate il vostro cane. I cani interi hanno più probabilità di mostrare aggressività da dominanza, protezione e territorialità.

Cose da non fare

– Punire il cane non aiuta, anzi tende a peggiorare il problema
– Non incoraggiate comportamenti aggressivi ed evitate giochi di forza, come tiro alla fune o la lotta.

 

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Dove si farà le unghie?

Category : Consigli per gatti

La pratica del “farsi le unghie” fa parte della natura del gatto ed è un comportamento insopprimibile. I gatti si fanno le unghie sulle piante o su altre superfici ruvide per rinnovare gli artigli che si sfaldano e mantenerli così ben affilati. Gli artigli sono indispensabili per la buona riuscita della caccia, sono le armi che gli servono per procurarsi il cibo e lui ne ha quindi gran cura.

Il farsi le unghie, però, è anche un sistema per trasmettere messaggi: visivi (grazie ai graffi lasciati) e olfattivi (tramite gli odori prodotti da ghiandole che si trovano vicino ai polpastrelli delle zampe). Il gatto lascia questi messaggi perché vuole comunicare ad altri gatti la sua presenza. inoltre, per i gatti graffiare superfici verticali è un sistema per fare stretching e così allungare la muscolatura.

Per evitare che decida di utilizzare i mobili o i divani per lasciare questi messaggi, bisognerà procurarsi un pezzo di tronco con la corteccia o un grattatoio di quelli in commercio nei negozi che vendono prodotti per animali. Il grattatoio dovrà essere sistemato in un luogo in vista e fissato in verticale, legandolo saldamente a qualcosa in modo che sia molto stabile, quando il gatto lo utilizzerà. Contrariamente il gatto potrebbe scegliere altri posti dove farsi le unghie.

Tipologie di grattati gradite ai gatti


Grattatoio in cartone
Vengono venduti anche nei supermercati e spesso sono perfino aromatizzati con erbe molto gradite ai gatti. Il costo è relativamente basso ma l’unico inconveniente è che, utilizzandolo, il gatto romperà il cartone in pezzettini che poi dovranno essere inevitabilmente raccolti. Spesso i gatti gradiscono anche dormirci sopra. Ciclicamente dovrà essere sostituito perché col tempo viene totalmente distrutto.

Grattatoio costruito artigianalmente 

Per fabbricarlo occorre: una tavola in legno dello spessore di circa 1 cm, larga circa 80 cm x 60 cm, che servirà come base, alla quale verrà fissato in mezzo con quattro giunte a elle di circa 10 cm un palo in legno grezzo, ma privo di corteccia, alto circa 1 metro (comunemente venduto negli ingrosso di giardinaggio come palo per recinzioni).


Tappeto in lattice

Ottimi sono anche i tappeti in lattice, venduti solitamente come gioco per bambini. L’unica attenzione che bisogna porre è nel verificare che il gatto non inghiotta i pezzettini asportati facendosi le unghie. 
Altre strutture gradite sono gli zerbini o stuoie in cocco oppure anche dei semplici pezzi di moquettes. 
Anche gli scatoloni sono un ottimo sistema a costo zero, da mettere a disposizione ai vostri gatti.

 

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La cuccia

Category : Consigli per gatti

Anche per quanto riguarda la cuccia non è necessario spendere cifre esorbitanti per costosi cesti griffati. Per lui l’importante è che sia comoda, morbida e posta in un luogo tranquillo, dove non dovrà mai essere disturbato.

Il gatto apprezza anche una cuccia economica, allestita con scatole o cesti di recupero imbottiti con vecchi cuscini o plaid o maglioni. Gli scatoloni sono a loro molto graditi per raggomitolarcisi dentro, indipendentemente dalle dimensioni.

Se poi sbadatamente vi dimenticate aperti cassetti o armadi, renderete molto felice il vostro gatto.
Inoltre, spesso scelgono come luoghi dove andare a fare un pisolino posti assolutamente assurdi.

 

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