Si ripropone la consueta incoerenza della Provincia nell’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio

Si ripropone la consueta incoerenza della Provincia nell’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio

Category : News

La dichiarazione fra virgolette che segue è del Consigliere delegato ai Diritti degli Animali della Provincia di Milano che, dopo aver votato a favore del Piano Faunistico Venatorio dell’Amministrazione Provinciale, piano più venatorio che faunistico come sempre, giustifica il proprio voto con la logica del miglioramento, citando come vittoria il fatto che, fra l’altro, non si possa cacciare nel “Bosco in città” al Parco Trenno, che come dice la parola è in una zona verde ma urbana.

Sono convinto che sia necessario trovare sempre una mediazione per portare a casa un risultato, ma con il coraggio di dimostrare il proprio dissenso, non appoggiando il piano per logiche di partito, cercando poi di raccogliere anche il consenso dei non cacciatori. Leggete con attenzione:

“Quando un animalista si trova di fronte al Piano Faunistico Venatorio ha due alternative, bocciarlo, sapendo che il suo voto non servirà perché verrà comunque approvato, oppure cercare di sistemarlo dandogli una diversa connotazione, più vicina alla propria sensibilità immaginando un documento che parli di un ambiente che sia rispettoso della natura e degli animali. Ovviamente ho scelto questa seconda opzione. Quindi grazie al lavoro di tutti avremo un Piano che prevede un incremento del Territorio Agro Silvo Pastorale di 960 ettari, la superficie destinata alla caccia programmata (a cui continuo ad essere fermamente contrario) che prevede una dimuinuzione di 641 ettari, la realizzazione di quattro nuove oasi di tutela della fauna: Bosco in Città (dove sarà impossibile svolgere alcuna attività venatoria), Fonti della Muzzetta, Arnetta e Parco delle Rogge. Vengono istituite cinque nuove zone di ripopolamento: Alto Martesana, Carengione, Rio Vallone, Ticinello Ovest, Ticinello Est. Infine sono stati approvati all’unanimità tre miei ordini del giorno, due a protezione della fauna ed uno che vincola l’Ambito territoriale di caccia ad inserire in bilancio una voce che destini fondi al recupero ambientale. Posso dirmi soddisfatto per un nuovo piccolo ma significativo passo in avanti a difesa del territorio e degli animali di Lombardia.” – sic dixit Massimo Turci

La Provincia è uno degli organismi più schizofrenici sulla tutela degli animali, strizzando l’occhio ai cacciatori e agli agricoltori con inutili piani di abbattimento, gestendo malamente queste attività, sostenendo lo strapotere venatorio e dichiarando di tutelare gli animali! Le associazioni non dovrebbero collaborare con l’Amministrazione Provinciale, dandole modo di avere un ritorno d’immagine.

ENPA Milano, per certo, non collabora: la coerenza non ha prezzo e dichiarazioni come quelle di Turci confermano quanto sia giusto.

Ermanno Giudici

Presidente ENPA Milano

 


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