Cucciolo di lepre consegnato a ENPA Milano da una dodicenne

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Cucciolo di lepre consegnato a ENPA Milano da una dodicenne

Un cucciolo di lepre di pochissimi giorni, ieri pomeriggio, è stato trovato a Paullo in fin di vita ed è stato consegnato ai nostri operatori… da una ragazzina di soli 12 anni. Siamo sempre grati ai cittadini che ci aiutano nelle operazioni di soccorso degli animali in difficoltà, ma questa volta siamo decisamente rimasti stupiti dalla forza di volontà di questa giovane ragazza.
 
Giulia abita a Paullo e ieri mattina, uscendo di casa, si è accorta di un piccolo corpicino steso a terra di fianco al cancelletto di ingresso. Ha capito subito che si trattava di un leprotto, che era ancora in vita ma sofferente (era sdraiato sul fianco e respirava affannosamente), così si è attivata per trovare informazioni su cosa avrebbe potuto fare per aiutarlo.
 
Dapprima ha coinvolto i compagni di classe, grazie a un gruppo di Whatsapp, che si sono allarmati e hanno iniziato a cercare a loro volta informazioni. Non contenta ha chiamato sua madre, al momento al lavoro, che le ha consigliato di chiamare l’ENPA. La mamma è sempre la mamma! Benché Paullo sia in provincia di Lodi, la sede più vicina è Milano. Giulia ha contattato i nostri operatori che, purtroppo, non sarebbero riusciti a raggiungerla prima di alcune ore, in quanto entrambi gli automezzi di soccorso erano impegnati in altri interventi. Giulia allora non si è scoraggiata e ha chiesto a una vicina di casa di accompagnarla dalla nonna. Un’oretta dopo Giulia, mamma, nonna e leprotto erano nella reception della nostra sede.
 
Il leprotto deve essere rimasto senza cibo per parecchio tempo, era ipotermico e ipoglicemico. In poche ore, nutrito con latte in polvere e miele e riscaldato sopra a un tappetino elettrico, ha recuperato le energie ed è uscito dalla fase critica.
 
È stato seguito per tutta la notte da una volontaria e, nel primo pomeriggio, è stato trasferito al Centro di Recupero per Animali Selvatici di Vanzago, gestito dal WWF, dove sarà svezzato e, al momento opportuno, rimesso in libertà.
Siamo grati a Giulia per il suo gesto di generosità, oltre che alla sua famiglia che le ha insegnato dei valori che sicuramente condividiamo. Ma siamo soprattutto felici di poter vedere tanta sensibilità e intraprendenza in una “bambina di oggi”, che siamo sicuri farà parte di chi si prenderà cura del mondo di domani.

Sparviero e civetta salvi grazie a ENPA Milano

Questa mattina i dipendenti della biblioteca comunale di Novate Milanese hanno chiesto l’intervento dapprima della Polizia Locale e successivamente degli operatori di ENPA Milano per la presenza all’interno dei locali di lettura aperta al pubblico, di un rapace a terra incapace di riprendere il volo.

Una volta sul posto i soccorritori dall’associazione hanno potuto catturare con facilità lo sparviero, incapace di levarsi in volo forse a causa di una forte contusione provocata dall’urto contro una delle vetrate.

Subito trasferito presso la clinica veterinaria di ENPA Milano, i veterinari hanno potuto escludere con certezza quella che poteva sembrare inizialmente una paralisi degli arti, riscontrando una buona reattività dell’animale, uno sparviere femmina, adulto.

È di ieri sera invece il ritrovamento da parte di un cittadino di una civetta adulta riversa immobile sopra il tettuccio di un’automobile parcheggiata in via Ovada a Milano. Il rapace su indicazione dei volontari di ENPA è stato subito consegnato dal segnalante alla clinica dell’associazione in via Gassendi per ricevere le prime cure.

“Non sono pochi gli interventi di soccorso che effettuiamo ogni anno per salvare rapaci in difficoltà” ha dichiarato Ermanno Giudici Presidente ENPA Milano “Nella nostra città e nelle zone limitrofe sono presenti civette, sparvieri, falchi pellegrini, poiane e molti altri animali che non sono conosciuti dalla maggioranza dei milanesi, che si immaginano una città popolata solo da cornacchie e piccioni. Molto spesso la fauna è vittima di incidenti, spesso causati dalla presenza delle ampie superfici vetrate che traggono in inganno i volatili, causando impatti che provocano un grande numero di animali morti e di feriti. I due rapaci soccorsi tra ieri e oggi sembrano, fortunatamente, non aver subito grossi danni e verranno presto trasferiti al CRAS di Vanzago”.


Cuccioli di ghiro trovati in giardino, consegnati a ENPA Milano

Questi sei cuccioli di ghiro, di pochissimi giorni di vita, sono stati trovati nel giardino di un’abitazione a Varallo Sesia, in provincia di Vercelli, grazie anche alla curiosità di un cane che, dopo aver scovato i corpicini, ha attirato l’attenzione della sua proprietaria.

Sul ballatoio e nel prato di casa la donna ha quindi trovato 6 piccoli ghiri ancora vivi che, molto probabilmente, erano caduti da una tana scavata nel sottotetto dell’abitazione. Non trovando tracce della mamma, la donna li ha raccolti e li ha portati in casa. Essendo sera ha avuto difficoltà a trovare informazioni corrette su un centro a cui affidare i piccoli selvatici appena rinvenuti pertanto, dopo alcune ricerche, si è messa in auto per consegnare i cuccioli direttamente alla sede ENPA di Milano, aperta fino a mezzanotte per il ritiro di animali in difficoltà.

Nonostante i ghiri non fossero stati rinvenuti nel territorio di competenza della nostra sede, i nostri volontari non hanno esitato ad accoglierli e li hanno subito fatti visitare dai veterinari in turno. I piccoli sono stati trovati in salute e reattivi, sono stati nutriti con del latte in polvere e, questa mattina, sono stati trasferiti al CRAS di Vanzago, dove saranno seguiti nella crescita fino a quando diventeranno autonomi e potranno essere rimessi in libertà.


Poiana soccorsa da anziano a Baranzate, recuperata da ENPA Milano

Un anziano, lunedì pomeriggio, ha trovato un esemplare adulto di poiana in una pozza d’acqua nel suo orto, a Baranzate, apparentemente in salute. La poiana sembrava tuttavia disorientata, così l’uomo si è preoccupato di raccoglierla per spostarla in un luogo più asciutto e ha immaginato che avrebbe presto preso il volo.

Ieri mattina, tuttavia, si è accorto che la poiana era ancora nel suo orto, probabilmente non se n’era mai andata via. Questa volta era infastidita da alcune cornacchie, così, vedendo che non era particolarmente reattiva, l’ha raccolta e l’ha portata in casa. L’uomo ha comprato appositamente della carne trita da somministrare al rapace, che ha mangiato vigorosamente, dopodiché ha contattato la nostra Sezione per chiedere l’intervento dei nostri operatori.

Il rapace, evidentemente, deve essere rimasto senza cibo per diverso tempo e, complice il maltempo dei giorni scorsi, era probabilmente rimasto senza le energie necessarie per cacciare e per difendersi dalle cornacchie.

Una volta portata in sede da una nostra operatrice, la poiana è stata visitata dai nostri veterinari ed è stata trovata solamente un po’ indebolita, ma fortunatamente senza ferite. Il lavoro svolto dall’uomo che l’ha soccorsa nell’orto è stato fondamentale per restituirle energie.

Rimarrà presso la nostra sede fino a oggi pomeriggio, quando sarà trasferita al Centro per il Recupero di Animali Selvatici di Vanzago e sarà successivamente rimessa in libertà.


Ghiro soccorso nell’area box di un condominio a Cusago

Questo piccolo roditore non è altro che un esemplare adulto di ghiro che è stato trovato all’interno dell’area box di un condominio a Cusago.

Una donna, questa mattina, scendendo nel seminterrato del suo palazzo ha notato un piccolo roditore accasciato a ridosso di un muro: nonostante non avesse ancora capito di che animale si trattasse, le fu subito chiaro che l’area box di un condominio non potesse essere un luogo adatto per il riposo di un animale selvatico.

Preoccupata per la situazione ha chiesto una consulenza ai nostri operatori, che le hanno confermato l’anomalia della situazione: il ghiro è un animale notturno che, durante il giorno, si riposa all’interno di anfratti, cavità di alberi o nidi. Sotto indicazioni del nostro operatore la donna è riuscita ad avvicinarsi, raccogliere il ghiro e metterlo in una scatola. L’animale ha dimostrato naturalmente paura ma non ha provato a fuggire — un altro sintomo di una situazione non ottimale. Nonostante questo, la donna è riuscita ugualmente a nutrirlo con una mela nell’attesa del nostro arrivo.

Dopo essere stato portato presso la nostra Clinica, il ghiro è stato visitato dai veterinari che l’hanno trovato in salute ma abbastanza disorientato, una condizione che non poteva dipendere solamente dal fatto che si trattasse di un animale notturno sveglio in pieno giorno. È probabile quindi che l’animale sia caduto da un muretto che separa la strada dal seminterrato in cui è stato trovato, o che abbia preso qualche colpo fuggendo da un predatore.

Il ghiro, in ogni caso, è stato rifocillato, rimarrà ricoverato presso la nostra sede per qualche giorno e sarà trasferito al Centro Recupero Animali Selvatici di Vanzago, per essere successivamente liberato in natura.


Anatroccolo ingoia un rosario, salvato da ENPA Milano

La scena che una donna si è trovata di fronte questa mattina, nei pressi della Darsena, è stata decisamente inquietante. Un gruppo di anatroccoli era accoccolato insieme alla mamma sul muretto di una vasca artificiale in Via Conca del Naviglio, ma a una passante, guarda caso una veterinaria, è caduto l’occhio su un oggetto fosforescente appeso al collo di uno dei piccoli: un crocifisso.

Purtroppo il cancelletto per accedere alla vasca era chiuso a chiave e la veterinaria non ha avuto modo di entrare per aiutare l’anatroccolo, così ha contattato i nostri operatori per chiedere un intervento. In effetti, dalle immagini che ci sono state inviate sembrava davvero che una catenina con un crocifisso fosse appesa al collo dell’anatroccolo, facendoci peraltro pensare a un orribile scherzo.

Una nostra operatrice è uscita quindi per soccorrere l’animale, chiedendo nel frattempo un intervento dei Vigili del Fuoco nel caso fosse stato necessario entrare in acqua.

Come previsto, il trambusto creato dai passanti curiosi e dagli operatori che cercavano una via d’ingresso alla vasca ha portato l’intera famiglia a gettarsi in acqua. Nonostante questo i Vigili del Fuoco sono riusciti a soccorrere facilmente l’anatroccolo con l’aiuto di un retino e l’hanno successivamente consegnato all’operatrice di ENPA Milano.

Una volta visto da vicino, purtroppo, l’operatrice ha compreso che la prospettiva di una catenina attorno al collo era in effetti la migliore delle ipotesi. L’anatroccolo non aveva nulla appeso al collo: il piccolo aveva ingoiato un intero rosario, lasciando pendere fuori dal becco solamente il crocifisso.

L’anatroccolo è stato portato con urgenza presso la nostra Clinica Veterinaria, dove i nostri medici, valutando la situazione, hanno convenuto che fosse necessario sedare il piccolo volatile per estrarre il corpo estraneo.

L’operazione è andata per il meglio e il rosario è stato estratto senza creare alcuna lesione all’anatroccolo. Il piccolo rimarrà presso la nostra sede fino a che non avrà recuperato le energie, dopo di che sarà consegnato al CRAS di Vanzago per essere rimesso in libertà.


Falco pellegrino ferito a Sesto San Giovanni, consegnato a ENPA Milano

Non capita tutti i giorni che i nostri operatori si trovino ad accogliere in sede un così bell’esemplare di falco pellegrino!

Ieri sera siamo stati contattati dalla Polizia Locale di Sesto San Giovanni, a sua volta allertata da alcuni cittadini che, nei giardini tra Via Ariosto e Via Petrarca, avevano notato un volatile immobile, a terra. Alcuni agenti sono intervenuti e hanno constatato la situazione di pericolo per il rapace, non ancora identificato, e hanno chiamato la nostra Sezione per chiedere una consulenza.

Il falco pellegrino, identificato una volta consegnato presso la nostra sede, è un adulto traumatizzato e con una ferita all’ala sinistra, ma non è in pericolo di vita.

È difficile capire cosa gli sia successo ma, vista la presenza di palazzi nei dintorni del parco in cui è stato trovato, non escludiamo che si sia scontrato con qualche grossa finestra e abbia conseguentemente riportato un trauma. Questa mattina il falco era molto reattivo e ha accettato il cibo: è stato trasferito poche ore dopo al Centro di Recupero Animali Selvatici di Vanzago, dove i competenti operatori del WWF gli consentiranno di rimettersi in salute e tornare in libertà.


Cigno con ala lussata sul Ticino, soccorso da ENPA Milano e VVFF

Era da martedì sera che questo cigno ferito faceva preoccupare gli abitanti di Turbigo. Avvistato su una spiaggia del fiume Ticino nella cittadina alle porte della provincia, una donna ci aveva contattato per segnalarci la situazione di pericolo, ma pochi minuti dopo ci aveva già richiamato per informarci che il cigno era sparito senza lasciare tracce. Ieri pomeriggio la donna è riuscita ad avvistare nuovamente il cigno nella stessa zona e ha richiesto immediatamente il nostro intervento.

Gli operatori di ENPA Milano sono accorsi per soccorrere il cigno con il supporto del nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Non è stato facile trovare subito il cigno, che si era nuovamente nascosto tra la fitta boscaglia al margine del fiume. Una volta avvistato, la cattura da parte dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco è stata invece semplice perché il cigno, seppur sulla difensiva, era ormai indebolito dalle ferite.

L’operatrice di ENPA Milano ha constatato una leggera escoriazione alla nuca e, soprattutto, una probabile frattura all’ala sinistra. Quello che possiamo ipotizzare, quindi, è che il cigno sia rimasto ferito in una colluttazione con un altro esemplare, ipotesi plausibile vista la territorialità di questi animali.

Come da prassi, il cigno è stato subito trasportato al Centro Recupero Animali Selvatici di Vanzago, dove gli operatori del WWF hanno fatto le prime visite. La ferita alla testa è superficiale e l’ala, fortunatamente, non è rotta ma solamente lussata: il cigno rimarrà in cura al Centro e sarà liberato una volta rimesso in salute.


14 anatroccoli, di cui 3 in ipotermia, soccorsi da ENPA Milano

Ieri pomeriggio i nostri operatori sono stati contattati per una situazione di emergenza in Via Achille Papa: 14 anatroccoli erano rimasti bloccati all’interno di un tombino, in una sorta di vasca di ricircolo di una piscinetta condominiale. Nei dintorni della piscinetta era stata trovata anche la mamma, che teneva d’occhio i piccoli tenendosi a distanza dai segnalanti.

Quando una nostra operatrice è intervenuta nel giardino condominiale per il salvataggio, si è accorta subito della gravità della situazione: tre dei piccoli si erano bagnati con l’acqua della vasca che era particolarmente fredda: due non erano a rischio ma uno, in particolare, era già in fase di raffreddamento. È bene dire che anatroccoli così piccoli non hanno ancora un piumaggio impermeabile e basta il contatto con dell’acqua particolarmente fredda da portarli a un’ipotermia che può rivelarsi letale.

La nostra operatrice, valutando la situazione, ha dovuto agire con urgenza soccorrendo velocemente tutti i piccoli per portarli presso la nostra Clinica, senza quindi perdere tempo a cercare di recuperare la mamma, spaventata e sfuggente.

Una volta in sede, gli anatroccoli in salute sono stati messi sotto lampada scaldante, i tre in pericolo sono stati messi in reparto con tappetino termico e sotto osservazione, infine sono stati tutti trattati con miele. Fortunatamente le cure dei nostri operatori e dei nostri veterinari hanno avuto ottimi risultati: i tre anatroccoli più gravi si sono ripresi e sono fuori pericolo e, insieme agli altri fratelli, sono stati trasferiti questa mattina al CRAS di Vanzago.


Trovati coniglietti selvatici appena nati, dovranno essere svezzati

Cinque coniglietti selvatici appena nati sono stati trovati ieri sera nel giardino di un condominio in zona Bisceglie, in Via Luigi Mengoni: uno di essi, purtroppo, non ce l’ha fatta. Alcuni abitanti del condominio, ieri sera, hanno notato una tana scavata nel terreno, di fronte alla quale era adagiato il corpicino del piccolino: hanno riconosciuto in quella forma un coniglietto deceduto ma, cercando con delicatezza all’interno della tana, hanno trovato altri quattro piccoli sani e salvi. Prendendo la decisione più corretta, i condomini si sono subito allontanati tenendo d’occhio la tana per verificare che la mamma si facesse vedere. Purtroppo, però, questa mattina ancora non c’erano tracce della madre. Per questa ragione un condomino ha raccolto i piccoli, li ha messi in una scatola e li ha portati presso la nostra sede.

I nostri veterinari hanno trovato i quattro coniglietti in salute ma comprensibilmente stressati. Avendo solo pochi giorni di vita, dovranno essere svezzati prima di essere reimmessi in natura: i nostri volontari esperti si occuperanno di loro fino a quando saranno autonomi e, in un secondo momento, saranno affidati al CRAS di Vanzago per proseguire il recupero.

I soccorritori di questi conigli di pochissimi giorni di vita hanno fortunatamente preso le scelte migliori per la salute dei piccoli, toccandoli il meno possibile, aspettando che si facesse vedere la mamma e affidandosi a un’associazione competente, senza improvvisare. Ci rendiamo conto, in ogni caso, che non sia sempre facile capire quando intervenire.

Prima di soccorrere un animale selvatico è bene quindi accertarsi che sia effettivamente in difficoltà, osservandolo per lungo tempo a distanza. L’animale potrebbe essere in pericolo se:

  • sembra ferito o malato (sanguinante, si muove in modo irregolare, appare debole o tremante);
  • è un esemplare giovane, apparentemente abbandonato o in un luogo pericoloso: consigliamo di visitare la nostra sezione relativa al soccorso di piccoli di specie selvatica, in quanto molti uccelli, per esempio, imparando a volare danno l’impressione di essere caduti dal nido e trovarsi in difficoltà, ma sono in realtà sorvegliati a distanza dai genitori;
  • si trova in un luogo che lo espone a dei pericoli (in mezzo alla strada, su un marciapiede, in un cortile in una posizione non riparata…).

In ogni caso, prima di prendere qualsiasi decisione, consigliamo sempre di chiedere informazioni alle associazioni preposte.

In questo sito ENPA Milano ha messo a disposizione alcune utili informazioni per imparare a capire quando è meglio intervenire per soccorrere un animale selvatico.


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