Geco rimasto incollato in una trappola adesiva per scarafaggi
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Per liberare il povero geco ci è voluta estrema delicatezza. E non è l’unico animale di piccole dimensioni a finire in questa trappola adesiva.
Questo povero geco, consegnatoci dal segnalante, è rimasto incollato in una trappola adesiva per scarafaggi. Una trappola che, evidentemente, ‘funziona’ non solo con le blatte, ma purtroppo anche con altri animali di piccole dimensioni. Già in altre occasioni in passato, infatti, abbiamo visto arrivare in sede rettili, topi, pettirossi o merli, tutti incollati a questi adesivi che arrecano loro grande sofferenza e gravi danni: se non vengono portati in un centro come il nostro e liberati da personale esperto, in grado di districarli con estrema delicatezza, possono morire di stenti.
La posizione di ENPA è severamente contraria all’utilizzo di questi adesivi in quanto rappresentano un metodo decisamente cruento per allontanare gli animali indesiderati. Spesso – e questo è il paradosso – coloro che utilizzano queste trappole sono gli stessi che ci portano in Sezione gli animali intrappolati, forse perché si rendono conto a posteriori del loro atto di crudeltà.
Ma se c’è un animale capace di tenere lontane mosche, zanzare, moscerini e falene è proprio il geco, che si ciba di questi insetti in quantità industriale: pensate che in una notte può mangiare fino a duemila zanzare, dimostrandosi molto più efficace di qualsiasi trappola adesiva o repellente. Il geco è quindi utilissimo in tal senso, ma per il resto è assolutamente innocuo: fugge alla vista di un essere umano, quindi provate a immaginare lo stress che subisce nell’essere manipolato dal veterinario mentre lo libera dalla colla.
Per dovere di cronaca, il geco in questione è stato liberato con successo lo scorso primo maggio: nel giorno della Festa dei Lavoratori, gli operatori e i medici di ENPA Milano hanno fatto come sempre un ottimo lavoro!






