Tutela animali, la difficoltà di sostentamento di ENPA e altre associazioni

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Tutela animali, la difficoltà di sostentamento di ENPA e altre associazioni

Non soltanto l’oasi di Vanzago, con la quale collaboriamo da sempre, è a rischio di estinzione ma anche l’operatività di ENPA Milano rischia di essere seriamente compromessa da una crisi senza fine, accompagnata da una cronica mancanza di contributi da parte delle amministrazioni pubbliche.
La nostra sede da più di un decennio non riceve un Euro di contributo pubblico da Comune, Provincia e Regione, pur svolgendo un’attività importante che rappresenta un punto di riferimento per la cittadinanza del territorio. Questo fatto, che reputo davvero vergognoso, rischia di far scomparire o ridimensionare molto i servizi offerti agli animali, sia che siano effettuati da ENPA Milano o da altre realtà come il WWF.
Se non fosse per le offerte, i contributi, le attività della clinica veterinaria e i lasciti testamentari la nostra sede avrebbe già dovuto chiudere i battenti: la nostra sopravvivenza è legata alla generosità di chi ci sostiene, senza alcun riconoscimento degli enti pubblici.
Chi vuole aiutare chi opera concretamente per gli animali sostenga le associazioni che hanno un’attività concreta, che dimostrano di essere operative. Senza il sostegno dei cittadini rischiano di chiudere i battenti e con loro anche tanta parte di assistenza agli animali feriti, maltrattati, in pericolo.
Per aiuti: donazioni.enpamilano.org
Ermanno Giudici
Presidente


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Regione Lombardia: giro di vite sugli stand benefici

Fiori, bonsai, e altro ancora. “Troppe iniziative” e spesso a due passi dai negozi: la Regione Lombardia impone nuove regole, ma insorgono le opposizioni.

(da un articolo di Repubblica.it)

Forse bisognerebbe fare un corso per corrispondenza agli amministratori pubblici, che ancora non si sono resi conto che il welfare e l’assistenza in Italia sono efficaci e vivi grazie al volontariato, che non costa ma eroga servizi grazie ai fondi che raccoglie. Parlare di concorrenza sleale e di tutela dei negozianti sembra veramente paradossale, così come credere che se uno dei nostri stand benefici, in cambio di un’offerta, propone una t-shirt questo possa essere visto come turbativa del libero commercio.

Si possono condividere o meno gli scopi delle raccolte pubbliche di offerte, ma è il cittadino a scegliere chi aiutare liberamente: cercare di limitare queste fonti di introito per le associazioni è veramente contro il buon senso.

Diverso è il discorso sulla verifica della conformità alle disposizioni legislative delle associazioni, delle organizzazioni che troppo spesso sono fasulle, non operano sul territorio ma drenano soldi ai cittadini convinti di fare del bene. Ci vogliono maggiori controlli, ma non si vada a colpire l’associazionismo serio, quello che cerca di supplire con l’aiuto dei privati alle carenze degli enti pubblici, secondo quei concetti di prossimità e trasversalità che sono inseriti nella nostra Costituzione.

La nostra sezione non riceve contributi pubblici, svolge un grande lavoro di salvaguardia degli animali sul territorio di Milano e Provincia vivendo solo dei contributi e delle erogazioni liberali dei cittadini. Se in futuro anche queste entrate, già falcidiate dai morsi della crisi, verranno a mancare i cittadini dovranno ottenere dalla Regione Lombardia e dai Comuni quelle prestazioni sugli animali che già avrebbero dovuto erogare da anni, ma che in buona parte, in tantissimi settori dell’assistenza, sono effettuate grazie a volontari e associazioni.

Ermanno Giudici
Presidente


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