Airone cenerino soccorso da ENPA Milano al Parco Forlanini

Airone cenerino soccorso da ENPA Milano al Parco Forlanini

Quello che la nostra operatrice sta catturando in questo video è un bellissimo e giovane esemplare di airone cinerino.
Questo piccolo airone si trovava al Parco Forlanini, questa mattina, quando è stato attaccato da alcuni cani che si trovavano a scorrazzare liberi senza guinzaglio. Una donna che ha assistito alla scena ha visto dei cani correre verso il cenerino, abbaiando, tirando qualche zampata e cercando di morderlo. La donna è riuscita a mettere in fuga i cani e, chiamando le forze dell’ordine, ha ottenuto il contatto di ENPA Milano per chiedere un intervento.
 
La nostra operatrice giunta sul posto è riuscita a catturare il giovane airone dopo solo un paio di tentativi con il retino: il volatile cercava di fuggire, come la natura gli insegna, ma riusciva a stento a volare. Fortunatamente i cani devono aver semplicemente infastidito il giovane airone perché non è stato riscontrato alcun segno di colluttazione: evidentemente il cenerino era già debilitato quando i cani si sono avvicinati. Ai veterinari della nostra Sezione è bastato nutrire il volatile e tenerlo al caldo con il tappetino termico per farlo riprendere in fretta.

 
Nel primo pomeriggio il giovane airone è stato riportato in salute e con molte energie nel suo habitat, al laghetto del Parco Forlanini.
 
I cani che hanno infastidito questo airone, fortunatamente senza conseguenze, non erano sicuramente dei cani aggressivi, né pericolosi, semplicemente hanno risposto a un istinto naturale. Il problema reale è che c’è un motivo per cui è obbligatorio per legge tenere i propri cani al guinzaglio, nei parchi e per strada, ossia la sicurezza dei cani stessi e degli altri, animali e persone. Sono moltissime le variabili che possono far reagire un cane e la cronaca ci insegna che le conseguenze possono essere molteplici (dall’investimento del cane all’aggressione). Ciò che vogliamo ricordare in questa occasione quindi, fondamentale per evitare altri pericoli per gli animali selvatici e non solo, è di tenere sempre i propri cani al guinzaglio nelle aree comuni dei parchi e di liberarli solamente nelle apposite aree cani, dove potranno correre in sicurezza.

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Guerra ai botti, ora serve un’ordinanza anticaccia

Domenica un cacciatore ha ferito a morte un germano reale che è caduto nel canile

Dal “Corriere della Sera” di martedì 2 febbraio, La città degli animali, p. 10

 

In tutte le zone agricole di Milano, se non ci sono vincoli si può cacciare. È infatti consentita nei terreni privati senza il consenso del proprietario, tranne che in oasi, riserve, parchi pubblici.

La scorsa domenica coincideva anche con essere l’ultimo giorno di caccia, costato la vita a un germano reale caduto ferito all’interno del perimetro del canile comunale di Milano, in via Aquila, gettando nello scompiglio gli operatori presenti, già allarmati dal fatto che la caduta dell’anatra fosse stata preceduta da diverse scariche di fucileria. Dopo aver inutilmente soccorso il germano ferito, hanno pensato a un episodio di bracconaggio, a qualche sconsiderato che cacciava in città proprio a due passi dal parco Forlanini e da un centro sportivo, sicuramente in modo illegale. Per questo hanno deciso di chiamare le autorità, senza sapere che, purtroppo, anche se può sembrare stupefacente, la caccia è consentita all’interno della città di Milano, purché si rispettino le distanze da abitazioni, luoghi di lavoro, strade e non ci si trovi in parchi e giardini. Così un ignoto cacciatore domenica mattina ha imbracciato il suo fucile in una piccolissima area agricola, costretta fra la via Corelli e la tangenziale, decidendo di tirare le ultime fucilate della stagione, probabilmente senza rendersi conto dell’assurdità di praticare, seppur lecitamente, l’attività venatoria dentro i confini della città. Né ha pensato di essere ridicolo, almeno quanto lo sono quelle persone che girano per la città su enormi fuoristrada, vestiti da Indiana Jones. È evidente che qualcosa non funziona in una legge sulla caccia che consenta di tirare fucilate a destra e a manca in aree cittadine, con tutti i pericoli del caso, e questo rafforza la convinzione sul rapporto, malato, che esiste fra cacciatori e politica, con uno strapotere dei primi sulla seconda. Un potere così forte da arrivare a permettere che sia lecito andare a caccia dentro i confini di una città, sotto i ponti della tangenziale, con una serie di rischi davvero rilevanti per l’incolumità dei cittadini.

5o i metri di distanza da una strada da tenere per sparare; per le case la distanza deve essere di 150 metri. La legge nazionale di riferimento sulla caccia è la 157/92.

Cosa avrebbe potuto accadere se l’anatra, anziché andare a morire dentro il canile comunale, si fosse schiantata sul parabrezza di un’auto o peggio avesse colpito un motociclista, per il divertimento di una persona autorizzata a sparare in piena Milano. Gli animali hanno capito da tempo che le città sono luoghi più sicuri delle campagne, specie durante la stagione di caccia: per questo può accadere, per paradosso, che ci sia una densità maggiore di fauna proprio in città rispetto alle zone agricole e forestali e che qualcuno possa pensare di andare a caccia in un fazzoletto di terra cittadino, smentendo come spesso accade la teoria che rappresenta i cacciatori come custodi del territorio e dell’ambiente.

Senza possibilità di intervento del Comune, la competenza sulla caccia è regionale, salvo il potere di emettere un’ordinanza per garantire l’incolumità dei cittadini. Per quest’anno i fucili vanno appesi al chiodo, naturalmente solo fino al prossimo anno, speriamo con norme molto più responsabili.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano


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