Pitone reale trovato a Segrate e consegnato a ENPA Milano

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Pitone reale trovato a Segrate e consegnato a ENPA Milano

Category : News

Ieri pomeriggio il portiere di uno stabile di Segrate, mentre accedeva allo scantinato del palazzo presso cui stava lavorando, ha avvistato un pitone reale di circa 80 cm che si aggirava lungo il corridoio di accesso alle cantine.

Essendo gennaio le temperature sono abbastanza basse e il serpente che è un animale a sangue freddo, era praticamente immobile, in uno stato di ibernazione come recentemente successo alle iguane in California.

Il custode non ha avuto alcuna difficoltà a recuperare il pitone reale, metterlo in una scatola, e avvisare l’ufficio tutela animale del comune di Segrate del ritrovamento dell’insolito esotico.

“Purtroppo come spesso accade quando il personale degli Uffici di Tutela degli Animali comunali, viene contattato per il ritrovamento di un serpente esotico inizia il “giro” delle competenze, come accaduto anche in questo caso” ha dichiarato Ermanno Giudici Presidente di ENPA Milano. “E come sempre, non essendo presenti sul territorio strutture in grado di ospitare questi animali, dopo aver consultato invano sia gli uffici CITES dei Carabinieri Forestali, sia i veterinari dell’ATS territoriale, a quanto detto dai segnalanti, siamo stati contattati noi.

Adesso il serpente, che fortunatamente sta bene, è presso la nostra struttura e speriamo che leggendo questo appello, il proprietario riconosca il proprio pitone e ci contatti. Non è difficile però che l’animale non sia riuscito a scappare da una teca ma che possa essere stato abbandonato.”

Raccomandiamo sempre di non acquistare animali esotici che sono impegnativi da custodire e non possono avere il giusto benessere nelle case delle persone.

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ENPA Milano, i numeri di un anno di soccorso agli animali

Anche nell’anno appena concluso, l’ENPA di Milano ha lasciato il segno riuscendo a soccorrere ben 2559 animali in difficoltà su tutto il territorio di Milano e provincia.

Un successo raggiunto anche grazie a 1766 persone: quelle che si sono recate presso la sede di via Gassendi per consegnare personalmente ai nostri operatori l’animale ferito o in difficoltà trovato sul territorio.

Gli operatori dell’ENPA Milano, nel 2017 sono riusciti ad evadere 554 richieste di intervento diretto con i propri automezzi attrezzati per il soccorso, molto spesso in collaborazione con i Vigili del Fuoco.

Un binomio che negli ultimi periodi si è andato sempre più consolidando, vista anche la difficoltà di “raggiungere” alcuni animali per le difficili situazioni in cui si sono venuti a trovare.

Basta ricordare la volpe rimasta bloccata in una fenditura creatasi lungo le sponde del Naviglio Martesana, intervento che ha visto impegnati gli esperti del Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco oppure la rondine rimasta appesa a 15 metri di altezza, soccorso che ha reso necessario l’intervento dei pompieri appartenenti al nucleo SAF – Speleo Alpino Fluviale.

Andando a leggere il lungo elenco degli animali soccorsi nell’arco dell’intero 2017 si contano ben 6 volpi e 252 rondoni salvati, numeri che vanno bene al di là dei singoli episodi ascesi agli onori della cronaca in quanto particolari. Scorrendo il dettaglio delle specie contenute nel lungo elenco si possono evidenziare moltissimi altri salvataggi: da quello di un boa albino, che si aggirava in un giardino condominiale di uno stabile in via Vergiate, soccorso, recuperato e restituito al proprietario, a quello del pitone reale caduto dal quarto piano di un palazzo di viale Abruzzi e che si è salvato miracolosamente ed è stato riconsegnato anch’esso al proprietario. Si aggiunge a questi serpenti anche un lampropeltis, che per 15 giorni era stato visto aggirarsi nel condominio di via Ingegnoli ma che nessuno era mai riuscito a catturare.

Fortunatamente per questi animali gli episodi hanno avuto un lieto fine, trattandosi di casi di fughe “accidentali” avvenute per distrazione dei proprietari.

A molti degli altri animali soccorsi, come per alcuni che erano presso la struttura già da diverso tempo, gli operatori di ENPA Milano hanno trovato anche una valida adozione e precisamente è successo per 32 gatti, 15 pappagalli, 4 serpenti (tra cui 3 pitoni reali), 1 cincillà, 1 gerbillo e molti altri.

Anche uno degli ormai “famosi” falchi pellegrini del Pirellone rientra tra i soccorsi del 2017, così come quello di un falco pecchiaiolo che a maggio si è letteralmente schiantato contro il vetro della finestra di un balcone all’ottavo piano di un palazzo in piazzale Bacone a Milano.

“Quando a Milano si parla di “pronto soccorso” per animali, il primo nome che viene in mente alla stragrande maggioranza dei cittadini è proprio quello di ENPA, l’associazione più importante e presente sul territorio, che si occupa di questa attività ormai da diversi anni” ha commentato Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano.

“Potremmo continuare a riempire pagine e pagine con questi racconti, perché la nostra associazione è diventata un punto di riferimento importantissimo per la richiesta di interventi di soccorso ad animali. Ma ci preme sempre sottolineare che la nostra è soltanto una associazione di volontari, una ONLUS, non una istituzione o un ente pubblico, anche se la parola Ente può essere ingannevole.

Per questo motivo tutti questi episodi e i numeri che compongono un anno di lavoro, devono fare riflettere ancora di più e aiutano a capire la grande mole di attività che riusciamo a svolgere. Con richieste sempre in aumento grazie all’accresciuta sensibilità del pubblico”.

Anche nel 2017 alle attività di soccorso ad animali feriti e in difficoltà svolte dai nostri operatori e dai nostri veterinari, si sono affiancati i controlli svolti dalle nostre Guardie Zoofile volontarie su segnalazioni di presunto maltrattamento da parte dei cittadini.

Numerosi interventi sono stati effettuati sia in città che in provincia di Milano e in seguito a tre di questi controlli le Guardie Zoofile hanno proceduto a porre sotto sequestro tre cani denunciando i rispettivi proprietari per maltrattamento secondo quanto previsto dall’articolo 544 ter del codice penale.

È stato inoltre effettuato un quarto sequestro sempre da parte delle Guardie Zoofile dell’ENPA di Milano e conseguente denuncia contro ignoti per il rinvenimento di un pappagallo cenerino (psittacus erithacus) specie recentemente entrata nell’appendice di massima tutela della Convenzione di Washington.

 

 ELENCO ANIMALI SOCCORSI DA ENPA MILANO NEL 2017

 

Airone 9
Allocco 1
Anatra 43
Beccaccia 13
Balestruccio 7
Balia 3
Ballerina 1
Canarino 7
Cane 28
Capinera 11
Cardellino 3
Cavia 2
Cigno 3
Cincia 51
Civetta 17
Codirosso 8
Colombaccio 42
Coniglio 30
Cornacchia grigia 163
Criceto 1
Fagiano 4
Falco pellegrino 1
Falco pecchiaiolo 1
Fringuello 8
Furetto 2
Gabbiano 15
Gallina 3
Gallinella d’acqua 7
Gallo 1
Gatto 197
Gazza 20
Geco 2
Germano reale 33
Gheppio 31
Ghiro 5
Gufo 4
Lepre 64
Martin pescatore 2
Merlo 254
Nutria 11
Pappagallo agapornis 3
Pappagallo calopsitta 6
Pappagallo inseparabile 5
Pappagallo parrocchetto ondulato 7
Passero 51
Pettirosso 15
Picchio 8
Piccione 804
Pigliamosche 6
Pipistrello 37
Poiana 8
Quaglia 3
Regolo 1
Riccio 97
Rondone 252
Scoiattolo 17
Serpente biacco 11
Serpente boa albino 1
Serpente elaphe guttata 1
Serpente lampropeltis 1
Serpente natrice 6
Serpente pitone reale 1
Storno 6
Svasso minore 1
Tarabuso 1
Tartaruga palustre trachemys 35
Tasso 1
Topo 5
Tordo 4
Tortora 48
Verdone 2
Verzellino 1
Volpe 6
Totale animali soccorsi 2559

 

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Campagna soci 2018

Anche quest’anno siamo riusciti a salvare più di 2500 animali,

grazie a chi crede nella nostra mission e sostiene le nostre attività iscrivendosi alla nostra associazione.

Fra pochi giorni ti daremo un resoconto più dettagliato di tutte le attività svolte nel 2017.

Nel frattempo ricordati di sostenere il nostro impegno, aiutaci ad aiutarli.

Diventa anche tu socio di ENPA Milano o rinnova la tua iscrizione per il 2018!

CLICCA QUI 

 













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Via Astico, salvata dopo 10 giorni la gatta Octavia: era presente nella casa al momento del crollo ma non si trovava più!

Ci ha sempre sperato e sicuramente in cuor suo ci ha sempre creduto, Fabrizio, il ragazzo di 19 anni che abitava nell’appartamento distrutto dal crollo del rivestimento della palazzina di via Astico a Milano, avvenuto il primo di marzo.

Secondo il proprietario Octavia, che al momento del disastro era in casa, era ancora vivo, solo che troppo spaventato per farsi sentire e vedere. Nei giorni immediatamente susseguenti infatti nessuno aveva mai visto la gatta aggirarsi tra le macerie e neanche erano stati sentiti miagolii.

Ad aggravare la situazione il fatto che la casa, dopo quanto accaduto, era stata dichiarata inagibile e quindi nessuno poteva accedere direttamente all’abitazione per verificare la presenza dell’animale. Per questi motivi, in un estremo disperato tentativo di provare a chiedere aiuto e supporto a questa sua idea, Fabrizio aveva contattato ENPA Milano per avere un consiglio, un aiuto su come poter cercare di trovare la micia.

Anche successivi sopralluoghi effettuati dagli operatori ENPA unitamente ai Vigili del Fuoco, oltre che dagli stessi operai presenti sul posto per lo sgombero delle macerie, avevano sempre dato esito negativo facendo pensare ovviamente il peggio sulla sorte di Octavia.

Soltanto giovedì qualcuno ha riferito a Fabrizio di aver visto un gatto aggirarsi, di notte quando tutto è tranquillo, sui tetti delle abitazioni vicine. Ma nessuno era ancora riuscito a vedere il gatto di giorno per poter dire con certezza che effettivamente si trattasse della gatta di Fabrizio.

A distanza di più di 10 giorni dal disastro gli operatori di ENPA Milano, in collaborazione con il personale addetto allo sgombero, hanno posizionato una gabbia trappola sulle rovine dell’appartamento: sono bastate poche ore e Octavia, questo il nome della gatta, è subito entrata nella gabbia attratto dal cibo perché probabilmente affamato.

Ora Octavia, un gatto europeo tigrato, può avere la certezza di aver usato bene una delle sue nove vite e può continuare a vivere serena con Fabrizio. Veramente una bella storia a lieto fine.

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E il visone si infilò nel trasportino del gatto

In un cortile della Barona.

I tentativi di addomesticare la specie erano sempre falliti.

Editoriale di Ermanno Giudici

pag. 13 “La città degli animali” del – Corriere della Sera – del 14/02/2017

Tante specie animali (incluse le più rare) hanno popolato negli anni gli interventi di ENPA Milano. Le case degli italiani, milanesi compresi, sono piene di animali di specie diverse, alcune delle quali inadatte a vivere con noi e costrette a subire questa convivenza loro malgrado. Ma, se dico “visone”, a qualcuno viene in mente solo una pelliccia, ad altri l’avversione che questa suscita in chi rispetta gli animali. L’ultimo pensiero sarebbe quello di un visone come animale da compagnia. E questo nonostante un suo parente, il furetto, sia stato da tempo eletto al ruolo di pet. Pochi sanno che, per ironia della sorte, questo è avvenuto grazie all’americana Marshall, proprietaria del famigerato allevamento Green Hill in cui venivano maltrattati i cani beagle destinati alla sperimentazione.

Si deve infatti proprio alla nota multinazionale il monopolio dei furetti Marshall, venduti in tutto il mondo già privati delle ghiandole e sterilizzati, soltanto per non rovinare un ricco mercato e non certo per evitare riproduzioni indesiderate.  I tentativi di addomesticare i visoni, per contro, non hanno avuto molto successo: con la fierezza e l’aggressività tipica dei mustelidi i visoni non si sono quasi mai piegati alla volontà umana.Ma il ritrovamento di un visone tenuto come animale da compagnia a Milano, come dimostra la sua consuetudine a stare con l’uomo, ha portato una nuova specie nella nostra struttura, e questo non può essere ritenuto un fatto positivo.

Ecco i fatti. Rincasando una sera Ivan, che vive alla Barona, si è imbattuto in due occhietti che lo guardavano da una siepe. Incuriosito, si è avvicinato per capire chi ne fosse il proprietario.

Inizia così il primo ritrovamento di un visone in città, il quale accettando di buon grado il cibo del gatto, è entrato docilmente in un trasportino per arrivare, infine, nella nostra sede. Un visone che in qualche modo ha vissuto con gli uomini e che forse, a causa dell’odore pungente e del suo carattere indomito, potrebbe essere stato messo alla porta, abbandonato, oppure fuggito da un ambiente a lui innaturale. Troppo spesso le persone acquistano animali perché li trovano belli, curiosi, esotici tanto da poter essere mostrati come trofei. Ciò senza chiedersi se certi animali, selvatici anche se riprodotti in cattività, potranno godere di uno stato di benessere, traendo beneficio dal vivere con noi. Con un po’ di criterio e le giuste informazioni non sarebbe difficile scoprire che gli animali diversi da cani e gatti, già con qualche riserva etica per questi ultimi, non sono fatti per stare nelle nostre case. Il visone soccorso certo sarà molto più felice dove verrà collocato piuttosto che in un allevamento di animali da pelliccia.  Ma per un visone la felicità è quella di poter fare la vita che gli ha dato il suo percorso evolutivo.

Ermanno Giudici

Presidente ENPA Milano

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