La nuova legge regionale che fa insorgere il web

La nuova legge regionale che fa insorgere il web

Oggi in Consiglio: meno obblighi per i canili e aperture facili di negozi. La protesta dei social

La Regione Lombardia, la Commissione Sanità e il progetto di modifica di una parte della legge che riguarda gli animali d’affezione: ingredienti in grado di creare una miscela con un alto potenziale deflagrante. Con scelta infelice e un po’ sciatta la Commissione Sanità decide di dar fuoco alle polveri, cassando da quello che dovrebbe essere il testo della nuova legge una serie di tutele che erano previste dalla norma precedente, facendo fare un balzo all’indietro di decenni ai diritti degli animali d’affezione. Nel nuovo testo sono stati fatti sparire gli obblighi di apertura per i canili convenzionati, la tutela delle colonie feline, i criteri di adozione degli animali ed è stata introdotta la possibilità di aprire un negozio di animali con una semplice dichiarazione di inizio attività, senza preventivo controllo dei requisiti.

Non paghi i commissari hanno anche deciso di modificare la definizione di animale da compagnia, limitando la tutela a quelli che vivono nelle case ma non più in orti e giardini, non sapendo che l’evoluzione giurisprudenziale verso il maltrattamento degli animali è nel frattempo andata ben oltre. Leggi nazionali e giurisprudenza hanno sancito scelte di tutela ben maggiori sui diritti degli animali.

Regione Lombardia è stata l’ultima regione italiana a recepire la legge nazionale (281/1991). La riforma della legge 33/2009 cancella anche una serie di precetti della normativa statale.

Ultima perla di saggezza è stata la decisione di rimandare a un futuro regolamento il compito di trattare gli argomenti non più previsti dalla legge. Ma un regolamento d’attuazione che detti le regole di un vuoto normativo rappresenta una costruzione giuridica davvero ardita, priva anche di tempi certi. L’ipotesi appare tanto illogica da far sì che contro la modifica si siano schierate non solo tutte le associazioni ma anche tantissimi cittadini, informati dal tam tam sui social, che hanno capito molto in fretta che la Lombardia stava rischiando di approvare una legge scellerata. Così anche la politica, non solo regionale, si è accorta del guaio che il progetto di legge, che proprio oggi è in aula per la discussione, avrebbe causato e ha deciso di correre ai ripari.

33 è il numero della legge del 2009, che è oggetto di revisione e cioè il “Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità”, al cui interno c’erano anche le norme di tutela degli animali.

A questo punto si può sperare che il frutto di questo capovolgimento di fronte sia davvero ragionevole e innovativo e che aumenti e non privi gli animali dei pochi diritti che hanno. Repentini cambi di idea hanno portato quasi tutti i partiti, anche quelli che in commissione si erano astenuti o avevano votato a favore, a mutare radicalmente posizione, impegnandosi a emendare il testo del progetto di legge. Se sarà una vittoria per gli animali lo vedremo nei prossimi giorni; unica certezza per ora è che abbiano vinto cittadini e associazioni, riuscendo a costringere la Regione a fare dietro front, ammettendo che il testo licenziato in commissione era una vera mostruosità. Nelle commissioni ci dovrebbero essere dei tecnici e avrebbero dovuto tener presenti anche le richieste che le varie componenti, associazioni comprese, han sempre fatto.


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