Sedriano sospende abbattimento di 5 querce grazie alla sensibilità di alcuni cittadini.

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Sedriano sospende abbattimento di 5 querce grazie alla sensibilità di alcuni cittadini.

Il Comune di Sedriano ha sospeso l’abbattimento di 5 querce che era stato previsto per domani 3 maggio in via Treves tra i civici 18 e 24, grazie all’intervento di alcuni cittadini che hanno diffidato gli enti preposti ad effettuare il taglio di questi alberi. Non appena informata anche la nostra sezione ha inviato una lettera di diffida al Comune di Sedriano, invitandolo a sospendere questi e eventuali altri abbattimenti di alberi.

Le potature e gli abbattimenti di alberature o vegetazione a siepe, infatti, possono essere effettuati soltanto in periodi in cui non vi sia la presenza di nidi per evitare la violazione della legge 157/92 e quella sul maltrattamento di animali.

Cogliamo quindi l’occasione per ricordare anche alle amministrazioni pubbliche che l’attenzione e il rispetto nei confronti degli animali, nel periodo della riproduzione, consiste proprio nel non svolgere attività di manutenzione del verde o di disboscamento.

 

Questo è quanto compare oggi sul sito del comune di Sedriano grazie alle attività di cittadini attenti:

COMUNICATO STAMPA: SOSPENSIONE ABBATTIMENTO ALBERI DI VIA TREVES

Gentili cittadine/i,

Si comunica che l’intervento di abbattimento degli alberi di Via Treves, previsto per i giorni 3 e 4 maggio 2018, è sospeso fino all’esito di ulteriori accertamenti tecnici, resi necessari e doverosi, a seguito delle segnalazioni ricevute.

L’Amministrazione comunale


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Guerra ai botti, ora serve un’ordinanza anticaccia

Domenica un cacciatore ha ferito a morte un germano reale che è caduto nel canile

Dal “Corriere della Sera” di martedì 2 febbraio, La città degli animali, p. 10

 

In tutte le zone agricole di Milano, se non ci sono vincoli si può cacciare. È infatti consentita nei terreni privati senza il consenso del proprietario, tranne che in oasi, riserve, parchi pubblici.

La scorsa domenica coincideva anche con essere l’ultimo giorno di caccia, costato la vita a un germano reale caduto ferito all’interno del perimetro del canile comunale di Milano, in via Aquila, gettando nello scompiglio gli operatori presenti, già allarmati dal fatto che la caduta dell’anatra fosse stata preceduta da diverse scariche di fucileria. Dopo aver inutilmente soccorso il germano ferito, hanno pensato a un episodio di bracconaggio, a qualche sconsiderato che cacciava in città proprio a due passi dal parco Forlanini e da un centro sportivo, sicuramente in modo illegale. Per questo hanno deciso di chiamare le autorità, senza sapere che, purtroppo, anche se può sembrare stupefacente, la caccia è consentita all’interno della città di Milano, purché si rispettino le distanze da abitazioni, luoghi di lavoro, strade e non ci si trovi in parchi e giardini. Così un ignoto cacciatore domenica mattina ha imbracciato il suo fucile in una piccolissima area agricola, costretta fra la via Corelli e la tangenziale, decidendo di tirare le ultime fucilate della stagione, probabilmente senza rendersi conto dell’assurdità di praticare, seppur lecitamente, l’attività venatoria dentro i confini della città. Né ha pensato di essere ridicolo, almeno quanto lo sono quelle persone che girano per la città su enormi fuoristrada, vestiti da Indiana Jones. È evidente che qualcosa non funziona in una legge sulla caccia che consenta di tirare fucilate a destra e a manca in aree cittadine, con tutti i pericoli del caso, e questo rafforza la convinzione sul rapporto, malato, che esiste fra cacciatori e politica, con uno strapotere dei primi sulla seconda. Un potere così forte da arrivare a permettere che sia lecito andare a caccia dentro i confini di una città, sotto i ponti della tangenziale, con una serie di rischi davvero rilevanti per l’incolumità dei cittadini.

5o i metri di distanza da una strada da tenere per sparare; per le case la distanza deve essere di 150 metri. La legge nazionale di riferimento sulla caccia è la 157/92.

Cosa avrebbe potuto accadere se l’anatra, anziché andare a morire dentro il canile comunale, si fosse schiantata sul parabrezza di un’auto o peggio avesse colpito un motociclista, per il divertimento di una persona autorizzata a sparare in piena Milano. Gli animali hanno capito da tempo che le città sono luoghi più sicuri delle campagne, specie durante la stagione di caccia: per questo può accadere, per paradosso, che ci sia una densità maggiore di fauna proprio in città rispetto alle zone agricole e forestali e che qualcuno possa pensare di andare a caccia in un fazzoletto di terra cittadino, smentendo come spesso accade la teoria che rappresenta i cacciatori come custodi del territorio e dell’ambiente.

Senza possibilità di intervento del Comune, la competenza sulla caccia è regionale, salvo il potere di emettere un’ordinanza per garantire l’incolumità dei cittadini. Per quest’anno i fucili vanno appesi al chiodo, naturalmente solo fino al prossimo anno, speriamo con norme molto più responsabili.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano


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