Sversamento di greggio a Genova, moria di pesci e uccelli.

Sversamento di greggio a Genova, moria di pesci e uccelli.

foto3

Le immagini di Genova ricordano quelle vissute da ENPA Milano nel 2010 dopo lo sversamento di petrolio nel Lambro

La nostra sede l’aveva già vissuta questa brutta esperienza dopo lo sversamento del petrolio nel Lambro, anche in quel caso l’inquinamento aveva provocato la moria di molti uccelli acquatici e dei pesci.

Il petrolio è una sostanza che ricopre, impermeabilizza, impedisce la respirazione e la traspirazione, intossica. Ci dovrebbe essere una normativa molto più severa per stoccaggio e trasporto, anche negli oleodotti, che limiti a una percentuale infinitesimale il rischio, che non potrà mai essere eliminato del tutto. Ma i principi di prudenza vengono troppo spesso meno per obsolescenza, per costo, per distrazione e per manutenzioni mal fatte.

2010, recupero di un cormorano nel fiume Lambro completamente ricoperto di petrolio

2010, recupero di un cormorano nel fiume Lambro completamente ricoperto di petrolio

Li chiamano “incidenti” ma non sono tali: sono errori, trascuratezze, negligenze, errori di progettazione, mancanza di doppia camera nei tubi come nelle petroliere. Si chiamano anche risparmi, speculazioni, disastri annunciati.

Un peccato che con il referendum del 17 aprile si sia persa l’occasione di dare un segnale forte al Governo: quello di una nazione che è stufa di lobby, di un potere economico senza limiti, di un ambiente troppo spesso saccheggiato e devastato. Un vero peccato e l’ambiente non ringrazia.

Ermanno Giudici
Presidente


No trivelle, il referendum del 17 aprile

No-trivelle

Clicca sull’immagine per ingrandirla

Il “referendum trivelle”. Domenica 17 aprile dalle 7 alle 23 gli italiani possono far sentire la propria voce sulla politica di trivellazioni petrolifere cara al Governo Renzi. Il referendum è promosso da 9 regioni, allarmate per le gravi conseguenze che la ricerca e l’estrazione del petrolio producono sull’ambiente, sulla salute di persone e animali, sul turismo.

Per una politica energetica verde e sostenibile. L’esecutivo continua invece a seguire una politica energetica vecchia. Una politica in aperto contrasto con il progressivo abbandono dei combustibili fossili deciso dall’Italia e da altri 194 Paesi alla conferenza sul clima di Parigi dove, per curare la febbre del pianeta, è stato deciso di puntare sulle energie verdi, già oggi disponibili.

Più di 160 associazioni per il Sì. ENPA sostiene il referendum perché conosce il prezzo elevatissimo che gli animali pagano ad una politica energetica fallimentare, che comporta l’inquinamento delle acque marine (idrocarburi e metalli pesanti), lo spiaggiamento e la morte di molti cetacei a causa delle attività di ricerca dei giacimenti, i disastri ambientali causati da possibili fuoriuscite di petrolio e da pozzi e condotte.

La congiura del silenzio. Con il nostro Sì vogliamo che le concessioni di sfruttamento dei giacimenti entro 12 miglia dalla costa scadano allo scadere dei contratti e non – come accade oggi – che siano prorogate fino all’esaurimento totale del giacimento stesso. Sul referendum, osteggiato dal Governo, è calata una cortina di silenzio. Partecipare è fondamentale perché con il nostro voto possiamo lanciare un messaggio chiaro: i mari e gli ecosistemi marini devono essere protetti..

Tra pochi giorni saremo chiamati a prendere una decisione fondamentale per il futuro della biodiversità, con la possibilità di dire “sì” a un Paese senza trivelle, senza ulteriori scempi ambientali, senza le devastazioni causate dal petrolio in terra e in mare.

Ora è in gioco la nostra stessa sopravvivenza: appuntamento il 17 aprile per votare “sì” al referendum.

 


Facebook

Twitter

Archivio notizie

Cerca