Grosso ragno, macrothele calpeiana, trovato a Novegro e consegnato a ENPA

Grosso ragno, macrothele calpeiana, trovato a Novegro e consegnato a ENPA

Questo ragno, un esemplare di macrothele calpeiana di circa 6 cm, è stato trovato martedì in un’area verde del parco esposizioni di Novegro. Un passante ha notato il grosso ragno in mezzo a una stradina che attraversa il parco, poco reattivo, probabilmente perché ipotermico. Arrangiandosi con una scatoletta di plastica che aveva con sé, è riuscito a portarlo a casa e a contattarci per capire come aiutare l’animale. Nel frattempo l’uomo, probabilmente appassionato del genere, è riuscito anche a identificare il ragno con una breve ricerca in internet. Un nostro operatore ha recuperato il ragno e l’ha portato presso la nostra sede, dove è rimasto in stallo per la notte. Il Museo delle Scienze Naturali di Bergamo, nel frattempo, ha acconsentito a prendersi cura del macrothele e ieri pomeriggio un loro incaricato è venuto a ritirarlo.

Oggi il ragno ha mostrato segni di miglioramento: con una teca più umida e in condizioni meno stressanti, il ragno ha “telato” e ha mostrato maggiore reattività.

Ma cos’è il macrothele calpeiana?

Luca Brunero, tesista in Scienze Naturali del Museo di Scienze Naturali di Bergamo, ci ha spiegato qualcosa di più su questo ragno, sicuramente impressionante ma anche molto affascinante. Si tratta di un Mygalomorphae, per la precisione un ragno della famiglia Hexathelidae originario della Spagna, che in Italia è considerato specie aliena. L’esemplare trovato a Novegro è un maschio di 6 cm, la femmina si aggira intorno agli 8-10 cm. Negli ultimi 5 anni, le volte in cui un macrothele calpeiana è stato avvistato in Italia si possono contare sulle dita di una mano.

L’habitat preferito da questi animali è l’uliveto e i loro avvistamenti in Italia sono sicuramente dovuti ai crescenti movimenti commerciali e di persone all’interno dell’Europa.

Ci siamo chiesti se gli esemplari avvistati in Italia non avessero trovato un habitat favorevole che gli consentisse di instaurarsi nel nostro territorio. “Che si tratti di esemplari che arrivano qui con gli ulivi e che sopravvivano a stento a causa di un clima sfavorevole, o che trovino condizioni tali da permetter loro di instaurare delle popolazioni locali, è ancora presto per dirlo. Al momento ci si basa sulle poche segnalazioni registrate. Se una persona vede un ragno del genere e lo uccide, difficilmente sarà possibile mapparne la presenza sul territorio”.


ENPA Milano recupera un gatto in un cofano e sequestra cane in fin di vita per colpo di calore

Quello di ieri, giovedì 11 giugno, è stato un pomeriggio davvero impegnativo per gli operatori, i veterinari e le Guardie Zoofile ENPA della sede di ENPA Milano, coinvolti in due episodi succedutisi nell’arco di pochissimo tempo l’uno dall’altro.

Il primo dei due interventi è avvenuto intorno alle 17, quando gli operatori hanno lavorato per circa due ore per estrarre un gatto che si era infilato nel vano motore di un auto presente all’interno di un parcheggio sotterraneo di viale Certosa. Secondo il racconto dei segnalanti, sembra che due dipendenti di un provenienti da Bergamo che si stavano recando sul posto di lavoro lo avessero sentito miagolare dall’interno della propria auto, poco prima di imboccare il box dell’azienda sita in via Privata Gradisca. Subito dopo aver parcheggiato la macchina, le guardie di sicurezza dell’azienda presenti sul posto hanno provato a effettuare un primo tentativo di recupero, ma appena aperto il cofano del vano motore, il gattino spaventato è repentinamente scappato e si è andato a rifugiare sotto il cofano di un’altra vettura. A quel punto sono stati chiamati gli operatori della sezione milanese dell’ENPA che, intervenuti sul posto, hanno provveduto al recupero del piccolo micio con l’ausilio di apposite attrezzature.

Sempre nel tardo pomeriggio di ieri, mentre in zona gallaratese si stavano svolgendo le azioni di recupero del gattino, sono arrivati presso la clinica veterinaria dell’ente due persone, di nazionalità polacca, trasportando un grosso cane di razza Dogo Canario, quasi incosciente a causa di un colpo di calore subito a causa della permanenza in macchina. Le due persone, espositori presso la fiera canina di Rho, avevano anche altri due cuccioli della stessa razza ed erano stati visti con l’auto parcheggiata già da alcune ore prima nei pressi della sede ENPA, con il cane nel retro in cattivo stato di salute. Le condizioni sono subito apparse molto gravi e i veterinari, costatata la temperatura corporea di quasi 42 gradi, lo hanno dichiarato in prognosi riservata e sottoposto a cure immediate, secondo i protocolli previsti per questo tipo di evenienza, con monitoraggio in terapia intensiva per le successive 24 ore, al fine di evitare ulteriori complicanze.

Dopo la visita e le terapie i veterinari hanno allertato le Guardie Zoofile, ravvisando in quanto accaduto un maltrattamento, riscontrato dalle prime indagini poste in essere che hanno portato a denunciare a piede libero il proprietario del cane che è stato posto sotto sequestro. Questo anche al fine di impedire che lo stesso potesse essere riportato in Polonia, viste le sue precarie condizioni di salute. Il proprietario è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria secondo quanto previsto dall’art. 544 ter del codice penale.

“In questo periodo sono numerose le segnalazioni che purtroppo arrivano al centralino telefonico di ENPA Milano, per avvistamenti di cani stivati all’interno di auto o furgoni sotto il sole” dichiara Ermanno Giudici, responsabile di ENPA Milano “Dal 10 al 14 giugno si svolge purtroppo una fiera canina alla Fiera di Rho-Pero che richiama allevatori da più parti d’Italia ma soprattutto di Europa, da dove partono commercianti di animali con i propri cani al seguito per cercare di fare affari. Questo è presumibilmente il motivo di questa concentrazione di segnalazioni, che di volta in volta sono da verificare perché non sempre sussistono condizioni tali da potere procedere a un sequestro. Per fortuna anche uomini della Polizia di Stato e della Polizia Locale sono intervenuti, per accertamenti e controlli in diverse occasioni. Le nostre guardie nel limite delle possibilità operative, visto che sono comunque agenti che prestano servizio volontario, eseguono un sopralluogo per verificare lo stato degli animali che vengono segnalati. L’appello che rivolgiamo alla cittadinanza è di non usare i social per questo tipo di segnalazioni, che amplificano in maniera spesso sbagliata la notizia, creando allarmismo, ma di contattare direttamente le forze dell’ordine, che possono intervenire con maggior tempestività e ENPA”.


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