Cigno con ala lussata sul Ticino, soccorso da ENPA Milano e VVFF

Cigno con ala lussata sul Ticino, soccorso da ENPA Milano e VVFF

Era da martedì sera che questo cigno ferito faceva preoccupare gli abitanti di Turbigo. Avvistato su una spiaggia del fiume Ticino nella cittadina alle porte della provincia, una donna ci aveva contattato per segnalarci la situazione di pericolo, ma pochi minuti dopo ci aveva già richiamato per informarci che il cigno era sparito senza lasciare tracce. Ieri pomeriggio la donna è riuscita ad avvistare nuovamente il cigno nella stessa zona e ha richiesto immediatamente il nostro intervento.

Gli operatori di ENPA Milano sono accorsi per soccorrere il cigno con il supporto del nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Non è stato facile trovare subito il cigno, che si era nuovamente nascosto tra la fitta boscaglia al margine del fiume. Una volta avvistato, la cattura da parte dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco è stata invece semplice perché il cigno, seppur sulla difensiva, era ormai indebolito dalle ferite.

L’operatrice di ENPA Milano ha constatato una leggera escoriazione alla nuca e, soprattutto, una probabile frattura all’ala sinistra. Quello che possiamo ipotizzare, quindi, è che il cigno sia rimasto ferito in una colluttazione con un altro esemplare, ipotesi plausibile vista la territorialità di questi animali.

Come da prassi, il cigno è stato subito trasportato al Centro Recupero Animali Selvatici di Vanzago, dove gli operatori del WWF hanno fatto le prime visite. La ferita alla testa è superficiale e l’ala, fortunatamente, non è rotta ma solamente lussata: il cigno rimarrà in cura al Centro e sarà liberato una volta rimesso in salute.


Il 17 maggio la sentenza per maltrattamento di animali del Circo Martini

“Una bella operazione fatta dalle nostre Guardie Zoofile con la Polizia Provinciale di Monza, una vicenda giudiziaria che va avanti oramai da quattro anni e che vede i due circensi imputati per maltrattamento di animali. Il 17 maggio ci sarà la sentenza e contiamo sul fatto che gli animali possano tutti avere un migliore futuro”, commenta Ermanno Giudici, Presidente di ENPA Milano, sull’iter giudiziario relativo ai maltrattamenti di animali del Circo Martini che, finalmente, sta per vedere la luce.

Nel 2012 le Guardie Zoofile di ENPA Milano, insieme alla Polizia Provinciale di Monza e Brianza, hanno dovuto sequestrare al Circo Martini due istrici, un avvoltoio testa gialla, una poiana di Harris, un coccodrillo del Nilo, un alligatore e un caimano per maltrattamento. Il sequestro a causa di un’ispezione che fece emergere una serie di violazioni alle normative in materia di tutela degli animali, portando alla denuncia il responsabile del circo. Gli animali, a causa dell’assenza in Italia di un centro in grado di ospitarli, dovettero rimanere in custodia di Mirkovic, ma in questo frangente l’avvoltoio vide la morte per denutrizione cronica. Recentemente gli istrici e la poiana sono stati trasferiti in un CRAS, mentre i rettili sono ancora in custodia del circense.

La pubblica accusa ha chiesto la condanna di Mirkovic a 4 mesi di reclusione, mentre l’Enpa onlus, che si è costituita parte civile al processo, ha chiesto un risarcimento di 15 mila euro e la confisca degli animali che erano in condizioni “di alterazione fisica e psicofisica talmente gravi per le inadeguate modalità di custodia da provocare anche il decesso di uno di loro”. La difesa dell’imputato ha invece negato le accuse, chiedendo l’assoluzione con restituzione degli animali, sostenendo che nel frattempo i luoghi dove erano custoditi sono stati allargati ed abbelliti. La sentenza del giudice il 17 maggio.

Il caimano maltrattato. A processo il custode del circo“, Il Giorno, 13 aprile 2016

 


14 anatroccoli, di cui 3 in ipotermia, soccorsi da ENPA Milano

Ieri pomeriggio i nostri operatori sono stati contattati per una situazione di emergenza in Via Achille Papa: 14 anatroccoli erano rimasti bloccati all’interno di un tombino, in una sorta di vasca di ricircolo di una piscinetta condominiale. Nei dintorni della piscinetta era stata trovata anche la mamma, che teneva d’occhio i piccoli tenendosi a distanza dai segnalanti.

Quando una nostra operatrice è intervenuta nel giardino condominiale per il salvataggio, si è accorta subito della gravità della situazione: tre dei piccoli si erano bagnati con l’acqua della vasca che era particolarmente fredda: due non erano a rischio ma uno, in particolare, era già in fase di raffreddamento. È bene dire che anatroccoli così piccoli non hanno ancora un piumaggio impermeabile e basta il contatto con dell’acqua particolarmente fredda da portarli a un’ipotermia che può rivelarsi letale.

La nostra operatrice, valutando la situazione, ha dovuto agire con urgenza soccorrendo velocemente tutti i piccoli per portarli presso la nostra Clinica, senza quindi perdere tempo a cercare di recuperare la mamma, spaventata e sfuggente.

Una volta in sede, gli anatroccoli in salute sono stati messi sotto lampada scaldante, i tre in pericolo sono stati messi in reparto con tappetino termico e sotto osservazione, infine sono stati tutti trattati con miele. Fortunatamente le cure dei nostri operatori e dei nostri veterinari hanno avuto ottimi risultati: i tre anatroccoli più gravi si sono ripresi e sono fuori pericolo e, insieme agli altri fratelli, sono stati trasferiti questa mattina al CRAS di Vanzago.


Trovati coniglietti selvatici appena nati, dovranno essere svezzati

Cinque coniglietti selvatici appena nati sono stati trovati ieri sera nel giardino di un condominio in zona Bisceglie, in Via Luigi Mengoni: uno di essi, purtroppo, non ce l’ha fatta. Alcuni abitanti del condominio, ieri sera, hanno notato una tana scavata nel terreno, di fronte alla quale era adagiato il corpicino del piccolino: hanno riconosciuto in quella forma un coniglietto deceduto ma, cercando con delicatezza all’interno della tana, hanno trovato altri quattro piccoli sani e salvi. Prendendo la decisione più corretta, i condomini si sono subito allontanati tenendo d’occhio la tana per verificare che la mamma si facesse vedere. Purtroppo, però, questa mattina ancora non c’erano tracce della madre. Per questa ragione un condomino ha raccolto i piccoli, li ha messi in una scatola e li ha portati presso la nostra sede.

I nostri veterinari hanno trovato i quattro coniglietti in salute ma comprensibilmente stressati. Avendo solo pochi giorni di vita, dovranno essere svezzati prima di essere reimmessi in natura: i nostri volontari esperti si occuperanno di loro fino a quando saranno autonomi e, in un secondo momento, saranno affidati al CRAS di Vanzago per proseguire il recupero.

I soccorritori di questi conigli di pochissimi giorni di vita hanno fortunatamente preso le scelte migliori per la salute dei piccoli, toccandoli il meno possibile, aspettando che si facesse vedere la mamma e affidandosi a un’associazione competente, senza improvvisare. Ci rendiamo conto, in ogni caso, che non sia sempre facile capire quando intervenire.

Prima di soccorrere un animale selvatico è bene quindi accertarsi che sia effettivamente in difficoltà, osservandolo per lungo tempo a distanza. L’animale potrebbe essere in pericolo se:

  • sembra ferito o malato (sanguinante, si muove in modo irregolare, appare debole o tremante);
  • è un esemplare giovane, apparentemente abbandonato o in un luogo pericoloso: consigliamo di visitare la nostra sezione relativa al soccorso di piccoli di specie selvatica, in quanto molti uccelli, per esempio, imparando a volare danno l’impressione di essere caduti dal nido e trovarsi in difficoltà, ma sono in realtà sorvegliati a distanza dai genitori;
  • si trova in un luogo che lo espone a dei pericoli (in mezzo alla strada, su un marciapiede, in un cortile in una posizione non riparata…).

In ogni caso, prima di prendere qualsiasi decisione, consigliamo sempre di chiedere informazioni alle associazioni preposte.

In questo sito ENPA Milano ha messo a disposizione alcune utili informazioni per imparare a capire quando è meglio intervenire per soccorrere un animale selvatico.


Coniglietto selvatico in Viale Jenner soccorso da ENPA Milano

Questo coniglietto, che non avrà più di due mesi di vita, è stato avvistato sabato pomeriggio nei pressi di Viale Jenner: alcuni passanti l’hanno visto correre terrorizzato tra le macchine parcheggiate.

I nostri operatori, giunti immediatamente sul posto, si sono trovati di fronte a una situazione veramente difficile da gestire: il coniglietto saltava tra le auto, si nascondeva in un vano motore, ne usciva con agilità, correva a slalom tra gli ostacoli e saltava in un’altra auto. Ci è voluta più di un’ora per riuscire ad accerchiarlo: quando ha trovato rifugio tra le fessure di un cerchione, una nostra operatrice è riuscita a prenderlo delicatamente con l’aiuto di un panno – fondamentale per tenere il coniglietto al buio e spaventarlo il meno possibile.

Non è stato facile identificare la specie di un esemplare così giovane, vista la somiglianza con il coniglio domestico, ma dopo un’attenta analisi i nostri veterinari non hanno avuto dubbi: si tratta di un coniglio selvatico.

Il piccolo è già svezzato e in buona salute, pertanto a giorni sarà consegnato al CRAS di Vanzago per terminare il recupero ed essere rimesso in libertà.


Cucciolo di coniglio selvatico nella colla per topi, salvato da ENPA Milano

Un cucciolo di coniglio selvatico è stato appena soccorso dopo essere rimasto invischiato in una trappola con colla per topi.

Questo cucciolo è stato trovato oggi pomeriggio nell’area dei box di un condominio in zona Porta Genova. Un uomo, nei giorni scorsi, aveva presunto ci fossero dei topi nei box del suo condominio, probabilmente dopo aver trovato le feci dell’animale. Conseguentemente ha preparato una trappola a colla per topi nella quale, però, è rimasto invischiato il cucciolo di coniglio. Trovato oggi pomeriggio, l’uomo è riuscito a liberarlo e a portarlo immediatamente presso la nostra sede. I nostri veterinari hanno eliminato buona parte della colla massaggiandolo con della cenere. Il cucciolo è molto stressato e spaventato, ma fortunatamente la salute sembra essere buona. Domani mattina sarà consegnato al Centro Recupero Animali Selvatici di Vanzago per proseguire il recupero.

Un anno fa è capitato il medesimo incidente a un gufo che, per essere liberato, purtroppo, ha dovuto subire il taglio di alcune penne.

ENPA ribadisce la sua contrarietà alla commercializzazione di colla per topi. Le trappole a colla sono un pericolo per la fauna selvatica ovunque, anche in piena città, e causano agli animali catturati una morte lenta e dolorosa: un modo assolutamente crudele — e non selettivo — di uccidere i topi, animali in grado di provare dolore ed emozioni esattamente come questo cucciolo di coniglio. Raccomandiamo alle persone di non utilizzare queste trappole.


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Gabbiano nella rimessa dei treni, il soccorso di ENPA Milano

Un gabbiano è stato trovato ieri sera, debole e frastornato, all’interno della rimessa dei treni vicino a Milano Certosa: il primo soccorritore, non potendo chiedere un intervento immediato, si è preoccupato di tenere il volatile al caldo per tutta la notte.

Questa mattina una nostra operatrice è andata a recuperare il gabbiano e lo ha portato il sede per una visita veterinaria. Dopo aver effettuato gli esami necessari, i nostri veterinari hanno appurato che l’animale non ha subito traumi né lesioni interne e non è in pericolo di vita.

Nel primo pomeriggio è stato trasferito al Centro di Recupero Animali Selvatici di Vanzago, gestito dal WWF, dove potrà ricevere le giuste cure per tornare in salute ed essere rimesso in libertà.


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Tutela animali, la difficoltà di sostentamento di ENPA e altre associazioni

Non soltanto l’oasi di Vanzago, con la quale collaboriamo da sempre, è a rischio di estinzione ma anche l’operatività di ENPA Milano rischia di essere seriamente compromessa da una crisi senza fine, accompagnata da una cronica mancanza di contributi da parte delle amministrazioni pubbliche.
La nostra sede da più di un decennio non riceve un Euro di contributo pubblico da Comune, Provincia e Regione, pur svolgendo un’attività importante che rappresenta un punto di riferimento per la cittadinanza del territorio. Questo fatto, che reputo davvero vergognoso, rischia di far scomparire o ridimensionare molto i servizi offerti agli animali, sia che siano effettuati da ENPA Milano o da altre realtà come il WWF.
Se non fosse per le offerte, i contributi, le attività della clinica veterinaria e i lasciti testamentari la nostra sede avrebbe già dovuto chiudere i battenti: la nostra sopravvivenza è legata alla generosità di chi ci sostiene, senza alcun riconoscimento degli enti pubblici.
Chi vuole aiutare chi opera concretamente per gli animali sostenga le associazioni che hanno un’attività concreta, che dimostrano di essere operative. Senza il sostegno dei cittadini rischiano di chiudere i battenti e con loro anche tanta parte di assistenza agli animali feriti, maltrattati, in pericolo.
Per aiuti: donazioni.enpamilano.org
Ermanno Giudici
Presidente


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Trasferiti in un CRAS gli animali sequestrati da ENPA Milano al circo Pantera Rosa

Alcuni degli animali sequestrati dalle Guardie Zoofile di  ENPA Milano in collaborazione con la Polizia Provinciale di Monza e Brianza a distanza di più di tre anni dalla data del primo controllo avvenuto presso il Circo Pantera Rosa di Aldo Martini effettuato nel 2012, hanno finalmente potuto trovare accoglienza presso il Centro Fauna Selvatica di Modena “Il Pettirosso”.

Grazie infatti a una azione congiunta con la Polizia Provinciale su disposizione del Giudice del Tribunale di Monza, questa mattina 2 istrici e una poiana di Harrys sono stati finalmente trasferiti dal circo Nando Orfei, dove erano attualmente detenuti, che si trova attendato allo Scalo Romana di Milano, al CRAS modenese, dove finalmente saranno detenuti in maniera più consona alle loro specifiche necessità etologiche. Gli animali sono infatti di proprietà di una mostra faunistica che attualmente lavora con il Circo Orfei.

Già a settembre dello scorso anno si era potuto procedere al trasferimento di un leone e di una tigre, custoditi presso il Circo Martini e detenuti in uno dei carrozzoni del circo ad un “Centro di detenzione e recupero di animali pericolosi” della Toscana.

Il processo a carico di Radojca Mirkovich, il circense accusato di maltrattamento di animali proprietario degli animali trasferiti questa mattina, è ancora in corso presso il Tribunale di Monza, dove ENPA e LAV sono costituite parte civile.

Nel corso di varie verifiche compiute dalle Guardie Zoofile di ENPA Milano e dalla Polizia Provinciale di Monza e Brianza furono riscontrate infatti condizione di detenzione degli animali che configuravano il reato di maltrattamento: per questa ragione furono posti sotto sequestro il leone, la tigre, la poiana, un avvoltoio, poi deceduto, due istrici oltre a un coccodrillo del Nilo, un caimano, un alligatore. Contro quel sequestro gli odierni imputati avevano ricorso più volte al Tribunale del Riesame e in Cassazione ma senza riuscire ad ottenere l’annullamento del provvedimento.

“Nonostante il tempo intercorso dalla data del sequestro al trasferimento degli animali possa sembrare eccessivo” ha dichiarato Ermanno Giudici Capo Nucleo delle Guardie Zoofile di ENPA Milano “bisogna precisare che non è mai semplice trovare una collocazione per questi animali in centri autorizzati e disponibili ad accoglierli. Le strutture idonee dotate delle necessarie autorizzazioni in Italia sono pochissime e per questo motivo anche con poca disponibilità rispetto alle effettive necessità e richieste. ENPA Milano ringrazia per questo anche LAV che ha ottenuto il trasferimento dei felini ed ha collaborato perché si riuscisse a predisporre il trasferimento dei due istrici e della poiana presso il CRAS “Il Pettirosso” di Modena.”

 


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Cigno con amo infilzato nel becco, salvato da ENPA Milano

Questa mattina, presso la Cava Cabassi di Milano, gli operatori di ENPA Milano, in collaborazione con il Nucleo Sommozzatori della Polizia Locale di Milano, sono intervenuti per catturare un cigno in difficoltà a causa di un amo da pesca che gli si era infilzato nel becco.

Già ieri alcuni passanti avevano chiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco per catturare l’animale, ma nonostante il loro immediato intervento con l’ausilio di un gommone, il tentativo non era andato a buon fine.

Oggi, una volta sul posto, gli operatori di ENPA Milano hanno potuto contare sulla collaborazione della squadra di sommozzatori della Polizia Locale, già presenti sul posto per una dimostrazione programmata per gli studenti di una scolaresca. Una volta spiegata la situazione e terminato il loro intervento, si sono offerti di aiutare ENPA Milano nel recupero dell’animale, che iniziava a dare segni di stanchezza probabilmente dovuti all’amo da pesca che gli impediva di alimentarsi regolarmente.

Dopo essere stato “spinto” fuori dall’acqua dai sommozzatori, che sono riusciti a impedirgli successivamente di rientrare nello specchio d’acqua, l’animale è stato catturato con la collaborazione di alcune persone presenti sul posto che hanno chiuso le possibili vie di fuga.

Una volta trasferito presso la clinica veterinaria di ENPA Milano, i medici veterinari hanno immediatamente provveduto a rimuovere l’amo dal becco del malcapitato cigno, che successivamente è stato anche sottoposto ad esame radiografico per accertare che non avesse ingerito piombini da pesca. Secondo il racconto dei passanti, alcuni piombini sarebbero stati visti inizialmente collegati all’amo che aveva trafitto il becco del cigno, ma al momento della cattura non erano più presenti.

“Il fattore determinante per il successo di questi interventi di soccorso è la tempestività e la creazione delle giuste sinergie operative” ha dichiarato Ermanno Giudici, Presidente di ENPA Milano. “Il cigno sarà trasferito presso il Cras di Vanzago, dove troverà il posto più adatto per rimettersi in forze. Questa è la seconda volta che interveniamo per un caso simile sempre al Parco delle Cave, fortunatamente senza gravi conseguenze per i cigni. Ringraziamo come sempre Polizia Locale che anche in questa occasione ci ha supportati”.


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