Pulli di gazza e cincia
Category : Animali selvatici , News , Soccorsi
In questo periodo registriamo vari ingressi di piccoli in difficoltà. Ecco gli ultimi arrivati in Sezione: due pulli di gazza e cincia.
Ecco due ‘piccole’ new entry della scorsa settimana. Prima è venuto a farci visita un pullus di gazza, trovato a terra nel giardino di casa dal segnalante che ce l’ha portato in sede. Il giorno dopo è stato il turno di un pullus di cincia, caduto dal nido e recuperato da un cittadino, anch’egli premuratosi di consegnarcelo in ENPA Milano. I due pulli di gazza e cincia, visitati dai nostri medici veterinari, stanno bene e sono stati trasferiti entrambi al CRAS di Vanzago.
In questo periodo stiamo registrando molti ingressi di pulli in difficoltà, che spesso vengono confusi con i pulcini. Cogliamo dunque l’occasione per ricordare qual è la differenza tra i due termini. Per “pullo” s’intende la “prole inetta”, ossia i piccoli che non sono in grado né di spostarsi né di alimentarsi autonomamente. I pulcini (ad esempio, quelli degli anatidi come i germani reali o le gallinelle d’acqua) nascono invece già abili, ma necessitano comunque delle cure materne.
Se troviamo un nidiaceo a terra, non è detto che lo si debba soccorrere. Prima di raccoglierlo è opportuno fare alcune considerazioni.
Se totalmente implume, il pullo dovrebbe trovarsi nel nido; in caso contrario, si può tentare di ricollocarlo nel nido di appartenenza. Qualora questo non fosse possibile, deve essere tempestivamente trasferito in un centro di recupero e, nel frattempo, va tenuto al caldo (ad esempio, con una borsa dell’acqua calda avvolta in un panno) ma non alimentato.
Se presenta un piumaggio incompleto ma è vitale (si muove e vocalizza), deve essere lasciato lì dov’è perché accudito dai genitori in attesa che acquisisca padronanza con il volo; se necessita di essere spostato, ad esempio per allontanarlo dalla strada, deve comunque restare a portata di richiamo e raggiungibile dai genitori.
Fanno eccezione alcune specie particolari come i rondoni e, naturalmente, tutti gli animali feriti, debilitati o in difficoltà, che devono invece essere soccorsi.





