Uno, nessuno o tre garanti (bipartisan) per gli animali.

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Uno, nessuno o tre garanti (bipartisan) per gli animali.

Il Presidente ENPA: pronti a collaborare con il Comune ma servono i fatti.

Subito il Regolamento.

 

Editoriale di Ermanno Giudici

pag. 10 “La città degli animali” del – Corriere della Sera – del 22/11/2016

Milano sembra non essere una città per gli animali, forse al di là delle apparenze non lo è davvero mai stata con tutti gli annunci, le retromarce, gli interessi da bilanciare, le scelte sempre più politiche che non concrete. Questa è stata un po’ la cifra della precedente amministrazione, sulla carta molto attenta ai diritti degli animali poi però incapace di risultati pratici di ampio respiro, quelli che devono essere fatti da dialoghi non da chiusure, da ascolto del Comune e non di un lavoro portato avanti con troppo distacco da chi con gli animali lavora davvero. Ora a distanza di mesi dalle elezioni siamo passati da una presente assenza, quella dell’amministrazione precedente, a un’assenza assenza, sorda, silenziosa e anche un po’ irrispettosa dei cittadini. Scrivere in Comune per ottenere un appuntamento, per presentarci, per fare due chiacchiere in attesa di una riunione ufficiale è stato inutile, come un urlo silenzioso, come l’urlo di Munch. Nessuna risposta, nemmeno di cortesia, all’associazione più operativa sul territorio cittadino. Uno schiaffo che nemmeno le amministrazioni più ostili avevano mai riservato a ENPA. Ma in effetti nessun’altra amministrazione era sparita sul tema degli animali per così tanto tempo.

In compenso il tam tam della giungla milanese racconta di decisioni che si vorrebbero far passare sopra la testa delle associazioni, di una lotta fra assessorati sulla delega agli animali, dell’idea di trasformare il Garante per i diritti degli animali in una sorta di Trimurti che lo renda trino, per accontentare maggioranza e opposizione, con nomi anche improbabili. Di un regolamento che potrebbe essere un esempio lampante di un progetto senza fine, con buona pace di commissioni, riunioni e consigli richiesti e mai ascoltati, per impedire che uno strumento importante  diventasse solo un testo pieno di ripetizioni di norme già esistenti. Milano ha diritto di avere un assessore con la delega agli animali realmente attento ai diritti degli animali, rispettoso dell’attività delle associazioni che di questi si occupano perché le scelte vanno fatte dialogando e non nel silenzio e devono essere condivise. Si chiama democrazia partecipata, sussidiarietà che non significa e mai significherà, per ENPA, subordinazione alla politica. Il nostro padrone è la mission che portiamo avanti da sempre, senza o con pochi aiuti dal Comune, mentre qualcuno con gli animali ha fatto anche campagna elettorale. Vogliamo sia nominato il Garante, desideriamo avere un peso nella sua scelta, chiediamo di essere ascoltati da un assessore e non considerati fantasmi senza diritti.

Chiediamo che la politica rispetti gli animali e siamo pronti a collaborare lealmente con chiunque ce lo chieda, nel nome di un interesse comune: la difesa dei deboli, di tutte le categorie fragili, umane e animali.

 

Ermanno Giudici

Presidente ENPA Milano


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