ENPA Milano scrive a forze di polizia: non serve la presenza di un veterinario per interrompere un reato su animali

ENPA Milano scrive a forze di polizia: non serve la presenza di un veterinario per interrompere un reato su animali

LETTERA INVIATA ALLE FORZE DI POLIZIA, PROCURATORI, QUESTORE E ATS

L’ENPA di Milano ha inviato una lettera a tutte le forze di polizia e, per conoscenza, alle Procure della Repubblica che hanno giurisdizione sul territorio provinciale, all’Ordine dei medici veterinari e al dirigente dell’ATS della Città Metropolitana, proprio per puntualizzare che non è necessaria la presenza di un veterinario per interrompere un reato di maltrattamento contro un animale, intervento obbligatorio e da compiersi senza ritardo dalla Polizia Giudiziaria.

È quanto viene illustrato nella nota del Capo Nucleo delle Guardie Zoofile di Milano Ermanno Giudici, specificando come, in alcuni e non sporadici casi, la Polizia Giudiziaria non abbia effettuato i dovuti controlli su presunti maltrattamenti di animali a causa dell’assenza di un veterinario sul luogo del reato.

“La 189/2004, che ha istituito il delitto di maltrattamento di animali, affida a tutte le forze di polizia la repressione dei maltrattamenti a danno di animali e per i quali la procedibilità è sempre d’ufficio, senza porre ulteriori condizioni” indica Ermanno Giudici nella nota. “Quando un intervento è urgente perché un animale è in pericolo di vita o in una situazione di grave sofferenza, al pari di una situazione simile e nelle stesse circostanze relativa a un essere umano, l’intervento non può essere procrastinato mai. È necessario essere tempestivi per interrompere le condizioni che causano la sofferenza della vittima del reato, come prevede la norma penale. L’accertamento delle condizioni di salute dell’animale maltrattato potrà essere effettuato in un secondo momento, proprio come avverrebbe per un minore oggetto di maltrattamenti”.

La violenza e i crimini messi in atto nei confronti degli animali sono stati riconosciuti come potenziali reati precursori di altri eventi violenti sugli esseri umani, come indicato nella letteratura scientifica su questa tipologia di fenomeni.

LETTERA INVIATA ALLE FORZE DI POLIZIA, PROCURATORI, QUESTORE E ATS


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Milano: veterinario investe cane e non lo soccorre. ENPA chiede procedimento disciplinare a Ordine

Se investire un animale e non fermarsi a soccorrerlo è già di per se un comportamento vergognoso e indegno, la riprovazione cresce a dismisura quando chi ha questo comportamento è un medico veterinario. Questa vergognosa omissione, oltre a violare il Codice della Strada che impone di attivarsi per ottenere il soccorso all’animale, viola gravemente il codice deontologico che ogni veterinario si è impegnato a rispettare.

Chiediamo che l’Ordine dei Medici Veterinari di Milano, al quale la Polizia Locale ha inviato copia degli atti, si attivi immediatamente per l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti del veterinario.

Chiunque sia il veterinario responsabile deve essere oggetto di una sanzione che preveda un lungo periodo di interdizione o la radiazione del medico veterinario a seconda delle dinamiche dell’accaduto.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano


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Gabbiano nella rimessa dei treni, il soccorso di ENPA Milano

Un gabbiano è stato trovato ieri sera, debole e frastornato, all’interno della rimessa dei treni vicino a Milano Certosa: il primo soccorritore, non potendo chiedere un intervento immediato, si è preoccupato di tenere il volatile al caldo per tutta la notte.

Questa mattina una nostra operatrice è andata a recuperare il gabbiano e lo ha portato il sede per una visita veterinaria. Dopo aver effettuato gli esami necessari, i nostri veterinari hanno appurato che l’animale non ha subito traumi né lesioni interne e non è in pericolo di vita.

Nel primo pomeriggio è stato trasferito al Centro di Recupero Animali Selvatici di Vanzago, gestito dal WWF, dove potrà ricevere le giuste cure per tornare in salute ed essere rimesso in libertà.


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ENPA Milano soccorre volpe a Paderno Dugnano

Questa mattina alle 9, mentre passeggiava con il suo cane nei giardini di via Argentina a Paderno Dugnano, una signora si è accorta della presenza di una volpe immobile sotto una siepe di confine del parco. Dopo un primo momento di stupore si è resa conto dell’anomalia della situazione in quanto, nonostante l’abbaiare incessante del suo cane, la volpe restava immobile.
La cittadina ha subito avvisato agli operatori dell’ENPA di Milano che, intervenuti poco dopo sul posto, non hanno fatto fatica a catturare la volpe con un retino, trasportandola subito presso la Clinica Veterinaria dell’associazione, in via Gassendi 11.
Durante la cattura sembrava che l’animale fosse paralizzato agli arti posteriori, non avendo tentato la fuga alla vista dei soccorritori, ma durante le prove di deambulazione e i successivi accertamenti radiografici, effettuati dai veterinari, il quadro clinico si è dimostrato molto più grave: la volpe risultava avere più fratture vecchie, il femore presentava l’esplosione della testa ed era già presente un’infezione grave che ha costretto i medici ad addormentarla.

“La volpe è una specie purtroppo oggetto di caccia ed è spesso soggetta a investimenti sulle strade. La vicinanza del Parco Nord fa pensare che la volpe possa essere stata investita da una automobile durante una “gita dell’animale” in paese” – ha dichiarato Ermanno Giudici Presidente dell’ENPA di Milano. “In questi casi è di estrema importanza che i cittadini segnalino tempestivamente la presenza di un animale ferito agli enti preposti.
Un soccorso tempestivo fornisce all’animale ferito maggiori possibilità di salvezza, specie durante la stagione fredda, dove l’ipotermia rappresenta un grosso fattore di rischio per gli animali in difficoltà. In questo caso forse ci sarebbero state comunque poche speranze, ma almeno al povero animale sarebbe stata risparmiata un’inutile sofferenza”.
Oggi infatti durante le operazioni di soccorso fatte a Paderno Dugnano alcune persone hanno riferito di aver già visto la volpe, in uno stato di difficoltà, nei giorni scorsi, senza però avvisare nessuno. Dopo il pitone recuperato ieri nello scolmatore del Seveso, avvistato il giorno prima e lasciato agonizzare, sono due i casi di animali morti per ritardo nei soccorsi.


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