ENPA Milano protesta con il Comune di Milano per l’uccisione delle nutrie presso il Cimitero di Lambrate

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ENPA Milano protesta con il Comune di Milano per l’uccisione delle nutrie presso il Cimitero di Lambrate

Dopo diverse settimane di confronti con i Garanti dei diritti degli animali del Comune di Milano, che non hanno purtroppo portato all’auspicata sospensione del piano di trappolaggio e cattura delle nutrie presso il complesso cimiteriale di Lambrate, la sezione milanese di ENPA si associa alle proteste di cittadini e associazioni contro questa attività.

“La cattura e l’abbattimento delle nutrie non è un’attività risolutiva, potendo raggiungere soltanto obiettivi di corto periodo, con grave sofferenza per gli animali e inutili spese per il Comune” ha dichiarato Ermanno Giudici, Presidente ENPA Milano. “Una volta catturati e uccisi questi animali altri ne arriveranno, in quanto il sito si presta al loro insediamento. Sarebbe stato pertanto sufficiente portare all’esterno gli animali e procedere alla chiusura dei varchi, come ad esempio le cancellate di ingresso, per evitare nuovi insediamenti.”

Il progetto attuato sembrerebbe essere anche in contrasto con le disposizioni del Piano di contenimento delle nutrie recentemente promulgato dalla Città Metropolitana, che vieta l’appalto del servizio a figure private. Questo nonostante il Sindaco di Milano, Beppe Sala, sia anche il sindaco metropolitano, dando vita così a un incredibile contrasto sulle modalità di attuazione. ENPA Milano ricorda che il tavolo tecnico sulla problematica delle nutre sia stato convocato solo dopo moltissime insistenze da parte dell’associazione, in quanto previsto dalla normativa e mai attuato.

“Nell’invitare l’amministrazione comunale a un’immediata sospensione delle attività di cattura, chiediamo altresì un fermo intervento dei Garanti che non possono, per ruolo, avallare decisioni che causano sofferenza agli animali. Senza risolvere il problema e dando luogo a inutili sofferenze agli animali, con utilizzo dei fondi del Comune per azioni che non potranno essere risolutive.”

ENPA Milano deve riscontrare, purtroppo, come molte volte le dichiarazioni di attenzione e sensibilità nei confronti degli animali, rese dall’amministrazione milanese, si infrangano contro lo scoglio dell’assoluta mancanza di confronto. Questa amministrazione, infatti, non prevede nemmeno un tavolo istituzionale fra le parti per discutere delle problematiche di gestione delle questioni che riguardano gli animali nella nostra città.

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Fagiano in difficoltà soccorso da ENPA Milano, aveva ancora il copribecco addosso

Lunedì 5 ottobre, intorno alle 20, gli operatori di ENPA Milano sono stati contattati da alcune persone che segnalavano la presenza di un fagiano in piazza Durante a Milano che aveva “uno strano becco” e sembrava avesse difficoltà a involarsi.

Una volta sul posto, le soccorritrici hanno catturato l’animale e lo hanno portato presso la Clinica Veterinaria dell’associazione.

Lo “strano becco” che era stato notato dai segnalanti, in realtà era un copribecco per fagiani utilizzato dagli allevatori per evitare cannibalismo tra esemplari che vivono insieme in cattività.

“I veterinari hanno provveduto a togliere all’animale il supporto dal becco e a visitarlo” ha dichiarato Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano “E’ in buone condizioni di salute ed è quindi stato trasferito presso il CRAS di Vanzago. La presenza dei due fagiani in pochi giorni in zone così frequentate della nostra città, potrebbero denotare un gran movimento di cacciatori nelle campagne limitrofe, ma anche un rilascio non autorizzato di animali “pronta caccia”, come dimostra il rinvenimento del fagiano . Animali che quindi vengono lasciati liberi solo per essere ritrovati da cacciatori, una pratica vietata e inaccettabile. In questo caso presumibilmente, hanno semplicemente dimenticato di togliergli il copribecco.”

Fortunatamente il fagiano soccorso in piazza Durante e l’altro che si era rifugiato nel negozio di abbigliamento in corso Lodi, sono salvi, ma sicuramente una volta liberati, anche in zone protette, non avranno vita facile visto il periodo e la possibilità di volare altrove.”

 

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Adozione a distanza di una vacca e 3 manzi: Luce, Micky, Sudan e Bianca.

Questi 3 giovani manzi e la vacca della foto, tutti di razza frisona, sono gli ultimi dei quasi 80 bovini che le Guardie Zoofile di ENPA Milano avevano sequestrato con i Carabinieri Forestali alla fine di aprile del 2019, in una Cascina di Cassina de’ Pecchi.

Il 15 luglio 2020 finalmente, tra mille difficoltà, gli ultimi animali sono stati trasferiti definitivamente in un santuario in provincia di Pavia dove passeranno il resto della loro vita in libertà e senza sfruttamento, come animali d’affezione.

Li abbiamo visti crescere perché quando la mandria è stata sequestrata loro avevano appena pochi giorni di vita e siamo riusciti ad evitare che facessero una brutta fine.

 

Per questo abbiamo pensato anche di dare a ciascuno di loro un nome: Luce, Cuore, Micky e Sudan!

Da oggi potrai adottarli a distanza: sarebbe per noi molto importante poter contare sul tuo sostegno economico. Mantenere questi animali, fra cibo e cure, come immagini ha un costo che la nostra sede si è impegnata a sostenere.

Soltanto con l’aiuto di tutti possiamo riuscire a continuare nel nostro lavoro, ogni giorno, senza fermarci MAI!

Scegli tra i quattro quello che vorresti adottare a distanza, fai subito la donazione cliccando di seguito:

 

 

o direttamente tramite bonifico bancario sull’IBAN IT36G0306909521100000013008 , specificando il nome dell’adottato.

Per altri metodi di versamento visita la pagina

https://www.enpamilano.org/sostienici/donazione/

Successivamente inviaci una e-mail a adozioniadistanza@enpamilano.org  indicando il nome dell’adottato e riceverai periodicamente le loro foto!

 

 

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ENPA Milano si costituirà parte civile per i due gatti uccisi a Bareggio

Facevano parte della colonia felina di via Corbettina a Bareggio i due gatti uccisi probabilmente a bastonate nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 settembre.

Da quanto appreso dai giornali che hanno riportato la notizia, sono stati i volontari che seguono la colonia a rinvenire i due corpi l’indomani mattina e a denunciare quanto accaduto ai Carabinieri di Bareggio.

“Ci costituiremo parte civile per i due gatti uccisi a Bareggio” ha commentato Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano. “Ci auguriamo che chiunque dovesse avere informazioni che possano aiutare a identificare le persone che hanno commesso questo gesto ignobile, si rechi immediatamente presso gli uffici dei Carabinieri che stanno seguendo le indagini, per riuscire ad identificare subito i colpevoli. Se qualcuno sa qualcosa può anche rivolgersi alle nostre Guardie Zoofile mandando una mail gz@enpamilano.org

Sempre secondo quanto dichiarato dagli stessi volontari molti gatti che probabilmente si erano allontanati durante gli episodi di violenza, stiano piano piano tornando.

“Le persone responsabili di reati violenti nei confronti degli animali” continua Giudici “dovrebbero essere sempre tenute sotto controllo perché il salto di specie è sempre possibile e anzi, in una percentuale rilevante di casi, è purtroppo un fatto certo. Per questo occorre introdurre misure nuove per il maltrattamento di animali, come la libertà vigilata e l’interdizione dal poter detenere animali per le persone responsabili, già in fase di indagini preliminari. Contiamo che su questo episodio ci sia la massima collaborazione dei cittadini con le autorità.”

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Cavallo travestito da unicorno: fenomeno da baraccone per motivazioni economiche.

Difendere i diritti è in generale un’ottima cosa: meno quando per farlo ci si dimentica dei diritti degli animali e li si usa come fenomeni da baraccone per motivazioni economiche.
Questo cavallo travestito da unicorno era già stato visto qualche giorno fa al Parco Sempione e successivamente in altre via milanesi.
Si trattava di un lancio promozionale studiato per il Pride da una nota azienda ma che purtroppo, come spesso accade, per ottenere più coinvolgimento mediatico, ha utilizzato un animale.
Solo pubblicità, travestita per l’occasione a tutela dei diritti umani.

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Tosca era arrivata a Milano dal sud ma non nella famiglia giusta

Dopo il sequestro per maltrattamento e una grave patologia, finalmente ha trovato chi le vuole bene

Quella di Tosca è una delle tante storie che stanno ormai diventando, purtroppo, di ordinaria consuetudine: cani che attraverso le inserzioni e gli annunci del cuore compaiono sulla rete internet, vengono trasferiti con le classiche “staffette” dal sud al nord sperando che riescano a trovare la giusta famiglia. In molti casi per mano di volontari interessati solo al destino degli animali, in altri usati invece da furbetti per farsi versare soldi, in genere su carte Postepay, in modo del tutto scorretto.

Come spesso accade, anche nel caso di Tosca, non tutto è andato per il verso giusto.

La sua vicenda, infatti, iniziata con il suo arrivo a Milano più di un anno e mezzo fa, si è complicata strada facendo: una volta arrivata nella sua nuova famiglia Tosca non ha ricevuto la migliore accoglienza, venendo chiusa su un terrazzo e divenendo con il passare del tempo, sempre più magra e sempre meno reattiva. Tanto da richiamare l’attenzione dei vicini, che hanno chiamato ENPA.

E così poco più di un anno fa è scattata la segnalazione a ENPA Milano che effettuando un sopralluogo e considerate le condizioni del cane ha chiesto al detentore di poter far visitare il cane presso la clinica ENPA. Una volta arrivata in clinica veterinaria e visitata, i veterinari hanno subito capito che Tosca rischiava la vita, avendo l’addome pieno di corpi estranei.

Tosca è stata operata d’urgenza e i chirurghi hanno rinvenuto nello stomaco e nell’intestino del cane una quantità impressionante di frammenti e pezzi di ossa, con le quali Tosca era stata alimentata. Questo ha fatto scattare il sequestro del cane per maltrattamento e per Tosca è iniziata una nuova vita, purtroppo non priva di altre complicazioni sanitarie. Il cane aveva anche un’altra patologia molto complessa.

Questo era l’accorato appello che proprio poco prima di Natale del 2017, il presidente di ENPA Milano scriveva ai propri volontari della sede meneghina che avevano conosciuto Tosca e che erano preoccupati per la sua sorte:

“Stiamo facendo il possibile per trasformare un mucchietto di ossa e pelo in un cane fortunato: certo ci vorrebbe più una magia da libro di Harry Potter che un intervento veterinario, ma la costanza è sempre premiante. […]

Chi aiuta ENPA, anche economicamente, aiuta Tosca e i tantissimi altri che assistiamo, senza troppo clamore, senza appelli strappalacrime, senza adozioni del cuore, senza “pelosetti in pericolo”. Sarà per questo che tante persone ci sostengono, credono in noi, ci sono vicini. La serietà in un mondo che cerca sempre di guadagnare l’attenzione con appelli strazianti è forse più pagante.

Tosca, che come sapete è sotto sequestro, subirà il 27 del mese di dicembre (2017 n.d.r) alle ore 10:00 l’intervento di risoluzione di una comunicazione anomala patologica tra sangue arterioso e sangue venoso detta di Shunt portosistemico.”

E continuava:

“La patologia che Tosca presenta è grave.

La chirurgia è complessa ed è per questo che è stata affidata a quello che oggi è il migliore in questo campo.

Pertanto i rischi connessi sono tuttavia comunque elevati e sono relativi all’intervento ma anche al periodo successivo.

Sarebbe sicuramente un’ottima eventuale soluzione, superato il pericolo imminente del post operatorio, trasferire Tosca presso una famiglia che possa darle affetto e continuare le cure necessarie”.

Fortunatamente l’intervento grazie ai professionisti scesi in campo, è andato per il meglio e anche il successivo passaparola dopo l’appello del presidente, tra i tanti volontari ha avuto il suo effetto: Tosca dopo circa 3 mesi dall’intervento aveva trovato una famiglia che la potesse tenere e seguire in una fase estremamente delicata della sua vita: ha perso la vista da un occhio ma fortunatamente ha ritrovato energia e un giardino dove poter ricominciare piano piano a correre.

Trovando anche una fedele compagna di giochi: Masha, anche lei adottata dall’ENPA di Milano, quasi 4 anni fa, proveniente da una situazione simile ma non così rischiosa per la sua vita.

Pochi giorni fa il verdetto definitivo da parte del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano: il responsabile dei maltrattamenti è stato condannato e Tosca è stata confiscata e affidata definitivamente agli attuali custodi, che insieme a Masha non aspettavano regalo di Natale più bello!

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Alla Scala come al circo, cavalli in scena per la prima del 7 dicembre

“Abbiamo appreso che anche quest’anno, durante la rappresentazione dell’opera Attila di Giuseppe Verdi alla Scala di Milano, saranno portati sul palco due cavalli” ha commentato Ermanno Giudici presidente ENPA Milano “nonostante in passato la presenza degli animali durante gli spettacoli sia stata già ampiamente criticata da ENPA e non soltanto “.

Inizia così la lettera che il presidente dell’associazione animalista milanese ha inviato al Sovrintendente della Scala, al regista dell’opera e alle istituzioni del comune di Milano, per chiedere di sospendere l’ennesimo utilizzo di animali sul palco scaligero.

Dopo l’orso utilizzato per lo spot della Mercedes, trasferito a Milano dall’Ungheria, anche l’utilizzo dei cavalli per una manifestazione teatrale dimostra che purtroppo non si presta ancora abbastanza attenzione alla tutela dei diritti degli animali.

“Gli spettacoli con l’uso di animali, seppure nel caso dello spettacolo teatrale siano cavalli abituati con l’uomo, sono oramai fuori dal tempo e non hanno il gradimento della parte più attenta dell’opinione pubblica” prosegue Ermanno Giudici.

“Peraltro non può sfuggire quanto un palco come quello del teatro meneghino sia davvero inopportuno, pericoloso e possibile fonte di maltrattamenti per gli animali oltre che dell’incolumità delle persone presenti durante la rappresentazione”.

Proprio per questo motivo lo stesso appello è stato rivolto anche al Questore e al Prefetto di Milano, sottolineando il fatto che l’omissione di un provvedimento di cautela a difesa delle persone che saranno presenti, potrebbe portare a incidenti ben più gravi.

 

All.to: Lettera di protesta per utilizzo cavalli alla Scala di Milano CLICCA QUI

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