Anatroccolo ingoia un rosario, salvato da ENPA Milano

Anatroccolo ingoia un rosario, salvato da ENPA Milano

La scena che una donna si è trovata di fronte questa mattina, nei pressi della Darsena, è stata decisamente inquietante. Un gruppo di anatroccoli era accoccolato insieme alla mamma sul muretto di una vasca artificiale in Via Conca del Naviglio, ma a una passante, guarda caso una veterinaria, è caduto l’occhio su un oggetto fosforescente appeso al collo di uno dei piccoli: un crocifisso.

Purtroppo il cancelletto per accedere alla vasca era chiuso a chiave e la veterinaria non ha avuto modo di entrare per aiutare l’anatroccolo, così ha contattato i nostri operatori per chiedere un intervento. In effetti, dalle immagini che ci sono state inviate sembrava davvero che una catenina con un crocifisso fosse appesa al collo dell’anatroccolo, facendoci peraltro pensare a un orribile scherzo.

Una nostra operatrice è uscita quindi per soccorrere l’animale, chiedendo nel frattempo un intervento dei Vigili del Fuoco nel caso fosse stato necessario entrare in acqua.

Come previsto, il trambusto creato dai passanti curiosi e dagli operatori che cercavano una via d’ingresso alla vasca ha portato l’intera famiglia a gettarsi in acqua. Nonostante questo i Vigili del Fuoco sono riusciti a soccorrere facilmente l’anatroccolo con l’aiuto di un retino e l’hanno successivamente consegnato all’operatrice di ENPA Milano.

Una volta visto da vicino, purtroppo, l’operatrice ha compreso che la prospettiva di una catenina attorno al collo era in effetti la migliore delle ipotesi. L’anatroccolo non aveva nulla appeso al collo: il piccolo aveva ingoiato un intero rosario, lasciando pendere fuori dal becco solamente il crocifisso.

L’anatroccolo è stato portato con urgenza presso la nostra Clinica Veterinaria, dove i nostri medici, valutando la situazione, hanno convenuto che fosse necessario sedare il piccolo volatile per estrarre il corpo estraneo.

L’operazione è andata per il meglio e il rosario è stato estratto senza creare alcuna lesione all’anatroccolo. Il piccolo rimarrà presso la nostra sede fino a che non avrà recuperato le energie, dopo di che sarà consegnato al CRAS di Vanzago per essere rimesso in libertà.


Gallo in Martesana soccorso da Vigili del Fuoco e ENPA Milano

Questo gallo è stato trovato sabato 27 febbraio vagante all’interno del Naviglio Martesana, all’altezza di Via Tofane 31/33.Una signora, nel pomeriggio, ha notato il gallo muoversi lentamente all’interno del letto del naviglio, visibilmente infreddolito. Preoccupata, ha chiamato subito il 115 per richiedere un intervento di soccorso dei Vigili del Fuoco e dell’ENPA. I Vigili del Fuoco sono intervenuti tempestivamente, sono riusciti a catturare il gallo grazie a una rete in corda e a metterlo al sicuro. Gli operatori dell’ENPA hanno portato presso la nostra Clinica Veterinaria, dove gli sono state prestate le prime cure.

Il gallo è stato trovato ipotermico, sicuramente una conseguenza del mal tempo dello scorso weekend. Fortunatamente non sono stati riscontrati altri tipi di traumi. Il gallo è stato messo al sicuro e, a oggi, ha recuperato la salute.

Riportiamo le immagini dell’intervento di soccorso (fotografie di Paola Albano) e del gallo ricoverato presso la nostra sede, al caldo e in salute. Grazie a tutti coloro che hanno permesso questo.


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Ermanno Giudici, i piani di eradicazione nutrie sono inefficaci

La Regione Lombardia procede con il piano di contenimento ed eradicazione delle nutrie, destinando 150 mila euro all’operazione. L’assessore all’Agricoltura Gianni Fava sostiene che l’animale provochi danni all’agricoltura e sia necessario eradicare l’animale per ragioni di sicurezza stradale e salute pubblica, oltre «al rischio idrogeologico derivato dalle trivellazioni degli argini». Dall’altra parte esiste invece una popolazione affezionata agli animali — in Via Selvanesco una gattara porta alle nutrie il cibo che una volta destinava a una colonia felina, in Martesana ogni mercoledì una donna porta verdure alle nutrie del canale — mentre associazioni ambientaliste e animaliste spiegano di chi è la vera responsabilità della proliferazione di questi animali.

«Il contenimento della specie non è più possibile, sono fuori controllo. Noi diciamo alle istituzioni che è colpa loro perché non si è vigilato sugli allevamenti quando furono aperte le gabbie e gli animali rilasciati in libertà. Ora siamo di fronte a uno squilibrio eco-sistemico che va affrontato».

Paola Brambilla, Presidente WWF Lombardia – da “In aumento le nutrie sul Naviglio, «Un pericolo». «No, difendiamole»“, Corriere della Sera, 15 febbraio 2016

Sulla questione è stata chiesta l’opinione di Ermanno Giudici, Presidente di ENPA Milano, che spiega l’inutilità dei piani di eradicazione e di come esistano degli studi che dimostrano la loro inefficacia.

«Ogni ambiente sopporta un certo numero di specie. Le nutrie sono animali intelligenti, se non avessero la coda e un aspetto di grande topo, la gente si intenerirebbe». Quanto a chi le nutre, non è detto che «ciò addirittura porti gli animali divenuti stanziali a difendere il loro territorio impedendo ad altri di entrare. L’ambiente è più intelligente dell’uomo». Sono in molti, tra gli ambientalisti, a sostenere che le nutrie non potranno mai essere eradicate dal territorio per via della loro diffusione rilevante e del perfetto adattamento all’ambiente. «È provato da dati di fatto ma anche da studi che le operazioni di abbattimento, i cosiddetti piani di controllo, nell’immediato portano all’incremento della popolazione a causa della momentanea assenza di soggetti che difendono il territorio — aggiunge Giudici —. Unico vantaggio, fittizio, dei piani è quello di dare alla gente e elle categorie professionali come gli agricoltori l’idea che qualcosa si stia facendo per arginare un fenomeno che trova la sua reale e naturale limitazione nella portanza ambientale del territorio, che funge da calmiere come per tutte le altre specie. Le nutrie non sono pericolose per l’uomo e non lo sono neanche per l’ambiente, non creando squilibri».

da “In aumento le nutrie sul Naviglio, «Un pericolo». «No, difendiamole»“, Corriere della Sera, 15 febbraio 2016


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ENPA Milano: 365 giorni di impegno per salvare animali e difendere i loro diritti

Fiorrancino, porciglione, toporagno, tamarino testa di cotone, coronella austriaca, calotes versicolor: sono soltanto alcuni dei nomi più bizzarri e sconosciuti normalmente al pubblico che rappresentano soltanto una piccolissima parte dell’elenco di specie che anche nel 2015 sono andate a comporre la lunga lista di animali salvati da ENPA Milano!

Per l’esattezza, sono transitati dalla sede milanese di Via Gassendi dell’associazione ben 2407 animali, specie alloctone e autoctone ovviamente, che grazie all’impegno dei volontari e dei veterinari dell’associazione sono state recuperate tra le strade e le piazze di Milano e provincia, curati perché in difficoltà o magari fuggiti dalle loro gabbie in cerca di un po’ di libertà o ancor peggio abbandonati.

Casi che puntualmente si ripetono giorno dopo giorno, dai gattini incidentati al cane smarrito passando per pitoni reali, falchi entrati in un capannone o la scimmia che gira per i cortili della zona Molise: animali di ogni tipo che fortunatamente, molto più che in passato, attirano l’attenzione dei passanti apparentemente distratti ma sempre più sensibili nei confronti degli animali in pericolo, sofferenti o in difficoltà e che per questo consultano e chiedono l’intervento di ENPA Milano. Sono stati ben 1601 gli animali consegnati nel 2015 direttamente presso la sede dell’Ente dai cittadini a dimostrazione di questo interesse ma anche del fatto che ENPA Milano è un punto di riferimento per tantissimi.

Il caso più noto a novembre, quando un cittadino si è tuffato nelle acque gelide del naviglio per soccorrere una volpe che altrimenti senza il suo aiuto avrebbe rischiato di annegare. Sono ancora vive le immagini della mamma di Davide, questo il nome del ragazzo che è riuscito a catturare la volpe, che in casa propria, tenta di asciugare con alcune coperte l’animale che tiene tra le braccia, bagnato e infreddolito.

E sicuramente sarà difficile anche dimenticare il caso della scimmia, un tamarino testa di cotone, rubata in uno zoo e successivamente abbandonata o fuggita: si era arrampicata su un pino delle case popolari di Viale Molise a Milano, dove è stato catturato dai vigili del fuoco in collaborazione con le Guardie Zoofile di ENPA Milano.

Molte corse in ambulanza per tanti salvataggi: per l’esattezza 571 interventi che hanno consentito tra i tanti animali, di salvare anche 38 anatre, 7 gabbiani, 250 gatti, 34 cani, 29 pappagalli di varie specie, 38 pipistrelli, 273 rondoni e tanti altri ancora, a corredo di un anno che ha visto ancora una volta ENPA Milano in realtà impegnata su più fronti.

Oltre alla propria attività istituzionale di soccorso agli animali sul territorio, l’associazione ha voluto investire gran parte delle proprie risorse per promuovere ancora una volta il tema della difesa dei diritti dei più deboli, delle categorie più fragili, organizzando con il patrocinio dell’ordine dei Medici Veterinari e dell’Ordine degli Avvocati di Milano, un convegno dal titolo: “I crimini contro i fragili: la tutela di bambini, anziani e animali”. Il secondo appuntamento in due anni, a testimonianza di quanto stia a cuore questo particolare tema alla sede provinciale di Milano dell’ENPA.

Non solo: sono state promosse azioni di sensibilizzazione a tutela della gestione del verde cittadino, come accaduto per l’area La Goccia, che comprende la zona degli ex gasometri in Bovisa, dove ENPA si è attivata per far sì che diventi un arricchimento naturalistico per la città e non venga deturpata da inutili colate di cemento. La stessa attenzione di cui necessitano le grandi estensioni verdi ancora presenti a Milano, come Piazza d’Armi, dietro la Caserma Perrucchetti e gli scali ferroviari, come lo scalo Farini, affinché si riescano ad agevolare gli insediamenti della fauna in città creando oasi di rifugio per gli animali e di svago per i cittadini. A testimonianza di una situazione naturale in costante evoluzione basta pensare che sono stati effettuati salvataggi di anatre o germani che avevano scelto di nidificare sulle terrazze degli appartamenti, anche al nono piano di palazzi situati in posizioni centrali della città. L’assenza di posti idonei e la protezione che la città fornisce dai predatori fanno sì che tutte le superfici siano utilizzate, con il rischio conseguente di una prematura morte dei piccoli, non potendo gettarsi da tali altezze, peraltro in vie trafficate.

“Ancora un anno ricco di impegni e lavoro” ha dichiarato Ermanno Giudici, Presidente di ENPA Milano “Un lavoro che riserva grandi soddisfazioni nonostante il notevole investimento di cui la sezione continua giorno dopo giorno a farsi carico. Infatti, ad esempio, consapevoli delle enormi difficoltà che in questo periodo gravano anche su chi possiede un animale, abbiamo voluto essere anche al fianco delle persone indigenti contribuendo a sostenere le spese veterinarie necessarie per la cura del loro animale. Un segnale ancora una volta forte dell’attenzione che la nostra associazione riserva ai problemi sociali, consapevoli che l’affetto di un animale in casa è un sostegno psicologico fondamentale soprattutto per chi vive da solo.

Questi sono soltanto alcuni degli impegni di cui la nostra associazione si è fatta carico nel 2015 e che, nonostante le difficoltà del periodo, conta di poter confermare per il 2016. Interventi di soccorso sugli animali, educazione al rispetto, attività di controllo e vigilanza su presunto maltrattamento, campagne di sensibilizzazione, attenzione verso il sociale: con l’aiuto di quanti credono e sostengono il nostro operato e che ringraziamo di cuore. Purtroppo non siamo in grado di assicurare la stessa attività per quest’anno, stremati dalla crisi economica che ha tagliato le donazioni e dall’assenza di contributi pubblici. ENPA Milano soccorre, cura e affida gli animali solo grazie ai mezzi propri e quest’anno la difficoltà economica è diventata davvero troppa e senza aiuti pubblici rischia di diventare davvero insostenibile”.


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