Nuovo regolamento per gli animali: pregi e difetti

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Nuovo regolamento per gli animali: pregi e difetti

Bene il divieto di vendita dei cuccioli nei mercati, ma troppi i cavilli nella bozza allo studio

Dal “Corriere della Sera” di martedì 1 dicembre 2015, La città degli animali, p. 10

 

Il “Regolamento per la tutela e il benessere degli animali” del Comune era partito con le migliori intenzioni, quasi cinque anni fa, per poi restare silente nei cassetti, fino a quando in questi giorni sembra essere arrivato ai blocchi di partenza per l’approvazione, con un testo poco condivisibile.

Molte affermazioni di principio, molte duplicazioni di prescrizioni già contenute in leggi statali e regionali e davvero troppe norme così generiche da trovare una difficile applicazione, infarcite come sono di aggettivi così soggettivi da divenire di fatto inapplicabili: “misure adeguate”, “dimensioni appropriate”, “alimentazione equilibrata e completa” sono termini così vaghi da rendere facilmente contestabile ogni verbale violazione, difficilmente applicabile il regolamento. Il quale ha per di più un ambito di applicazione ristretto: gerarchicamente può essere utilizzato solo se non ci sono normative di ordine superiore che stabiliscano identica cosa, quindi diventa ridondante nelle parti in cui ricorda obblighi già previsti come l’iscrizione all’anagrafe canina, prevista da una normativa nazionale e regionale oppure quando ribadisce il divieto di addestramento degli animali con metodi violenti, per fortuna già previsto come reato dalla normativa nazionale posta a tutela degli animali. È poi prevista una partecipazione a turnazione biennale delle associazioni protezionistiche al “Comitato consultivo di supporto” ma non si tiene conto della rappresentanza delle associazioni in relazione al numero dei soci, né all’operatività sul territorio.

Il regolamento del Comune poteva concentrarsi sulla necessità di regolamentare i vuoti normativi nell’ambito della tutela degli animali, senza mettere in atto duplicazioni e con l’inserimento di obblighi precisi e definiti che fossero davvero cogenti per l’amministrazione comunale: purtroppo non ha queste caratteristiche, è frutto di troppi compromessi ma anche di una certa “sordità” a recepire le osservazione, reiteratamente fatte all’assessorato di riferimento. Insomma un’occasione perduta, un tempo lunghissimo trascorso invano per avere una norma efficace ed applicabile che doveva sostituire il precedente regolamento. È tardi perché possano esserci sostanziali miglioramenti.

Sarebbe ingiusto, però, dire che l’attuale giunta non abbia fatto nulla per tutelare gli animali. La decisione più rilevante è stata certamente quella di istituire un’unità della polizia locale dedicata al contrasto dei maltrattamenti, come ENPA Milano aveva più volte richiesto e come la legge in qualche modo prevede. Questa unità operativa è riuscita a fare un buon lavoro, ha creato sinergie con cittadini e associazioni ed ha posto una base solida sulla quale appoggiare questa scelta operativa, che ci auguriamo sia riconfermata anche dalla prossima giunta. A noi non interessa contrastare la politica ma solo ottenere risultati per gli animali.


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