Ermanno Giudici, i piani di eradicazione nutrie sono inefficaci

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Ermanno Giudici, i piani di eradicazione nutrie sono inefficaci

La Regione Lombardia procede con il piano di contenimento ed eradicazione delle nutrie, destinando 150 mila euro all’operazione. L’assessore all’Agricoltura Gianni Fava sostiene che l’animale provochi danni all’agricoltura e sia necessario eradicare l’animale per ragioni di sicurezza stradale e salute pubblica, oltre «al rischio idrogeologico derivato dalle trivellazioni degli argini». Dall’altra parte esiste invece una popolazione affezionata agli animali — in Via Selvanesco una gattara porta alle nutrie il cibo che una volta destinava a una colonia felina, in Martesana ogni mercoledì una donna porta verdure alle nutrie del canale — mentre associazioni ambientaliste e animaliste spiegano di chi è la vera responsabilità della proliferazione di questi animali.

«Il contenimento della specie non è più possibile, sono fuori controllo. Noi diciamo alle istituzioni che è colpa loro perché non si è vigilato sugli allevamenti quando furono aperte le gabbie e gli animali rilasciati in libertà. Ora siamo di fronte a uno squilibrio eco-sistemico che va affrontato».

Paola Brambilla, Presidente WWF Lombardia – da “In aumento le nutrie sul Naviglio, «Un pericolo». «No, difendiamole»“, Corriere della Sera, 15 febbraio 2016

Sulla questione è stata chiesta l’opinione di Ermanno Giudici, Presidente di ENPA Milano, che spiega l’inutilità dei piani di eradicazione e di come esistano degli studi che dimostrano la loro inefficacia.

«Ogni ambiente sopporta un certo numero di specie. Le nutrie sono animali intelligenti, se non avessero la coda e un aspetto di grande topo, la gente si intenerirebbe». Quanto a chi le nutre, non è detto che «ciò addirittura porti gli animali divenuti stanziali a difendere il loro territorio impedendo ad altri di entrare. L’ambiente è più intelligente dell’uomo». Sono in molti, tra gli ambientalisti, a sostenere che le nutrie non potranno mai essere eradicate dal territorio per via della loro diffusione rilevante e del perfetto adattamento all’ambiente. «È provato da dati di fatto ma anche da studi che le operazioni di abbattimento, i cosiddetti piani di controllo, nell’immediato portano all’incremento della popolazione a causa della momentanea assenza di soggetti che difendono il territorio — aggiunge Giudici —. Unico vantaggio, fittizio, dei piani è quello di dare alla gente e elle categorie professionali come gli agricoltori l’idea che qualcosa si stia facendo per arginare un fenomeno che trova la sua reale e naturale limitazione nella portanza ambientale del territorio, che funge da calmiere come per tutte le altre specie. Le nutrie non sono pericolose per l’uomo e non lo sono neanche per l’ambiente, non creando squilibri».

da “In aumento le nutrie sul Naviglio, «Un pericolo». «No, difendiamole»“, Corriere della Sera, 15 febbraio 2016


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