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Gatto sull’albero da due giorni intervengono ENPA e Vigili del Fuoco

Erano ormai due giorni che non aveva notizie del suo gatto e così questa mattina Annarita, una nota artista milanese, ha deciso di chiedere aiuto all’ENPA, perché aveva scoperto che il micio era su un albero a circa 10 metri da terra e non voleva saperne di scendere.

Una volta arrivati sul posto gli operatori dell’associazione hanno valutato la situazione per decidere come operare in sicurezza senza mettere in pericolo l’animale.

“In casi come questi, riuscire a catturare il gatto non sempre è possibile” ha dichiarato Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano “ma stando alle testimonianze dei vicini, il gatto era probabilmente in quel punto dell’albero da due giorni e due notti, segno che forse non era in grado di trovare la strada giusta e il giusto modo per scendere. Infatti mentre la salita per i gatti non presenta difficoltà grazie alla presa degli artigli sul tronco, la discesa è più complessa e richiede una certa abilità, specie quando l’animale ha raggiunto un’altezza importante. In questo caso poi il micio era salito sull’albero perché cambiando giardino era stato sorpreso dalla presenza di due pastori tedeschi e, di conseguenza, anche con i cani chiusi in casa, non si sentiva al sicuro.”

Ecco perché valutata la situazione, i pompieri hanno deciso di salire con un cestello elevatore per avvicinarsi il più possibile al micio e per tentare di catturarlo.

Al loro arrivo il gatto nel tentativo di fuggire, è sceso prima su alcuni rami per poi lanciarsi atterrando senza farsi male. Ha poi riscavalcato il muro, tornando verso il giardino di casa.

Il gatto sta bene, è andato nel suo angolino di casa dove ha trovato cibo e acqua per rifocillarsi e superare due giorni difficili!

 

È assolutamente vietato l’utilizzo non autorizzato delle foto.


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ENPA salva gallina in difficoltà a Milano insieme ai suoi 10 pulcini

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Questa gallina insieme ai suoi 10 pulcini sono soltanto alcuni degli animali che ancora vivono liberi in una zona vicino a via Idro a Milano che era stata sgomberata da un campo nomadi nel 2017.

Sono rimasti lì indisturbati fino a ieri, quando le persone che seguono anche la colonia felina si sono accorti che la gallina aveva una zampa rotta.

 

Sul posto i soccorritori di ENPA Milano non hanno potuto fare altro che constatare la difficoltà della gallina a stare in piedi non riuscendo più a poggiare a terra la zampa compromessa e che si sarebbe dovuti procedere al suo recupero per evitarle inutili sofferenze e cercare di curarla.

Ma il problema grande ovviamente è che per soccorrere e poter cercare di provvedere a lei, I soccorritori hanno ritenuto necessario procedere al recupero anche di tutti i pulcini che, senza la gallina, avrebbero potuto trovarsi in situazioni di pericolo.

E così è partita una vera e propria rincorsa prima dietro a tutti i piccoli che sono stati catturati con molta fatica soltanto dopo alcune ore di inseguimenti e infine dietro alla mamma chioccia.

Una volta trasferita tutta la famiglia in sede, le lastre alla gallina hanno purtroppo evidenziato una frattura della zampa sinistra.

 


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Un anno di numeri di ENPA Milano: animali sempre in primo piano nel 2018

Come sempre anche nel 2018 l’ENPA di Milano ha svolto tantissime attività per riuscire a dare voce agli animali, sostenendo e tutelando i loro diritti ma non solo: per cercare di salvarne quanti più fosse possibile. Lo raccontano i numeri ma anche i fatti, i soccorsi ma pure le varie campagne informative in loro difesa.

Ma partiamo con ordine: sono stati 2680 gli animali che nel 2018 sono transitati dal pronto soccorso dell’associazione di via Gassendi a Milano, consegnati dai cittadini perché trovati feriti in strada oppure salvati direttamente dalle operatrici e dagli operatori del pronto soccorso con automezzi attrezzati.

Tra questi saltano subito all’occhio sfogliando l’elenco i 9 gabbiani, le 5 nottole, il tasso, il porciglione e i 3 pigliamosche. Alcune di queste specie non sono conosciute dai non addetti ai lavori. Ma anche se le persone non lo immaginano queste specie vivono anche a Milano. Ci riferiamo ai gabbiani che è difficile immaginare possano esserci anche in una città come la nostra, non proprio vicina al mare ma che popolano alcune zone dell’Est della provincia milanese dove vi sono molti bacini idrici.

Sono transitati dall’associazione anche tanti pappagalli (ormai i parrocchetti hanno colonizzato molti parchi e giardini di Milano) e tanti rapaci (come i falchi pellegrini, falchi lodolai, le poiane e i gheppi). Anche nel 2018 non sono mancati tanti animali esotici che hanno avuto necessità di essere soccorsi: 2 pitoni, 1 boa e 1 elaphe guttata, serpenti forse scappati dalle proprie teche ma mai più “reclamati” dai legittimi proprietari piuttosto che semplicemente abbandonati al proprio destino quando sono diventati ormai troppo “scomodi” da detenere.

Tra i tanti soccorsi molti ricorderanno il salvataggio dei gattini partoriti da mamma gatta all’interno del vano motore di un furgone parcheggiato sotto il sole a Bresso e fortunatamente tratti in salvo grazie al tempestivo intervento dei soccorritori. Oppure della femmina di germano reale che con i propri anatroccoli si è rifugiata in un sottoscala di un parcheggio sotterraneo per auto, dal quale difficilmente sarebbe riuscita a risalire, con la prole, verso il Naviglio se non ci fossero stati gli operatori di ENPA Milano.

Come scordare poi il piccolo capriolo caduto nelle fredde acque del Naviglio recuperato e soccorso grazie anche ai Vigili del Fuoco.

Sono soltanto alcuni dei numerosi salvataggi effettuati nel corso del 2018 dall’associazione, che ha affiancato a queste attività più operative, la propria presenza in diversi momenti e occasioni a tutela e sostegno dei diritti degli animali.

Citiamo solo alcuni esempi: la richiesta di sospensione al Comune di Sedriano dell’abbattimento di 5 querce che è stata accolta perché sarebbe avvenuto in un periodo di nidificazione; il sostegno alla campagna per dire no all’utilizzo dei roccoli per la cattura di uccelli da richiamo e all’autorizzazione della caccia alle peppole e ai fringuelli. Leggi che erano state proposte e che non sono state fortunatamente approvate in Regione Lombardia grazie anche alle pressioni operate da ENPA insieme ad altre associazioni animaliste.

Ci sono stati però anche due casi molto eclatanti per i quali invece, nonostante la diffusione delle notizie attraverso social e media, le richieste di sospensione non hanno sortito alcun effetto: l’utilizzo di cavalli alla Prima della Scala e quello di un orso ammaestrato per girare uno spot di una nota casa automobilista a Milano.

“È di estrema importanza che associazioni come la nostra cerchino di richiamare l’attenzione al rispetto degli animali in casi come questi, scrivendo alle autorità e a chi dovrebbe occuparsi di tutelare i loro diritti!” spiega Ermanno Giudici Presidente di ENPA Milano. “Purtroppo non sempre riusciamo ad avere le risposte attese, ma speriamo che, continuando nel nostro impegno, la gente, l’opinione pubblica e i nostri governanti, riescano a dare voce anche alle nostre richieste di intervento”.

Sempre nel 2018 grazie anche alle attività delle Guardie Zoofile dell’Ente, sono state poste sotto sequestro 16 tartarughe testudo hermanni, abbandonate in una scatola di cartone ai Giardini Montanelli di Milano, e un pappagallo cenerino, rinvenuto in una palestra di Milano e riconosciuto dai presunti proprietari che però erano sprovvisti dei documenti necessari per poterlo detenere. Numerosi sono stati i controlli sui maltrattamenti che hanno portato, in alcuni casi, a segnalare i responsabili all’autorità.

Nel 2018 è arrivata anche la confisca di Tosca, un cane posto sotto sequestro nel 2017 e per il quale il proprietario era stato denunciato per presunto maltrattamento. Tosca ha trovato finalmente una nuova famiglia e il proprietario è stato condannato in via definitiva per maltrattamento.

In totale nel 2018 i controlli effettuati dalle Guardie Zoofile solo per segnalazioni dei cittadini di presunto maltrattamento sono stati 124, dei quali 50 nella città di Milano e i restanti 74 in provincia.

– Le azioni quotidiane che ENPA svolge per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica su alcuni problemi legati agli animali sono state sicuramente ripagate negli anni perché si percepisce dalle numerose richieste che riceviamo dai cittadini, che la sensibilità sta aumentando sempre di più grazie anche al nostro lavoro – continua Ermanno Giudici Presidente ENPA Milano. – Ma il nostro obiettivo è quello di riuscire a coinvolgere sempre di più le istituzioni a volte non attente a queste tematiche. Purtroppo senza l’intervento di queste figure che possano diventare portavoce delle nostre istanze, difficilmente si riuscirà a essere davvero incisivi e, combattere contro le tradizioni e i luoghi comuni, diventa impossibile.

Ci auguriamo pertanto che nel 2019 qualcosa possa cambiare e che possa essere data maggiormente voce ai nostri “assistiti” –

 

Elenco animali soccorsi

da ENPA Milano nel 2018

Agnello 3
Airone 13
Allocco 1
Anatra 67
Baccaccia 13
Balestruccio 4
Balia 1
Bengalino 1
Biacco 5
Canarino 1
Cane 32
Capinera 1
Capra 1
Capriolo 1
Cardellino 4
Cavia 1
Cigno 6
Cincia 52
Civetta 20
Codirosso 8
Colombaccio 52
Coniglio 51
Cornacchia grigia 155
Criceto 3
Fagiano 9
Falco lodolaio 2
Falco pecchiaiolo 2
Falco pellegrino 2
Fringuello 9
Furetto 1
Gabbiano 9
Gallina 10
Gallinella d’acqua 3
Gallo 3
Gatto 201
Gazza 24
Geco 5
Germano reale 57
Gheppio 22
Ghiro 7
Gufo 8
Lepre 64
Martin pescatore 2
Merlo 257
Nottola 5
Nutria 15
Pappagallo calopsita 1
Pappagallo inseparabile 3
Pappagallo parrocchetto ondulato 21
Passero 41
Pavone 4
Pettirosso 15
Picchio 9
Piccione 750
Pigliamosche 3
Pipistrello 48
Poiana 2
Porciglione 1
Quaglia 2
Regolo 2
Riccio 140
Rondone 272
Scoiattolo 11
Serpente boa 1
Serpente biacco 8
Serpente elaphe guttata 1
Serpente natrice 12
Serpente pitone 2
Storno 12
Svasso minore 1
Tartaruga trachemys 35
Tasso 1
Topo 9
Tordo 6
Tortora 45
Verdone 2
Verzellino 1
Volpe 6
Totale 2680

 

 

 

 


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ENPA Milano chiede il divieto di vendita dei botti di Capodanno – Consigli su come proteggere gli animali

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Con l’avvicinarsi del Capodanno ENPA Milano ricorda che utilizzare petardi e fuochi d’artificio rappresenta un pericolo non solo per l’incolumità delle persone ma anche per quella degli animali domestici e della fauna selvatica in generale.

Il fragore causato dai botti provoca negli animali disorientamento, paura, reazioni incontrollate e può essere motivo scatenante di indesiderate fughe sia degli animali domestici che di quelli selvatici, con tutti i pericoli che possono derivarne, in particolar modo nelle ore notturne quando la capacità visiva di molti animali è ridotta a causa del buio.

Fortunatamente sempre più sindaci stanno emettendo ordinanze che vietano l’uso di congegni esplodenti di qualsiasi genere, ma appare evidente come questi provvedimenti non bastino, in un paese come il nostro poco incline al rispetto delle regole. Occorre che sempre più persone si rendano conto che la tradizione dei “botti” non rende la festa più divertente e non aumenta la probabilità di avere fortuna nel nuovo anno, ma anzi aumenta le probabilità di essere vittime di un incidente. Se non vogliamo farlo per gli animali facciamolo almeno per i bambini, insegnandoli che è meglio divertirsi senza rischi.

ENPA Milano auspica che quanto prima venga infatti promulgata una norma che vieti il commercio di materiali esplodenti quali botti e similari, riservandone l’uso a persone autorizzate munite di regolare patentino e solo nell’ambito di eventi circoscritti. Sarebbe altresì importante che venissero previsti incentivi per quanti organizzano spettacoli pirotecnici solamente luminosi, senza la necessità di usare congegni esplodenti: in questo modo si salvaguarderebbe lo spettacolo dei fuochi, evitando tutti i pericoli a questo connessi.
 “Purtroppo il problema non si risolve con i divieti se poi non vengono fatti rispettare, come accade troppo spesso per tutte le ordinanze antibotti” sostiene Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano “l’unica risoluzione effettiva sarebbe quella di vietare la vendita e uso di congegni esplosivi, ancora una volta legati alla tradizione ma vistosamente ormai anacronistici”.

Consigli su come proteggere dai botti di Capodanno gli animali

  • Custodire tutti gli animali in modo da prevenire fughe indesiderate;
  • Predisporre un nascondiglio per gli animali di casa, in modo che possano avere un luogo dove sentirsi protetti;
  • Portare sempre i cani in passeggiata al guinzaglio e tenerli legati anche in area cani onde evitare fughe; ricordate che l’esplosione dei botti non avviene soltanto nella notte a cavallo tra il 31 dicembre e l’1 gennaio, ma anche nei giorni immediatamente precedenti e in quelli successivi al capodanno, fattore da tenere sempre presente.
  • Tenere nella notte di Capodanno le tapparelle abbassate e le persiane chiuse anche per evitare che eventuali giochi pirotecnici mal diretti possano infrangere una finestra;
  • Non lasciare animali timorosi da soli o, peggio, chiusi in luoghi angusti come le auto;
  • Identificare sempre con microchip tutti i cani e anche i gatti in modo da poterli sempre ritrovare in caso di smarrimento;
  • Non solo cani e gatti hanno paura dei “botti” ma anche gli uccelli, sia quelli tenuti in cattività che quelli liberi, quindi occorre avere la massima attenzione, ricordando che per gli uccelli molti vapori della combustione possono essere tossici;
  • In caso di smarrimento di animali fare sempre segnalazione alle associazioni, ai canili, alle strutture deputate al soccorso di animali, per consentire la riconsegna nel minor tempo possibile;
  • Se vedete un cane o un altro animale smarrito in questi giorni cercate di avvicinarvi, di tranquillizzarlo e di metterlo in sicurezza;
  • Alzare il volume della televisione o della radio per attutire il rumore dei botti proveniente dall’esterno;
  • Cercate di convincere le persone che conoscete dell’inutilità di usare i “botti” e del pericolo che costituiscono per gli animali selvatici: divulgare le informazioni è utile per cercare di far comprendere la gravità di un comportamento irresponsabile;
  • Non sparare mai giochi pirotecnici verso zone alberate o di campagna perché molti selvatici vi trovano rifugio e se venissero spaventati nella notte, tempo in cui normalmente dormono e non posseggono una buona visione, potrebbero ferirsi seriamente o morire durante la fuga;
  • Non sparare botti in zone con vegetazione secca, arbusti, alberature o altre coperture vegetali che possano prendere facilmente fuoco.

Considerando che ogni anno vengono smarriti numerosi animali a causa dei botti di Capodanno, consigliamo di segnalare tempestivamente l’eventuale fuga alle associazioni protezionistiche, al Canile Comunale di competenza del territorio, agli studi veterinari della zona e raccomandiamo di mettere dei cartelli nella zona in cui l’animale è scappato, ricordando che un animale traumatizzato può anche percorrere molta strada.


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Scarica “Fauna”, il periodico di ENPA Milano – Edizione dicembre 2018

p. 3           Editoriale

p. 4-5       Non prendete animali dagli sconosciuti

p. 6-7       ENPA Milano chiede il divieto di vendita dei botti di Capodanno

p. 8           Come difendere dal freddo i nostri animali


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Radio DJ – Animal House – Intervista Ermanno Giudici Presidente ENPA Milano

Durante la trasmissione Animal House andata in onda domenica 16 dicembre su Radio DJ, Paolo Menegatti e Dunia Rahwan hanno intervistato Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano.
Gli animali vanno adottati in maniera consapevole, responsabilmente.
Non regalate aniimali, neanche a Natale e soprattutto non comprateli.
“Bisogna adottare animali non regalare vite vendute, se non si vuole dare un messaggio sbagliato, senza valori.
I motivi sono davvero tanti, cominciando dall’adagio sempre attuale “facili doni, facili abbandoni”. Ma non è soltanto questo il punto.
Le strutture di accoglienza, pubbliche o private, sono strapiene di animali non voluti, costretti a vivere una vita che non è quella che meritano. Esseri senza colpa, tenuti segregati per scelte umane sbagliate.
Resta poi quello che dovrebbe essere ritenuto un disvalore: comprare una vita, sapendo che spesso dietro questo acquisto si possono nascondere maltrattamenti e sofferenza. E questo non riguarda solo i cuccioli della tratta dei cani dall’Est.” (tratto da www.ilpattotradito.it )
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#AdoptDontShop
#Adozioni


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Le Guardie Zoofile di ENPA Milano sequestrano un pappagallo cenerino trovato in una palestra a Milano

Sicuramente non capita tutti i giorni di vedere entrare dalla finestra un pappagallo cenerino: è successo a Milano, agli inizi di ottobre, sotto gli occhi increduli delle persone che si stavano allenando in una palestra in zona Città Studi di Milano, che si sono trovati il pappagallo (Psittacus erithacus è il nome scientifico) arrivare in planata e posarsi sul pavimento della sala da ginnastica.

Avendo subito capito che questo era un animale scappato a qualcuno, l’istruttore presente in quel momento nella palestra ha contattato telefonicamente l’ENPA di Milano, che ha mandato sul posto i propri soccorritori.

Il cenerino, dopo qualche titubanza, si è fatto avvicinare e catturare dagli operatori dell’ente, essendo comunque abituato all’uomo avendo vissuto in cattività. Dopo il recupero il pappagallo è stato poi trasferito presso la sede dell’associazione in via Gassendi 11.

“Questi pappagalli sono tutelati come specie in pericolo d’estinzione dalla Convenzione di Washington, meglio conosciuta con il suo acronimo CITES, che regola il commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione” – spiega il Capo Nucleo delle Guardie Zoofile dell’ENPA di Milano Ermanno Giudici – Da qualche tempo poi il pappagallo cenerino, a causa di un intenso traffico che sta minacciando la specie, è stato inserito come specie a massima tutela. Da un punto di vista burocratico, per questo motivo, i possessori di questi animali devono avere documentazione specifica che ne attesti la legittima proprietà.”

Nonostante il pappagallo avesse un anello di riconoscimento inamovibile alla zampa, che ne dovrebbe dimostrare l’avvenuta nascita in cattività, per circa un mese e mezzo nessuno ne ha denunciato lo smarrimento. Così è rimasto presso la sede di ENPA Milano dove ha ricevuto le attenzioni e le cure dei nostri volontari.

Soltanto al termine di una serie di accertamenti è stata rintracciata la presunta proprietaria, che ha dichiarato che il pappagallo, custodito dal suo compagno a Milano, era scappato volando fuori dalla finestra: lo aveva acquistato anni prima in un negozio spagnolo ma nel frattempo aveva perso i documenti.

Così l’animale è stato sequestrato, la proprietaria denunciata dalle Guardie Zoofile e ora le indagini sono passate ai Carabinieri Forestali del Nucleo CITES, per i successivi accertamenti che la Procura della Repubblica disporrà.


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Tosca era arrivata a Milano dal sud ma non nella famiglia giusta

Dopo il sequestro per maltrattamento e una grave patologia, finalmente ha trovato chi le vuole bene

Quella di Tosca è una delle tante storie che stanno ormai diventando, purtroppo, di ordinaria consuetudine: cani che attraverso le inserzioni e gli annunci del cuore compaiono sulla rete internet, vengono trasferiti con le classiche “staffette” dal sud al nord sperando che riescano a trovare la giusta famiglia. In molti casi per mano di volontari interessati solo al destino degli animali, in altri usati invece da furbetti per farsi versare soldi, in genere su carte Postepay, in modo del tutto scorretto.

Come spesso accade, anche nel caso di Tosca, non tutto è andato per il verso giusto.

La sua vicenda, infatti, iniziata con il suo arrivo a Milano più di un anno e mezzo fa, si è complicata strada facendo: una volta arrivata nella sua nuova famiglia Tosca non ha ricevuto la migliore accoglienza, venendo chiusa su un terrazzo e divenendo con il passare del tempo, sempre più magra e sempre meno reattiva. Tanto da richiamare l’attenzione dei vicini, che hanno chiamato ENPA.

E così poco più di un anno fa è scattata la segnalazione a ENPA Milano che effettuando un sopralluogo e considerate le condizioni del cane ha chiesto al detentore di poter far visitare il cane presso la clinica ENPA. Una volta arrivata in clinica veterinaria e visitata, i veterinari hanno subito capito che Tosca rischiava la vita, avendo l’addome pieno di corpi estranei.

Tosca è stata operata d’urgenza e i chirurghi hanno rinvenuto nello stomaco e nell’intestino del cane una quantità impressionante di frammenti e pezzi di ossa, con le quali Tosca era stata alimentata. Questo ha fatto scattare il sequestro del cane per maltrattamento e per Tosca è iniziata una nuova vita, purtroppo non priva di altre complicazioni sanitarie. Il cane aveva anche un’altra patologia molto complessa.

Questo era l’accorato appello che proprio poco prima di Natale del 2017, il presidente di ENPA Milano scriveva ai propri volontari della sede meneghina che avevano conosciuto Tosca e che erano preoccupati per la sua sorte:

“Stiamo facendo il possibile per trasformare un mucchietto di ossa e pelo in un cane fortunato: certo ci vorrebbe più una magia da libro di Harry Potter che un intervento veterinario, ma la costanza è sempre premiante. […]

Chi aiuta ENPA, anche economicamente, aiuta Tosca e i tantissimi altri che assistiamo, senza troppo clamore, senza appelli strappalacrime, senza adozioni del cuore, senza “pelosetti in pericolo”. Sarà per questo che tante persone ci sostengono, credono in noi, ci sono vicini. La serietà in un mondo che cerca sempre di guadagnare l’attenzione con appelli strazianti è forse più pagante.

Tosca, che come sapete è sotto sequestro, subirà il 27 del mese di dicembre (2017 n.d.r) alle ore 10:00 l’intervento di risoluzione di una comunicazione anomala patologica tra sangue arterioso e sangue venoso detta di Shunt portosistemico.”

E continuava:

“La patologia che Tosca presenta è grave.

La chirurgia è complessa ed è per questo che è stata affidata a quello che oggi è il migliore in questo campo.

Pertanto i rischi connessi sono tuttavia comunque elevati e sono relativi all’intervento ma anche al periodo successivo.

Sarebbe sicuramente un’ottima eventuale soluzione, superato il pericolo imminente del post operatorio, trasferire Tosca presso una famiglia che possa darle affetto e continuare le cure necessarie”.

Fortunatamente l’intervento grazie ai professionisti scesi in campo, è andato per il meglio e anche il successivo passaparola dopo l’appello del presidente, tra i tanti volontari ha avuto il suo effetto: Tosca dopo circa 3 mesi dall’intervento aveva trovato una famiglia che la potesse tenere e seguire in una fase estremamente delicata della sua vita: ha perso la vista da un occhio ma fortunatamente ha ritrovato energia e un giardino dove poter ricominciare piano piano a correre.

Trovando anche una fedele compagna di giochi: Masha, anche lei adottata dall’ENPA di Milano, quasi 4 anni fa, proveniente da una situazione simile ma non così rischiosa per la sua vita.

Pochi giorni fa il verdetto definitivo da parte del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano: il responsabile dei maltrattamenti è stato condannato e Tosca è stata confiscata e affidata definitivamente agli attuali custodi, che insieme a Masha non aspettavano regalo di Natale più bello!


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Caccia. La Lombardia arma i 17enni, anche contro le volpi, la protesta di Enpa: il Governo fermi la “deriva venatoria” delle Regioni. Intervenga il Garante dei minori

L’Ente Nazionale Protezione Animali chiama alla mobilitazione tutti gli italiani, ma in particolare i residenti in Lombardia, dopo l’approvazione della Legge di Semplificazione 2018 con cui il “Pirellone” ha dato il via libera al tesserino venatorio per i diciassettenni. Non solo. Con questo provvedimento la Regione, su proposta della Lega Nord,ha fatto anche un altro regalo ai cacciatori: la possibilità di sparare alle volpi, sempre e dovunque. La decisione è motivata con una presunta e fantomatica pericolosità delle volpi, ma il vero obiettivo è quello di eliminare un competitor delle “doppiette”. Infatti, le volpi, che sono tra l’altro i principali predatori dei roditori (ne tengono sotto controllo la popolazione), si cibano di lepri e fagiani immessi a fini venatori, e finiscono quindi per entrare in “conflitto” con i cacciatori.

Enpa chiede a tutti di scrivere, telefonare, intervenire sui social della Regione e del Ministero dell’Ambiente, protestando contro quello che è un vero colpo di mano. Al contempo l’associazione sollecita il governo ad intervenire contro questo abuso e ad impugnare le norme sparatutto approvate con la Legge di Semplificazione. Ma Enpa si appella anche al Garante dei Minori. «E’ scandaloso– denuncia Andrea Brutti dell’Ufficio Fauna Selvatica di Enpa – che la memoria delle vittime della stagione venatoria 2018/2019, alcune delle quali poco più che adolescenti, sia infangata con un provvedimento che arma i 17enni. E’ forse questa la risposta delle istituzioni alla richiesta di sicurezza dei cittadini? E’ questa la strategia per contrastare il bullismo e per educare i ragazzi al rispetto della vita? E questa la sensibilità mostrata dalle Regioni nei confronti di chi si è visto uccidere una persona cara dalle “doppiette”?».

Peraltro, non stupisce che la Regione Lombardia sia intervenuta sulla materia venatoria con l’esercizio della potestà legislativa e non con un atto amministrativo. «Così – prosegue Brutti – si è impedito a priori un eventuale ricorso al Tar da parte delle associazioni. Già in passato provvedimenti simili, compresi quelli approvati dalla Lombardia, sono stati  dichiarati illegittimi dai TAR, dal Consiglio di Stato e dalla stessa Corte costituzionale».

Il governo e il ministro dell’Ambiente intervengano subito. Armare i 17enni vuol dire non solo turbarne l’armonioso sviluppo della personalità, in un’età così delicata per la formazione, ma creare ulteriori pericoli per l’ordine pubblico. Invece, autorizzare spari tutto l’anno contro le volpi significa creare un disturbo biologico insostenibile per gli animali, anche particolarmente protetti o rari, che stazionano o nidificano nel nostro Paese.


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