Gattino che vagava in Viale Ortles soccorso da ENPA Milano

Gattino che vagava in Viale Ortles soccorso da ENPA Milano

Nel pomeriggio di oggi alcune persone si sono subito preoccupate della sorte di questo piccolo gattino che vagava da solo sul marciapiede di Viale Ortles: per paura che finisse in strada lo hanno messo in una scatola e hanno chiamato l’ENPA di Milano.

Il piccolo micio sta bene e probabilmente è stato lasciato indietro dalla propria madre durante le operazioni di trasferimento. Solitamente quando vengono avvistati soli ancora così piccoli, bisognerebbe tentare un ricongiungimento con mamma gatta, aspettando che torni indietro a prenderlo,
ma in questo caso non c’erano condizioni tali da poterlo fare e il gattino avrebbe rischiato la vita.
Adesso sarà svezzato dai nostri volontari e successivamente dato in adozione.

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Gattino in pericolo su cavalcavia dell’autostrada Milano Venezia

Salvo grazie a intervento di ENPA Milano e Vigili del Fuoco

Alcuni abitanti dei palazzi prospicienti il tratto del cavalcavia autostradale della Milano Venezia, avevano visto due giorni fa dai propri balconi un gattino che, stranamente, si aggirava sul terreno di fianco alla barriera antirumore che affaccia proprio davanti ai palazzi.

“Dagli spostamenti del micio, raccontati dai segnalanti, sembrava proprio che non riuscisse più a tornare indietro verso la parte in discesa del cavalcavia, che lo avrebbe portato verso una casa abbandonata dalla quale probabilmente era arrivato” ha dichiarato il soccorritore dell’ENPA.

“In quel tratto di tangenziale ci sono dei varchi tra le barriere antirumore che portano alla strada che viene percorsa ad alta velocità prima dell’imbocco della Milano Venezia. Per garantire l’incolumità del gattino, abbiamo deciso di non tentare la cattura ma di posizionare una gabbia trappola visto l’ampio spazio che comunque avevamo a disposizione.

Dopo neanche un’ora dal posizionamento, le stesse persone che ci avevano segnalato la presenza del gattino in pericolo, ci hanno richiamato per dirci che il gattino era finalmente entrato nella gabbia. Abbiamo così potuto andare a recuperarlo con il supporto di un’autoscala dei Vigili del Fuoco!”.

Il gattino era in quel punto da qualche giorno e ha iniziato a farsi sentire quando probabilmente non riusciva più a procurarsi da mangiare. Così l’odore del cibo inserito all’interno della gabbia trappola lo ha subito attirato. Una volta giunto nella nostra clinica è stato visitato dai veterinari e in effetti è risultato provato e deperito.

Adesso sta bene ed è stato trasferito al gattile comunale in attesa di adozione, che speriamo non tarderà.

 

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Anche una piccola vita è importante!

Sono davvero piccoli i nostri protagonisti di oggi, ma nulla cambia per noi, la speranza che possano farcela fa aumentare se possibile ancora di più le attenzioni, le cure e l’amore che i nostri veterinari, volontari e staff riescono a dare. Senza dimenticare mai che nessuna mano umana, per quanto attenta e amorevole, riuscirà a dare esattamente le stesse cure dei genitori piumati.

Il piccolo merlo era in un giardino e si trovava in pericolo: troppi gatti in giro! Il nido di cince era caduto a terra, fortunatamente intero e con tutti gli “abitanti” ancora vivi e arzilli, mentre il pigliamosche è stato visto al suolo, ma troppo vicino ad una strada trafficata. Per ultimo il codirosso spazzacamino, che ha urtato contro il parabrezza di un’auto.

Storie di animali che rischiavano di interrompersi, ma che invece avranno ancora una chance grazie a chi li ha salvati e a ENPA che ogni giorno li accoglie!

Non dimenticate di aiutarci, senza di voi noi e loro rischiamo di non farcela!

www.clinicaenpami.org

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Gattino nel motore soccorso e catturato da ENPA Milano

Alle 9.30 di oggi una signora ha telefonato all’ENPA di Milano per chiedere l’intervento degli operatori per il recupero di un gattino nascosto nel vano motore di un’auto parcheggiata in via Ortles. La persona che ha contattato la sede ha successivamente dichiarato che aveva più volte tentato di catturare il micio, ma senza successo. Era preoccupata per le sorti del cucciolo visto che aveva già attraversato la strada una volta rischiando di essere investito.

La soccorritrice di ENPA Milano, una volta sul posto, ha steso una rete lungo il perimetro dell’auto da dove provenivano i miagolii, onde evitare che il micio potesse fuggire di nuovo e ha atteso l’arrivo del proprietario dell’auto che nel frattempo era stato rintracciato e avvisato.Dopo un paio di ore, dopo essersi probabilmente calmato e essere stato attirato dal cibo, che era stato posizionato sotto l’auto per cercare di attirarlo, il gattino è sceso da solo dal vano motore ed è stato catturato dall’operatrice.“Avevo quasi perso le speranze” ha dichiarato la soccorritrice dell’ENPA di Milano “e invece quando le persone che erano a curiosare sul posto si sono allontanate, il micio che era inizialmente molto agitato si è tranquillizzato e piano piano ha trovato il coraggio di avvicinarsi al cibo per mangiare”.

“È sempre consigliabile in casi come questi avere molta pazienza e non rincorrere il gatto, anche quando può sembrare semplice da catturare” ha dichiarato Ermanno Giudici Presidente di ENPA Milano. “Il rischio è che non si riesca ad agire in sicurezza, mettendo in pericolo il gatto stesso ma anche le persone. Nel caso di avvistamento di un gatto che si va a nascondere in un vano motore o se si sentono miagolii sospetti provenire da una macchina parcheggiata, occorre mettere un cartello sul parabrezza avvisando il proprietario dell’auto di non accendere assolutamente il motore e contattarci per richiedere un intervento dei nostri operatori. L’uscita dei soccorritori ENPA, nei limiti delle nostre possibilità operative, viene concordata con il gattile comunale per il successivo ricovero dell’animale presso la struttura pubblica.”

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Nel fine settimana portati dai cittadini tanti cuccioli di animali in difficoltà all’ENPA Milano

Nel fine settimana appena trascorso, a causa delle forti piogge, molti cuccioli hanno avuto non poche difficoltà. Per questo le persone ne hanno trovati diversi in condizioni di pericolo, li hanno soccorsi e portati presso la nostra sede per consegnarli ai nostri veterinari e ai volontari.

“E’ davvero molto importante per noi poter fare affidamento anche sui cittadini
che una volta trovato l’animale in difficoltà si attivino, chiedendo come fare prima, anche per trasportarli direttamente presso la nostra struttura” ha affermato Giudici presidente di ENPA Milano. “Non è sempre facile capire quando intervenire, ma una volta accertate le reali condizioni di pericolo dell’animale, anche dopo eventuale confronto telefonico con i nostri operatori, poter contare sull’aiuto dei segnalanti agevola il lavoro dei nostri volontari, già molto impegnati in questo periodo. “

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Dopo violento temporale cade a terra nido con 5 piccoli di gheppio: tutti salvi grazie a ENPA Milano

Questi piccoli gheppi di pochi giorni sono stati trovati ieri a terra, ancora all’interno del nido da alcuni operai di un cantiere del Fiordaliso di Rozzano.
Grazie al primo intervento del personale dell’”Oasi Smeraldino” e degli agenti della Polizia Locale di Rozzano, accertate le condizioni disperate dei 5 piccoli rapaci, è stato chiesto il pronto intervento dei soccorsi dell’ENPA di Milano.

La caduta del nido è stata probabilmente causata dal temporale della notte precedente: all’arrivo presso la sede dell’ENPA i piccoli rapaci erano infatti ipotermici e non reagivano praticamente ad alcuno stimolo, segno che i genitori non erano più riusciti ad alimentarli per un lungo periodo.

Con l’aiuto di tappetini termici, miele e acqua, hanno pian piano iniziato a riprendersi e ora stanno decisamente meglio.
Il traliccio dal quale è caduto il nido era una delle strutture pubblicitarie utilizzate dal centro commerciale.

Una delle molte storie a lieto fine che si riescono a portare a termine grazie alla presenza dei soccorritori di ENPA Milano.

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Dopo 2 settimane di cure in ENPA, i cigni stanno bene e vengono liberati

Li abbiamo soccorsi il 21 maggio grazie alla segnalazione di due ragazzi che li avevano visti in difficoltà lungo il canale Muzza: erano legati tra loro ad un filo di nylon da pesca e avevano riportato anche ferite alle ali e alle zampe.
Dopo le cure ricevute in ENPA li abbiamo finalmente potuti liberare.
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Due belle storie a lieto fine: due topolini adottati e il primo cucciolo di pipistrello della stagione.

Oggi vogliamo raccontare due belle storie a lieto fine:

– due dei 50 topolini che sono in ENPA sono stati adottati da Daniela una persona che segue e sostiene da anni la nostra associazione e che in passato aveva già adottato da noi due gatti. Ma non pensiamo ai cartoni animati di Tom & Jerry! L’adottante li terrà ben lontani e curerà Caciotta e Gruviera, i nomi dei due topolini, con tutte le necessarie attenzioni! Nelle foto sono già nella loro nuova casa. Speriamo che siano in tanti a seguire l’esempio di Daniela.

 

– il primo giugno è arrivato il primo pipistrello di pochi giorni di vita della stagione. Trovato a terra in via Barona a Milano, salvato grazie a Claudia che si è fermata, lo ha raccolto e dopo diverse telefonate, è stata indirizzata alla nostra associazione. Claudia si è precipitata di corsa in ENPA, perché il cucciolo era così piccolo che aveva  paura potesse morire: come vedete dalla foto infatti è grande quanto un ago di una siringa, ma comunque sta bene!

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Cornacchia rimasta impigliata in rete di plastica

Salva grazie all’intervento dell’ENPA di MIlano

Ieri pomeriggio una ragazza, passeggiando in un parco di Cernusco sul Naviglio accanto ad una zona industriale, ha sentito degli strani rumori provenire da un’area piena di rifiuti abbandonati. Avvicinandosi incuriosita ha notato un piccolo di cornacchia che si dibatteva nel disperato tentativo di liberarsi da una rete di plastica nella quale era rimasto impigliato con entrambe le zampe.

Così Federica ha chiesto l’intervento dell’ENPA per aiutarla a liberare il povero animale rimasto intrappolato.

 

Una volta sul posto, l’operatore ha pazientemente liberato dal groviglio la piccola cornacchia, che nel frattempo era rimasta sotto lo sguardo vigile della madre che aveva assistito a tutta la scena. Il soccorritore, valutando le condizioni dell’animale, ha ritenuto opportuno verificare che la cornacchia non avesse subito traumi agli arti o alle ali e non ha potuto, purtroppo, lasciarla sul posto portandola presso la clinica.

Capita spesso di liberare animali da vari rifiuti abbandonati, come fili di plastica usati per la chiusura dei sacchi di plastica per la pattumiera o fili di nylon e lenze, di solito abbandonati lungo fiumi e bacini idrici. Un segno di inciviltà che può compromettere la sopravvivenza della fauna, come nel caso del piccolo di cornacchia salvato grazie alla segnalazione di Federica e che altrimenti avrebbe sicuramente fatto una brutta fine. La stessa fortuna avuta dai due cigni soccorsi pochi giorni fa nel canale Muzza.

Tutti questi interventi vengono svolti dall’ENPA in forma gratuita, senza avere convenzioni con gli enti pubblici: sopravviviamo soltanto grazie al sostegno di chi, fortunatamente risponde ai nostri appelli e riesce a comprendere anche gli sforzi economici che dobbiamo affrontare per rispondere alle chiamate dei cittadini.

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Nel cortile della parrocchia trovano un piccolo di gheppio caduto dal nido

Un ospite della comunità lo soccorre e lo porta a ENPA Milano

Questo piccolo di gheppio è stato trovato a terra all’interno del cortile della Chiesa dagli ospiti della comunità della Parrocchia di San Nazaro e Gelso della Barona di Milano.

Quando lo hanno visto, sapevano già da quale nido potesse essere caduto, ma erano convinti che si trattasse di un nido di piccioni.

 

“Il nido è sempre stato lì, sopra una delle finestre degli appartamenti al terzo piano della nostra struttura” ha raccontato Xavier, il ragazzo che ha avvistato per primo il piccolo rapace. “Quando ho capito che non era un piccione ho aspettato un po’ prima di raccoglierlo, perché pensavo e speravo che la mamma si avvicinasse e riuscisse a dargli da mangiare. Ma non è andata così e allora mi sono avvicinato piano piano e l’ho preso e messo in una scatola. Ma non sapevamo cosa farne fino a quando non abbiamo trovato ENPA Milano dopo una ricerca su internet e ve lo abbiamo portato. Adesso che sappiamo che è un gheppio osserviamo molto più incuriositi il nido: notiamo che la mamma prima di avvicinarsi al nido controlla la situazione dalla sommità del tetto e che quando vede che è tutto tranquillo va a rifocillare i due piccoli. Ma abbiamo notato che loro sono più grossi di quello caduto in cortile. Secondo me gli altri due lo hanno sbattuto fuori!” racconta Xavier.

In effetti succede spesso che i rapaci depongano un terzo uovo, con ritardo rispetto ai primi due. Una sorta di assicurazione per il successo riproduttivo. Se uno dei fratelli dovesse morire i due superstiti potrebbero cavarsela. Diversamente il più piccolo spesso viene letteralmente buttato fuori dal nido, per non dividere le prede che portano i genitori. Questo comportamento è ben noto agli studiosi che lo hanno definito “la sindrome di Caino”. Proprio in memoria dell’episodio biblico in cui Caino uccise il fratello Abele. Il piccolo è stato fortunato e per adesso sta bene, ed è stato trasferito al CRAS di Vanzago.

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