Il commento di Giudici, Presidente ENPA Milano, all’articolo sui cavalli alla Scala di Pavanel – “Il Giornale”

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Il commento di Giudici, Presidente ENPA Milano, all’articolo sui cavalli alla Scala di Pavanel – “Il Giornale”

Sicuramente nessuno prende il cavallo a scudisciate alla Scala, ma nel 2018 ancora non si riesce a capire, sembra proprio impossibile, che la violenza non è fatta soltanto di percosse.

Certo si può ironizzare, si possono chiamare a difesa le tradizioni, si può financo dire che non abbiamo problemi più seri. Ma invece non è così. I problemi sono seri, serissimi. Riguardano gli animali, ma anche i diritti, riguardano la sicurezza di maestranze, spettatori e animali. Riguardano l’attenzione verso i diritti dei più deboli, verso la sofferenza (grande o piccola) inflitta per ignoranza (intesa come mancanza di conoscenza).

Chi è attento ai diritti non lo è solo a quelli degli animali, peraltro tutti siamo animali, anche se cerchiamo di sottrarci dal novero di quanti appartengono a questa grande famiglia.

Potete darci degli incolti, degli esaltati, descriverci come persone che non hanno di meglio da fare (e solo un dio sa quanto sia vero il contrario). Ma noi non ci sposteremo di un millimetro, con fermo ed educato dissentire, invocando le norme, caldeggiando il buon senso.

E ne siamo orgogliosi, in un mondo che sembra saper soltanto urlare oppure tacere.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA MIlano

 

Articolo di Luca Pavanel “Il Giornale” del 29 novembre 2018

“Se l’Enpa vuole “azzoppare” la Prima della Scala”

È sembrato perfino strano il (lungo) silenzio degli animalisti sull’arruolamento di un equino per l’opera verdiana «Attila», al debutto il 7 dicembre alla Scala.

Per giorni strana l’assenza di una condanna, of course, che ogni volta è scattata in circostanze analoghe, quasi come il riflesso del cane di Pavlov. Ma la protesta alla fine è arrivata, ieri. Già, proprio così.

Un messaggio dall’Ente nazionale protezione animali (Enpa) al Piermarini contro l’utilizzo di cavalli veri nel lavoro lirico che aprirà la stagione. «Un palco teatrale e il retropalco non sono ambienti adatti a ospitare dei cavalli, che sicuramente saranno costretti a subire rumori, confusione e imposizioni innaturali per quanto animali abituati a lavorare con l’uomo». E molto altro nella missiva firmata dal presidente dell’Ente a Milano Ermanno Giudici all’indirizzo del sovrintendente Alexader Pereira e per il regista Davide Livermore e il sindaco Giuseppe Sala. Gran finale con la richiesta che «da quest’anno nessuna rappresentazione scaligera preveda l’impiego di animali in scena». Che dire, a parte il fatto che è difficile credere che la Scala sia un ambiente in cui non si rispettino gli animali – nessuno avrà in mente di scudisciare il destriero-attore – non si può non ricordare che la storia del Teatro è anche una storia di equini.

Non solo belcanto infatti: nella sala grande, si narra, c’erano spettacoli vari, come tornei a cavallo, carnevali e party. Una stampa dell’Ottocento mostra gli spazi teatrali trasformati in una sorta di «ippodromo». Certo, si dirà, non c’erano gli animalisti. Ma non per questo i cavalli – da sempre usati ma anche amati (non da chi è una «bestia»), venivano maltrattati. Figuriamoci oggi al Piermarini. Cari animalisti, forse sono altri i nemici, non un gruppo di voci liriche su uno dei più famosi palcoscenici, sotto gli occhi di tutti.

 


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Probabile utilizzo di orso addestrato per realizzare spot Mercedes

ENPA Milano segue la situazione e avverte Prefettura e Comune di Milano

 

“Siamo stati informati in modo confidenziale che nei prossimi giorni dovrebbe arrivare a Milano, dall’Ungheria, un orso addestrato che verrebbe utilizzato come protagonista di uno spot pubblicitario realizzato per Mercedes Benz” dichiara Ermanno Giudici presidente di ENPA Milano.

“L’orso verrebbe trasportato a Milano al solo scopo di girare il filmato, in luogo protetto da occhi indiscreti.

La sezione ENPA di Milano esprime tutta la sua contrarietà a questo tipo di sfruttamento degli animali e assume una posizione estremamente critica nei confronti della casa automobilistica di Stoccarda, che evidentemente non si è ancora accorta della posizione ostile dell’opinione pubblica nei confronti di questo tipo di sfruttamento.

Prosegue Giudici: “Ci auguriamo che il Comune di Milano, garante pubblico del benessere degli animali, si attivi per impedire che questo accada e che la Prefettura, quale autorità di pubblica sicurezza, non conceda le autorizzazioni a questa produzione.

Ci sono oramai tantissime alternative all’uso di animali veri nella creazione di spot video, come il cinema ci ha insegnato in questi anni. L’impiego quindi di un orso è soltanto la dimostrazione di un mancato rispetto dei diritti degli animali, che non vorremmo dover più vedere. Non serve dichiararsi attenti all’ambiente riducendo l’inquinamento dei motori per poi mettere in atto campagne che insegnano il contrario del rispetto verso la natura.

Saremo attenti e vigili per impedire che Milano diventi protagonista di questa spiacevolissima iniziativa, riservandoci ogni azione nei confronti dei responsabili.

Ci auguriamo inoltre che il Comune e la Prefettura si attivino, per quanto di competenza, unitamente ai Servizi Veterinari dell’ATS, per impedire che l’orso arrivi a Milano e sia usato per fini scenici.

Sarà una nostra attenzione informare i media sugli sviluppi della questione, che coinvolge anche i Garanti per i Diritti degli Animali nominati dal Comune di Milano”.

 


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