Trasferimenti al CRAS di Vanzago

Trasferimenti al CRAS di Vanzago

Per un po’ di tempo avevamo già assaporato il tepore delle giornate primaverili, ma purtroppo per ora questa fase di bel tempo è terminata ed è stata sostituita da vento forte e qualche grado in meno.

E così da un paio di giorni è iniziato un via vai continuo di animali in difficoltà recuperati e portati dai cittadini nella nostra sede ENPA di Milano.

Nelle foto potete vedere una intera nidiata di cornacchie, un coniglietto selvatico e un riccio pronti per essere trasferiti al CRAS di Vanzago.

 

Nonostante questa fase contingente dovuta alle avverse condizioni atmosferiche, durante la quale effettivamente possono aumentare i casi di quelli davvero in difficoltà, raccomandiamo sempre la massima prudenza nel soccorrere gli animali. A volte non necessitano dell’intervento umano ma sono in grado perfettamente di cavarsela da soli.

Comunque, nel dubbio, prima di intervenire, telefonate, chiedeteci un consiglio o visitate la nostra pagina:

https://www.enpamilano.org/consigli/cosa-fare-in-caso-di/soccorso-selvatici-in-difficolta/soccorso-ai-piccoli-di-specie-selvatica-quando-intervenire-2/


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Cucciolo di lepre consegnato a ENPA Milano da una dodicenne

Un cucciolo di lepre di pochissimi giorni, ieri pomeriggio, è stato trovato a Paullo in fin di vita ed è stato consegnato ai nostri operatori… da una ragazzina di soli 12 anni. Siamo sempre grati ai cittadini che ci aiutano nelle operazioni di soccorso degli animali in difficoltà, ma questa volta siamo decisamente rimasti stupiti dalla forza di volontà di questa giovane ragazza.
 
Giulia abita a Paullo e ieri mattina, uscendo di casa, si è accorta di un piccolo corpicino steso a terra di fianco al cancelletto di ingresso. Ha capito subito che si trattava di un leprotto, che era ancora in vita ma sofferente (era sdraiato sul fianco e respirava affannosamente), così si è attivata per trovare informazioni su cosa avrebbe potuto fare per aiutarlo.
 
Dapprima ha coinvolto i compagni di classe, grazie a un gruppo di Whatsapp, che si sono allarmati e hanno iniziato a cercare a loro volta informazioni. Non contenta ha chiamato sua madre, al momento al lavoro, che le ha consigliato di chiamare l’ENPA. La mamma è sempre la mamma! Benché Paullo sia in provincia di Lodi, la sede più vicina è Milano. Giulia ha contattato i nostri operatori che, purtroppo, non sarebbero riusciti a raggiungerla prima di alcune ore, in quanto entrambi gli automezzi di soccorso erano impegnati in altri interventi. Giulia allora non si è scoraggiata e ha chiesto a una vicina di casa di accompagnarla dalla nonna. Un’oretta dopo Giulia, mamma, nonna e leprotto erano nella reception della nostra sede.
 
Il leprotto deve essere rimasto senza cibo per parecchio tempo, era ipotermico e ipoglicemico. In poche ore, nutrito con latte in polvere e miele e riscaldato sopra a un tappetino elettrico, ha recuperato le energie ed è uscito dalla fase critica.
 
È stato seguito per tutta la notte da una volontaria e, nel primo pomeriggio, è stato trasferito al Centro di Recupero per Animali Selvatici di Vanzago, gestito dal WWF, dove sarà svezzato e, al momento opportuno, rimesso in libertà.
Siamo grati a Giulia per il suo gesto di generosità, oltre che alla sua famiglia che le ha insegnato dei valori che sicuramente condividiamo. Ma siamo soprattutto felici di poter vedere tanta sensibilità e intraprendenza in una “bambina di oggi”, che siamo sicuri farà parte di chi si prenderà cura del mondo di domani.

Cuccioli di ghiro trovati in giardino, consegnati a ENPA Milano

Questi sei cuccioli di ghiro, di pochissimi giorni di vita, sono stati trovati nel giardino di un’abitazione a Varallo Sesia, in provincia di Vercelli, grazie anche alla curiosità di un cane che, dopo aver scovato i corpicini, ha attirato l’attenzione della sua proprietaria.

Sul ballatoio e nel prato di casa la donna ha quindi trovato 6 piccoli ghiri ancora vivi che, molto probabilmente, erano caduti da una tana scavata nel sottotetto dell’abitazione. Non trovando tracce della mamma, la donna li ha raccolti e li ha portati in casa. Essendo sera ha avuto difficoltà a trovare informazioni corrette su un centro a cui affidare i piccoli selvatici appena rinvenuti pertanto, dopo alcune ricerche, si è messa in auto per consegnare i cuccioli direttamente alla sede ENPA di Milano, aperta fino a mezzanotte per il ritiro di animali in difficoltà.

Nonostante i ghiri non fossero stati rinvenuti nel territorio di competenza della nostra sede, i nostri volontari non hanno esitato ad accoglierli e li hanno subito fatti visitare dai veterinari in turno. I piccoli sono stati trovati in salute e reattivi, sono stati nutriti con del latte in polvere e, questa mattina, sono stati trasferiti al CRAS di Vanzago, dove saranno seguiti nella crescita fino a quando diventeranno autonomi e potranno essere rimessi in libertà.


Bocconi avvelenati, se la legge al momento non c’è

Decaduta l’ordinanza reiterata nel 2008, da marzo c’è un pericoloso vuoto normativo

Dal Corriere della Sera di martedì 3 maggio 2016, La città degli animali, p. 11

C’era una volta il lupo cattivo e gli animali cosiddetti “nocivi”. Fino al ’77 potevano essere uccisi senza pietà anche con l’uso dei bocconi avvelenati. Poi abbiamo studiato, un po’ di più e con minori pregiudizi, e la nostra specie si è resa conto di avere per secoli commesso grandi errori di valutazione e di aver sterminato gli animali che si trovavano ai vertici della catena alimentare, i predatori. Da quel momento i lupi sono diventati animali particolarmente protetti e l’uso dei bocconi avvelenati, come strumento di contenimento degli animali selvatici, è stato proibito. Questo però non è bastato per far cessare un odioso quanto pericoloso comportamento e così, nonostante i divieti, gli avvelenatori sono proliferati uccidendo non solo la fauna, ma diventando sterminatori di cani e gatti nelle nostre città, senza disdegnare colombi, nutrie e cornacchie.

Piccoli reati secondo i più, crimini anti-sociali per i più attenti che hanno visto in queste azioni, nell’accettazione che lo spargimento di tossici potesse ammazzare anche un bimbo, dei comportamenti sociopatici pericolosi, devianze da combattere e un pericolo da contrastare. Per questo il Ministero della Salute nel 2008 promulgò un’ordinanza, un provvedimento urgente e contingente che ribadiva il divieto di utilizzo di esche e bocconi avvelenati, regolamentando sia l’impiego delle sostanze tossiche per usi “leciti”, come le derattizzazioni, sia gli obblighi delle amministrazioni pubbliche in caso di ritrovamento di bocconi avvelenati e quelli dei veterinari, anche privati, in caso di sospetto avvelenamento di animali. Un provvedimento tampone che doveva costituire il preludio di una legge organica che regolamentasse in modo definitivo la materia, per evitare pericoli per uomini e animali. Questa previsione non si è mai concretizzata e quindi nel tempo l’ordinanza, con alcune modifiche, è stata prorogata di anno in anno, pur con la consapevolezza di usare uno strumento giuridicamente sbagliato. Siamo arrivati al marzo del 2016 quando l’ordinanza non è più stata rinnovata per dare il via, forse nelle intenzioni, a una legge definitiva che però non sembra all’orizzonte degli impegni governativi.

In questo momento quindi nessuna norma sui bocconi avvelenati detta procedure obbligatorie ai Comuni e ai veterinari pubblici e privati, scomparendo anche l’obbligo di far fare esami tossicologici sulle esche sospette. Un grande passo indietro, colmato solo in due regioni da leggi ad hoc, che non lascia grandi speranze per l’immediato futuro.

In Lombardia dove non esiste una legge regionale specifica non resta che applicare i poco efficaci articoli del Codice Penale e di alcune leggi speciali, che poco prevedono e che ancor meno sono efficaci. Speriamo di non dover attendere una disgrazia per avere una miglior normativa sui bocconi avvelenati.

Ermanno Giudici
Presidente ENPA Milano


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Tutela animali, la difficoltà di sostentamento di ENPA e altre associazioni

Non soltanto l’oasi di Vanzago, con la quale collaboriamo da sempre, è a rischio di estinzione ma anche l’operatività di ENPA Milano rischia di essere seriamente compromessa da una crisi senza fine, accompagnata da una cronica mancanza di contributi da parte delle amministrazioni pubbliche.
La nostra sede da più di un decennio non riceve un Euro di contributo pubblico da Comune, Provincia e Regione, pur svolgendo un’attività importante che rappresenta un punto di riferimento per la cittadinanza del territorio. Questo fatto, che reputo davvero vergognoso, rischia di far scomparire o ridimensionare molto i servizi offerti agli animali, sia che siano effettuati da ENPA Milano o da altre realtà come il WWF.
Se non fosse per le offerte, i contributi, le attività della clinica veterinaria e i lasciti testamentari la nostra sede avrebbe già dovuto chiudere i battenti: la nostra sopravvivenza è legata alla generosità di chi ci sostiene, senza alcun riconoscimento degli enti pubblici.
Chi vuole aiutare chi opera concretamente per gli animali sostenga le associazioni che hanno un’attività concreta, che dimostrano di essere operative. Senza il sostegno dei cittadini rischiano di chiudere i battenti e con loro anche tanta parte di assistenza agli animali feriti, maltrattati, in pericolo.
Per aiuti: donazioni.enpamilano.org
Ermanno Giudici
Presidente


La storia del pipistrello svezzato da ENPA Milano

Ve lo ricordate?

E’ il pipistrello che, un mese fa, è stato trovato e raccolto in strada da una passante probabilmente caduto da un nido e, dopo alcuni tentativi di svezzamento, viste le difficoltà riscontrate, è stato affidato ai nostri operatori.

Una volta accertato il suo stato di salute dai veterinari dell’associazione, il pipistrello di pochi giorni di vita è stato consegnato al CRAS di Vanzago, il Centro Recupero Animali Selvatici preposto ad ospitare la fauna selvatica.

Purtroppo nel periodo primaverile-estivo crescono esponenzialmente i soccorsi di animali in difficoltà e le consegne da parte dei cittadini, non solo per ENPA Milano ma per tutte le realtà che si occupano di tutela animale: con spirito collaborativo è stata presa la decisione di lasciare il piccolo pipistrello alle cure dei nostri operatori, in modo tale da non intasare il CRAS e lasciare la precedenza agli animali consegnati direttamente dai cittadini.

Il piccolo è quindi rimasto in ENPA Milano, affidato giorno e notte alle cure di una nostra operatrice che ha acquisito sempre maggiori competenze, grazie al supporto esterno della dott.ssa Tomassini dell’Associazione Tutela Pipistrelli di Roma.

Proprio in virtù di questo nuova esperienza, l’ENPA è entrata in contatto con l’Oasi Valpredina di Bergamo, un CRAS con uno staff specializzato e con la disponibilità di ampi spazi organizzati proprio per lo svezzamento dei pipistrelli: il centro ha accettato di accogliere il piccolo di ENPA Milano per seguirlo nella crescita fino a renderlo completamente autonomo. Sabato 19 luglio il pipistrello di ENPA Milano è stato quindi trasferito e ha iniziato a convivere con altri piccoli della sua età: da qui procederà con il suo percorso di svezzamento, imparerà a mangiare prede vive, sarà seguito nell’apprendimento del volo e, infine, sarà reinserito in natura.

La storia di questo pipistrello non è solamente una storia a lieto fine, rispetto a quelle meno felici di molti pipistrelli soccorsi nelle sue condizioni. Vuole invece essere d’esempio per ricordare come la condivisione di uno spirito collaborativo tra CRAS, ENPA, specialisti e cittadini sia fondamentale per dare l’opportunità ad animali selvatici in difficoltà non solo di sopravvivere, ma anche di recuperare la vita nel loro ambiente naturale, possibilità purtroppo molto rara.

ENPA Milano vuole quindi ringraziare associazioni e specialisti con cui collabora in maniera sinergica ma soprattutto i cittadini che quotidianamente soccorrono animali in difficoltà e li consegnano in mani esperte: ricordiamo quanto è importante non improvvisarsi veterinari o svezzatori, perché, oltre a mettere in pericolo la vita dell’animale, si rischiano sanzioni per la detenzione di animali selvatici, pratica vietata per legge.


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