Il 17 maggio la sentenza per maltrattamento di animali del Circo Martini

Il 17 maggio la sentenza per maltrattamento di animali del Circo Martini

“Una bella operazione fatta dalle nostre Guardie Zoofile con la Polizia Provinciale di Monza, una vicenda giudiziaria che va avanti oramai da quattro anni e che vede i due circensi imputati per maltrattamento di animali. Il 17 maggio ci sarà la sentenza e contiamo sul fatto che gli animali possano tutti avere un migliore futuro”, commenta Ermanno Giudici, Presidente di ENPA Milano, sull’iter giudiziario relativo ai maltrattamenti di animali del Circo Martini che, finalmente, sta per vedere la luce.

Nel 2012 le Guardie Zoofile di ENPA Milano, insieme alla Polizia Provinciale di Monza e Brianza, hanno dovuto sequestrare al Circo Martini due istrici, un avvoltoio testa gialla, una poiana di Harris, un coccodrillo del Nilo, un alligatore e un caimano per maltrattamento. Il sequestro a causa di un’ispezione che fece emergere una serie di violazioni alle normative in materia di tutela degli animali, portando alla denuncia il responsabile del circo. Gli animali, a causa dell’assenza in Italia di un centro in grado di ospitarli, dovettero rimanere in custodia di Mirkovic, ma in questo frangente l’avvoltoio vide la morte per denutrizione cronica. Recentemente gli istrici e la poiana sono stati trasferiti in un CRAS, mentre i rettili sono ancora in custodia del circense.

La pubblica accusa ha chiesto la condanna di Mirkovic a 4 mesi di reclusione, mentre l’Enpa onlus, che si è costituita parte civile al processo, ha chiesto un risarcimento di 15 mila euro e la confisca degli animali che erano in condizioni “di alterazione fisica e psicofisica talmente gravi per le inadeguate modalità di custodia da provocare anche il decesso di uno di loro”. La difesa dell’imputato ha invece negato le accuse, chiedendo l’assoluzione con restituzione degli animali, sostenendo che nel frattempo i luoghi dove erano custoditi sono stati allargati ed abbelliti. La sentenza del giudice il 17 maggio.

Il caimano maltrattato. A processo il custode del circo“, Il Giorno, 13 aprile 2016

 


  • -

Trasferiti in un CRAS gli animali sequestrati da ENPA Milano al circo Pantera Rosa

Alcuni degli animali sequestrati dalle Guardie Zoofile di  ENPA Milano in collaborazione con la Polizia Provinciale di Monza e Brianza a distanza di più di tre anni dalla data del primo controllo avvenuto presso il Circo Pantera Rosa di Aldo Martini effettuato nel 2012, hanno finalmente potuto trovare accoglienza presso il Centro Fauna Selvatica di Modena “Il Pettirosso”.

Grazie infatti a una azione congiunta con la Polizia Provinciale su disposizione del Giudice del Tribunale di Monza, questa mattina 2 istrici e una poiana di Harrys sono stati finalmente trasferiti dal circo Nando Orfei, dove erano attualmente detenuti, che si trova attendato allo Scalo Romana di Milano, al CRAS modenese, dove finalmente saranno detenuti in maniera più consona alle loro specifiche necessità etologiche. Gli animali sono infatti di proprietà di una mostra faunistica che attualmente lavora con il Circo Orfei.

Già a settembre dello scorso anno si era potuto procedere al trasferimento di un leone e di una tigre, custoditi presso il Circo Martini e detenuti in uno dei carrozzoni del circo ad un “Centro di detenzione e recupero di animali pericolosi” della Toscana.

Il processo a carico di Radojca Mirkovich, il circense accusato di maltrattamento di animali proprietario degli animali trasferiti questa mattina, è ancora in corso presso il Tribunale di Monza, dove ENPA e LAV sono costituite parte civile.

Nel corso di varie verifiche compiute dalle Guardie Zoofile di ENPA Milano e dalla Polizia Provinciale di Monza e Brianza furono riscontrate infatti condizione di detenzione degli animali che configuravano il reato di maltrattamento: per questa ragione furono posti sotto sequestro il leone, la tigre, la poiana, un avvoltoio, poi deceduto, due istrici oltre a un coccodrillo del Nilo, un caimano, un alligatore. Contro quel sequestro gli odierni imputati avevano ricorso più volte al Tribunale del Riesame e in Cassazione ma senza riuscire ad ottenere l’annullamento del provvedimento.

“Nonostante il tempo intercorso dalla data del sequestro al trasferimento degli animali possa sembrare eccessivo” ha dichiarato Ermanno Giudici Capo Nucleo delle Guardie Zoofile di ENPA Milano “bisogna precisare che non è mai semplice trovare una collocazione per questi animali in centri autorizzati e disponibili ad accoglierli. Le strutture idonee dotate delle necessarie autorizzazioni in Italia sono pochissime e per questo motivo anche con poca disponibilità rispetto alle effettive necessità e richieste. ENPA Milano ringrazia per questo anche LAV che ha ottenuto il trasferimento dei felini ed ha collaborato perché si riuscisse a predisporre il trasferimento dei due istrici e della poiana presso il CRAS “Il Pettirosso” di Modena.”

 


  • -

Legge della Regione Lombardia 20/2015: via libera al bracconaggio

La Regione Lombardia ha emanato una legge, la 20/2015, che prevede il rilascio gratuito della licenza di caccia per il primo anno a tutti, compresi quanti l’hanno dovuta rifare a causa di ritiro (bracconaggio o gravi infrazioni) e con una circolare specifica che “con tale modifica si intende promuovere il rilascio di nuove licenze venatorie (…) in occasione del primo rilascio o, nel caso di revoca, del successivo nuovo rilascio”.

Questo significa, senza tanti giri di parole, premiare persone che hanno commesso reati con il chiaro intento di guadagnare voti da parte della componente venatoria più retriva. Se a questo aggiungiamo la sorte che avranno le Polizie Provinciali, l’esiguità delle sanzioni per chi commette crimini contro gli animali e la penuria complessiva di controlli possiamo tranquillamente dire che la Regione Lombardia si pone in prima fila fra le istituzioni che premiano i cacciatori e i bracconieri. Tutto questo con i soldi di tutti i cittadini che, come sappiamo, in grandissima parte sono contrari alla caccia.

Un vero affronto in un periodo di grandi sacrifici per tutti, che premia chi delinque. Complimenti

Ermanno Giudici
Presidente


ENPA Milano chiede maggiore attenzione da Forze di Polizia contro maltrattamento animali

Il presidente dell’ENPA di Milano Ermanno Giudici ha inviato al Prefetto, al Questore e al Comandante dei Carabinieri della Provincia di Milano, una nota nella quale chiede al Prefetto di Milano di diramare una circolare a tutti i Comandi della Polizia Locale, dei Carabinieri e della Polizia di Stato che evidenzi la loro centralità nell’attuazione delle normative poste a tutela degli animali, in riferimento alla applicazione della legge 189/2004 che ne sanziona il maltrattamento qualificandolo come un delitto.

L’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti dei diritti degli animali è in costante crescita e, di conseguenza, anche le richieste dei cittadini che pervengono alle varie Forze di Polizia sono in aumento, anche se non sempre sono ben informate sui loro doveri nei confronti del delitto di maltrattamento di animali. Peraltro è oramai quasi certo che ci sarà il deprecato scioglimento del Corpo Forestale dello Stato e delle Polizie Provinciali, che rappresentavano i principali organi delegati alla vigilanza sul benessere animale, in virtù del decreto attuativo della legge 189/2004, decisione che inevitabilmente porterà a una riduzione delle forze in campo, prioritariamente indicate dallo Stato per la repressione del maltrattamento degli animali; questa attività dovrà quindi trovare gli altri interlocutori maggiormente attenti, in particolar modo per quanto concerne le Polizie Locali.

Il Prefetto detiene, anche relativamente ai crimini contro gli animali, compiti di indirizzo e di coordinamento di tutte le Forze dell’Ordine, come previsto dal D.M. del Ministero dell’Interno del 23/03/2007 ed è per questo che ENPA ne richiede un intervento.

Purtroppo pensare di smantellare il Corpo Forestale e le varie Polizie Provinciali, senza prevedere la creazione di un corpo di Polizia Ambientale dedicato a presidiare il settore delle ecomafie e delle zoomafie, per arrivare al maltrattamento di animali compiuto da singoli soggetti, non è stata un’idea né condivisibile, né lungimirante, che porterà a gravissime ripercussioni se l’esecutivo non correggerà questa decisione che sottrae forze in un settore molto specifico.

“Spesso, anche se non così frequentemente, veniamo a conoscenza del fatto che qualche comando di Polizia Locale, ad esempio, non si attivi correttamente rispetto a questa problematica e manca uniformità sul territorio provinciale, come invece sarebbe auspicabile nella repressione dei reati a danno di animali” spiega il presidente di ENPA Milano Ermanno Giudici “Questo fatto purtroppo non assicura una puntuale applicazione della normativa ed i cittadini lamentano che alcuni comandi degli organi di polizia rifiutino la presentazione di denunce per il reato di maltrattamento agli animali: per questi motivi abbiamo ritenuto opportuno richiedere l’intervento del Prefetto e l’attenzione del Questore e del Comandante provinciale dei Carabinieri, che siamo certi raccoglieranno il nostro invito per un maggiore stimolo delle forze in campo.

Con questa nota abbiamo rinnovato la nostra disponibilità a organizzare momenti formativi specifici sul tema del maltrattamento degli animali, su ambiti applicativi e su modalità operative di accertamento dello stesso, come già accaduto negli anni passati, ringraziando nel contempo le forze di polizia per quanto messo in atto per contrastare il maltrattamento di animali”.


Contro la disgregazione di Polizia Provinciale e Corpo Forestale

La distruzione della professionalità delle Polizie Provinciali e del Corpo Forestale porteranno alla dispersione di professionalità importanti per la lotta contro i crimini ambientali e quelli a danno di fauna e animali d’affezione. Questi corpi meritavano di essere riqualificati, riformati, sottratti al soffocante controllo politico, e messi in grado di effettuare un reale contrasto alla criminalità.
Quello che sgomenta è che il Governo parli di scioglimento, ma sembra che nessuno riesca a pensare a un destino razionale per questi uomini, per questo patrimonio di conoscenze, come se la lotta per la tutela di ambiente e animali fosse un argomento di secondaria importanza. Non esiste, ad oggi, un piano intelligente di razionalizzazione, soltanto un’idea di soppressione e distruzione.
Vi invitiamo a partecipare al presidio del 14 luglio davanti a Palazzo Lombardia.


I prossimi eventi

Facebook

Twitter

Archivio notizie

Cerca