Tartaruga azzannatrice consegnata a ENPA Milano da Polizia Locale San Vittore Olona

Tartaruga azzannatrice consegnata a ENPA Milano da Polizia Locale San Vittore Olona

Sembrava fosse una segnalazione come tante altre quella ricevuta ieri dalla polizia locale di San Vittore Olona: un cittadino aveva avvistato nel pomeriggio una tartaruga palustre che “passeggiava”, mettendo a rischio la propria incolumità a causa del traffico di auto presente, lungo la strada adiacente al fiume Olona.

Gli agenti recatisi sul posto, pensando di mettere in sicurezza una semplice tartaruga di acqua dolce, si sono trovati invece davanti a una tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) che nel frattempo era stata già recuperata, fortunatamente usando una pala, da un abitante della zona e messa all’interno di una cassetta di plastica. La tartaruga azzannatrice è infatti un vigoroso predatore, in grado di tranciare un dito con un morso e per questo inserita nell’elenco degli animali pericolosi dei quali è vietato il commercio e la detenzione.

Nei giorni passati il fiume aveva rischiato di esondare in quella zona, secondo la testimonianza dell’agente intervenuto sul posto e probabilmente, proprio a causa di questo aumento del livello dell’acqua, la tartaruga è riuscita ad arrivare sul bordo della strada.

“La Chelydra serpentina è un animale che va maneggiato con grande attenzione per il pericolo rappresentato dal suo morso e dalla capacità di allungare il collo molto rapidamente. Se non la si conosce la possibilità di riportare serie ferite è una quasi certezza” ha dichiarato Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano “perché con un morso potrebbe tranciare un dito. Purtroppo non è raro che avvengano questi recuperi, di pochi giorni fa infatti il ritrovamento di un altro esemplare alle porte di Torino mentre l’anno scorso ne era stato recuperato uno nel laghetto della Villa Reale di Via Palestro a Milano. Gli animali che vengono recuperati sono tutti il frutto di sconsiderati abbandoni messi in atto da persone che non riescono più a accudirli oppure che temono le sanzioni penali per l’illecita detenzione. Ora spetterà al Corpo Forestale occuparsi della sua collocazione in un centro idoneo a garantire il suo benessere.”


ENPA Milano chiede maggiore attenzione da Forze di Polizia contro maltrattamento animali

Il presidente dell’ENPA di Milano Ermanno Giudici ha inviato al Prefetto, al Questore e al Comandante dei Carabinieri della Provincia di Milano, una nota nella quale chiede al Prefetto di Milano di diramare una circolare a tutti i Comandi della Polizia Locale, dei Carabinieri e della Polizia di Stato che evidenzi la loro centralità nell’attuazione delle normative poste a tutela degli animali, in riferimento alla applicazione della legge 189/2004 che ne sanziona il maltrattamento qualificandolo come un delitto.

L’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti dei diritti degli animali è in costante crescita e, di conseguenza, anche le richieste dei cittadini che pervengono alle varie Forze di Polizia sono in aumento, anche se non sempre sono ben informate sui loro doveri nei confronti del delitto di maltrattamento di animali. Peraltro è oramai quasi certo che ci sarà il deprecato scioglimento del Corpo Forestale dello Stato e delle Polizie Provinciali, che rappresentavano i principali organi delegati alla vigilanza sul benessere animale, in virtù del decreto attuativo della legge 189/2004, decisione che inevitabilmente porterà a una riduzione delle forze in campo, prioritariamente indicate dallo Stato per la repressione del maltrattamento degli animali; questa attività dovrà quindi trovare gli altri interlocutori maggiormente attenti, in particolar modo per quanto concerne le Polizie Locali.

Il Prefetto detiene, anche relativamente ai crimini contro gli animali, compiti di indirizzo e di coordinamento di tutte le Forze dell’Ordine, come previsto dal D.M. del Ministero dell’Interno del 23/03/2007 ed è per questo che ENPA ne richiede un intervento.

Purtroppo pensare di smantellare il Corpo Forestale e le varie Polizie Provinciali, senza prevedere la creazione di un corpo di Polizia Ambientale dedicato a presidiare il settore delle ecomafie e delle zoomafie, per arrivare al maltrattamento di animali compiuto da singoli soggetti, non è stata un’idea né condivisibile, né lungimirante, che porterà a gravissime ripercussioni se l’esecutivo non correggerà questa decisione che sottrae forze in un settore molto specifico.

“Spesso, anche se non così frequentemente, veniamo a conoscenza del fatto che qualche comando di Polizia Locale, ad esempio, non si attivi correttamente rispetto a questa problematica e manca uniformità sul territorio provinciale, come invece sarebbe auspicabile nella repressione dei reati a danno di animali” spiega il presidente di ENPA Milano Ermanno Giudici “Questo fatto purtroppo non assicura una puntuale applicazione della normativa ed i cittadini lamentano che alcuni comandi degli organi di polizia rifiutino la presentazione di denunce per il reato di maltrattamento agli animali: per questi motivi abbiamo ritenuto opportuno richiedere l’intervento del Prefetto e l’attenzione del Questore e del Comandante provinciale dei Carabinieri, che siamo certi raccoglieranno il nostro invito per un maggiore stimolo delle forze in campo.

Con questa nota abbiamo rinnovato la nostra disponibilità a organizzare momenti formativi specifici sul tema del maltrattamento degli animali, su ambiti applicativi e su modalità operative di accertamento dello stesso, come già accaduto negli anni passati, ringraziando nel contempo le forze di polizia per quanto messo in atto per contrastare il maltrattamento di animali”.


Contro la disgregazione di Polizia Provinciale e Corpo Forestale

La distruzione della professionalità delle Polizie Provinciali e del Corpo Forestale porteranno alla dispersione di professionalità importanti per la lotta contro i crimini ambientali e quelli a danno di fauna e animali d’affezione. Questi corpi meritavano di essere riqualificati, riformati, sottratti al soffocante controllo politico, e messi in grado di effettuare un reale contrasto alla criminalità.
Quello che sgomenta è che il Governo parli di scioglimento, ma sembra che nessuno riesca a pensare a un destino razionale per questi uomini, per questo patrimonio di conoscenze, come se la lotta per la tutela di ambiente e animali fosse un argomento di secondaria importanza. Non esiste, ad oggi, un piano intelligente di razionalizzazione, soltanto un’idea di soppressione e distruzione.
Vi invitiamo a partecipare al presidio del 14 luglio davanti a Palazzo Lombardia.


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