Traffico di cuccioli dall’Est, due sequestri in una settimana. Appello ENPA: non alimentiamo la domanda

Traffico di cuccioli dall’Est, due sequestri in una settimana. Appello ENPA: non alimentiamo la domanda

La rotta sta cambiando e noi, nel nostro infinetesimo, siamo stati fra i protagonisti di questo cambio di rotta: piccole e grandi indagini fatte negli anni con la Guardia di Finanza, con il Corpo Forestale e con le Polizie Provinciali di Milano e Monza hanno accompagnato questa inversione di tendenza. Il cambio di rotta non sono i sequestri di cuccioli, sono gli arresti ai quali non possiamo che augurarci seguano i sequestri per equivalente dei beni, le confische e un contrasto, duro, verso quelli che non sono piccoli criminali, ma soltanto criminali furbi che hanno sfruttato le maglie della legge per accumulare patrimoni incredibili.

I trafficanti di cuccioli moralmente sono equivalenti agli scafisti, con l’aggravante che loro non fanno gli scafisti soltanto perché hanno capito non il diverso valore della vita, ma solo il diverso valore delle pene e delle attività di contrasto che separa i reati commessi contro gli umani o contro gli animali. Diversamente, forse, li vedremmo sulla tolda di un barcone a trafficare esseri umani.

Ma in questo settimana è successo qualcosa di importante, una pietra miliare contro il traffico degli animali: dal Friuli al milanese sono scattati gli arresti, grazie alla determinazione investigativa di ufficiali della Guardia di Finanza di Trieste e del Corpo Forestale dello Stato di Lodi, coordinati, i primi, dal PM Maddalena Chergia e i secondi dal Procuratore capo di Lodi Vincenzo Russo. Magistrati che hanno capito la gravità di questo reato e che hanno chiesto l’emissione di ordinanze restrittive, pienamente fatte proprie dai giudici per le indagini preliminari.

Conosco il Primo dirigente del Corpo Forestale di Lodi, dott. Andrea Fiorini, quello che ha condotto l’operazione che ha portato agli arresti domiciliari Giuseppe e Massimiliano Baroni, titolari del Centro cinofilo Santa Brera ed il veterinario milanese Alessandro Verri: un ottimo ufficiale per il quale è davvero impossibile non provare stima. Ma conosco anche Giuseppe e Massimiliano Baroni, gli svariati sequestri compiuti da tutte le forze di polizia nel corso degli anni, presso il centro Santa Brera, ma anche delle inspiegabili situazioni che hanno consentito a questi personaggi di continuare a lavorare. Sono convinto che sarà necessario, anche su questo, fare chiarezza. Bisogna avere il coraggio di fare i nomi ed i cognomi sia dei responsabili del traffico ma, anche, di quanti hanno concorso rilasciando autorizzazioni e licenze a strutture inaccettabili. Come troppo spesso avviene in Italia.

Nel febbraio del 2009, proprio con Andrea Fiorini, che allora lavorava a Milano, svuotammo Santa Brera da un numero grande di cani sequestrati, ovviamente sempre agli stessi soggetti. Allora successe l’incredibile: Baroni, l’odierno arrestato, cercò di impedire lo spostamento dei cani chiamando a raccolta molti che rappresentavano, a titolo diverso dal CFS, lo Stato. E ricordo quanto questo fu umiliante per me, per i nostri e, soprattutto, per i responsabili del CFS. Ci sono voluti anni, ma oggi è stata ribaltata la situazione e il mio personale augurio, oltre a un sincero buon lavoro, è che dopo i trafficanti si salga di livello: troppo spesso i colletti bianchi fiancheggiano il traffico, come abbiamo ben dimostrato in diverse azioni fatte con le nostre Guardie Zoofile ENPA. Queste indagini sono riuscite a far giungere alla sbarra del Tribunale di Milano una serie di indagati per vari reati: associazione per delinquere, maltrattamento di animali, abuso della professione veterinaria, falso, truffa, frode in commercio. Purtroppo questa indagine del 2009 sta vivendo in questi mesi un lungo processo di primo grado, con la prescrizione, vero cancro di questo paese, alle porte. Però già la sentenza di primo grado servirà ad indicare almeno una prima verità.

Noi non abbiamo mai perso determinazione e costanza nel contrasto dei reati a danni di animali.

Esistono i criminali perché esistono persone che alimentano la domanda, continuando a chiedere, a comprare cani dell’Est, cani di trafficanti, senza guardare la realtà. Comprare i cani di questa gente è come dare soldi alla criminalità organizzata, agli evasori, a chi maltratta gli animali. Bisogna smettere di fare finta di non sapere.

Ermanno Giudici
Presidente e Capo Nucleo Guardie Zoofile ENPA Milano

 


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