Cuccioli di cane abbandonati a Rho in una scatola, trovati e portati in ENPA da due ragazzi.

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Cuccioli di cane abbandonati a Rho in una scatola, trovati e portati in ENPA da due ragazzi.

Questi 5 bellissimi cuccioli di cane sono stati trovati ieri sera da due studenti all’interno di uno scatolone lungo un viale del rione Pantanedo di Rho.

Una volta recuperati, i ragazzi hanno messo una bottiglia di acqua calda per cercare di scaldarli e con i mezzi pubblici si sono recati presso la nostra sede ENPA su consiglio di una loro amica. Una volta arrivati presso la clinica, i cuccioli sono stati visitati dai nostri veterinari.

 

 

Stanno tutti bene e la loro età può essere stimata intorno ai 15 giorni.

Saranno trasferiti presto presso un’altra struttura rifugio per tutto il periodo dello svezzamento e successivamente potranno essere adottati.

“Era da un po’ di tempo che non accadeva un episodio simile in Milano” ha dichiarato Ermanno Giudici Presidente ENPA Milano “queste situazioni limite devono però aiutarci a riflettere sul perché la sterilizzazione dei cani e dei gatti è così importante, oltre che per la lotta al randagismo, anche per evitare cucciolate di animali di proprietà.

E al di là di questo ricordiamo che non bisogna mai prendere una decisione simile che poteva avere conseguenze drammatiche per i cagnolini oltre che penali per chi li ha abbandonati.

Ci sono comportamenti più intelligenti e civili da mettere in atto prima di abbandonare degli animali, come contattare strutture che possano consigliare come gestire al meglio la situazione”.

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ENPA Milano scrive a forze di polizia: non serve la presenza di un veterinario per interrompere un reato su animali

LETTERA INVIATA ALLE FORZE DI POLIZIA, PROCURATORI, QUESTORE E ATS

L’ENPA di Milano ha inviato una lettera a tutte le forze di polizia e, per conoscenza, alle Procure della Repubblica che hanno giurisdizione sul territorio provinciale, all’Ordine dei medici veterinari e al dirigente dell’ATS della Città Metropolitana, proprio per puntualizzare che non è necessaria la presenza di un veterinario per interrompere un reato di maltrattamento contro un animale, intervento obbligatorio e da compiersi senza ritardo dalla Polizia Giudiziaria.

È quanto viene illustrato nella nota del Capo Nucleo delle Guardie Zoofile di Milano Ermanno Giudici, specificando come, in alcuni e non sporadici casi, la Polizia Giudiziaria non abbia effettuato i dovuti controlli su presunti maltrattamenti di animali a causa dell’assenza di un veterinario sul luogo del reato.

“La 189/2004, che ha istituito il delitto di maltrattamento di animali, affida a tutte le forze di polizia la repressione dei maltrattamenti a danno di animali e per i quali la procedibilità è sempre d’ufficio, senza porre ulteriori condizioni” indica Ermanno Giudici nella nota. “Quando un intervento è urgente perché un animale è in pericolo di vita o in una situazione di grave sofferenza, al pari di una situazione simile e nelle stesse circostanze relativa a un essere umano, l’intervento non può essere procrastinato mai. È necessario essere tempestivi per interrompere le condizioni che causano la sofferenza della vittima del reato, come prevede la norma penale. L’accertamento delle condizioni di salute dell’animale maltrattato potrà essere effettuato in un secondo momento, proprio come avverrebbe per un minore oggetto di maltrattamenti”.

La violenza e i crimini messi in atto nei confronti degli animali sono stati riconosciuti come potenziali reati precursori di altri eventi violenti sugli esseri umani, come indicato nella letteratura scientifica su questa tipologia di fenomeni.

LETTERA INVIATA ALLE FORZE DI POLIZIA, PROCURATORI, QUESTORE E ATS

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Esche avvelenate, le due giornate del corso organizzato da ENPA Milano

Giovedì 28 e venerdì 29 aprile ENPA Milano ha organizzato un seminario per forze di polizia e giornalisti su un fenomeno purtroppo molto diffuso ma ancora poco contrastato: “Bocconi ed esche avvelenate come pericolo per la società – Seminario teorico pratico sulle attività di polizia giudiziaria e veterinaria per il contrasto del fenomeno criminale”.

La prima giornata del corso, interamente teorica, è stata ospitata dalla Scuola di Polizia Locale di Milano e ha visto illustri professionisti coinvolgere gli operatori delle forze dell’ordine su questa importante tematica. Il programma è stato così composto:

Paola D’Amico, giornalista del Corriere della Sera, Gli avvelenamenti: un fenomeno in crescita
Rosario Fico, Responsabile del Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria presso Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, Analisi dei dati: casi da serial killer
Ermanno Giudici, Presidente di ENPA Milano, Focus sul reato e sulle violazioni connesse, fra Codice Penale e leggi speciali
Alessandro Quercioli, già Comandante del Corpo di Polizia Provinciale di Firenze e attuale Capo Nucleo Guardie Zoofile di ENPA Firenze, Come si contrasta il fenomeno: l’esperienza della Polizia Provinciale di Firenze
Liliana Mauri, Ufficiale di Polizia Locale di Milano, Responsabile dell’Unità Tutela Ambiente e GEV, Responsabile Unità Ecologia e Tutela Animali, L’attività dell’Unità Tutela Animali della Polizia Locale: focus su Milano
Irene Franco, Direttore Sanitario della Clinica Veterinaria di ENPA Milano, Interventi urgenti in caso di avvelenamento di animali
Rosario Fico, Responsabile del Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria presso Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, Sulla scena del crimine: tecniche di ingresso e costruzione dell’indagine

La seconda giornata del corso, interamente tenuta dal prof. Rosario Fico, si è svolta invece all’interno del Parco Canile del Comune di Milano e ha previsto una simulazione di repertazione direttamente “sul campo”. Gli agenti delle forze dell’ordine, suddivisi in tre gruppi, hanno effettuato una vera e propria analisi di tre scene del crimine appositamente allestite dal relatore con finte esche avvelenate. Dopo aver esaminato le documentazioni raccolte, gli agenti hanno redatto una relazione che è stata presentata in aula, con un confronto e una discussione sui metodi di repertamento e di stesura del verbale.

Il corso si è concluso lasciando a relatori, corsisti e organizzatori una grande soddisfazione. Crediamo molto nella formazione e nell’informazione e ciò non sarebbe possibile senza i relatori che hanno condiviso le proprie conoscenze in queste giornate. Un ringraziamento particolare va al professor Rosario Fico e alla giornalista Paola D’Amico del Corriere della Sera per le preziose sinergie.

Vogliamo infine cogliere l’occasione per ringraziare tutti gli agenti di Polizia Locale, Polizia Provinciale e Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Guardie Zoofile di Milano, Rho, Sesto San Giovanni, Segrate, Monza e Lecco per la partecipazione e per i contributi personali, grazie ai quali sarà davvero possibile fare un passo in avanti nella lotta contro un fenomeno davvero pericoloso.

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Legge della Regione Lombardia 20/2015: via libera al bracconaggio

La Regione Lombardia ha emanato una legge, la 20/2015, che prevede il rilascio gratuito della licenza di caccia per il primo anno a tutti, compresi quanti l’hanno dovuta rifare a causa di ritiro (bracconaggio o gravi infrazioni) e con una circolare specifica che “con tale modifica si intende promuovere il rilascio di nuove licenze venatorie (…) in occasione del primo rilascio o, nel caso di revoca, del successivo nuovo rilascio”.

Questo significa, senza tanti giri di parole, premiare persone che hanno commesso reati con il chiaro intento di guadagnare voti da parte della componente venatoria più retriva. Se a questo aggiungiamo la sorte che avranno le Polizie Provinciali, l’esiguità delle sanzioni per chi commette crimini contro gli animali e la penuria complessiva di controlli possiamo tranquillamente dire che la Regione Lombardia si pone in prima fila fra le istituzioni che premiano i cacciatori e i bracconieri. Tutto questo con i soldi di tutti i cittadini che, come sappiamo, in grandissima parte sono contrari alla caccia.

Un vero affronto in un periodo di grandi sacrifici per tutti, che premia chi delinque. Complimenti

Ermanno Giudici
Presidente

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Polizia Locale

Obbligo della Polizia Locale è intervenire contro i maltrattamenti di animali

Ricordate sempre che in tutta Italia la Polizia Locale ha il compito di reprimere il reato di maltrattamento di animali, previsto dalla legge 189/2004 e inserito nel Codice Penale (art. 544 bis e seguenti), come indicato dal decreto del Ministero dell’Interno 23/03/2007.

Per questo motivo tutti i comandi della Polizia Locale hanno l’obbligo di ricevere le denunce dei cittadini relative a maltrattamenti subiti dagli animali ed a Milano è attivo un nucleo dedicato alla tutela degli animali.

ENPA Milano ha sollecitato il Prefetto ad inviare una circolare a tutti i comandi della Polizia Locale, ma anche alle altre forze di polizia che hanno comunque obbligo di perseguire ogni tipologia di reato, perché si attivino in caso di segnalazioni da parte dei cittadini.

Vi invitiamo a segnalare eventuali inadempienze, oramai sempre meno in provincia di Milano, sia a noi che al Prefetto e alla Procura della Repubblica, per la valutazione di eventuali violazioni degli obblighi imposti dalla normativa vigente.

Ringraziamo anche tutti quei Comandi di Polizia Locale, Polizia di Stato e Carabinieri che, sempre più numerosi, mettono in atto attività di tutela degli animali dai crimini posti in essere nei loro confronti.

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