Piccione incastrato in una canna fumaria, il salvataggio di ENPA Milano

Piccione incastrato in una canna fumaria, il salvataggio di ENPA Milano

Sono passati quasi due giorni da quando i nostri volontari hanno ricevuto la prima telefonata di una signora di Rozzano che, incredula, aveva sentito un piccione grugare e sbattere le ali all’interno della canna fumaria del suo camino.

Trovare un volatile incastrato in una canna fumaria purtroppo è più frequente di quanto ci si possa aspettare e nel pomeriggio di ieri una nostra operatrice è intervenuta per cercare di estrarlo dall’infelice trappola.

Il tentativo di salvare l’animale, però, si è rivelato più duro di quanto ci si potesse aspettare: il piccione infatti era bloccato in una sorta nicchia, irraggiungibile dall’esterno perché separata dal corpo principale della canna da una paratia.

Il primo intervento è durato diverse ore senza ottenere successo. L’operatrice è riuscita a mettere a portata del piccione cibo e acqua per fargli superare la notte, in modo da proseguire il salvataggio nella mattina successiva con delle soluzioni alternative.

Questa mattina i nostri operatori, con l’autorizzazione dei proprietari di casa, si sono attrezzati per creare un foro nel muro e cercare di estrarre il piccione. Fortunatamente non è stato necessario un intervento così drastico: il volatile nel frattempo aveva trovato una posizione più facile da raggiungere. Con l’aiuto di uno strumento apposito, la nostra operatrice è riuscita ad agganciare il piccione alla zampa e a trainarlo fino all’uscita. Il piccione è naturalmente indebolito ma vitale, dopo una visita dei veterinari della nostra Clinica è stato ricoverato e verrà rimesso in libertà nei prossimi giorni.

Lasciamo che sia questo video a descrivere la gioia e la soddisfazione della nostra operatrice, sporca di fuliggine, nel momento finale del salvataggio: mentre il piccione ancora svolazza per lo spavento, controlla lo stato di salute e lo mette al sicuro per trasportarlo presso la nostra sede di Via Gassendi 11.


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Cracco e i piccioni, un’altra assurda denuncia dell’AIDAA

Carlo Cracco, da anni star televisiva oltre che chef stellato, è stato denunciato dagli animalisti per aver preparato un piatto a base di carne di piccione, uccello considerato “fauna selvatica”, quindi protetto. La preparazione del piatto è avvenuta durante una puntata di Masterchef e ha scatenato le ire degli animalisti dell’Aidaa, che hanno sporto denuncia penale.

Tanto è bastato agli animalisti per sporgere denuncia, non solo per la violazione della normativa europea, ma anche “per istigazione a delinquere avendo, attraverso la diffusione del filmato, istigato altri cittadini a compiere tali crimini in violazione delle normative europee e nazionali a tutela della fauna selvatica”.

da “Masterchef, gli animalisti denunciano Cracco: Ha cucinato un piccione in tv”, Repubblica.it, 28 febbraio 2016

Le associazioni come AIDAA non sono associazioni animaliste ma solo organizzazioni inesistenti o quasi che grazie al sonno della ragione dei media, che pubblicherebbero qualsiasi cosa possa far notizia, acriticamente, riescono ad avere spazio sui giornali.

Come presidente di ENPA Milano mi vergogno che solo lontanamente qualcuno possa abbinare il nome di AIDAA e del suo presidente Lorenzo Croce al tema della difesa dei diritti animali. Le denunce presentate, come questa, ottengono gli onori della cronaca soltanto per la notorietà dei denunciati, non certo per la sussistenza delle accuse. Dopo aver denunciato Sgarbi per aver “insultato” le capre ora è il turno di Cracco per un’inesistente violazione penale.

I redattori di Repubblica dovrebbero fare un’autocritica sulla scelta di dare spazio a simili notizie, ridicole, destituite da ogni fondamento e davvero insultanti nei confronti di chi lavora seriamente. Lorenzo Croce e AIDAA non dovrebbero trovare spazio sui giornali e sui media in genere: è come dare spazio ad Arlecchino per una notizia seria.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano


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Colomba con il piumaggio rosa consegnata a ENPA Milano

Ieri pomeriggio un cittadino ha consegnato presso la nostra sede una colomba con il piumaggio interamente colorato di rosa. L’uomo aveva avvistato la colomba in Viale Tibaldi, non credendo quasi ai propri occhi. Incuriosito e al tempo stesso preoccupato per la salute dell’animale, è riuscito a prenderlo abbastanza facilmente, trattandosi di una colomba ornamentale, quindi addomesticata, e l’ha portato presso la nostra sede.

I nostri veterinari hanno trovato la colomba in salute, nonostante le fosse stata applicata una tintura che poteva anche rivelarsi tossica. Hanno infine confermato che non esiste alcun modo per riportare il volatile al suo colore naturale.

Il motivo dell’innaturale colore della colomba dubitiamo che sia riferibile a uno scherzo o a un atto vandalico, come nel caso del piccione con le ali legate con nastro adesivo. Temiamo invece che si tratti di una delle tante colombe addomesticate e pitturate appositamente per ragioni fintamente artistiche, o, come è capitato a Venezia, per farsi pagare in cambio di una foto con i turisti.

L’unica certezza è che si tratti di un comportamento stupido e irresponsabile.


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ENPA Milano salva piccione con ali bloccate da scotch

Lo scherzo non è per niente bello, nemmeno se dura poco.

Questo piccione con le ali bloccate dallo scotch da pacco è stato trovato stamani tra Via Ricciarelli e Via Dolci, nei pressi di Piazzale Brescia: una passante, fortunatamente, si è accorta dell’animale che cercava rifugio dietro alla grata di una finestra e ci ha contattato per soccorrerlo. All’arrivo della nostra operatrice il piccione, visibilmente affaticato e già abituato alla presenza dell’uomo, si è lasciato prendere senza problemi.

Portato presso la nostra Clinica Veterinaria, i nostri medici e operatori sono riusciti a togliere lo scotch senza difficoltà e senza strappare nessuna penna: la colla dello scotch si era già in parte sciolta, segno che l’animale deve essere rimasto in quelle condizioni per diverso tempo. Il piccione non ha subito danni ma rimarrà in osservazione nella nostra voliera in attesa di recuperare abbastanza tono da permettergli di volare nuovamente.

Le ali del piccione erano state bloccate in modo che non potesse prendere il volo: in questo modo, senza un intervento, sarebbe andato incontro a morte certa come preda di qualche animale più grande o, ancora più facilmente, del traffico cittadino.

Vogliamo ricordare che questo scherzo crudele e insensato altro non è che un reato di maltrattamento, perseguibile dalla legge. Quello che possiamo fare nel nostro quotidiano per cercare di evitare queste situazioni non è soltanto cercare di sensibilizzare sulla sofferenza provocata ad altri esseri viventi e aumentare il senso di empatia, ma anche contattare le autorità ogni qualvolta ci si trovi di fronte al maltrattamento di un animale, qualunque esso sia.


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