Traffico cuccioli: condannato a 3 anni, ma la legge rimane inadeguata

Traffico cuccioli: condannato a 3 anni, ma la legge rimane inadeguata

Tre anni, per avere un’idea, è la pena attorno alla quale hanno esempio hanno patteggiato gli imputati come Gianstefano Frigerio o Primo Greganti nell’inchiesta sulle tangenti attorno a Expo; o quella alla quale è stato di recente condannato a Prato per omicidio colposo l’automobilista che investì nel 2014 uno scooterista; o ancora la pena che a Cagliari è stata inflitta per l’ipotesi di evasione fiscale al patron di Tiscali Renato Soru. Ecco perché non è comune vedere un processo che si concluda con una condanna a tre anni per maltrattamenti su animali (per la precisione però anche con contestazioni di falso nei passaporti canili e di frode in commercio): accade in Corte d’Appello, dove la quarta sezione penale, presieduta da Renato Bricchetti, ha confermato la condanna a 3 anni che il Tribunale di Lodi aveva emesso a fine 2014 per Daniele Giaroli, titolare di un’azienda che, in una cascina dell’hinterland, importava e commercializzava cuccioli di cane provenienti dall’Ungheria.

Tratto da Traffico di cuccioli, condannato a 3 anni per maltrattamenti, Corriere della Sera, 19 luglio 2016

Ogni tanto le condanne arrivano, sembrano pesanti ma parliamo di un soggetto recidivo, che non so quante decine di migliaia di cuccioli abbia importato nel corso degli anni dai paesi dell’Est.

Daniele Giaroli, la persona condannata, entra in moltissime inchieste sul traffico dei cuccioli e credo sia conosciuto in tutte le stazioni del Corpo Forestale del Nord Italia.

Bene quindi per la condanna in secondo grado, bene per una rapida applicazione delle pene, ma continuo a pensare che non ci sia relazione fra profitto e condanna ricevuta, fra soldi guadagnati spesso in evasione fiscale, ma anche questa legge non sia adeguata a un reale contrasto del fenomeno.

Del resto appare evidente dai continui sequestri che il traffico sia sempre fiorente e che la Comunità Europea abbia da anni sul tavolo un drastico cambiamento della normativa, sempre annunciato ma mai arrivato in porto.

Speriamo che questo avvenga e che si arrivi a chiudere i rubinetti di questa dissennata importazione che tanti maltrattamenti fa subire ai cuccioli oggetto della tratta.

Ermanno Giudici
Presidente


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