Tosca era arrivata a Milano dal sud ma non nella famiglia giusta

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Tosca era arrivata a Milano dal sud ma non nella famiglia giusta

Dopo il sequestro per maltrattamento e una grave patologia, finalmente ha trovato chi le vuole bene

Quella di Tosca è una delle tante storie che stanno ormai diventando, purtroppo, di ordinaria consuetudine: cani che attraverso le inserzioni e gli annunci del cuore compaiono sulla rete internet, vengono trasferiti con le classiche “staffette” dal sud al nord sperando che riescano a trovare la giusta famiglia. In molti casi per mano di volontari interessati solo al destino degli animali, in altri usati invece da furbetti per farsi versare soldi, in genere su carte Postepay, in modo del tutto scorretto.

Come spesso accade, anche nel caso di Tosca, non tutto è andato per il verso giusto.

La sua vicenda, infatti, iniziata con il suo arrivo a Milano più di un anno e mezzo fa, si è complicata strada facendo: una volta arrivata nella sua nuova famiglia Tosca non ha ricevuto la migliore accoglienza, venendo chiusa su un terrazzo e divenendo con il passare del tempo, sempre più magra e sempre meno reattiva. Tanto da richiamare l’attenzione dei vicini, che hanno chiamato ENPA.

E così poco più di un anno fa è scattata la segnalazione a ENPA Milano che effettuando un sopralluogo e considerate le condizioni del cane ha chiesto al detentore di poter far visitare il cane presso la clinica ENPA. Una volta arrivata in clinica veterinaria e visitata, i veterinari hanno subito capito che Tosca rischiava la vita, avendo l’addome pieno di corpi estranei.

Tosca è stata operata d’urgenza e i chirurghi hanno rinvenuto nello stomaco e nell’intestino del cane una quantità impressionante di frammenti e pezzi di ossa, con le quali Tosca era stata alimentata. Questo ha fatto scattare il sequestro del cane per maltrattamento e per Tosca è iniziata una nuova vita, purtroppo non priva di altre complicazioni sanitarie. Il cane aveva anche un’altra patologia molto complessa.

Questo era l’accorato appello che proprio poco prima di Natale del 2017, il presidente di ENPA Milano scriveva ai propri volontari della sede meneghina che avevano conosciuto Tosca e che erano preoccupati per la sua sorte:

“Stiamo facendo il possibile per trasformare un mucchietto di ossa e pelo in un cane fortunato: certo ci vorrebbe più una magia da libro di Harry Potter che un intervento veterinario, ma la costanza è sempre premiante. […]

Chi aiuta ENPA, anche economicamente, aiuta Tosca e i tantissimi altri che assistiamo, senza troppo clamore, senza appelli strappalacrime, senza adozioni del cuore, senza “pelosetti in pericolo”. Sarà per questo che tante persone ci sostengono, credono in noi, ci sono vicini. La serietà in un mondo che cerca sempre di guadagnare l’attenzione con appelli strazianti è forse più pagante.

Tosca, che come sapete è sotto sequestro, subirà il 27 del mese di dicembre (2017 n.d.r) alle ore 10:00 l’intervento di risoluzione di una comunicazione anomala patologica tra sangue arterioso e sangue venoso detta di Shunt portosistemico.”

E continuava:

“La patologia che Tosca presenta è grave.

La chirurgia è complessa ed è per questo che è stata affidata a quello che oggi è il migliore in questo campo.

Pertanto i rischi connessi sono tuttavia comunque elevati e sono relativi all’intervento ma anche al periodo successivo.

Sarebbe sicuramente un’ottima eventuale soluzione, superato il pericolo imminente del post operatorio, trasferire Tosca presso una famiglia che possa darle affetto e continuare le cure necessarie”.

Fortunatamente l’intervento grazie ai professionisti scesi in campo, è andato per il meglio e anche il successivo passaparola dopo l’appello del presidente, tra i tanti volontari ha avuto il suo effetto: Tosca dopo circa 3 mesi dall’intervento aveva trovato una famiglia che la potesse tenere e seguire in una fase estremamente delicata della sua vita: ha perso la vista da un occhio ma fortunatamente ha ritrovato energia e un giardino dove poter ricominciare piano piano a correre.

Trovando anche una fedele compagna di giochi: Masha, anche lei adottata dall’ENPA di Milano, quasi 4 anni fa, proveniente da una situazione simile ma non così rischiosa per la sua vita.

Pochi giorni fa il verdetto definitivo da parte del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano: il responsabile dei maltrattamenti è stato condannato e Tosca è stata confiscata e affidata definitivamente agli attuali custodi, che insieme a Masha non aspettavano regalo di Natale più bello!


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Adottare un animale è una scelta etica

Adottare un animale è una scelta etica alla base della quale c’è la comprensione verso la sofferenza degli animali, ma anche una presa di responsabilità, considerando che siamo noi umani a creare il problema e per questo abbiamo il dovere di contribuire a risolverlo.

Pochi giorni addietro il Dalai Lama ha detto quanto sia inutile pregare il proprio dio per risolvere i guasti causati dall’uomo, che invece ha il dovere di risolvere il problema causato, senza poter sperare nell’intervento divino. Difficile non condividere questa affermazione per la sua indubbia adesione alla realtà: noi siamo i responsabili di tanti disastri, a cominciare da quelli ambientali, e abbiamo il dovere di modificare le condizioni che li hanno originati. Questo discorso vale anche per la gestione degli animali da compagnia, per il randagismo e per il contrasto al commercio ed alla lunga scia di morti che produce giorno dopo giorno.

Iniziamo allora ad uscire da un infingimento che da troppo tempo ci portiamo dietro: non tutte le persone che hanno animali si comportano rispettando le loro necessità, pensando alle loro condizioni di vita, pensando al fatto che una riproduzione incontrollata incrementa il randagismo e che l’acquisto di animali presso i negozi alimenta spesso un traffico che comporta grandi sofferenze per gli animali. Non si possono poi dimenticare i danni provocati dai cosiddetti acquisti di impulso, quando basta vedere un coniglietto in una vetrina per decidere di comprarlo senza conoscere nulla, ma proprio nulla, delle sue necessità oppure quando si decide di acquistare un cane di una determinata razza solo perchè di moda, finanziando i trafficanti di cuccioli. Non tutte le persone che hanno animali sono davvero amanti degli animali, spesso sono persone che hanno soltanto il bisogno di ricevere l’amore degli animali, senza preoccuparsi del loro benessere e senza essere capaci darlo.

Così facendo molti animali diventano in breve tempo indesiderati e le persone se ne disfano, come fossero un vecchio indumento inutile: i canili e i gattili sono pieni di animali che aspettano solo di essere adottati, ristretti in recinti e gabbie con la sola colpa di essere considerati un prodotto di scarto, un surplus. Ma le associazioni ricoverano anche altri tipi di animali che vengono abbandonati e che con un poco di buonsenso non avrebbero dovuto mai essere commercializzati e acquistati: conigli, pappagallini, criceti, gerbilli, colombe ornamentali, tartarughe palustri e tanti altri, dando vita a un’Arca di Noe delle specie vendute nei negozi di animali e nei garden.

Adottare un animale è una scelta etica che contribuisce a dare una casa a uno dei tanti ospiti dei centri di accoglienza, ma anche a consentire di liberare uno spazio che potrà essere usato per accogliere un altro animale in difficoltà. Nei canili italiani ci sono centinaia di migliaia di cani, alcuni dei quali sono rinchiusi da anni, mentre altrettanti vengono fatti nascere, alimentano la tratta dei cuccioli, arricchiscono i trafficanti e si lasciano dietro una scia di sofferenza che non accenna a diminuire. Per questo in tutto il mondo l’hashtag #adoptdontshop è diventato uno fra i più usati nelle campagne di sensibilizzazione che promuovono le adozioni, come quella della Humane Society da cui è tratta la foto.

Prima di decidere di adottare un animale siate ancora una volta responsabile e chiedetevi se avete tempo e risorse economiche da dedicare all’animale che avete scelto di aiutare e se la sua presenza è compatibile con la vostra vita. Mentre comprare un animale spesso è un capriccio, l’adozione deve essere pensata. Sappiate però che gli animali che vivono nei rifugi sono disponibili a contrarre i loro bisogni, pur di trovare qualcuno con cui dividere la vita e per lasciarsi alle spalle una gabbia o un recinto, che per quanto belli siano non saranno mai in grado di sostituire una famiglia umana. Fatevi un regalo aiutando un animale, regalatevi questo gesto etico e responsabile, date una speranza a qualcuno dei tantissimi prigionieri per causa nostra.

Ricordando sempre che gli animali si adottano ma non si regalano, mai. Un animale regalato ha un altissimo tasso di probabilità di essere poi abbandonato in quanto non desiderato: facili doni, facili abbandoni.

E se poi ancora non siete convinti che l’adozione sia una buona scelta guardate questo video:

 


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