Non lasciate il cane in auto nella stagione calda!

Non lasciate il cane in auto nella stagione calda!

Un cane lasciato in auto al sole può morire in pochi minuti perchè la temperatura all’interno dell’abitacolo può raggiungere temperature altissime!
In questi casi un intervento immediato può salvargli la vita: se non si riuscisse a rintracciare velocemente il proprietario dell’autovettura, chiamate subito le forze dell’ordine.
Lasciarli in macchina è una disattenzione che, come detto, può condannare l’animale a morte, mentre il proprietario rischia una denuncia penale e il sequestro dell’autoveicolo.

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Un numero unico per il soccorso estivo ai pet

Automobili e balconi possono diventare trappole mortali. Risponde il Corpo Forestale

Dal “Corriere della Sera” di martedì 12 luglio 2016, La città degli animali, p. 8

 

L’estate è una stagione impegnativa per gli animali, sia per quelli domestici sia per la fauna selvatica spesso costretta a dover far fronte a mille avversità come siccità, incendi, invasione umana degli habitat. Per gli animali da compagnia che viaggiano o restano in città i problemi possono nascere dalla distrazione dei loro proprietari, come accade per i colpi di calore che vengono causati per irresponsabili modalità di custodia in auto o sui balconi, che in estate possono diventare delle trappole mortali. Contro questo problema esiste una sola forma di prevenzione: non lasciare mai animali incustoditi nelle autovetture o sui balconi assolati.
In questo periodo in città può capitare di imbattersi in animali in difficoltà e l’attenzione deve essere alta: il caldo complica e acuisce tutti i problemi e in città ci sono meno persone e quindi una minor possibilità per un animale in difficoltà, abbandonato, ferito o malato, di essere soccorso. In Italia non esiste ancora un numero unico che si occupi di fornire aiuto a tutte le specie animali in difficoltà. E troppo spesso, il cittadino attento è costretto a impegnare molto tempo per avere un risultato, combattendo fra i moltissimi no e altrettanto frequenti tentativi di dribblare le proprie competenze.

Gli “sos”: per il soccorso ai domestici, su tutto il territorio dovrebbe essere attivo anche il servizio di soccorso attuato dalle ATS, attivato dalle polizie locali o dai carabinieri

L’unico numero nazionale attivo è il 1515 del Corpo Forestale dello Stato, a cui vanno anche segnalati tutti gli incendi boschivi, ma il loro intervento si limita, con qualche difficoltà operativa, alla fauna selvatica e agli animali esotici o pericolosi. Per i domestici in ogni bacino d’utenza dovrebbe essere attivo, il condizionale è d’obbligo, il servizio di soccorso, quasi mai pronto, attuato dalle ASL, ora ATS, del territorio. Non esistendo un numero unico la ricerca deve passare tramite le Polizie Locali e i Carabinieri, sperando che gli interlocutori, non sempre sensibili, abbiano voglia di essere davvero d’aiuto senza rimbalzare il cittadino verso numerose e ignote mete. Restano poi le associazioni protezionistiche, il tanto decantato volontariato, che fanno quel che possono per sopperire alle carenze pubbliche e alla disinformazione ma che certamente non sono in grado di assorbire tutte le richieste dei cittadini, che anziché protestare contro le inadempienze della pubblica amministrazione spesso finiscono con il prendersela con chi ha fatto ben più di quanto avrebbe potuto e certo dovuto, sotto il profilo dell’obbligo d’intervento.

1515: è il numero del Corpo Forestale a cui oltre agli incendi boschivi si possono segnalare fauna selvatica e animali esotici o pericolosi in difficoltà

Un’ultima raccomandazione: non credete alle favole che viaggiano sempre veloci sulla rete. Non esistono i tanto sbandierati numeri verdi o di altri colori per la segnalazione di animali feriti o in difficoltà; se andate in vacanza, le difficoltà di ottenere aiuto cresceranno proporzionalmente al vostro avvicinarsi alla linea dell’equatore: se il Nord non è un paradiso il Sud d’Italia è purtroppo un vero inferno per gli animali in difficoltà.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano


Un gatto ha un colpo di calore, lo soccorre ENPA Milano

Il gatto sul tetto che scotta, o il gatto che scotta sul tetto. Vogliamo alleggerire la storia di questo gatto che, per fortuna, non ha subito conseguenze gravi dopo essere rimasto intrappolato su un tetto per più di 24 ore senza cibo né acqua, con delle temperature che metterebbero in difficoltà chiunque. Premettiamo però che questo gatto bianco con qualche macchia beige, adulto e non sterilizzato, trovato in Via dei Fiori Oscuri n.5, potrebbe essere un gatto di proprietà smarrito, pertanto vi chiediamo di aiutarci a diffondere la sua storia per riportarlo a casa.

Questa mattina i Vigili del Fuoco hanno richiesto il nostro supporto in un intervento di soccorso di un gatto che era stato trovato molto debole sopra un tetto, incapace di scendere.

Una donna, dal suo ufficio, aveva notato un gatto bianco accasciato sopra al tetto che da sul ballatoio di un palazzo in Via dei Fiori Oscuri, in zona Lanza. Il gatto era stato visto anche il giorno prima nello stesso posto ma molto più energico, tanto che non era apparso in pericolo: come confermato successivamente da una residente, capitava abbastanza spesso agli abitanti del palazzo di avvistarlo mentre passeggiava sopra i tetti dei palazzi adiacenti.

Oggi, invece, il gatto era accasciato sotto il sole e respirava affannosamente a bocca aperta. La donna e i colleghi hanno provato a avvicinargli cibo e acqua, ma il gatto sembrava non volerne sapere di muoversi: il loro primo pensiero quindi è stato che fosse ferito.

La nostra operatrice giunta sul posto ha constatato in effetti che la situazione corrispondeva a quella di un gatto in difficoltà. Poco dopo il suo arrivo a causa del movimento che si era creato, il gatto si è fatto forza, la forza data dalla paura, si è alzato sulle zampe per la prima volta e si è avvicinato al bordo del tetto dove è stato raggiunto dal nostro operatore che con qualche carezza lo ha tranquillizzato, riuscendo a metterlo in un trasportino. Consultandosi con lo staff veterinario ha provveduto a rinfrescare il gatto, tamponandolo con una pezza imbevuta di acqua, evitando così le conseguenze di un colpo di calore. Il gatto si è ripreso senza difficoltà, mangiando e bevendo e sarà presto trasferito al gattile comunale di Via Aquila.

Nonostante si tratti di un gatto adulto non sterilizzato, il suo comportamento confidente potrebbe far pensare a un gatto di proprietà che vive in zona. Non avendo microchip risulta difficile risalire al proprietario, pertanto i segnalanti hanno affisso alcuni cartelli nei palazzi circostanti con la speranza di farlo tornare a casa.
In ogni caso il nostro consiglio per chi vuole far uscire il proprio gatto è quello di sterilizzarlo per non alimentare il randagismo e di far apporre il microchip dal proprio veterinario, in modo che, se dovesse essere recuperato si riesca a risalire con certezza al proprietario.


ENPA Milano recupera un gatto in un cofano e sequestra cane in fin di vita per colpo di calore

Quello di ieri, giovedì 11 giugno, è stato un pomeriggio davvero impegnativo per gli operatori, i veterinari e le Guardie Zoofile ENPA della sede di ENPA Milano, coinvolti in due episodi succedutisi nell’arco di pochissimo tempo l’uno dall’altro.

Il primo dei due interventi è avvenuto intorno alle 17, quando gli operatori hanno lavorato per circa due ore per estrarre un gatto che si era infilato nel vano motore di un auto presente all’interno di un parcheggio sotterraneo di viale Certosa. Secondo il racconto dei segnalanti, sembra che due dipendenti di un provenienti da Bergamo che si stavano recando sul posto di lavoro lo avessero sentito miagolare dall’interno della propria auto, poco prima di imboccare il box dell’azienda sita in via Privata Gradisca. Subito dopo aver parcheggiato la macchina, le guardie di sicurezza dell’azienda presenti sul posto hanno provato a effettuare un primo tentativo di recupero, ma appena aperto il cofano del vano motore, il gattino spaventato è repentinamente scappato e si è andato a rifugiare sotto il cofano di un’altra vettura. A quel punto sono stati chiamati gli operatori della sezione milanese dell’ENPA che, intervenuti sul posto, hanno provveduto al recupero del piccolo micio con l’ausilio di apposite attrezzature.

Sempre nel tardo pomeriggio di ieri, mentre in zona gallaratese si stavano svolgendo le azioni di recupero del gattino, sono arrivati presso la clinica veterinaria dell’ente due persone, di nazionalità polacca, trasportando un grosso cane di razza Dogo Canario, quasi incosciente a causa di un colpo di calore subito a causa della permanenza in macchina. Le due persone, espositori presso la fiera canina di Rho, avevano anche altri due cuccioli della stessa razza ed erano stati visti con l’auto parcheggiata già da alcune ore prima nei pressi della sede ENPA, con il cane nel retro in cattivo stato di salute. Le condizioni sono subito apparse molto gravi e i veterinari, costatata la temperatura corporea di quasi 42 gradi, lo hanno dichiarato in prognosi riservata e sottoposto a cure immediate, secondo i protocolli previsti per questo tipo di evenienza, con monitoraggio in terapia intensiva per le successive 24 ore, al fine di evitare ulteriori complicanze.

Dopo la visita e le terapie i veterinari hanno allertato le Guardie Zoofile, ravvisando in quanto accaduto un maltrattamento, riscontrato dalle prime indagini poste in essere che hanno portato a denunciare a piede libero il proprietario del cane che è stato posto sotto sequestro. Questo anche al fine di impedire che lo stesso potesse essere riportato in Polonia, viste le sue precarie condizioni di salute. Il proprietario è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria secondo quanto previsto dall’art. 544 ter del codice penale.

“In questo periodo sono numerose le segnalazioni che purtroppo arrivano al centralino telefonico di ENPA Milano, per avvistamenti di cani stivati all’interno di auto o furgoni sotto il sole” dichiara Ermanno Giudici, responsabile di ENPA Milano “Dal 10 al 14 giugno si svolge purtroppo una fiera canina alla Fiera di Rho-Pero che richiama allevatori da più parti d’Italia ma soprattutto di Europa, da dove partono commercianti di animali con i propri cani al seguito per cercare di fare affari. Questo è presumibilmente il motivo di questa concentrazione di segnalazioni, che di volta in volta sono da verificare perché non sempre sussistono condizioni tali da potere procedere a un sequestro. Per fortuna anche uomini della Polizia di Stato e della Polizia Locale sono intervenuti, per accertamenti e controlli in diverse occasioni. Le nostre guardie nel limite delle possibilità operative, visto che sono comunque agenti che prestano servizio volontario, eseguono un sopralluogo per verificare lo stato degli animali che vengono segnalati. L’appello che rivolgiamo alla cittadinanza è di non usare i social per questo tipo di segnalazioni, che amplificano in maniera spesso sbagliata la notizia, creando allarmismo, ma di contattare direttamente le forze dell’ordine, che possono intervenire con maggior tempestività e ENPA”.


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