Il gatto ritrova il suo padrone dopo l’allagamento del canile comunale. Le Guardie Zoofile ENPA Milano denunciano i responsabili di due maltrattamenti

  • -

Il gatto ritrova il suo padrone dopo l’allagamento del canile comunale. Le Guardie Zoofile ENPA Milano denunciano i responsabili di due maltrattamenti

Category : News

Dopo l’alluvione della settimana scorsa che ha allagato il canile comunale, ENPA Milano è stata contattata da una persona che aveva dovuto ricoverare il proprio gatto presso la struttura comunale perché aveva perso il lavoro.

Avendo letto dello sgombero degli animali dalla struttura del gattile di via Aquila si era subito interessato sapendo che il suo gatto era stato trasferito presso la nostra sede e si è subito messo in contatto con ENPA. Per tutto il tempo della permanenza del gatto al rifugio è sempre andato a trovarlo per fargli sentire la sua presenza e la sua vicinanza. E non ha smesso neanche dopo quanto accaduto al gattile comunale, ma quando si è presentato dopo il disastro, gli è stato detto che era stato trasferito presso l’ENPA di Milano. Alla vista del proprietario il gatto, solitamente diffidente con chiunque, ha iniziato a fare le fusa e a farsi accarezzare dal padrone. Per fortuna ora anche la vita dell’uomo è cambiata, ha trovato un nuovo lavoro ed è pronto ad accogliere il gatto in casa, probabilmente anche dopo quanto accaduto. Per questo oggi il gatto è stato trasferito presso l’associazione Mondo Gatto di Milano che, una volta fatte le dovute verifiche, contribuirà a ricomporre il sodalizio.

Grazie alla collaborazione dei cittadini, le Guardie Zoofile hanno identificato i responsabili di due episodi di maltrattamento e denunciato i responsabili all’Autorità Giudiziaria per maltrattamento di animali. Gli episodi sono accaduti in un fastfood di Milano, vicino alla fermata della metropolitana San Donato e a Cormano: in entrambi i casi è stato possibile arrivare all’identificazione dei responsabili solo grazie alle persone che hanno avuto il coraggio di denunciare quanto accaduto e alla prontezza di raccogliere dati importanti per l’indagine.

Nel primo caso si trattava di un cane percosso dal proprietario mentre si trovava nel baule dell’automobile, sembra a causa di alcuni danni provocati all’auto stessa. La situazione aveva causato l’indignazione e l’intervento da parte di alcune persone che avevano assistito alla scena e che sono riuscite comunque a rilevare anche il numero della targa. L’indagine svolta sia presso il luogo di lavoro sia presso le precedenti abitazioni del responsabile del gesto ha, alla fine, consentito di identificare e denunciare a piede libero il proprietario del cane per violazione dell’art. 544 ter C.P..

Nel secondo caso i fatti sono avvenuti nei pressi di una pizzeria di Cormano, dove un cucciolone di husky è stato più volte strattonato e percosso dal suo padrone, che, a seguito delle rimostranze di alcune donne che avevano assistito al fatto, aveva detto che “il cane era suo e poteva fargli quello che voleva”. Le due donne non si son perse d’animo e han chiamato il 113, che le ha invitate a chiedere l’intervento della Polizia Locale, che però ha gli uffici chiusi durante la notte. Quando sembrava che ormai non si potesse perseguire il responsabile, sono state premiate dalla loro costanza e le Guardie Zoofile hanno raccolto la loro testimonianza, procedendo così a identificare il responsabile anche di questo secondo gesto, che è stato denunciato sempre per violazione dell’art. 544 ter. C.P..

“Ringrazio personalmente i cittadini che grazie alla loro collaborazione hanno consentito di portare avanti le indagini e di risalire ai colpevoli” ha dichiarato Ermanno Giudici Capo Nucleo Guardie Zoofile dell’ENPA di Milano”. È davvero molto importante per noi che le persone ci segnalino e denuncino fatti simili, cosa che purtroppo non succede spesso, per poter intervenire e fare il nostro lavoro. Purtroppo in entrambi i casi non è stato possibile procedere al sequestro dei cani essendo trascorsa la flagranza dei reati e avendo trovato gli animali in buone condizioni e senza comportamenti tali da giustificarne l’immediato sequestro. I proprietari però, due ragazzi italiani, sono stati diffidati dal ripetere i comportamenti e sono stati informati che sarebbero stati oggetto di denuncia.”


Facebook

Twitter

Archivio notizie

Cerca