Falco pellegrino ferito a Sesto San Giovanni, consegnato a ENPA Milano

Falco pellegrino ferito a Sesto San Giovanni, consegnato a ENPA Milano

Non capita tutti i giorni che i nostri operatori si trovino ad accogliere in sede un così bell’esemplare di falco pellegrino!

Ieri sera siamo stati contattati dalla Polizia Locale di Sesto San Giovanni, a sua volta allertata da alcuni cittadini che, nei giardini tra Via Ariosto e Via Petrarca, avevano notato un volatile immobile, a terra. Alcuni agenti sono intervenuti e hanno constatato la situazione di pericolo per il rapace, non ancora identificato, e hanno chiamato la nostra Sezione per chiedere una consulenza.

Il falco pellegrino, identificato una volta consegnato presso la nostra sede, è un adulto traumatizzato e con una ferita all’ala sinistra, ma non è in pericolo di vita.

È difficile capire cosa gli sia successo ma, vista la presenza di palazzi nei dintorni del parco in cui è stato trovato, non escludiamo che si sia scontrato con qualche grossa finestra e abbia conseguentemente riportato un trauma. Questa mattina il falco era molto reattivo e ha accettato il cibo: è stato trasferito poche ore dopo al Centro di Recupero Animali Selvatici di Vanzago, dove i competenti operatori del WWF gli consentiranno di rimettersi in salute e tornare in libertà.


Cigno con ala lussata sul Ticino, soccorso da ENPA Milano e VVFF

Era da martedì sera che questo cigno ferito faceva preoccupare gli abitanti di Turbigo. Avvistato su una spiaggia del fiume Ticino nella cittadina alle porte della provincia, una donna ci aveva contattato per segnalarci la situazione di pericolo, ma pochi minuti dopo ci aveva già richiamato per informarci che il cigno era sparito senza lasciare tracce. Ieri pomeriggio la donna è riuscita ad avvistare nuovamente il cigno nella stessa zona e ha richiesto immediatamente il nostro intervento.

Gli operatori di ENPA Milano sono accorsi per soccorrere il cigno con il supporto del nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Non è stato facile trovare subito il cigno, che si era nuovamente nascosto tra la fitta boscaglia al margine del fiume. Una volta avvistato, la cattura da parte dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco è stata invece semplice perché il cigno, seppur sulla difensiva, era ormai indebolito dalle ferite.

L’operatrice di ENPA Milano ha constatato una leggera escoriazione alla nuca e, soprattutto, una probabile frattura all’ala sinistra. Quello che possiamo ipotizzare, quindi, è che il cigno sia rimasto ferito in una colluttazione con un altro esemplare, ipotesi plausibile vista la territorialità di questi animali.

Come da prassi, il cigno è stato subito trasportato al Centro Recupero Animali Selvatici di Vanzago, dove gli operatori del WWF hanno fatto le prime visite. La ferita alla testa è superficiale e l’ala, fortunatamente, non è rotta ma solamente lussata: il cigno rimarrà in cura al Centro e sarà liberato una volta rimesso in salute.


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Ermanno Giudici, i piani di eradicazione nutrie sono inefficaci

La Regione Lombardia procede con il piano di contenimento ed eradicazione delle nutrie, destinando 150 mila euro all’operazione. L’assessore all’Agricoltura Gianni Fava sostiene che l’animale provochi danni all’agricoltura e sia necessario eradicare l’animale per ragioni di sicurezza stradale e salute pubblica, oltre «al rischio idrogeologico derivato dalle trivellazioni degli argini». Dall’altra parte esiste invece una popolazione affezionata agli animali — in Via Selvanesco una gattara porta alle nutrie il cibo che una volta destinava a una colonia felina, in Martesana ogni mercoledì una donna porta verdure alle nutrie del canale — mentre associazioni ambientaliste e animaliste spiegano di chi è la vera responsabilità della proliferazione di questi animali.

«Il contenimento della specie non è più possibile, sono fuori controllo. Noi diciamo alle istituzioni che è colpa loro perché non si è vigilato sugli allevamenti quando furono aperte le gabbie e gli animali rilasciati in libertà. Ora siamo di fronte a uno squilibrio eco-sistemico che va affrontato».

Paola Brambilla, Presidente WWF Lombardia – da “In aumento le nutrie sul Naviglio, «Un pericolo». «No, difendiamole»“, Corriere della Sera, 15 febbraio 2016

Sulla questione è stata chiesta l’opinione di Ermanno Giudici, Presidente di ENPA Milano, che spiega l’inutilità dei piani di eradicazione e di come esistano degli studi che dimostrano la loro inefficacia.

«Ogni ambiente sopporta un certo numero di specie. Le nutrie sono animali intelligenti, se non avessero la coda e un aspetto di grande topo, la gente si intenerirebbe». Quanto a chi le nutre, non è detto che «ciò addirittura porti gli animali divenuti stanziali a difendere il loro territorio impedendo ad altri di entrare. L’ambiente è più intelligente dell’uomo». Sono in molti, tra gli ambientalisti, a sostenere che le nutrie non potranno mai essere eradicate dal territorio per via della loro diffusione rilevante e del perfetto adattamento all’ambiente. «È provato da dati di fatto ma anche da studi che le operazioni di abbattimento, i cosiddetti piani di controllo, nell’immediato portano all’incremento della popolazione a causa della momentanea assenza di soggetti che difendono il territorio — aggiunge Giudici —. Unico vantaggio, fittizio, dei piani è quello di dare alla gente e elle categorie professionali come gli agricoltori l’idea che qualcosa si stia facendo per arginare un fenomeno che trova la sua reale e naturale limitazione nella portanza ambientale del territorio, che funge da calmiere come per tutte le altre specie. Le nutrie non sono pericolose per l’uomo e non lo sono neanche per l’ambiente, non creando squilibri».

da “In aumento le nutrie sul Naviglio, «Un pericolo». «No, difendiamole»“, Corriere della Sera, 15 febbraio 2016


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Tutela animali, la difficoltà di sostentamento di ENPA e altre associazioni

Non soltanto l’oasi di Vanzago, con la quale collaboriamo da sempre, è a rischio di estinzione ma anche l’operatività di ENPA Milano rischia di essere seriamente compromessa da una crisi senza fine, accompagnata da una cronica mancanza di contributi da parte delle amministrazioni pubbliche.
La nostra sede da più di un decennio non riceve un Euro di contributo pubblico da Comune, Provincia e Regione, pur svolgendo un’attività importante che rappresenta un punto di riferimento per la cittadinanza del territorio. Questo fatto, che reputo davvero vergognoso, rischia di far scomparire o ridimensionare molto i servizi offerti agli animali, sia che siano effettuati da ENPA Milano o da altre realtà come il WWF.
Se non fosse per le offerte, i contributi, le attività della clinica veterinaria e i lasciti testamentari la nostra sede avrebbe già dovuto chiudere i battenti: la nostra sopravvivenza è legata alla generosità di chi ci sostiene, senza alcun riconoscimento degli enti pubblici.
Chi vuole aiutare chi opera concretamente per gli animali sostenga le associazioni che hanno un’attività concreta, che dimostrano di essere operative. Senza il sostegno dei cittadini rischiano di chiudere i battenti e con loro anche tanta parte di assistenza agli animali feriti, maltrattati, in pericolo.
Per aiuti: donazioni.enpamilano.org
Ermanno Giudici
Presidente


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