Cane lasciato sotto il sole sul terrazzo condominiale salvo grazie a intervento di ENPA con i carabinieri di Pero

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Cane lasciato sotto il sole sul terrazzo condominiale salvo grazie a intervento di ENPA con i carabinieri di Pero

Grazie alla segnalazione di una cittadina di Pero, ieri mattina sono intervenuti i soccorritori di ENPA Milano che, insieme ai militari della Stazione Carabinieri di Pero, hanno tratto in salvo un cane in concreto pericolo di vita per essere stato lasciato dal proprietario sul terrazzo condominiale della casa, sotto il sole, senza riparo né acqua.

 

L’allarme è scattato quando una signora che abita nel palazzo di fronte ha visto il cane, un giovane meticcio simile a un labrador, salire su uno dei parapetti del terrazzo, posto all’ultimo piano dello stabile. Probabilmente in preda alla disperazione il cane, non avendo la possibilità di ripararsi dal sole né di abbeverarsi, avrebbe potuto anche cadere nel vuoto.

All’arrivo sul posto, i Carabinieri hanno subito allertato i soccorritori di ENPA Milano, in quanto il cane respirava a fatica ed era sdraiato riverso sul pavimento. I militari hanno posto sotto sequestro il cane, denunciando il proprietario per maltrattamento di animali.

“Ancora una volta, nonostante siano passati solo pochi giorni da un altro episodio simile, dove un cane si è lanciato nel vuoto per l’eccessiva permanenza su un balcone sotto il sole, è capitato un episodio analogo, non sfociato in una disgrazia solo per presenza di spirito di un cittadino” ha dichiarato Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano “Ieri mattina i nostri operatori hanno dapprima dovuto chiamare la Polizia Locale di Pero, successivamente la Polizia di Stato trovando purtroppo solo nei Carabinieri la disponibilità a svolgere prontamente l’intervento.

È fondamentale che tutti i cittadini sappiano che alle segnalazioni di presunto maltrattamento di animali, le forze dell’ordine sono obbligate ad uscire per legge perché il maltrattamento sia interrotto e vengano presi tutti i provvedimenti necessari per la salvaguardia dell’animale e per la denuncia di chi commette il reato”.

 

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Cuccioli di ghiro trovati in giardino, consegnati a ENPA Milano

Questi sei cuccioli di ghiro, di pochissimi giorni di vita, sono stati trovati nel giardino di un’abitazione a Varallo Sesia, in provincia di Vercelli, grazie anche alla curiosità di un cane che, dopo aver scovato i corpicini, ha attirato l’attenzione della sua proprietaria.

Sul ballatoio e nel prato di casa la donna ha quindi trovato 6 piccoli ghiri ancora vivi che, molto probabilmente, erano caduti da una tana scavata nel sottotetto dell’abitazione. Non trovando tracce della mamma, la donna li ha raccolti e li ha portati in casa. Essendo sera ha avuto difficoltà a trovare informazioni corrette su un centro a cui affidare i piccoli selvatici appena rinvenuti pertanto, dopo alcune ricerche, si è messa in auto per consegnare i cuccioli direttamente alla sede ENPA di Milano, aperta fino a mezzanotte per il ritiro di animali in difficoltà.

Nonostante i ghiri non fossero stati rinvenuti nel territorio di competenza della nostra sede, i nostri volontari non hanno esitato ad accoglierli e li hanno subito fatti visitare dai veterinari in turno. I piccoli sono stati trovati in salute e reattivi, sono stati nutriti con del latte in polvere e, questa mattina, sono stati trasferiti al CRAS di Vanzago, dove saranno seguiti nella crescita fino a quando diventeranno autonomi e potranno essere rimessi in libertà.

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Bimbo aggredito da rottweiler: perché è sbagliato definire un cane “pericoloso”

Ci sono modi e modi di raccontare un incidente e il giornalista Sanfilippo del Corriere ha scelto il modo peggiore, soltanto perché il protagonista è stato un cane e per giunta un rottweiler che ha aggredito, per motivi non conosciuti, un bimbo.

Innanzitutto tutto il mio rammarico per il bambino e per le ferite che ha subito. Mi auguro che possa rimettersi presto senza conseguenze permanenti. Detto questo però bisogna dire chiaramente che non ci sono cani pericolosi, ma solo cani forse non ben socializzati e/o errori nella gestione che possono dar luogo a comportamenti indesiderati. A questo bisogna aggiungere che non è mai prudente lasciare bambini piccoli da soli con i cani perché bimbi ed animali vanno sempre vigilati.

Non conosco la storia del cane né quella della famiglia, però dipingere il cane come una belva feroce, non è corretto. Certo l’aggressione è indubbia, sicuramente il bimbo l’ha ovviamente subita però è altrettanto certo che non ci sono razze di cani pericolosi, non esistono cani killer, non ci sono cani che nascano con caratteristiche di aggressività innate. Esistono cani più o meno dominanti, esistono razze più o meno territoriali, esistono cani di taglia grande che vanno gestiti. Se pensiamo quanti milioni sono i cani che vivono con noi nelle nostre case e quanti sono gli “incidenti seri” occorsi a persone ci rendiamo subito conto che questi sono episodi certamente gravi ma occasionali, che non possono e non devono far sviluppare l’equazione cane=killer.

Detto questo sarebbe opportuno che le persone crescessero e custodissero i cani nel modo corretto, con la giusta socializzazione ma anche con il rispetto di regole di comportamento che, se seguite, ridurrebbero questi incidenti a percentuali ancora più irrisorie.

Nell’analizzare un fenomeno bisogna pensare alle statistiche, non fermarsi a un episodio gravissimo, ma pur sempre un episodio. Esistono sicuramente più animali maltrattati dall’uomo che pericolosi per l’uomo e questa è una certezza sulla quale bisogna riflettere. Se un automobilista uccide un pedone nessuno criminalizza tutti i conducenti, se un cane ferisce un povero bimbo diventa una belva sanguinaria e pericolosa e questo è già un errore. Se poi quest’errore di valutazione lo si attribuisce a una razza o a tutti i molossoidi rappresenta una vera stupidaggine.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano

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Adottare un animale è una scelta etica

Adottare un animale è una scelta etica alla base della quale c’è la comprensione verso la sofferenza degli animali, ma anche una presa di responsabilità, considerando che siamo noi umani a creare il problema e per questo abbiamo il dovere di contribuire a risolverlo.

Pochi giorni addietro il Dalai Lama ha detto quanto sia inutile pregare il proprio dio per risolvere i guasti causati dall’uomo, che invece ha il dovere di risolvere il problema causato, senza poter sperare nell’intervento divino. Difficile non condividere questa affermazione per la sua indubbia adesione alla realtà: noi siamo i responsabili di tanti disastri, a cominciare da quelli ambientali, e abbiamo il dovere di modificare le condizioni che li hanno originati. Questo discorso vale anche per la gestione degli animali da compagnia, per il randagismo e per il contrasto al commercio ed alla lunga scia di morti che produce giorno dopo giorno.

Iniziamo allora ad uscire da un infingimento che da troppo tempo ci portiamo dietro: non tutte le persone che hanno animali si comportano rispettando le loro necessità, pensando alle loro condizioni di vita, pensando al fatto che una riproduzione incontrollata incrementa il randagismo e che l’acquisto di animali presso i negozi alimenta spesso un traffico che comporta grandi sofferenze per gli animali. Non si possono poi dimenticare i danni provocati dai cosiddetti acquisti di impulso, quando basta vedere un coniglietto in una vetrina per decidere di comprarlo senza conoscere nulla, ma proprio nulla, delle sue necessità oppure quando si decide di acquistare un cane di una determinata razza solo perchè di moda, finanziando i trafficanti di cuccioli. Non tutte le persone che hanno animali sono davvero amanti degli animali, spesso sono persone che hanno soltanto il bisogno di ricevere l’amore degli animali, senza preoccuparsi del loro benessere e senza essere capaci darlo.

Così facendo molti animali diventano in breve tempo indesiderati e le persone se ne disfano, come fossero un vecchio indumento inutile: i canili e i gattili sono pieni di animali che aspettano solo di essere adottati, ristretti in recinti e gabbie con la sola colpa di essere considerati un prodotto di scarto, un surplus. Ma le associazioni ricoverano anche altri tipi di animali che vengono abbandonati e che con un poco di buonsenso non avrebbero dovuto mai essere commercializzati e acquistati: conigli, pappagallini, criceti, gerbilli, colombe ornamentali, tartarughe palustri e tanti altri, dando vita a un’Arca di Noe delle specie vendute nei negozi di animali e nei garden.

Adottare un animale è una scelta etica che contribuisce a dare una casa a uno dei tanti ospiti dei centri di accoglienza, ma anche a consentire di liberare uno spazio che potrà essere usato per accogliere un altro animale in difficoltà. Nei canili italiani ci sono centinaia di migliaia di cani, alcuni dei quali sono rinchiusi da anni, mentre altrettanti vengono fatti nascere, alimentano la tratta dei cuccioli, arricchiscono i trafficanti e si lasciano dietro una scia di sofferenza che non accenna a diminuire. Per questo in tutto il mondo l’hashtag #adoptdontshop è diventato uno fra i più usati nelle campagne di sensibilizzazione che promuovono le adozioni, come quella della Humane Society da cui è tratta la foto.

Prima di decidere di adottare un animale siate ancora una volta responsabile e chiedetevi se avete tempo e risorse economiche da dedicare all’animale che avete scelto di aiutare e se la sua presenza è compatibile con la vostra vita. Mentre comprare un animale spesso è un capriccio, l’adozione deve essere pensata. Sappiate però che gli animali che vivono nei rifugi sono disponibili a contrarre i loro bisogni, pur di trovare qualcuno con cui dividere la vita e per lasciarsi alle spalle una gabbia o un recinto, che per quanto belli siano non saranno mai in grado di sostituire una famiglia umana. Fatevi un regalo aiutando un animale, regalatevi questo gesto etico e responsabile, date una speranza a qualcuno dei tantissimi prigionieri per causa nostra.

Ricordando sempre che gli animali si adottano ma non si regalano, mai. Un animale regalato ha un altissimo tasso di probabilità di essere poi abbandonato in quanto non desiderato: facili doni, facili abbandoni.

E se poi ancora non siete convinti che l’adozione sia una buona scelta guardate questo video:

 

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Gattino estratto da motore di un’auto da operatore ENPA Milano

Poche ore fa i nostri operatori sono stati contattati per il recupero di un gattino, anzi una gattina, incastrato nel motore di un’auto in zona Piazzale Lodi.
La segnalante, durante la consueta passeggiata con il cane, aveva trovato una sorpresa: una gattina nera e bianca rannicchiata tra le auto, di circa un mese di vita. Nel tentativo di prenderla, però, la gattina ha trovato rifugio nel motore di un’auto. A questo punto la donna ha contattato i nostri operatori che sono intervenuti tempestivamente per estrarre l’animale. Fondamentale anche l’aiuto del proprietario dell’automobile, che ha facilitato le operazioni di recupero.
Il nostro operatore è riuscito facilmente a prendere la gattina, spaventata ma dall’indole molto docile.

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EXPO, cane abbandonato fuori dai tornelli

L’incoscienza mista a indifferenza sicuramente ha creato problemi a questo cane abbandonato fuori dai tornelli di EXPO 2015: merita senza dubbio un miglior padrone. Non possiamo che augurarci che il posto di Polizia presente a ‪‎EXPO 2015‬ abbia prontamente identificato e denunciato il proprietario per maltrattamento.
Bisogna anche sottolineare, però, che l’ostinazione di EXPO 2015 di non far entrare i visitatori con i propri animali è da ritenersi del tutto incivile, fuori dai tempi, incomprensibile per uno straniero, abituato ad andare ovunque con il suo cane, e non ultimo diseducativa. Gli interventi del ministro della salute Lorenzin in tal senso sono stati tardivi e non hanno convinto il commissario Sala a dare il via libera all’ingresso dei cani dei visitatori.
In questo grande luna-park per adulti si parla tanto di difendere il pianeta, ma ci siamo anche accorti che la maggioranza dei buoni propositi sono destinati a restare tali ed EXPO ha fornito inoltre troppi messaggi contrastanti fra loro. Sugli animali poi è stata una vera disfatta, perché non una parola è stata spesa per la tutela dei loro diritti: nemmeno il più basico, quello di poter seguire all’interno il proprio compagno umano.
Ermanno Giudici
Presidente

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ENPA Milano recupera un gatto in un cofano e sequestra cane in fin di vita per colpo di calore

Quello di ieri, giovedì 11 giugno, è stato un pomeriggio davvero impegnativo per gli operatori, i veterinari e le Guardie Zoofile ENPA della sede di ENPA Milano, coinvolti in due episodi succedutisi nell’arco di pochissimo tempo l’uno dall’altro.

Il primo dei due interventi è avvenuto intorno alle 17, quando gli operatori hanno lavorato per circa due ore per estrarre un gatto che si era infilato nel vano motore di un auto presente all’interno di un parcheggio sotterraneo di viale Certosa. Secondo il racconto dei segnalanti, sembra che due dipendenti di un provenienti da Bergamo che si stavano recando sul posto di lavoro lo avessero sentito miagolare dall’interno della propria auto, poco prima di imboccare il box dell’azienda sita in via Privata Gradisca. Subito dopo aver parcheggiato la macchina, le guardie di sicurezza dell’azienda presenti sul posto hanno provato a effettuare un primo tentativo di recupero, ma appena aperto il cofano del vano motore, il gattino spaventato è repentinamente scappato e si è andato a rifugiare sotto il cofano di un’altra vettura. A quel punto sono stati chiamati gli operatori della sezione milanese dell’ENPA che, intervenuti sul posto, hanno provveduto al recupero del piccolo micio con l’ausilio di apposite attrezzature.

Sempre nel tardo pomeriggio di ieri, mentre in zona gallaratese si stavano svolgendo le azioni di recupero del gattino, sono arrivati presso la clinica veterinaria dell’ente due persone, di nazionalità polacca, trasportando un grosso cane di razza Dogo Canario, quasi incosciente a causa di un colpo di calore subito a causa della permanenza in macchina. Le due persone, espositori presso la fiera canina di Rho, avevano anche altri due cuccioli della stessa razza ed erano stati visti con l’auto parcheggiata già da alcune ore prima nei pressi della sede ENPA, con il cane nel retro in cattivo stato di salute. Le condizioni sono subito apparse molto gravi e i veterinari, costatata la temperatura corporea di quasi 42 gradi, lo hanno dichiarato in prognosi riservata e sottoposto a cure immediate, secondo i protocolli previsti per questo tipo di evenienza, con monitoraggio in terapia intensiva per le successive 24 ore, al fine di evitare ulteriori complicanze.

Dopo la visita e le terapie i veterinari hanno allertato le Guardie Zoofile, ravvisando in quanto accaduto un maltrattamento, riscontrato dalle prime indagini poste in essere che hanno portato a denunciare a piede libero il proprietario del cane che è stato posto sotto sequestro. Questo anche al fine di impedire che lo stesso potesse essere riportato in Polonia, viste le sue precarie condizioni di salute. Il proprietario è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria secondo quanto previsto dall’art. 544 ter del codice penale.

“In questo periodo sono numerose le segnalazioni che purtroppo arrivano al centralino telefonico di ENPA Milano, per avvistamenti di cani stivati all’interno di auto o furgoni sotto il sole” dichiara Ermanno Giudici, responsabile di ENPA Milano “Dal 10 al 14 giugno si svolge purtroppo una fiera canina alla Fiera di Rho-Pero che richiama allevatori da più parti d’Italia ma soprattutto di Europa, da dove partono commercianti di animali con i propri cani al seguito per cercare di fare affari. Questo è presumibilmente il motivo di questa concentrazione di segnalazioni, che di volta in volta sono da verificare perché non sempre sussistono condizioni tali da potere procedere a un sequestro. Per fortuna anche uomini della Polizia di Stato e della Polizia Locale sono intervenuti, per accertamenti e controlli in diverse occasioni. Le nostre guardie nel limite delle possibilità operative, visto che sono comunque agenti che prestano servizio volontario, eseguono un sopralluogo per verificare lo stato degli animali che vengono segnalati. L’appello che rivolgiamo alla cittadinanza è di non usare i social per questo tipo di segnalazioni, che amplificano in maniera spesso sbagliata la notizia, creando allarmismo, ma di contattare direttamente le forze dell’ordine, che possono intervenire con maggior tempestività e ENPA”.

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Sasha, pitbull dalla storia commovente cerca famiglia

Category : News

Sasha è arrivata in ENPA Milano più di un mese fa. È stata ceduta dalla proprietaria alla associazione dopo la segnalazione di un vicino di casa che la vedeva sempre sul balcone, da sola e spesso senza acqua e riparo. Alla visita dei veterinari le è stato riscontrato un grave stato di denutrizione al punto tale che sono stati fatti ulteriori accertamenti per escludere particolari patologie. Fortunatamente Sasha è sana e sta bene.

Sasha è un pitbull di 11 anni e, nonostante l’età e il brutto periodo ormai passato, dopo pochi giorni di corretta alimentazione, passeggiate e cure da parte della famiglia che l’ha presa temporaneamente in adozione, ha cominciato a riprendere peso e tono muscolare.

È ancora magra ma è riuscita a raggiungere il peso necessario per essere sterilizzata. È una forza della natura, molto socievole con tutte le persone e anche con i bambini.

Sasha è riuscita a legare con i cani della famiglia che la sta ospitando temporaneamente ma, visto il suo vivace carattere, un nuovo inserimento in una famiglia con altri animali potrebbe essere molto impegnativo. Per questa ragione, in fase di affido, saranno valutate le singole situazioni.

Siamo sicuri che con il vostro aiuto possiamo riuscire a trovare a Sasha la giusta famiglia che la accolga e che si prenda cura di lei.
 Chi fosse interessato alla sua adozione deve scrivere a adozioni@enpamilano.org e sarà ricontattato dagli operatori dell’ENPA di Milano.

Grazie per il vostro supporto.

 

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