Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano incontra Franco Michieli in occasione della presentazione del libro “Andare per silenzi”.

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Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano incontra Franco Michieli in occasione della presentazione del libro “Andare per silenzi”.

Sabato 17 novembre alle ore 17 presso il Museo di Scienze Naturali di Milano Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano incontra Franco Michieli, autore del libro “Andare per silenzi” – La meravigliosa avventura di un camminatore nelle terre senza confine – edito da Sperling & Kupfer.

 

IL PERMANERE NELLA NATURA ORIGINA CONSAPEVOLEZZE E RIVELAZIONI MOLTO PIU’ PROFONDE DELLE ASCENSIONI BREVI

Lunghe traversate da un capo all’altro della Norvegia, su isole popolate solo di nidiate di uccelli, in mezzo a paesaggi rocciosi e selvaggi, per giorni e settimane, senza compagni e senza mappe, nel silenzio più assoluto. Sembra un’immersione nel vuoto, invece è un’esperienza totalizzante: non sono gli altri a segnare la via, siamo noi a sceglierla a ogni passo. L’attenzione si acuisce, la presenza si fa costante: solo così il cammino è vero incontro con un ambiente partecipe. Le acque che scorrono tracciano il percorso, il vento e la pioggia dettano il passo, gli animali si allertano e seguono l’andare umano. Franco Michieli geografo e esploratore da quasi quarant’anni alterna avventura in solitaria, in coppia e in gruppo, su strade battute e in luoghi disabitati, affidandosi alle indicazioni della natura, certo che il varco si rivelerà da sé. In questo libro ripercorre alcuni dei suoi viaggi – dal whiteout del deserto lavico islandese alle ascensioni andine tra insediamenti di antica spiritualità – rimettendo in discussione l’idea di compagnia: siamo più soli nella folla cittadina, dove la miriade di stimoli si spegne in un bombardamento fragoroso, di quanto non lo siamo nell’isolamento dei boschi che per chi sa ascoltare si fa denso di voci. Qui lontano dai condizionamenti tecnologici riemerge la nostra connessione primordiale e istintiva con la natura e con i nostri simili: come può esserci solitudine tra tanta animata bellezza?

 

Franco Michieli , geografo, esploratore, scrittore, vive nelle Alpi ed è autore di una trentina di lunghe traversate a piedi di catene montuose e terre selvagge. Studioso delle relazioni tra esseri viventi e territori, ha imparato a muoversi su terreni sconosciuti interpretando la natura, senza utilizzare mappe e strumenti tecnologici, come gli animali migratori e gli umani antichi. Tra i suoi libri, si ricordino: Scrivere la natura(con Davide Sapienza, Zanichelli 2012) Huascaràn 1993 Verso l’alto. Verso l’altro. (Club Alpino Italiano 2013). La vocazione di perdersi e L’estasi della corsa selvaggia Ediciclo editore 2015 2017).  Per alcuni di questi libri ha ricevuto importanti riconoscimenti letterari.

 


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Sparviero e civetta salvi grazie a ENPA Milano

Questa mattina i dipendenti della biblioteca comunale di Novate Milanese hanno chiesto l’intervento dapprima della Polizia Locale e successivamente degli operatori di ENPA Milano per la presenza all’interno dei locali di lettura aperta al pubblico, di un rapace a terra incapace di riprendere il volo.

Una volta sul posto i soccorritori dall’associazione hanno potuto catturare con facilità lo sparviero, incapace di levarsi in volo forse a causa di una forte contusione provocata dall’urto contro una delle vetrate.

Subito trasferito presso la clinica veterinaria di ENPA Milano, i veterinari hanno potuto escludere con certezza quella che poteva sembrare inizialmente una paralisi degli arti, riscontrando una buona reattività dell’animale, uno sparviere femmina, adulto.

È di ieri sera invece il ritrovamento da parte di un cittadino di una civetta adulta riversa immobile sopra il tettuccio di un’automobile parcheggiata in via Ovada a Milano. Il rapace su indicazione dei volontari di ENPA è stato subito consegnato dal segnalante alla clinica dell’associazione in via Gassendi per ricevere le prime cure.

“Non sono pochi gli interventi di soccorso che effettuiamo ogni anno per salvare rapaci in difficoltà” ha dichiarato Ermanno Giudici Presidente ENPA Milano “Nella nostra città e nelle zone limitrofe sono presenti civette, sparvieri, falchi pellegrini, poiane e molti altri animali che non sono conosciuti dalla maggioranza dei milanesi, che si immaginano una città popolata solo da cornacchie e piccioni. Molto spesso la fauna è vittima di incidenti, spesso causati dalla presenza delle ampie superfici vetrate che traggono in inganno i volatili, causando impatti che provocano un grande numero di animali morti e di feriti. I due rapaci soccorsi tra ieri e oggi sembrano, fortunatamente, non aver subito grossi danni e verranno presto trasferiti al CRAS di Vanzago”.


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ENPA Milano organizza corso di formazione rivolto a polizia, veterinari e giornalisti

Locandina-corso

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Il 28 e 29 aprile 2016 si terrà il corso organizzato da ENPA Milano e rivolto alle Forze di Polizia, ai veterinari e ai giornalisti dal titolo “Bocconi ed esche avvelenate come pericolo per la società – Seminario teorico pratico sulle attività di polizia giudiziaria e veterinarie per il contrasto del fenomeno criminale”.

Data l’importanza degli argomenti trattati il seminario sta già riscuotendo un buon successo di adesioni e ha ottenuto il Patrocinio del Comune di Milano oltre all’accreditamento dell’Ordine dei Giornalisti della Regione Lombardia.

Il corso prevede una prima giornata dedicata agli aspetti giuridici, ai casi e alle tecniche di indagine e si terrà presso la sede della Scuola di Polizia Locale di Milano in via Boeri 7. La partecipazione dei giornalisti a questa parte del percorso formativo, consentirà loro di avere 4 crediti.

La seconda giornata avrà invece un taglio più pratico con simulazioni di repertamento direttamente “sul campo” e si svolgerà presso la sede del Canile Civico del Comune di Milano, in Via Aquila 81.

I relatori di questo seminario teorico pratico saranno: Ermanno Giudici, Presidente e Capo Nucleo Guardie Zoofile di ENPA Milano; Rosario Fico, Responsabile del Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria presso Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana; Alessandro Quercioli, già Comandante del Corpo di Polizia Provinciale di Firenze e attuale Capo Nucleo Guardie Zoofile di ENPA Firenze; Liliana Mauri, Ufficiale di Polizia Locale di Milano, Responsabile Unità Tutela Ambiente e GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) Ecologia e Tutela Animali; Irene Franco, medico veterinario, Direttore della Clinica Veterinaria di ENPA Milano; Paola D’Amico, moderatore, giornalista del Corriere della Sera.

“Il corso si pone l’obiettivo di dare tutte le possibili informazioni a chi opera sul territorio per contrastare un fenomeno tanto pericoloso quanto vile come lo spargimento di bocconi avvelenati”, ha dichiarato il presidente di ENPA Milano Ermanno Giudici, “creando consapevolezza e trasmettendo conoscenze grazie al prezioso supporto del Centro di Referenza Nazionale di Medicina Veterinaria Forense, diretto dal dottor Rosario Fico”.


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Guerra ai botti, ora serve un’ordinanza anticaccia

Domenica un cacciatore ha ferito a morte un germano reale che è caduto nel canile

Dal “Corriere della Sera” di martedì 2 febbraio, La città degli animali, p. 10

 

In tutte le zone agricole di Milano, se non ci sono vincoli si può cacciare. È infatti consentita nei terreni privati senza il consenso del proprietario, tranne che in oasi, riserve, parchi pubblici.

La scorsa domenica coincideva anche con essere l’ultimo giorno di caccia, costato la vita a un germano reale caduto ferito all’interno del perimetro del canile comunale di Milano, in via Aquila, gettando nello scompiglio gli operatori presenti, già allarmati dal fatto che la caduta dell’anatra fosse stata preceduta da diverse scariche di fucileria. Dopo aver inutilmente soccorso il germano ferito, hanno pensato a un episodio di bracconaggio, a qualche sconsiderato che cacciava in città proprio a due passi dal parco Forlanini e da un centro sportivo, sicuramente in modo illegale. Per questo hanno deciso di chiamare le autorità, senza sapere che, purtroppo, anche se può sembrare stupefacente, la caccia è consentita all’interno della città di Milano, purché si rispettino le distanze da abitazioni, luoghi di lavoro, strade e non ci si trovi in parchi e giardini. Così un ignoto cacciatore domenica mattina ha imbracciato il suo fucile in una piccolissima area agricola, costretta fra la via Corelli e la tangenziale, decidendo di tirare le ultime fucilate della stagione, probabilmente senza rendersi conto dell’assurdità di praticare, seppur lecitamente, l’attività venatoria dentro i confini della città. Né ha pensato di essere ridicolo, almeno quanto lo sono quelle persone che girano per la città su enormi fuoristrada, vestiti da Indiana Jones. È evidente che qualcosa non funziona in una legge sulla caccia che consenta di tirare fucilate a destra e a manca in aree cittadine, con tutti i pericoli del caso, e questo rafforza la convinzione sul rapporto, malato, che esiste fra cacciatori e politica, con uno strapotere dei primi sulla seconda. Un potere così forte da arrivare a permettere che sia lecito andare a caccia dentro i confini di una città, sotto i ponti della tangenziale, con una serie di rischi davvero rilevanti per l’incolumità dei cittadini.

5o i metri di distanza da una strada da tenere per sparare; per le case la distanza deve essere di 150 metri. La legge nazionale di riferimento sulla caccia è la 157/92.

Cosa avrebbe potuto accadere se l’anatra, anziché andare a morire dentro il canile comunale, si fosse schiantata sul parabrezza di un’auto o peggio avesse colpito un motociclista, per il divertimento di una persona autorizzata a sparare in piena Milano. Gli animali hanno capito da tempo che le città sono luoghi più sicuri delle campagne, specie durante la stagione di caccia: per questo può accadere, per paradosso, che ci sia una densità maggiore di fauna proprio in città rispetto alle zone agricole e forestali e che qualcuno possa pensare di andare a caccia in un fazzoletto di terra cittadino, smentendo come spesso accade la teoria che rappresenta i cacciatori come custodi del territorio e dell’ambiente.

Senza possibilità di intervento del Comune, la competenza sulla caccia è regionale, salvo il potere di emettere un’ordinanza per garantire l’incolumità dei cittadini. Per quest’anno i fucili vanno appesi al chiodo, naturalmente solo fino al prossimo anno, speriamo con norme molto più responsabili.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano


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Darsena a secco per lavori, fauna in pericolo: l’inutilità delle asciutte

“Il Consorzio Villoresi da martedì ha iniziato a chiudere i rubinetti che portano acqua dal Ticino al Naviglio Grande. Ufficialmente l’asciutta primaverile dei Navigli (e della Martesana) è stata anticipata di tre settimane per compensare una mancata secca nell’anno di Expo e per lavori sugli alvei e sulle sponde. Sarà più lunga, così come accadrà per quella del prossimo autunno, per consentire opere, per oltre 12 milioni di euro, che attingono alla coda dei fondi di Expo.”

Di questo ci ha informato il Corriere della Sera il 13 gennaio.

Con il blocco dell’immissione di acqua dal Ticino nel Naviglio Grande per consentire alcuni lavori strutturali, il livello della Darsena è calato drasticamente, mettendo seriamente in pericolo la fauna ittica presente al suo interno. Il Consorzio Villoresi ha previsto un piano di recupero degli animali messo in atto lo scorso lunedì e terminato oggi. Utilizzando delle grosse reti da pesca, spiega il Corriere, sono stati raccolti 22 quintali di pesci che verranno liberati nel sud della provincia.
A questo proposito però è stato molto chiaro il commento del Presidente di ENPA Milano Ermanno Giudici: “Ogni anno l’asciutta ripropone il problema della moria dei piccoli pesci per mancanza d’acqua. I pesci, quando l’acqua si abbassa, nuotano sempre controcorrente restando imprigionati e vengono lasciati al loro destino, mentre basterebbe assicurare la costante presenza di 25 centimetri di acqua per garantire la loro vita, come indicato in uno studio commissionato dall’ex amministrazione provinciale. Un’indecenza che avviene ogni anno, visto che vengono recuperati solo i pesci più grandi e di pregio“.

Non è la prima volta che ENPA Milano si interessa a questo tipo di problema. Nell’aprile 2015 i nostri operatori, dopo il mancato intervento delle autorità competenti sotto il sollecito di cittadini e associazioni, sono stati costretti a intervenire nella zona umida del Parco delle Cave insieme ai Vigili del Fuoco, per cercare di far salire il livello dell’acqua con delle pompe idrovore. Nello stesso periodo si è cercato di porre l’attenzione sulle asciutte dei navigli, inutili quanto dannose per l’intera biodiversità della città.

L’intervento del 14 aprile 2015 al Parco delle Cave

ENPA Milano, in questa occasione, non ha mancato di esporre il problema al Consorzio Villoresi e al Comune di Milano affinché si organizzassero dei tavoli di confronto dove la componente tecnica di gestione si potesse confrontare con chi si occupa quotidianamente della tutela della fauna, senza però ricevere alcun riscontro.

Nel frattempo le asciutte dei Navigli continuano, senza lasciare acqua a sufficienza sul letto dei canali che possa risolvere l’annoso problema della moria dei pesci. Davvero un brutto modo di gestire un problema, che non tiene conto del rispetto per gli animali e per i sentimenti delle persone.


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ENPA Milano: 365 giorni di impegno per salvare animali e difendere i loro diritti

Fiorrancino, porciglione, toporagno, tamarino testa di cotone, coronella austriaca, calotes versicolor: sono soltanto alcuni dei nomi più bizzarri e sconosciuti normalmente al pubblico che rappresentano soltanto una piccolissima parte dell’elenco di specie che anche nel 2015 sono andate a comporre la lunga lista di animali salvati da ENPA Milano!

Per l’esattezza, sono transitati dalla sede milanese di Via Gassendi dell’associazione ben 2407 animali, specie alloctone e autoctone ovviamente, che grazie all’impegno dei volontari e dei veterinari dell’associazione sono state recuperate tra le strade e le piazze di Milano e provincia, curati perché in difficoltà o magari fuggiti dalle loro gabbie in cerca di un po’ di libertà o ancor peggio abbandonati.

Casi che puntualmente si ripetono giorno dopo giorno, dai gattini incidentati al cane smarrito passando per pitoni reali, falchi entrati in un capannone o la scimmia che gira per i cortili della zona Molise: animali di ogni tipo che fortunatamente, molto più che in passato, attirano l’attenzione dei passanti apparentemente distratti ma sempre più sensibili nei confronti degli animali in pericolo, sofferenti o in difficoltà e che per questo consultano e chiedono l’intervento di ENPA Milano. Sono stati ben 1601 gli animali consegnati nel 2015 direttamente presso la sede dell’Ente dai cittadini a dimostrazione di questo interesse ma anche del fatto che ENPA Milano è un punto di riferimento per tantissimi.

Il caso più noto a novembre, quando un cittadino si è tuffato nelle acque gelide del naviglio per soccorrere una volpe che altrimenti senza il suo aiuto avrebbe rischiato di annegare. Sono ancora vive le immagini della mamma di Davide, questo il nome del ragazzo che è riuscito a catturare la volpe, che in casa propria, tenta di asciugare con alcune coperte l’animale che tiene tra le braccia, bagnato e infreddolito.

E sicuramente sarà difficile anche dimenticare il caso della scimmia, un tamarino testa di cotone, rubata in uno zoo e successivamente abbandonata o fuggita: si era arrampicata su un pino delle case popolari di Viale Molise a Milano, dove è stato catturato dai vigili del fuoco in collaborazione con le Guardie Zoofile di ENPA Milano.

Molte corse in ambulanza per tanti salvataggi: per l’esattezza 571 interventi che hanno consentito tra i tanti animali, di salvare anche 38 anatre, 7 gabbiani, 250 gatti, 34 cani, 29 pappagalli di varie specie, 38 pipistrelli, 273 rondoni e tanti altri ancora, a corredo di un anno che ha visto ancora una volta ENPA Milano in realtà impegnata su più fronti.

Oltre alla propria attività istituzionale di soccorso agli animali sul territorio, l’associazione ha voluto investire gran parte delle proprie risorse per promuovere ancora una volta il tema della difesa dei diritti dei più deboli, delle categorie più fragili, organizzando con il patrocinio dell’ordine dei Medici Veterinari e dell’Ordine degli Avvocati di Milano, un convegno dal titolo: “I crimini contro i fragili: la tutela di bambini, anziani e animali”. Il secondo appuntamento in due anni, a testimonianza di quanto stia a cuore questo particolare tema alla sede provinciale di Milano dell’ENPA.

Non solo: sono state promosse azioni di sensibilizzazione a tutela della gestione del verde cittadino, come accaduto per l’area La Goccia, che comprende la zona degli ex gasometri in Bovisa, dove ENPA si è attivata per far sì che diventi un arricchimento naturalistico per la città e non venga deturpata da inutili colate di cemento. La stessa attenzione di cui necessitano le grandi estensioni verdi ancora presenti a Milano, come Piazza d’Armi, dietro la Caserma Perrucchetti e gli scali ferroviari, come lo scalo Farini, affinché si riescano ad agevolare gli insediamenti della fauna in città creando oasi di rifugio per gli animali e di svago per i cittadini. A testimonianza di una situazione naturale in costante evoluzione basta pensare che sono stati effettuati salvataggi di anatre o germani che avevano scelto di nidificare sulle terrazze degli appartamenti, anche al nono piano di palazzi situati in posizioni centrali della città. L’assenza di posti idonei e la protezione che la città fornisce dai predatori fanno sì che tutte le superfici siano utilizzate, con il rischio conseguente di una prematura morte dei piccoli, non potendo gettarsi da tali altezze, peraltro in vie trafficate.

“Ancora un anno ricco di impegni e lavoro” ha dichiarato Ermanno Giudici, Presidente di ENPA Milano “Un lavoro che riserva grandi soddisfazioni nonostante il notevole investimento di cui la sezione continua giorno dopo giorno a farsi carico. Infatti, ad esempio, consapevoli delle enormi difficoltà che in questo periodo gravano anche su chi possiede un animale, abbiamo voluto essere anche al fianco delle persone indigenti contribuendo a sostenere le spese veterinarie necessarie per la cura del loro animale. Un segnale ancora una volta forte dell’attenzione che la nostra associazione riserva ai problemi sociali, consapevoli che l’affetto di un animale in casa è un sostegno psicologico fondamentale soprattutto per chi vive da solo.

Questi sono soltanto alcuni degli impegni di cui la nostra associazione si è fatta carico nel 2015 e che, nonostante le difficoltà del periodo, conta di poter confermare per il 2016. Interventi di soccorso sugli animali, educazione al rispetto, attività di controllo e vigilanza su presunto maltrattamento, campagne di sensibilizzazione, attenzione verso il sociale: con l’aiuto di quanti credono e sostengono il nostro operato e che ringraziamo di cuore. Purtroppo non siamo in grado di assicurare la stessa attività per quest’anno, stremati dalla crisi economica che ha tagliato le donazioni e dall’assenza di contributi pubblici. ENPA Milano soccorre, cura e affida gli animali solo grazie ai mezzi propri e quest’anno la difficoltà economica è diventata davvero troppa e senza aiuti pubblici rischia di diventare davvero insostenibile”.


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Trasferiti in un CRAS gli animali sequestrati da ENPA Milano al circo Pantera Rosa

Alcuni degli animali sequestrati dalle Guardie Zoofile di  ENPA Milano in collaborazione con la Polizia Provinciale di Monza e Brianza a distanza di più di tre anni dalla data del primo controllo avvenuto presso il Circo Pantera Rosa di Aldo Martini effettuato nel 2012, hanno finalmente potuto trovare accoglienza presso il Centro Fauna Selvatica di Modena “Il Pettirosso”.

Grazie infatti a una azione congiunta con la Polizia Provinciale su disposizione del Giudice del Tribunale di Monza, questa mattina 2 istrici e una poiana di Harrys sono stati finalmente trasferiti dal circo Nando Orfei, dove erano attualmente detenuti, che si trova attendato allo Scalo Romana di Milano, al CRAS modenese, dove finalmente saranno detenuti in maniera più consona alle loro specifiche necessità etologiche. Gli animali sono infatti di proprietà di una mostra faunistica che attualmente lavora con il Circo Orfei.

Già a settembre dello scorso anno si era potuto procedere al trasferimento di un leone e di una tigre, custoditi presso il Circo Martini e detenuti in uno dei carrozzoni del circo ad un “Centro di detenzione e recupero di animali pericolosi” della Toscana.

Il processo a carico di Radojca Mirkovich, il circense accusato di maltrattamento di animali proprietario degli animali trasferiti questa mattina, è ancora in corso presso il Tribunale di Monza, dove ENPA e LAV sono costituite parte civile.

Nel corso di varie verifiche compiute dalle Guardie Zoofile di ENPA Milano e dalla Polizia Provinciale di Monza e Brianza furono riscontrate infatti condizione di detenzione degli animali che configuravano il reato di maltrattamento: per questa ragione furono posti sotto sequestro il leone, la tigre, la poiana, un avvoltoio, poi deceduto, due istrici oltre a un coccodrillo del Nilo, un caimano, un alligatore. Contro quel sequestro gli odierni imputati avevano ricorso più volte al Tribunale del Riesame e in Cassazione ma senza riuscire ad ottenere l’annullamento del provvedimento.

“Nonostante il tempo intercorso dalla data del sequestro al trasferimento degli animali possa sembrare eccessivo” ha dichiarato Ermanno Giudici Capo Nucleo delle Guardie Zoofile di ENPA Milano “bisogna precisare che non è mai semplice trovare una collocazione per questi animali in centri autorizzati e disponibili ad accoglierli. Le strutture idonee dotate delle necessarie autorizzazioni in Italia sono pochissime e per questo motivo anche con poca disponibilità rispetto alle effettive necessità e richieste. ENPA Milano ringrazia per questo anche LAV che ha ottenuto il trasferimento dei felini ed ha collaborato perché si riuscisse a predisporre il trasferimento dei due istrici e della poiana presso il CRAS “Il Pettirosso” di Modena.”

 


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Traffico di cuccioli, come non alimentare le tratte

Alcune volte si può pensare, passando davanti a una vetrina dalla quale ci guardano ammiccanti dei cuccioli, che comprarne uno sia un po’ come salvarlo, portarlo via da un brutto posto per dargli una casa. Il problema è che molte persone passano più spesso davanti a un negozio di animali che non di fronte ai box di un canile e questo, purtroppo, li porta a pensare che ci sia un valore nell’acquisto di un cucciolo. Non si vede il peggio, il canile, e quindi ci si intenerisce davanti a quello che è vittima del traffico di cuccioli, senza riflettere e realizzare che sarà proprio quell’acquisto uno dei tanti gesti di perpetuazione del traffico.

Ora però è davvero difficile poter dire di non sapere, di non conoscere la realtà dei cuccioli dell’Est, strappati in tenera età alla madre, allevati spesso in modo disumano, trasportati e trattati come fossero cose inanimate. Ci sono articoli su tutti i giornali, ne parlano le forze di polizia, le associazioni, gli ordini dei veterinari e anche le ASL. Chi compra un cucciolo per questo Natale compie due sbagli: il primo è quello di alimentare la tratta dei cuccioli e i suoi profitti criminali, il secondo è quello di pensare a un animale come un regalo. Un animale è una scelta, fatta con il cuore ma anche con la ragione, creando un vincolo che deve essere indissolubile e che rappresenta un costo in termini emotivi, di tempo ed economico: bisogna essere consapevoli, chiedersi se saremo in grado di occuparcene sotto tutti i punti di vista.

Se la risposta è sì, andate presso un rifugio di un’associazione e troverete tantissimi animali, di ogni specie e razza, che aspettano solo qualcuno che li adotti. E sono davvero animali “cruelty free”, non alimentano nessun traffico, nessun commercio.

Ermanno Giudici
Presidente


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Bisogna naturalizzare le aree abbandonate per creare oasi per gli animali

Milano ha bisogno di tutelare le ultime grandi estensioni verdi che possiede, come la Piazza d’Armi dietro la Caserma Perruchetti, la Goccia, che comprende l’area degli ex gasometri in Bovisa, e gli scali ferroviari che saranno dismessi presto, a cominciare dallo scalo Farini.

Abbiamo bisogno di difendere il suolo, di naturalizzare alcune aree per agevolare l’insediamento della fauna in città e per creare oasi di rifugio sia per gli animali che per i cittadini. Milano è piena di aree costruite abbandonate, di cantieri fermi e non ha certo bisogno di consumare suolo, nel caso fossero necessarie nuove costruzioni.

La nostra sede si sta interessando ai progetti della Goccia, chiedendo al Comune di Milano di fare una valutazione complessiva dell’intera superficie, smettendo di guardare le grandi aree per lotti distinti. Vogliamo essere con i cittadini i protagonisti di un inversione di tendenza, di rispetto dei ruoli ma anche delle scelte di cittadini e associazioni.

Siamo molto contenti che anche all’interno del Consiglio Comunale di Milano si stia sviluppando uno schieramento trasversale che vuol dire basta alla cementificazione del territorio, al consumo di suolo e a pretende una diversa gestione degli spazi verdi.

Associazioni e cittadini, uniti, devono riprendere la voglia di essere componenti attive di Milano e della grande città metropolitana che sarà a breve.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano


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ENPA Milano protesta ancora contro la corsa delle oche di Lacchiarella

Anche quest’anno, domenica prossima in occasione dell’Autunno Ciarlasco, è prevista la corsa delle oche, una manifestazione anacronistica, diseducativa ed evidentemente in contrasto con i valori di rispetto per gli animali. Come ogni anno si ripeterà nonostante le numerose proteste da parte di ENPA Milano e di altre associazioni animaliste.

Qualcuno potrebbe obiettare che le oche non subiscano alcun maltrattamento fisico durante l’evento, ma questa considerazione non tiene conto dello stress causato agli animali che corrono soltanto perché sono impaurite dalle grida di incitamento. Potrebbe non essere un comportamento penalmente perseguibile che però si scontra contro il progresso del comune sentire verso i diritti degli animali, rappresentando comunque un’attività tanto inutile quanto diseducativa anche nei confronti dei bambini. Con un piccolo sforzo di fantasia potrebbe essere realizzata un’altra tipologia di competizione, che non preveda l’utilizzo di animali vivi.

ENPA da sempre si batte contro tutte le competizioni con animali vivi e contro qualsiasi loro impiego in questo genere di manifestazioni.

Inoltre stigmatizza il fatto che il Comune di Lacchiarella, che pure ha un regolamento comunale che vieta il maltrattamento di animali, continui nella perpetuazione di questa tradizione.

“Purtroppo queste manifestazioni sono sempre al confine fra il disagio inutilmente provocato a degli animali ed episodi di vero e proprio maltrattamento perseguibile sotto il profilo penale” dichiara Ermanno Giudici – Presidente di ENPA Milano – “salvo che vengano messi in atto comportamenti lesivi verso gli stessi, che vadano oltre il semplice incitamento a cui sono sottoposti durante lo svolgimento della gara”.

“La consapevolezza della dignità e della cultura del rispetto degli esseri viventi in generale deve partire in primis dal cittadino che, contrariamente a quanto accade, non dovrebbe prendere parte a questi eventi, facendo capire agli organizzatori la propria contrarietà” prosegue Giudici .“I cittadini sono gli elettori delle autorità locali e se il Sindaco di Lacchiarella ricevesse un messaggio forte potremmo essere certi che questo sarebbe l’ultimo anno di questa corsa”.


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