Airone cenerino soccorso da ENPA Milano al Parco Forlanini

Airone cenerino soccorso da ENPA Milano al Parco Forlanini

Quello che la nostra operatrice sta catturando in questo video è un bellissimo e giovane esemplare di airone cinerino.
Questo piccolo airone si trovava al Parco Forlanini, questa mattina, quando è stato attaccato da alcuni cani che si trovavano a scorrazzare liberi senza guinzaglio. Una donna che ha assistito alla scena ha visto dei cani correre verso il cenerino, abbaiando, tirando qualche zampata e cercando di morderlo. La donna è riuscita a mettere in fuga i cani e, chiamando le forze dell’ordine, ha ottenuto il contatto di ENPA Milano per chiedere un intervento.
 
La nostra operatrice giunta sul posto è riuscita a catturare il giovane airone dopo solo un paio di tentativi con il retino: il volatile cercava di fuggire, come la natura gli insegna, ma riusciva a stento a volare. Fortunatamente i cani devono aver semplicemente infastidito il giovane airone perché non è stato riscontrato alcun segno di colluttazione: evidentemente il cenerino era già debilitato quando i cani si sono avvicinati. Ai veterinari della nostra Sezione è bastato nutrire il volatile e tenerlo al caldo con il tappetino termico per farlo riprendere in fretta.

 
Nel primo pomeriggio il giovane airone è stato riportato in salute e con molte energie nel suo habitat, al laghetto del Parco Forlanini.
 
I cani che hanno infastidito questo airone, fortunatamente senza conseguenze, non erano sicuramente dei cani aggressivi, né pericolosi, semplicemente hanno risposto a un istinto naturale. Il problema reale è che c’è un motivo per cui è obbligatorio per legge tenere i propri cani al guinzaglio, nei parchi e per strada, ossia la sicurezza dei cani stessi e degli altri, animali e persone. Sono moltissime le variabili che possono far reagire un cane e la cronaca ci insegna che le conseguenze possono essere molteplici (dall’investimento del cane all’aggressione). Ciò che vogliamo ricordare in questa occasione quindi, fondamentale per evitare altri pericoli per gli animali selvatici e non solo, è di tenere sempre i propri cani al guinzaglio nelle aree comuni dei parchi e di liberarli solamente nelle apposite aree cani, dove potranno correre in sicurezza.

Bimbo aggredito da rottweiler: perché è sbagliato definire un cane “pericoloso”

Ci sono modi e modi di raccontare un incidente e il giornalista Sanfilippo del Corriere ha scelto il modo peggiore, soltanto perché il protagonista è stato un cane e per giunta un rottweiler che ha aggredito, per motivi non conosciuti, un bimbo.

Innanzitutto tutto il mio rammarico per il bambino e per le ferite che ha subito. Mi auguro che possa rimettersi presto senza conseguenze permanenti. Detto questo però bisogna dire chiaramente che non ci sono cani pericolosi, ma solo cani forse non ben socializzati e/o errori nella gestione che possono dar luogo a comportamenti indesiderati. A questo bisogna aggiungere che non è mai prudente lasciare bambini piccoli da soli con i cani perché bimbi ed animali vanno sempre vigilati.

Non conosco la storia del cane né quella della famiglia, però dipingere il cane come una belva feroce, non è corretto. Certo l’aggressione è indubbia, sicuramente il bimbo l’ha ovviamente subita però è altrettanto certo che non ci sono razze di cani pericolosi, non esistono cani killer, non ci sono cani che nascano con caratteristiche di aggressività innate. Esistono cani più o meno dominanti, esistono razze più o meno territoriali, esistono cani di taglia grande che vanno gestiti. Se pensiamo quanti milioni sono i cani che vivono con noi nelle nostre case e quanti sono gli “incidenti seri” occorsi a persone ci rendiamo subito conto che questi sono episodi certamente gravi ma occasionali, che non possono e non devono far sviluppare l’equazione cane=killer.

Detto questo sarebbe opportuno che le persone crescessero e custodissero i cani nel modo corretto, con la giusta socializzazione ma anche con il rispetto di regole di comportamento che, se seguite, ridurrebbero questi incidenti a percentuali ancora più irrisorie.

Nell’analizzare un fenomeno bisogna pensare alle statistiche, non fermarsi a un episodio gravissimo, ma pur sempre un episodio. Esistono sicuramente più animali maltrattati dall’uomo che pericolosi per l’uomo e questa è una certezza sulla quale bisogna riflettere. Se un automobilista uccide un pedone nessuno criminalizza tutti i conducenti, se un cane ferisce un povero bimbo diventa una belva sanguinaria e pericolosa e questo è già un errore. Se poi quest’errore di valutazione lo si attribuisce a una razza o a tutti i molossoidi rappresenta una vera stupidaggine.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano


Facebook

Twitter

Archivio notizie

Cerca