Category Archives: News

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25_02_2018 Roma: assemblea per rinnovo Consiglio Nazionale di ENPA

Il 25 febbraio a Roma ci sarà l’assemblea per il rinnovo del Consiglio Nazionale di ENPA. I nostri volontari parteciperanno e invito i soci che ancora non avessero dato la loro delega e volessero farlo a mandare una mail a info@enpamilano.org

Il cambiamento passa sempre dal voto e noi ci crediamo: per questo vi chiediamo di darci le vostre deleghe, promettendo che come sempre ne faremo buon uso. Come facciamo con ogni centesimo che ci donate e su questo vi do la mia personale garanzia.

Grazie per la vostra fiducia che ci accompagna sempre, anche in momenti difficili della vita della nostra sezione.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano

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12 febbraio 2018: Striscia la notizia, inchiesta di Edoardo Stoppa su ENPA

Category : News

In riferimento al servizio di Edoardo Stoppa andato in onda ieri sera (12 febbraio 2018) su  “Striscia la notizia” e che riguardava l’inchiesta su ENPA, la sede di Milano dell’associazione tiene a precisare che è completamente estranea a qualsiasi forma di gestione che sia meno che trasparente e corretta sia sotto il profilo etico che fiscale.

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Disturbo o maltrattamento?

Molte delle segnalazioni che riceviamo, telefonicamente o via mail da parte dei cittadini, relative a episodi o situazioni di presunto maltrattamento di animali, sono riconducibili a questioni di disturbo alle persone o a inconvenienti di tipo igienico.

Segnalazioni di questo tipo, dove il presunto maltrattamento viene utilizzato come pretesto nella speranza di risolvere un problema del quale non possiamo occuparci (il disturbo e gli inconvenienti igienici vanno segnalati rispettivamente alla Polizia Locale e al Servizio Veterinario dell’ATS), comportano per ENPA un grande dispendio di energie che non portano ad alcun risultato positivo per il benessere degli animali. Vi preghiamo quindi di fare segnalazioni veritiere e dettagliate, specificando correttamente i fatti, per consentirci di aiutare, nei limiti del nostro possibile gli animali coinvolti.

Nel frattempo vi consigliamo, nel caso il vostro problema sia costituito dal latrare di un cane, di leggere alcune indicazioni sul perché un cane può abbaiare tanto: potreste trovare qualche consiglio su cosa fare nel caso il cane fosse il vostro ma anche capire meglio se l’episodio che vorreste segnalarci non rientri tra quelli menzionati.

CLICCA QUI

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Introduzione di un nuovo gatto in casa

Category : Consigli per gatti , News

L’introduzione di un gatto in un nuovo ambiente do­mestico, dove vivono altri gatti, è un processo che può richiedere da pochi giorni ad alcune settima­ne o mesi. Seguire questo specifico protocollo vi aiu­terà a rendere l’introduzio­ne il più possibile senza problemi.

FEROMONI: Sono sostan­ze utilizzate dai gatti per la comunicazione tra di loro e verso loro stessi. Non sono percepibili da altre specie. Tra i vari feromoni, uno di particolare importanza, è quello che i gatti rilascia­no nell’ambiente, quando strusciano il muso contro gli oggetti. Tale feromone serve ad indicare loro, ogni volta che passano in quel luogo, che l’ambiente è si­curo. In commercio esiste un preparato sintetico a base di tale feromone, fe­liway, che può essere mol­to utile quando vogliamo introdurre un nuovo gatto, in un ambiente in cui non vi sono altri gatti. Consigliabi­le iniziare ad utilizzare il fe­liway già da un paio di set­timane prima, così che tale feromone sia già presente nell’ambiente. Il feliway esi­ste in forma di diffusore, da collegare ad una presa elettrica non coperta da mobili o altro, copre circa 60mq2 di casa, oppure di spray.

Altro Feromone molto importante nella vita dei mici è quello rilascia­to dalla mamma dalle ghiandole intermammarie specialmente durante l’allattamento. Tale fero­mone, che appartiene alla clas­se delle apaisine, contribuisce alla formazione del legame con la madre, oltre a donare al micio una sensazione di benessere, che abbassa rapidamente il suo livello di stress.

In commercio esiste un prepara­to sintetico a base di tale feromo­ne chiamato Feliway Friends può essere messo sia dove vivono i gatti, che nella stanza dove ini­zialmente starà il nuovo arrivato, per garantire una corretta intro­duzione graduale dei due mici.

Se invece non abbiamo gat­ti, non è obbligatorio preparare una stanza ad hoc, ma lo stes­so consigliabile, così come l’uso di feliway, il micio, infatti, si può abituare più facilmente ad un am­biente piccolo.

Il feliway non va mai spruzzato di­rettamente sui gatti.

Una volta che avete portato a casa il nuovo micio seguite que­sti step:

  1. Tenete il nuovo gatto nella stanza separata che avete prece­dentemente attrezzato con cioto­le di cibo (secco a disposizione, umido un paio di volte al giorno dato da voi, utile per stabilire una routine con il micio) e acqua, una lettiera (lontano da cibo e acqua), un graffiatoio, una cuccia (anco­ra meglio se fatta con una sca­tola di cartone e delle coperte dentro, così il gatto si può anche nascondere lì), giochi e percorsi sopraelevati (per es. mensole). Permettete al gatto di esplorare il nuovo ambiente da solo.
  2. Inizialmente non fate interagi­re i gatti tra loro, ma iniziate a far percepire la rispettiva presenza scambiando i loro odori lasciando un panno preventivamente strofi­nato nella zona del muso (mento e guance) e del dorso (base della coda) dell’altro micio, nei rispetti­vi ambienti dei due gatti.
  3. Osservate la loro reazione e successivamente scambiate la cuccia e altri oggetti tra i gat­ti per mescolare i loro odori, nel frattempo i due mici avranno co­minciato a percepire la rispettiva presenza anche da eventuali vo­calizzi emessi.
  4. Per scambiare ulteriori odori, strofinate un panno sulla faccia e corpo (specialmente le guance e la base della coda) del nuovo micio e dell’altro/degli altri gatti di casa. Quindi strofinate con que­sto panno la porta e gli angoli dei mobili, in modo da spargere que­sto odore nell’ambiente.
  5. Permettete al nuovo arrivato di esplorare nuove zone della casa, mentre tenete l’altro/gli altri gatti lontani.
  6. Iniziate brevi introduzioni visive tra i gatti, contenuti ognuno in una gabbietta, o attraverso la porta della stanza dove risiede il nuovo gatto, aprendola semplicemente di un dito. Fatelo per brevissimo tempo, diverse volte al giorno, e premiate i gatti per il fatto di stare tranquilli. Se notate con­tinue risposte aggressive, smettete di fare l’introdu­zione visiva, forse avete proceduto troppo in fretta. Se l’aggressività è molto elevata rivolgetevi ad uno specialista.
  7. Una vola che i gatti sem­brano tollerare la propria presenza e non mostrano posture aggressive, potete passare alla fase di contat­to fisico, lasciandoli intera­gire liberamente tra loro in una stanza sotto la vostra supervisione.
  8. Siate preparati ad inter­venire se dovesse esserci un aumento dell’aggressi­vità, lotta o inseguimenti, utilizzando metodi di di­strazione indiretta (un ru­more, acqua spruzzata da una bottiglia) o una coperta per contenere il gatto ag­gressivo. Non cercate mai di contenere un gatto agi­tato ed aggressivo diretta­mente, dato che potrebbe ridirigere la sua aggressivi­tà contro di voi.
  9. Non fate interagire i gatti senza supervisione, fino a quando non avete notato diverse interazioni tra loro senza alcuna aggressività e i gatti appaiono calmi alla presenza l’uno dell’altro, nel frattempo quando non interagiscono, il nuovo mi­cio continuerà a stare nella sua stanza.
  10. Continuate a mante­nere il nuovo micio e i gatti residenti in stanze sepa­rate per mangiare, finché non notate che non ci sono mai aggressioni e appaiono sempre tranquilli quando sono vicini.
  11. Giunto il momento di dargli da mangiare nella stessa stanza, non mette­te le ciotole vicine, questo potrebbe creare uno stress cronico per i gatti.
  12. Se il nuovo micio non si integra bene in casa e ci sono episodi di aggressività tra gatti nonostante abbiate seguito le istruzioni, contat­tate uno specialista.

Regola d’oro per gatti che vivono nello stesso ambien­te: Garantire spazio e risor­se sufficienti per tutti i gatti. Questo aiuterà i vostri gatti a vivere insieme in armo­nia.

Le risorse per un gatto sono: lettiera, ciotole di cibo e acqua (possibilmente secco separato da umido, ciotole di acqua sparse), posti per nascondersi e riposare, tiragraffi (l’ideale è metterli vicino a dove il gatto riposa, ai mici piace fare stretching dopo che si sono svegliati), zone sopraelevate, gio­chi.

Ognuna di queste risorse dovreb­be essere distribuita in posti dif­ferenti per prevenire che un gatto possa controllare un’area, cau­sando confronto indiretto e/o lotte con gli altri gatti per il possesso della stessa.

Se volete adottare un solo micio e non avete altri gatti in casa, met­tete il feliway prima di adottarlo e seguite i punti 1-4-5, questo aiuterà il micio ad ambientarsi in modo tranquillo.

 

Federica Gilberti Marangoni

Medico Veterinario

fgilbertimarangoni@enpamilano.org

 

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Quando le scimmie fuggivano in Corso Buenos Aires

Category : News

Non solo caracal: fino al 1996 nelle case c’erano leoni e caimani. “Ora la legge va rispettata”

Editoriale di Ermanno Giudici

pag. 9 “La città degli animali” del – Corriere della Sera – del 24 gennaio 2018

Prima del 1996 in Italia si poteva mettere in commercio ogni tipo e specie animale, con il solo limite che fosse stata acquisita lecitamente rispetto alle normative che tutelavano gli animali in via di estinzione. La CITES infatti, acronimo della convenzione fatta a Washington nel 1973 per proteggere animali e piante in via di estinzione, era stata da poco ratificata, con 19 anni di colpevole ritardo. Lo Stato, dopo ulteriori 4 anni, decise che fosse tempo di vietare anche un lungo elenco di specie che avrebbero potuto rappresentare un pericolo per la salute e l’incolumità pubblica, essendo ancora lontano il tempo in cui si pensava di tutelare anche il benessere animale. Da quella data storica sparirono dalle vetrine dei negozi animali specie che non avrebbero mai dovuto nemmeno esserci: scimmie di ogni genere, dallo scimpanzé alle scimmie scoiattolo, felini dai puma alla tigre e anche molti rettili come caimani e coccodrilli. Oggi qualcuno potrà sgranare gli occhi ma le cronache dell’epoca parlavano di scimmie tenute in casa in anguste gabbie, di leoni che troneggiavano nei giardini dei ristoranti e nelle aree di servizio di alcuni benzinai e persino di un puma trovato nel bagno di una signora milanese che accumulava cocker facendo scorrazzare i vivi nell’attico e custodendo i morti in freezer. Ho fatto in tempo a occuparmi di questi animali, delle loro sofferenze, delle difficoltà del collocarli all’estero: in Italia non c’erano centri specializzati e in alcuni casi gli zoo in cui finivano erano peggio dei luoghi dai quali erano stati tolti. Ho catturato scimmie in corso Buenos Aires, sequestrato uno zoo abusivo a Limbiate e ho cercato di salvare un orso dal collare che era stato venduto da un noto negozio di Piazza Santo Stefano a Milano. Quando ho iniziato a seguire la storia del caracal/caracat sequestrato a Milano ho avuto un tuffo al cuore, per il timore che certi tempi potessero tornare, con tutta la loro sofferenza soltanto perché c’erano nuovamente persone che usavano gli animali come trofei del loro benessere. Trovo indecente che ci siano persone che firmano petizioni per difendere chi, violando la legge, pensa di potersi tenere in appartamento un caracal seppur ibrido, confondendo un gatto con un selvatico, prendendo posizioni su realtà che poco o nulla conoscono, in primis la sofferenza degli animali. Spero invece di vedere presto una legge che vieti di ibridare specie domestiche e selvatiche per scopi commerciali: non c’è bisogno di avere nuovi animali selvatici prigionieri. Tutto questo senza contare le sofferenze che possono derivare da tare genetiche dovute a queste pratiche dissennate, come quelle che forse hanno portato il piccolo caracal Grum (l’esemplare di caracal/caracat) a diventare paziente di una clinica veterinaria.

 

Ermanno Giudici

Presidente ENPA Milano

 

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Pitone reale trovato a Segrate e consegnato a ENPA Milano

Category : News

Ieri pomeriggio il portiere di uno stabile di Segrate, mentre accedeva allo scantinato del palazzo presso cui stava lavorando, ha avvistato un pitone reale di circa 80 cm che si aggirava lungo il corridoio di accesso alle cantine.

Essendo gennaio le temperature sono abbastanza basse e il serpente che è un animale a sangue freddo, era praticamente immobile, in uno stato di ibernazione come recentemente successo alle iguane in California.

Il custode non ha avuto alcuna difficoltà a recuperare il pitone reale, metterlo in una scatola, e avvisare l’ufficio tutela animale del comune di Segrate del ritrovamento dell’insolito esotico.

“Purtroppo come spesso accade quando il personale degli Uffici di Tutela degli Animali comunali, viene contattato per il ritrovamento di un serpente esotico inizia il “giro” delle competenze, come accaduto anche in questo caso” ha dichiarato Ermanno Giudici Presidente di ENPA Milano. “E come sempre, non essendo presenti sul territorio strutture in grado di ospitare questi animali, dopo aver consultato invano sia gli uffici CITES dei Carabinieri Forestali, sia i veterinari dell’ATS territoriale, a quanto detto dai segnalanti, siamo stati contattati noi.

Adesso il serpente, che fortunatamente sta bene, è presso la nostra struttura e speriamo che leggendo questo appello, il proprietario riconosca il proprio pitone e ci contatti. Non è difficile però che l’animale non sia riuscito a scappare da una teca ma che possa essere stato abbandonato.”

Raccomandiamo sempre di non acquistare animali esotici che sono impegnativi da custodire e non possono avere il giusto benessere nelle case delle persone.

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ENPA Milano, i numeri di un anno di soccorso agli animali

Anche nell’anno appena concluso, l’ENPA di Milano ha lasciato il segno riuscendo a soccorrere ben 2559 animali in difficoltà su tutto il territorio di Milano e provincia.

Un successo raggiunto anche grazie a 1766 persone: quelle che si sono recate presso la sede di via Gassendi per consegnare personalmente ai nostri operatori l’animale ferito o in difficoltà trovato sul territorio.

Gli operatori dell’ENPA Milano, nel 2017 sono riusciti ad evadere 554 richieste di intervento diretto con i propri automezzi attrezzati per il soccorso, molto spesso in collaborazione con i Vigili del Fuoco.

Un binomio che negli ultimi periodi si è andato sempre più consolidando, vista anche la difficoltà di “raggiungere” alcuni animali per le difficili situazioni in cui si sono venuti a trovare.

Basta ricordare la volpe rimasta bloccata in una fenditura creatasi lungo le sponde del Naviglio Martesana, intervento che ha visto impegnati gli esperti del Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco oppure la rondine rimasta appesa a 15 metri di altezza, soccorso che ha reso necessario l’intervento dei pompieri appartenenti al nucleo SAF – Speleo Alpino Fluviale.

Andando a leggere il lungo elenco degli animali soccorsi nell’arco dell’intero 2017 si contano ben 6 volpi e 252 rondoni salvati, numeri che vanno bene al di là dei singoli episodi ascesi agli onori della cronaca in quanto particolari. Scorrendo il dettaglio delle specie contenute nel lungo elenco si possono evidenziare moltissimi altri salvataggi: da quello di un boa albino, che si aggirava in un giardino condominiale di uno stabile in via Vergiate, soccorso, recuperato e restituito al proprietario, a quello del pitone reale caduto dal quarto piano di un palazzo di viale Abruzzi e che si è salvato miracolosamente ed è stato riconsegnato anch’esso al proprietario. Si aggiunge a questi serpenti anche un lampropeltis, che per 15 giorni era stato visto aggirarsi nel condominio di via Ingegnoli ma che nessuno era mai riuscito a catturare.

Fortunatamente per questi animali gli episodi hanno avuto un lieto fine, trattandosi di casi di fughe “accidentali” avvenute per distrazione dei proprietari.

A molti degli altri animali soccorsi, come per alcuni che erano presso la struttura già da diverso tempo, gli operatori di ENPA Milano hanno trovato anche una valida adozione e precisamente è successo per 32 gatti, 15 pappagalli, 4 serpenti (tra cui 3 pitoni reali), 1 cincillà, 1 gerbillo e molti altri.

Anche uno degli ormai “famosi” falchi pellegrini del Pirellone rientra tra i soccorsi del 2017, così come quello di un falco pecchiaiolo che a maggio si è letteralmente schiantato contro il vetro della finestra di un balcone all’ottavo piano di un palazzo in piazzale Bacone a Milano.

“Quando a Milano si parla di “pronto soccorso” per animali, il primo nome che viene in mente alla stragrande maggioranza dei cittadini è proprio quello di ENPA, l’associazione più importante e presente sul territorio, che si occupa di questa attività ormai da diversi anni” ha commentato Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano.

“Potremmo continuare a riempire pagine e pagine con questi racconti, perché la nostra associazione è diventata un punto di riferimento importantissimo per la richiesta di interventi di soccorso ad animali. Ma ci preme sempre sottolineare che la nostra è soltanto una associazione di volontari, una ONLUS, non una istituzione o un ente pubblico, anche se la parola Ente può essere ingannevole.

Per questo motivo tutti questi episodi e i numeri che compongono un anno di lavoro, devono fare riflettere ancora di più e aiutano a capire la grande mole di attività che riusciamo a svolgere. Con richieste sempre in aumento grazie all’accresciuta sensibilità del pubblico”.

Anche nel 2017 alle attività di soccorso ad animali feriti e in difficoltà svolte dai nostri operatori e dai nostri veterinari, si sono affiancati i controlli svolti dalle nostre Guardie Zoofile volontarie su segnalazioni di presunto maltrattamento da parte dei cittadini.

Numerosi interventi sono stati effettuati sia in città che in provincia di Milano e in seguito a tre di questi controlli le Guardie Zoofile hanno proceduto a porre sotto sequestro tre cani denunciando i rispettivi proprietari per maltrattamento secondo quanto previsto dall’articolo 544 ter del codice penale.

È stato inoltre effettuato un quarto sequestro sempre da parte delle Guardie Zoofile dell’ENPA di Milano e conseguente denuncia contro ignoti per il rinvenimento di un pappagallo cenerino (psittacus erithacus) specie recentemente entrata nell’appendice di massima tutela della Convenzione di Washington.

 

 ELENCO ANIMALI SOCCORSI DA ENPA MILANO NEL 2017

 

Airone 9
Allocco 1
Anatra 43
Beccaccia 13
Balestruccio 7
Balia 3
Ballerina 1
Canarino 7
Cane 28
Capinera 11
Cardellino 3
Cavia 2
Cigno 3
Cincia 51
Civetta 17
Codirosso 8
Colombaccio 42
Coniglio 30
Cornacchia grigia 163
Criceto 1
Fagiano 4
Falco pellegrino 1
Falco pecchiaiolo 1
Fringuello 8
Furetto 2
Gabbiano 15
Gallina 3
Gallinella d’acqua 7
Gallo 1
Gatto 197
Gazza 20
Geco 2
Germano reale 33
Gheppio 31
Ghiro 5
Gufo 4
Lepre 64
Martin pescatore 2
Merlo 254
Nutria 11
Pappagallo agapornis 3
Pappagallo calopsitta 6
Pappagallo inseparabile 5
Pappagallo parrocchetto ondulato 7
Passero 51
Pettirosso 15
Picchio 8
Piccione 804
Pigliamosche 6
Pipistrello 37
Poiana 8
Quaglia 3
Regolo 1
Riccio 97
Rondone 252
Scoiattolo 17
Serpente biacco 11
Serpente boa albino 1
Serpente elaphe guttata 1
Serpente lampropeltis 1
Serpente natrice 6
Serpente pitone reale 1
Storno 6
Svasso minore 1
Tarabuso 1
Tartaruga palustre trachemys 35
Tasso 1
Topo 5
Tordo 4
Tortora 48
Verdone 2
Verzellino 1
Volpe 6
Totale animali soccorsi 2559

 

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Sequestrato il caracal di Milano ma qualcuno protesta

Category : News

É stato sequestrato il caracal di Milano ma qualcuno protesta, difendendo il diritto della proprietaria di detenere quello che probabilmente potrebbe essere un ibrido, comprato in rete da una cittadina bulgara.

La storia di Grom, il nome del caracal che molto verosimilmente è un caracat, è venuta alla ribalta delle cronache alla fine di novembre, quando il Comune di Milano lanciò l’allarme tramite i social. Poi dopo un susseguirsi di informazioni, più o meno precise, dell’animale furono perse le tracce.

Fino alla settimana scorsa quando uomini dei Carabinieri Forestali del Servizio CITES, ottenuto un mandato di perquisizione dell’abitazione della donna bulgara proprietaria dell’animale, lo hanno trovato e posto sotto sequestro, affidandolo a una clinica veterinaria.  Il giorno dopo l’animale era nuovamente su tutti i giornali, anche a seguito di una conferenza stampa fatta dai Carabinieri.

Il fatto non poteva non trovare una cassa di risonanza sulla rete, anche grazie alla pagina FB dello studio legale che ha deciso di difendere gratuitamente la proprietaria del caracal o del caracat, come sembra probabile, cioè del prodotto di un’ibridazione fra un caracal e un altro felino. Così sui social si sono formate le due classiche fazioni un poco da tifoseria calcistica: chi sosteneva la correttezza del provvedimento e chi diceva che andare a sequestrare un gatto, seppur con sangue di caracal era un abuso.

Pur comprendendo l’intervento dei legali, non foss’altro per il ritorno di immagine che questo caso inevitabilmente provoca, credo che sia impossibile plaudire al fatto che un privato possa tenersi in casa un felino che, pur essendo probabilmente un incrocio, resta pur sempre un animale selvatico. Per giunta inserito nell’elenco degli animali pericolosi dei quali non è consentita la detenzione. E nulla cambia il fatto che la proprietaria l’abbia comprato in Bulgaria, dove questi animali sono permessi.

Non si può infatti ritenerlo un gatto domestico, nemmeno se ha dei comportamenti non diversi da quello del gatto di casa a seguito dell’imprinting ricevuto. Né sarebbe corretto giustificare la vita in cattività di un animale che resta comunque un selvatico, al pari di un pappagallo anche se riprodotto in cattività.

Né possono essere ritenuti etici i comportamenti della proprietaria che lo portava a spasso per Milano al guinzaglio, come se fosse un cane, con una punta di evidente esibizionismo. Comportamento negativo che non può essere mitigato nemmeno dalla supposta necessità di cure veterinarie che avrebbe dovuto ricevere a Milano. In un centro che non dovrebbe essere particolarmente specializzato in felini di questo genere, stante che da 25 anni non si possono legalmente detenere in Italia.

Talvolta, come accade per gli uomini, la bellezza degli animali ci porta a vederli con un altro occhio, proprio lo stesso con il quale uomini e donne guardano una persona che li attrae, li affascina o li seduce. Così gli animali umani guardano spesso quelli non umani con lo sguardo predatorio, quello che porta troppe persone a possedere animali non domestici, non convenzionali. Per esibizione o per seduzione, ma quel che è certo senza aver fatto una riflessione sul benessere animale.

Certo spiace vedere un felino come questo rinchiuso in una gabbia, con un incerto futuro, in fondo un po’ esibito come se fosse un trofeo perché talvolta anche la legalità ha i suoi riti un po’ tribali. Un’esibizione che forse avrebbe potuto avvenire in modo più attento, più rispettoso. Questo però non rende più difendibile la proprietaria, che lo ha acquistato in rete come si fa con un elettrodomestico, esibendolo come un oggetto griffato.

Caracal o caracat che sia questo povero animale, si deve impedire ogni deriva che ci porti a modificare geneticamente i felini, e qualsiasi altra specie, per arrivare a ottenere specie legalmente “domestiche” pur con aspetto da “selvatici” e con un’indole che resta, purtroppo per loro, sempre quella dei loro progenitori. Qualcuno dice che però già lo abbiamo fatto, ad esempio per alcuni gatti come i bengala e per il lupo cecoslovacco. La ripetizione di errori però non è mai auspicabile replicata su altre specie. E i lupi cecoslovacchi iniziano a riempire i canili, non essendo cani di facile gestione.

 

 

Ermanno Giudici

Presidente ENPA Milano

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Campagna soci 2018

Anche quest’anno siamo riusciti a salvare più di 2500 animali,

grazie a chi crede nella nostra mission e sostiene le nostre attività iscrivendosi alla nostra associazione.

Fra pochi giorni ti daremo un resoconto più dettagliato di tutte le attività svolte nel 2017.

Nel frattempo ricordati di sostenere il nostro impegno, aiutaci ad aiutarli.

Diventa anche tu socio di ENPA Milano o rinnova la tua iscrizione per il 2018!

CLICCA QUI 

 













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Tempestivo intervento di una signora salva civetta da attacco di cornacchie

Ieri 3 gennaio intorno alle 19:00 è stata consegnata agli operatori di ENPA Milano una civetta da una signora che l’aveva vista immobile sul pavimento del balcone della propria abitazione al 6° piano in via Legnone a Milano, mentre veniva attaccata da alcune cornacchie.

La superiorità numerica dei corvidi e la dimensione notevolmente ridotta del rapace notturno rispetto alle cornacchie, hanno probabilmente costretto la malcapitata a cercare rifugio sul balcone e, fortunatamente, ad essere vista dalla signora che è subito intervenuta per catturare l’animale, non più in grado di volare, e portarlo successivamente presso la sede di ENPA.

 

I veterinari della clinica veterinaria, non hanno riscontrato alcuna ferita al rapace che, dopo aver trascorso una nottata presso i reparti di degenza dell’Ente, è stato trasferito in mattinata presso il Centro di Recupero Animali Selvatici di Vanzago.

“In passato sono stati soccorsi anche rapaci come poiane o gheppi che avevano subito attacchi da alcune cornacchie” ha dichiarato Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano. “Un piccolo stormo di corvidi è in grado di perseguitare con molta efficacia un rapace, che viene visto come una possibile minaccia. Questo comportamento tipico dei corvidi, tecnicamente definito mobbing, riesce a mettere in difficoltà un rapace di medie dimensioni come una poiana e si può immaginare cosa possa fare se la “vittima” è una piccola civetta, probabilmente già disorientata. A volte questi attacchi possono concludersi anche con la morte, se il rapace attaccato non si da velocemente alla fuga”.

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