Progetto di legge di Regione Lombardia su randagismo: un salto indietro di 10 anni

Progetto di legge di Regione Lombardia su randagismo: un salto indietro di 10 anni

Grosse perplessità sul PDL che riforma la legge 33/2009 in Lombardia, togliendo dalla norma molti articoli che tutelavano diritti animali e impegnavano le ASL, ora ATS, all’esecuzione di interventi obbligatori.

L’idea di inserire gli articoli tolti in un regolamento non convince per due motivi: il primo è che non vi sono tempi certi per l’emanazione del regolamento attuativo e certo non rassicurano quelli, biblici, che ci sono voluti per l’entrata in vigore del precedente regolamento mentre la seconda perplessità attiene proprio alla sparizione di molte norme proprio dal testo della legge.

Un gran pasticcio, temo, nel quale a voler pensare male si potrebbe individuare la volontà di risparmiare proprio sul benessere degli animali, in particolare randagi e senza padrone. Certo se la legge fosse stata sulla caccia in Regione Lombardia sarebbero stati più attenti a non scontentare i cacciatori.

Ora c’è da sperare che l’aula rimetta mano al progetto di legge, che il PD non continui ad astenersi, in un Paese in cui l’opposizione in genere si oppone a tutto, ma prenda una posizione netta come alcuni suoi esponenti.

È veramente un pessimo messaggio quello che viene dalla Regione Lombardia, che deve essere contrastato in modo energico come dicono non solo le associazioni protezionistiche ma anche l’ANCI, l’associazione dei comuni italiani.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano


Contro la disgregazione di Polizia Provinciale e Corpo Forestale

La distruzione della professionalità delle Polizie Provinciali e del Corpo Forestale porteranno alla dispersione di professionalità importanti per la lotta contro i crimini ambientali e quelli a danno di fauna e animali d’affezione. Questi corpi meritavano di essere riqualificati, riformati, sottratti al soffocante controllo politico, e messi in grado di effettuare un reale contrasto alla criminalità.
Quello che sgomenta è che il Governo parli di scioglimento, ma sembra che nessuno riesca a pensare a un destino razionale per questi uomini, per questo patrimonio di conoscenze, come se la lotta per la tutela di ambiente e animali fosse un argomento di secondaria importanza. Non esiste, ad oggi, un piano intelligente di razionalizzazione, soltanto un’idea di soppressione e distruzione.
Vi invitiamo a partecipare al presidio del 14 luglio davanti a Palazzo Lombardia.


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