Dalla Regione arriva un piano di sterminio anche per l’orsetto lavatore

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Dalla Regione arriva un piano di sterminio anche per l’orsetto lavatore

Category : News

Dopo le nutrie, la difesa dello spiedo fatto con centinaia di migliaia di piccoli uccelli canori e ora vietato dalla Comunità Europea, la Regione Lombardia ha deciso di sterminare i procioni presenti nella zona dell’Adda. Si può dire senza tema di smentite che la giunta Maroni sia peggio di Attila nei confronti degli animali.

La storia dei procioni parte da lontano, la loro presenza in un territorio al confine fra le province di Milano e Bergamo risale a più di un decennio fa e se si fosse pensato a intervenire allora, quando si trattava soltanto di pochi esemplari, sarebbe bastato catturarli e metterli in un luogo idoneo, senza alcuna necessità di abbatterli.

Ora per giustificare anni di inattività, di mancati interventi e di mancata prevenzione ancora una volta si persegue la strada dell’eradicazione, come sempre crudele e inutile. Per completare il quadro delle giustificazioni si dice anche che il procione può veicolare il virus della rabbia in una forma più grave di quello che potrebbe colpire la fauna selvatica autoctona: un’affermazione ascientifica che dovrebbe far riflettere. Se Regione Lombardia volesse davvero tutelare i cittadini lombardi da una possibile recrudescenza della rabbia dovrebbe disporre misure più stringenti per il contrasto al traffico dei cuccioli dai paesi dell’Est Europa.

Mentre la Regione Lombardia getta i soldi dei contribuenti in inutili piani di eradicazione, difendendo le forme di caccia più retrive ed autorizzando abbattimenti dissennati, nulla viene fatto in positivo per la tutela degli animali. La politica che si autoalimenta senza produrre benessere, ma in campo faunistico solo vantaggi per il mondo venatorio.

 

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano

 


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